Fabio Picciolini, presidente Consumers’ Forum: “Anche i consumatori devono trovare un posto tra le associate Oam”

PiccioliniFabio Picciolini, presidente del Consumers’ Forum, è una voce che da anni rappresenta i consumatori, “grandi esclusi”, a detta di molti, dal gruppo delle associate Oam. Anche a lui abbiamo chiesto un giudizio sul primo mandato dell’Organismo, ormai prossimo alla conclusione.

Come si è comportato l’Oam nei primi tre anni di attività? È riuscito a svolgere i compiti che gli erano stati assegnati?
L’Oam è un organismo di recente costituzione e dunque i primi due anni circa sono stati dedicati all’organizzazione interna. Solo nell’ultimo anno si può parlare di un funzionamento pieno ed effettivo, che ha portato infatti a una serie di miglioramenti sul fronte della gestione degli elenchi e della vigilanza. Tuttavia, a mio avviso, per dare un giudizio compiuto sarà necessario aspettare un altro po’ di tempo. Al di fuori di ogni dubbio possiamo affermare che diverse cose sono state fatte ma che molte ancora ne restano da fare.

Perché tra le associate Oam non c’è neanche un’associazione che rappresenta gli interessi dei consumatori?
Io sono sempre stato e resto convinto che la professione e la figura dell’intermediario del credito esistono perché ci sono i clienti. Individui, famiglie e imprese sono soggetti che hanno specifiche necessità. Compito dell’intermediario è di comprendere e analizzare i loro bisogni, individuando i prodotti migliori in grado di soddisfare le loro esigenze. Stando così le cose continuo a non capire per quale motivo i rappresentanti dei consumatori non siano stati invitati a divenire associati dell’Oam, come è stato fatto invece, ad esempio, con le banche. Si tratta di una battaglia che porto avanti da diversi anni. La considero una condizione imprescindibile per il corretto funzionamento dell’Organismo e noi del Consumers’ Forum continueremo a riproporre la questione ogni volta che se ne presenterà l’occasione. Mi auguro che nel prossimo futuro si comprenderà che è necessario introdurre dei correttivi al decreto 141 e che in quella sede si possa pensare anche al problema della mancata rappresentanza dei consumatori.

Su cosa si dovrà concentrare l’Organismo nel prossimo triennio?
Certamente l’abusivismo, che continua a rappresentare un enorme problema per tutto il settore e a produrre gravi danni sia agli operatori che ai consumatori. A parer mio, però,la cosa più importante che il prossimo board dovrà fare è quella di riuscire a convincere tutti i soggetti che fanno parte della filiera del credito che il rispetto della normativa è una parte imprescindibile della loro professione, sradicando una forma mentis figlia di un sistema privo di regole che è stato a lungo in vigore ma che ora è definitivamente, per fortuna, superato. Si tratta di promuovere attivamente un cambio di paradigma, cosa che si è già iniziata a fare anche se in modo ancora non sufficiente. È chiaro che anche le associazioni di categoria in questo contesto sono chiamate ad assumere un ruolo determinante. Dovrebbero pensare ad esempio a redigere dei codici deontologici e ad elaborare strumenti di autoregolamentazione. L’Oam deve riuscire a dotarsi di una forza e di una credibilità tali da esercitare una moral suasion sull’intero settore, come fa la Banca d’Italia con gli istituti di credito.

Fabio Picciolini, presidente Consumers’ Forum: “Anche i consumatori devono trovare un posto tra le associate Oam” ultima modifica: 2015-06-27T09:49:34+00:00 da Paolo Tosatti

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