Eurofidi: chiuse le indagine, in 19 a processo

Eurofidi LogoAccuse di falso in bilancio e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. Questo l’esito delle indagini del Nucleo di Polizia Tributaria di Torino sul crac del più grande confidi italiano con un buco accertato di 50 milioni, causato da fidi scoperti concessi a piccole imprese, si sono concluse.

Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza del capoluogo piemontese ha notificato avvisi di garanzia nei confronti di 19 indagati: si tratta di 12 componenti del consiglio di amministrazione, tra cui l’ex presidente Massimo Nobili, l’ex direttore generale, Andrea Giotti, cinque componenti del collegio sindacale e un responsabile della revisione dei bilanci, tutti in carica negli anni 2013 e 2014.

Le investigazioni sono state avviate all’indomani della liquidazione volontaria del Consorzio Eurofidi, formalizzata il 5 ottobre 2016, dopo il mancato aumento di capitale, resosi necessario per garantire la continuità aziendale.

Sebbene Eurofidi fosse sottoposto per legge al controllo da parte della Banca d’Italia, in quanto esercente attività di intermediazione nel settore finanziario, secondo l’accusa i componenti degli organi di amministrazione e controllo avrebbero nascosto a Palazzo Koch la reale esposizione al rischio di credito derivante dal rilascio di garanzie per circa 50 milioni di euro, non coperte da controgaranzie del Fondo centrale di garanzia (Fcg). Questo avrebbe determinato la sussistenza di un “rischio residuo”, in relazione alla possibile inefficacia degli strumenti di mitigazione del rischio di credito concesso a terzi dal confidi.

Eurofidi: chiuse le indagine, in 19 a processo ultima modifica: 2017-07-07T11:19:49+00:00 da Paolo Tosatti

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