Fabi: patrimonio delle famiglie aumentato del 35% in 6 anni (+7% nel 2025). Focus su assicurazioni e prestiti

Fabi, logo

In sei anni la ricchezza delle famiglie è aumentata di 1.600 miliardi, il 35% in più rispetto al 2020. A rilevarlo è un’analisi della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), che ha messo a confronto i dati della Banca d’Italia tra il 2020 e il 2025.

La comparazione restituisce la fotografia di un patrimonio non soltanto più consistente, ma anche più articolato nella sua composizione. La crescita interessa infatti, con intensità differenti, quasi tutte le principali componenti della ricchezza finanziaria delle famiglie, evidenziando una maggiore diversificazione del patrimonio tra liquidità, strumenti di investimento e comparto assicurativo.

La liquidità continua a rappresentare una componente fondamentale del patrimonio delle famiglie, tuttavia cresce con un’intensità inferiore rispetto agli altri strumenti. Le assicurazioni diminuiscono nel confronto con il 2020, ma tornano ad aumentare a partire dal 2022. Mentre prosegue la flessione dei prestiti.

Le famiglie italiane continuano a rappresentare uno dei principali fattori di stabilità economica del Paese. In cinque anni hanno incrementato la propria ricchezza finanziaria di oltre 1.600 miliardi di euro, raggiungendo livelli mai registrati prima – ha dichiarato Lando Sileoni, segretario generale della Fabi. È un patrimonio costruito nel tempo, frutto del lavoro, della capacità di programmare il futuro e di una cultura del risparmio che continua a rappresentare una delle caratteristiche più solide dell’Italia. L’aspetto più interessante che emerge dai dati non riguarda soltanto la crescita della ricchezza, ma la sua evoluzione e diversificazione. La liquidità continua a occupare un ruolo centrale nelle scelte delle famiglie, ma aumenta anche il peso degli investimenti e degli strumenti assicurativi. È il segnale di un patrimonio che diventa progressivamente più articolato e diversificato, nel quale convivono l’esigenza di mantenere risorse immediatamente disponibili e quella di valorizzare il capitale nel medio-lungo periodo

Il confronto 2024 – 2025

Il confronto tra il 2024 e il 2025 conferma la crescita della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane anche nell’ultimo anno, che aumenta di 446,3 miliardi di euro, passando da 6.041,4 miliardi a 6.487,7 miliardi (+7%).

Le azioni e le partecipazioni registrano la crescita più consistente, aumentando di 292,9 miliardi di euro (+16,4%) e raggiungendo quota 2.077,2 miliardi. Seguono i fondi comuni, che crescono di 58,1 miliardi (+6,9%) fino a 901,9 miliardi, le polizze assicurative, in aumento di 46 miliardi (+4,1%) a 1.174,4 miliardi, e i titoli, che salgono di 27,7 miliardi (+5,6%) fino a 523,6 miliardi. Più contenuta, invece, la crescita della liquidità.

Conti correnti e depositi aumentano di 23,5 miliardi di euro (+1,5%), raggiungendo complessivamente 1.603,2 miliardi. L’incremento è determinato esclusivamente dai conti correnti (+34,8 miliardi), mentre gli altri depositi registrano una flessione di circa 11,4 miliardi.

La diversa intensità delle crescite evidenzia come, nel corso del 2025, l’aumento della ricchezza finanziaria abbia interessato soprattutto le componenti diverse dalla liquidità, contribuendo a una composizione del patrimonio più articolata rispetto all’anno precedente in cui prudenza e ricerca del rendimento convivono senza contrapporsi”, precisa l’analisi.

La liquidità resta un pilastro del risparmio

Nonostante la crescita più contenuta rispetto alle altre componenti del patrimonio, la liquidità continua a rappresentare una quota rilevante della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane. Conti correnti e depositi raggiungono complessivamente oltre 1.600 miliardi di euro, confermando come sicurezza e disponibilità immediata continuino a essere una priorità.

