Eustacchio Allegretti, business development manager PrestitoSì: “Le società di mediazione devono puntare sul reclutamento e la formazione dei giovani. La segnalazione? Servono regole chiare e certe”

Allegretti, Prestitosì“Sono entrato in questa società a febbraio scorso e sin dal primo momento ho trovato un ambiente accogliente, dinamico e pronto a recepire il mio contributo e le mie idee sull’organizzazione della struttura e sul modo di intendere la professione di intermediario del credito. Oggi sono al lavoro insieme all’intero staff per rendere la nostra realtà sempre più competitiva e vicina ai clienti”. Eustacchio Allegretti, business development manager di PrestitoSì, illustra i piani di sviluppo dell’azienda.

Al momento della nascita PrestitoSì si occupava principalmente di cessioni del quinto e di prestiti personali. Oggi avete allargato il vostro business anche ai mutui per le famiglie e ai finanziamenti alle imprese. Con quali obiettivi?
Quelle che abbiamo avviato sono iniziative molto impegnative, per la realizzazione delle quali è necessario poter contare su buone convenzioni con gli istituti di credito e avere un back office strutturato ed efficiente. Estremamente importante è poi la formazione degli agenti: servono corsi di perfezionamento e aggiornamento costante, che rendano i collaboratori preparati sui prodotti e sulle loro specifiche caratteristiche. Al momento uno dei nostri principali obiettivi è quello di allargare la rete e per farlo è necessario ampliare i servizi che gli agenti possono offrire ai clienti.

Chi è il vostro agente ideale?
A mio avviso oggi una società di mediazione non deve guardare solo agli agenti con esperienza pregressa ma puntare molto sul reclutamento e la formazione dei giovani. Non a caso PrestitoSì ha dato vita alla sua Academy, che tra le varie iniziative portate avanti si è anche dedicata all’organizzazione di un corso abilitante specificamente incentrato sui prodotti di finanziamento alle imprese.

Nei giorni scorsi avete lanciato due portali di comparazione, Comparatore.eu e RataOk.it. Che aspettative avete?
Il lancio dei portali ha richiesto a PrestitoSì un impegno considerevole, sia in termini economici che di tempo. Siamo però convinti che si tratterà di iniziative di successo, dalle quali ci attendiamo ritorni significativi.

Dove sta andando oggi il mercato della mediazione creditizia?
Attualmente il mercato è più ristretto di quanto si potesse immaginare quando è stata varato il decreto legislativo 141. Le società di riferimento sono al massimo una quindicina, mentre le altre sono piccole o piccolissime realtà. Questo rende la nostra una professione di nicchia. Il problema è che alcuni provvedimenti in discussione potrebbero incrinare l’equilibrio che è stato raggiunto dal comparto.

Si riferisce alla possibile reintroduzione della figura del segnalatore?
A partire dall’entrata in vigore del decreto legislativo 141 lo sforzo comune di tutti, dalle istituzioni alle associazioni di categoria, dai sindacati agli operatori, è stato quello di migliorare alcuni meccanismi e correggere alcune storture che la nuova disciplina, inevitabilmente, aveva portato con sé. Questo nell’ottica di un costante miglioramento del servizio offerto ai consumatori finali, persone e famiglie che hanno necessità di denaro per soddisfare i propri bisogni o realizzare i propri progetti. Tutta questa mole di lavoro rischia adesso di essere vanificata dalla reintroduzione del segnalatore, che, se non adeguatamente regolamentata, potrebbe portare alla crisi dell’intero comparto. È facile infatti notare che, se per fare l’agente è necessario un percorso di formazione professionale e il rispetto delle norme che disciplinano questa specifica attività, una figura di segnalatore non circoscritta da specifici paletti e regole potrebbe produrre danni considerevoli. Il decreto legislativo 141 è stato introdotto per “pulire” e riorganizzare il mercato, che era ridotto a una “giungla”. Sono state stabilite norme puntuali e precise, che hanno richiesto enormi investimenti di energie, tempo e denaro a tutti i soggetti intenzionati a continuare a svolgere la professione di mediatore. Rebus sic stantibus, l’eventuale reintroduzione del segnalatore dovrà avvenire sulla base di regole estremamente chiare, altrimenti il rischio concreto è quello di compromettere pesantemente la nostra professione. Come presidente di Assoprofessional sono curioso di vedere qualche proposta di legge messa per iscritto. Altrimenti si continuerà solo a parlare in termini astratti, senza capire e senza poter ragionare su ciò che avverrà o potrebbe avvenire in termini concreti.

Eustacchio Allegretti, business development manager PrestitoSì: “Le società di mediazione devono puntare sul reclutamento e la formazione dei giovani. La segnalazione? Servono regole chiare e certe” ultima modifica: 2018-09-21T13:30:19+00:00 da Paolo Tosatti

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