Fabio Rufini, dirigente servizio vigilanza Enasarco: “Lo scopo delle ispezioni è indirizzare i soggetti sottoposti a verifica verso comportamenti virtuosi”

Rufini EnasarcoIllustrare gli obblighi e le procedure di iscrizione e contribuzione, fornire aggiornamenti sulla normativa in essere, con particolare riferimento all’accertamento ispettivo, offrire delucidazioni sulle prestazioni erogate e su come gestire un eventuale contenzioso. Sono questi gli obiettivi principali del corso di formazione “Enasarco: tutto quello che c’è da sapere per gli intermediari del credito”, organizzato a Roma martedì 30 settembre da SimplyBiz, in collaborazione con Luiss Business School e la stessa Enasarco. “Questo incontro si inserisce nell’ambito delle iniziative che la nostra Fondazione ha posto in essere negli ultimi anni nel settore delle mediazione creditizia”, ci spiega al telefono Fabio Rufini, dirigente del servizio vigilanza dell’Ente. “Il decreto legislativo 141 ha profondamente innovato la disciplina dell’intermediazione del credito, modificando in modo sostanziale il ruolo e la figura del mediatore, dell’agente in attività finanziaria e del collaboratore. Per queste ragioni l’Enasarco ha ritenuto opportuno avviare da subito un dialogo con l’Oam, che ha portato alla firma di un protocollo di intesa sulla base del quale è stata avviata un’utile collaborazione tra i due soggetti in materia di vigilanza. Inoltre la Fondazione ha partecipato a una serie di incontri, convegni, tavole rotonde e altre iniziative organizzati dalle associazione di categoria per fare il punto sulle nuove norme e sui relativi oneri, vincoli e doveri sorti in capo agli operatori. Da questo punto di vista gli obblighi di iscrizione e contribuzione erano in parte già noti agli intermediari che si avvalevano del contratto di agenzia ma si è reso necessario un lavoro di “aggiornamento” che desse contezza delle nuove previsioni di legge”.

Durante l’incontro sarà riservata particolare attenzione al tema delle verifiche ispettive. È perché si tratta di un tasto dolente?

In passato gli operatori del settore non erano molto abituati alle ispezioni degli enti previdenziali. Il nostro intento è quello di illustrare in modo semplice quali sono i diritti e i doveri del vigilato, le potestà degli ispettori, che cosa è un verbale di accertamento e quali strumenti si hanno a disposizione per far valere le proprie ragioni nel caso non si concordi con le conclusioni di un simile verbale. Parleremo anche del regime sanzionatorio, focalizzandoci in particolare sulla possibilità offerta dal legislatore di una riduzione delle sanzioni nel caso in cui il soggetto a cui sono comminate ponga in essere determinati comportamenti, come ad esempio il riconoscimento del proprio debito. Speriamo di riuscire a veicolare un messaggio per noi estremamente importante e cioè che oggi l’ispettore di vigilanza ha perso quell’approccio leggermente “poliziesco” che aveva in passato in favore di uno più costruttivo, di tipo “consulenziale”, finalizzato a indirizzare il soggetto sottoposto a verifica verso comportamenti virtuosi.

Da questo punto avete già notato un cambiamento di mentalità da parte degli operatori?

Rispetto a quando abbiamo avviato le prime ispezioni possiamo certamente dire che a un originario atteggiamento di perplessità e diffidenza da parte dei vigilati sono subentrate una maggiore apertura e un approccio più collaborativo. Ovviamente a nessuno fa piacere ricevere un’ispezione ma  possiamo dire che, in generale, fino ad oggi le verifiche si sono sempre svolte in un clima di sostanziale serenità. Quello che abbiamo percepito è stata soprattutto la volontà da parte degli operatori di comprendere quali comportamenti e attività porre in essere in modo da risultare in linea con la normativa vigente.

Quante ispezioni avete fatto fino ad oggi?

Circa una ventina, in due anni.

E come sono andate?

La percentuale di irregolarità è risultata in media elevata ma c’è da dire che le violazioni riscontrate sono risultate nella maggior parte dei casi di lieve entità e originate, per quanto abbiamo potuto costatare, non da una volontà elusiva quanto da una scarsa conoscenza delle norme. Evidentemente gli operatori hanno bisogno ancora di un po’ di tempo per familiarizzare con la disciplina, considerato anche che la riforma del decreto 141 ha cominciato a produrre effetti concreti dal 2012, quindi da soli due anni. Siamo fiduciosi che le cose andranno progressivamente migliorando.

Fabio Rufini, dirigente servizio vigilanza Enasarco: “Lo scopo delle ispezioni è indirizzare i soggetti sottoposti a verifica verso comportamenti virtuosi” ultima modifica: 2014-09-26T11:59:13+00:00 da Paolo Tosatti

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