Experian: mutui su del 49% per la generazione Z a gennaio. Meno prestiti, più risparmi

Experain LogoI ragazzi della generazione Z, quelli che hanno tra 10 e 25 anni, a gennaio 2021 hanno contratto più mutui e prestiti finalizzati rispetto a un anno prima. E ne hanno siglati di più anche rispetto alla generazione precedente, la Y, che annovera chi ha tra 26 e 40 anni. La curiosità emerge dall’ultimo Rapporto sul credito italiano di Experian, diffuso a febbraio.

Mutui aumentati del 49% e prestiti finalizzati su del 23% per la generazione Z

Da un punto di vista generazionale, secondo Experian, nell’ultimo report spicca “la crescita di prestiti finalizzati (+23,21%) e dei mutui immobiliari (+49,15%) nella categoria Z (10-25 anni), che registra tassi superiori anche a quelli della precedente generazione Y (26-40 anni), che segna rispettivamente un +17,16% e +23,39%”.

Meno prestiti personali, più carte di credito

Nel campo dei prestiti personali, invece, il confronto con l’anno scorso rimane negativo: un -19,78% che “è sia indice di una diffusa e marcata prudenza nell’indebitamento che di un’anomalia italiana”.

Come riportato dall’European Consumer Payment Report 2020 di Intrum, in Italia solo l’11dei GenZer ha preso soldi a prestito non utilizzando la carta di credito mentre in Europa questo dato sale al 21%.

Questa differenza, sempre secondo il report, è spiegabile secondo più parametri: in primis il fatto che i giovani italiani escono di casa mediamente più tardi (a 30 anni) rispetto ai loro coetanei europei (a 26), beneficiando dell’appoggio familiare, ma anche una tendenza a vedere il futuro in maniera più segnatamente pessimista.

La preoccupazione per la gestione dei debiti

La preoccupazione su come gestire i debiti e farne di nuovi è comune e in Italia il 72% degli intervistati ha ammesso di essere estremamente cauto nell’intraprendere azioni di indebitamento.

Venendo poi alla generazione Z, il 78% pensa che il covid-19 abbia peggiorato il proprio benessere finanziario ed il 56% prevedeva un ulteriore declino nell’arco dei prossimi 6 mesi, manifestando una mancanza di fiducia nel futuro che riflette tuttavia anche un approccio molto più pragmatico al mondo della finanza personale.

La ricerca di un posto di lavoro stabile e la propensione al risparmio

Il rapporto sul credito di Experian evidenzia come i giovani della generazione Z sin da subito abbiano dimostrato di cercare posti di lavoro stabili e ben retribuiti, prediligendo il lavoro dipendente a quello autonomo e uno stipendio sicuro e costante a discapito della carriera.

Inoltre “puntano a far crescere i loro risparmi nel tempo per garantirsi un futuro migliore, piuttosto che spendere subito soldi che non hanno, evidenziando un rapporto completamente diverso con il denaro: molto meno legato a sistemi di credito bancario e al contrario profondamente connesso a servizi fintech semplici e intuitivi che diano spazio anche a logiche di accantonamento“.

Non a caso, secondo un sondaggio Deloitte è emerso che il 52% della generazione Z è maggiormente orientata all’utilizzo delle carte di debito e, secondo molti ricercatori, questo approccio è destinato a rivelarsi più fruttuoso di quello dei millennial.