L’analisi delle singole componenti evidenzia però un cambiamento nelle modalità di gestione della ricchezza complessiva – si legge nel report -. I conti correnti crescono di circa 35 miliardi, mentre i depositi vincolati si riducono di oltre 11 miliardi, segnalando una preferenza per strumenti immediatamente disponibili piuttosto che per forme di risparmio immobilizzate nel tempo. Il dato evidenzia dunque che la liquidità continua a svolgere una funzione di stabilità e di protezione del patrimonio, ma non assorbe più la gran parte della nuova ricchezza prodotta. Una quota crescente del risparmio viene infatti indirizzata verso strumenti di investimento caratterizzati da maggiori prospettive di rendimento”.

Assicurazioni consolidano il recupero avviato negli ultimi anni. Prosegue la flessione dei prestiti

Diverso l’andamento delle assicurazioni e dei prestiti. Le assicurazioni sono tornate a crescere nel 2025 dopo un periodo di flessione. Mentre i prestiti registrano una flessione dal 2022.

Nel dettaglio, il patrimonio relativo alle assicurazioni era pari a 1.185,9 miliardi nel 2020. È poi salito a 1.206,6 miliardi nel 2021 e a 1.605,3 miliardi nel 2022. Nel 2023 è sceso a 1.086,4. Per poi risalire a 1.128,4 miliardi nel 2024 e a 1.174,4 nel 2025.
Nel 2025 la crescita si è attestata a 46 miliardi, con un incremento del 4,1%

Il comparto consolida così il recupero avviato negli ultimi anni e rafforza il proprio ruolo nella pianificazione patrimoniale delle famiglie. La crescita delle polizze assume un significato particolare perché riguarda strumenti che, oltre a rappresentare una forma di investimento, svolgono una funzione di protezione del capitale e garanzia sul futuro. Il rafforzamento degli investimenti assicurativi indica dunque, accanto alla ricerca di rendimento, attenzione verso la tutela del patrimonio e la pianificazione finanziaria. Due esigenze che sembrano convivere sempre più spesso nelle scelte dei risparmiatori italiani”, precisa lo studio della Fabi.

Prosegue invece il calo dei prestiti. Se nel 2020 il loro importo si attestava a 10,8 miliardi ed era salito a 11,4 miliardi nel 2021. A partire dal 2022 si è assistito a un progressivo calo, che ha visto la cifra passare a 9,3 nel 2022; 8,5 nel 2023; 8,46 nel 2024 e 8,19 nel 2025. Tra il 2024 e il 2025 la flessione è stata di 268 milioni, con una contrazione del 3,17%.

Le banche come presidio economico e sociale dei territori

La Federazione autonoma bancari italiani sottolinea il ruolo degli istituti bancari in questo contesto e sottolinea l’importanza della consulenza e della professionalità de personale bancario.

 “Una ricchezza di queste dimensioni aumenta anche la responsabilità del sistema bancario. Quando milioni di famiglie affidano alle banche il proprio patrimonio, diventa ancora più centrale il valore della consulenza, fondata sulla professionalità, sull’esperienza e sulle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. Il rapporto di fiducia con i clienti rappresenta un elemento essenziale nella gestione del risparmio. La tecnologia potrà offrire strumenti sempre più evoluti, ma non potrà sostituire la capacità di interpretare i bisogni delle persone e di accompagnarle nelle scelte più importanti per il futuro delle loro famiglie. Questa fotografia dimostra come il risparmio privato continua a rappresentare una delle principali risorse strategiche del Paese. È una ricchezza che sostiene l’economia, alimenta gli investimenti e contribuisce alla stabilità del sistema. Per questo deve essere tutelata con politiche capaci di favorire la crescita, rafforzare la fiducia e valorizzare il ruolo delle banche come presidio economico e sociale dei territori”, ha concluso Lando Sileoni.