Fabio Picciolini, presidente Consumers’ Forum: “Serve una politica di lungo periodo di sostegno ai consumi interni”

picciolini“I primi sei mesi dell’anno sono andati abbastanza positivamente per quanto riguarda le richieste di mutuo; meno buona, anche se certamente non negativa come l’anno passato, è stata invece la perfomance del credito al consumo, che ha fatto registrare sensibili contrazioni in alcuni settori, tra cui quello dell’auto. La ripresa di cui tanto si parla è in realtà una ripresina”. Tracciando un sintetico bilancio del primo semestre dell’anno Fabio Picciolini, presidente del Consumers’ Forum, ci tiene a mettere i puntini sulle “i”. “La contrazione del prezzo delle abitazioni, che si è attestato su una media del 10% a livello nazionale, invoglia chi ha un lavoro stabile a provare a ottenere un mutuo per acquistare casa e questo chiaramente sostiene il mercato dei prestiti immobiliari e del mattone, che possono fornire una spinta significativa all’economia, ma per far sì che questo trend si consolidi sono necessari interventi mirati, che negli ultimi anni sono mancati”.

Il bonus di 80 euro stabilito dal governo è utile per far ripartire i consumi?

Si tratta certamente di un’iniziativa interessante. Questa somma può essere utilizzata dai consumatori per piccoli accantonamenti in vista di esigenze future, oppure per pagare bollette e altre spese o ancora, appunto, per i consumi. È verosimile che una parte venga investita proprio in questo modo. Il problema di fondo, però, è quello di dare continuità a tale iniziativa, perché è chiaro che se permane un’incertezza di fondo sulle prospettive economiche, singoli e famiglie piuttosto che spendere sono incentivati, per quanto possibile, ad accumulare. Quello che serve è una politica di lungo periodo di sostegno ai consumi interni. In questo senso si è espresso anche il governatore della Bce Mario Draghi nei giorni scorsi, quando ha dichiarato che alle famiglie europee devono andare 1.000 miliardi, che le banche non potranno tenere per loro come hanno fatto negli ultimi anni.

L’introduzione del Pos per i commercianti e i professionisti colpirà veramente l’evasione, aiutando a risistemare i conti pubblici?

Al momento il costo del contante in Italia è di 10 miliardi l’anno. Solo riducendo questa spesa si otterrebbero degli evidenti vantaggi e l’introduzione del Pos va appunto in questa direzione. Si deve però vigilare affinché le banche non facciano ricadere i costi di questo strumento sui commercianti, che inevitabilmente finirebbero per scaricarlo sui consumatori finali.

Al momento comunque non sono previste sanzioni per chi non si adegua…

È vero ma almeno si è cominciato a tracciare una strada, che porta verso la progressiva riduzione del contante e il parallelo aumento dell’impiego della moneta elettronica.

A un anno e mezzo dalla riforma del settore dell’intermediazione del credito, che bilancio si può tracciare? Le modifiche introdotte hanno avuto risultati positivi?

Direi di sì. Finalmente i professionisti di un settore che per lungo tempo è stato caratterizzato da una scarsità di regole e paletti hanno capito che per svolgere il proprio lavoro è necessario formarsi, aggiornarsi e responsabilizzarsi. Come è inevitabile, questo non vale per tutti e l’esercizio abusivo della professione rappresenta un problema non certo marginale. Gli abusivi fanno male al mercato in prima battuta e a loro stessi in seconda. Il loro destino nel lungo periodo è quello di essere espulsi dal mercato. L’Oam ha lanciato una battaglia sull’abusivismo che deve essere combattuta da tutti gli esponenti della categoria. Nei Paesi anglosassoni quello dei mediatori è un canale fondamentale per la distribuzione del credito. Lo stesso deve succedere qui da noi. Prima si capisce che per svolgere al meglio la professione è necessario adeguarsi alle regole stabilite, maggiori saranno i vantaggi per tutti.

Cosa pensa della nuova prova valutativa gestita dall’Oam?

È un indubbio passo in avanti, che obbligherà le società che fanno formazione a rispettare delle regole ben precise e gli esaminandi a prendere sul serio l’obbligo di formazione a aggiornamento.

Fabio Picciolini, presidente Consumers’ Forum: “Serve una politica di lungo periodo di sostegno ai consumi interni” ultima modifica: 2014-07-11T11:33:25+00:00 da Paolo Tosatti

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