Euroansa, Cecchini e l’importanza di abbandonare le cattive abitudini post pandemia

La pandemia ha avuto delle ripercussioni importanti sulla vita di tutti noi, lasciandoci delle abitudini che rischiano di avere pesanti ripercussioni anche a livello professionale. Sugli effetti negativi del covid 19 sull’attività dei mediatori creditizi, in particolare, si è interrogato di recente Ansano Cecchini, presidente di Euroansa. Ne è nata una riflessione che vuole essere di sprone per i collaboratori della rete e non solo.

Nella puntata dell’11 marzo della rubrica Storie Cecchini si concentra sui comportamenti appresi durante la pandemia e che continuiamo a replicare giorno dopo giorno. “È stata sicuramente un’esperienza terrificante e la coda di abitudini che oggi si palesa può essere molto pericolosa anche a livello professionale – afferma -. Si tende a vivere una vita più isolata e si tende a essere meno creativi. Manca la curiosità, manca anche tutta una serie di cose determinanti per stare bene. Si tende ad una chiusura che non lascia spiragli al cambiamento e che impedisce anche mentalmente di desiderare cose nuove”.

Una caratteristica molto importante nel lavoro del mediatore creditizio è, invece, “quella di uscire, vivere, conoscere persone e gestire le relazioni”.

Per Cecchini serve dunque uno sforzo, anche importante, per “uscire dalla sfera di comfort, da un mondo che non esiste, fatto di isolamento casalingo, e da una non vita che porta con sé grosse problematiche, che poi inevitabilmente pesano sul lavoro di ognuno di noi”.

Rompere la cattiva abitudine acquisita, per il numero uno di Euroansa, significa ricominciare a uscire, vivere a contatto con le persone, per recuperare quello che è il motore delle società di mediazione creditizia: il marketing relazionale. “Continuare a isolarsi comporta solo conseguenze negative, tra cui la perdita di un numero considerevole di opportunità”, conclude.