Euribor negativo: dove stanno andando i tassi di interesse sui mutui

Credito 2Dai recenti rapporti mensili dell’Abi emerge un incremento dell’ammontare complessivo dei finanziamenti bancari concessi per l’acquisto di abitazioni: 1,1% su base annua. Il tasso medio sui mutui per l’acquisto di immobili a uso abitativo ha raggiunto il 2,30%, nuovo minimo storico (2,33% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). In totale, le nuove erogazioni di mutui  a tasso fisso rappresentano due terzi. Quali sono le condizioni che hanno determinato l’abbassamento dei tassi medi sui per l’acquisto di abitazioni?

Il quantitative easing, il programma di acquisto di titoli di Stato varato dalla Bce a gennaio e partito a marzo, sta spingendo i rendimenti dei bond sotto zero. La nuova manovra della Banca di Francoforte si è ripercossa sui prestiti bancari determinando una riduzione dell’Euribor: da meno 0,3% a meno 0,4%. Ricordiamo che la maggioranza dei mutui contratti dalle famiglie italiane è indicizzata all’Euribor (il tasso interbancario di offerta in euro).

Cosa determina l’ammontare dei tassi di interesse sui mutui?
Per comprendere meglio quali siano le contingenze che intercorrono tra le politiche monetarie della Bce e il singolo cittadino, è necessario specificare i fattori considerati per calcolare l’ammontare dei tassi fissi e variabili applicati ai mutui.

Un mutuo a tasso variabile verrà rimborsato secondo la formula: Euribor + spread: 

  • L’ Euribor è un tasso di interesse interbancario i cui valori di mercato vengono fissati tutti i giorni in cui la Borsa è aperta.
  • Lo spread applicato dalle banche, una componente fissa, rappresenta il margine che la banca decide di applicare al tasso di interesse ed è determinato dai seguenti fattori: rischio, guadagno, spese di gestione istituzione della pratica. La scelta di applicare uno spread alto o basso, dipende esclusivamente dalla volontà dell’Istituto di credito. Minore sarà lo spread, minori saranno gli interessi da restituire, per cui sarà fondamentale orientare la propria preferenza nei confronti di un mutuo con uno spread molto basso a partire dall’inizio. Il valore dello spread oscilla mediamente tra lo 0,5% e il 3%.

Verso scenari inesplorati
Secondo quanto riportato dal Telegraph, gli analisti di Morgan Stanley, società leader nel settore finanziario mondiale, definiscono il fenomeno dei tassi di interesse negativi come “esperimento pericoloso”, che potrebbe erodere i profitti delle banche dell’Eurozona dal 5% al 10%. Uno scenario inesplorato che ha colto di sorpresa banche e analisti, che non hanno ancora capito come fronteggiare gli effetti delle politiche monetarie dei primi mesi del 2016 condotte dalla Bce. Gli analisti sono dubbiosi riguardo alla sostenibilità di tali disposizioni e soprattutto si dimostrano scettici sulla creatività della recente politica monetaria condotta dalla Bce.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’Euribor a 1 mese è sceso sottozero per la prima volta nella storia; il tasso finale dei mutui ad esso indicizzati dovrebbe essere inferiore allo spread seppur di qualche millesimo. Considerato che il tasso annuo nominale del mutuo variabile è il risultato della somma tra spread ed Euribor, che adesso, come visto, è negativo, gli analisti si chiedono se le banche lo sottrarranno davvero.

Le banche sono chiamate a rispettare i termini contrattuali. Il messaggio di Bankitalia è stato chiaro: le banche non devono applicare una soglia pari a zero ai parametri negativi. Alcune settimane fa la Palazzo Koch aveva inviato una comunicazione a tutti gli istituti bancari, richiedendo che nel calcolo del tasso applicato ai mutui e agli altri finanziamenti bancari i parametri base (Euribor 1M, 3M o 6M) con valore negativo venissero detratti dagli spread applicati. In questo senso si può notare che in passato il Centro tutela consumatori utenti è riuscito a ottenere che il parametro negativo (Euribor 3M) venisse detratto dallo spread.

Misure esperibili dai mutuatari
In un’intervista rilasciata a Test Magazine l’Associazione consumatori di Bolzano invita i mutuatari, il cui contratto di mutuo non preveda nei termini alcun tasso soglia, a verificare che l’eventuale valore negativo dell’Euribor applicato al tasso del proprio mutuo venga detratto dallo spread.

Esempio
Secondo Test Magazine, prendendo in considerazione un mutuo di 200.000 con uno spread dell’1,5% e una durata di 15 anni, la detrazione del valore Euribor a 1 mese (meno 0,33%) porta a un risparmio di circa 360 euro all’anno, rispetto all’ipotesi con applicazione di “soglia zero” per lo stesso parametro base.

Euribor negativo: dove stanno andando i tassi di interesse sui mutui ultima modifica: 2016-06-03T19:30:28+00:00 da Salvatore Giannavola

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