Fabrizio Vedana, vice direttore generale Unione Fiduciaria s.p.a.: “La IV Direttiva Antiriciclaggio avrà un impatto significativo sul piano organizzativo e operativo degli intermediari del credito”

Vedana, Unione FiduciariaAbrogando le precedenti disposizioni in materia e allineando gli Stati membri ai più avanzati standard internazionali di settore, la direttiva n. 2015/849/UE, meglio conosciuta come IV Direttiva Antiriciclaggio, è destinata a produrre effetti di rilievo sul piano organizzativo, informatico e operativo delle banche e degli intermediari del credito. Con l’aiuto di Fabrizio Vedana, vice direttore generale di Unione Fiduciaria s.p.a., analizziamo le principali novità della disciplina, che saranno al centro dell’incontro organizzato dalla società a Milano il 31 gennaio, nella sala convegni del Touring Club Italiano. Unione Fiduciaria s.p.a. è stata costituita nel 1958 da otto banche popolari. Nel corso degli anni l’attività dell’azienda si è notevolmente diversificata e ai servizi di amministrazione fiduciaria se ne sono aggiunti molti altri di matrice consulenziale, organizzativa e informatica.

Può spiegare sinteticamente cosa prevedono le nuove norme?
In primo luogo le regole dettate dall’Unione europea portano con sé l’obbligo per banche e intermediari di dotarsi di procedure per l’adeguata verifica della clientela molto più dettagliate rispetto a quelle ad oggi vigenti. Il provvedimento introduce inoltre una serie di disposizioni in materia di trasparenza sugli assetti societari. Una terza importante novità è rappresentata dalla necessità di dotarsi di sistemi whistleblowing, dunque di allerta interna, che consentano ai dipendenti dell’intermediario di segnalare a un soggetto terzo eventuali violazioni della normativa in materia di antiriciclaggio commesse dai colleghi. Vi sono da ultimo alcune novità in materia di sanzioni: vengono sensibilmente irrobustite quelle amministrative e parallelamente alleggerite quelle penali.

Cosa dovranno fare in concreto le banche per adeguarsi?
Le banche dovranno raccogliere i dati aggiornati di tutti i loro clienti, compilando i nuovi questionari di adeguata verifica. Tutte queste informazioni dovranno poi essere inserite in un sistema informatico, che dovrà elaborarle per restituire un profilo di rischio del cliente, realizzato grazie a degli algoritmi che tengono conto di diversi dati e di diversi parametri. Infine gli intermediari dovranno nominare un soggetto indipendente al quale dovranno essere inoltrate le segnalazioni nell’ambito della procedura di whistleblowing. Grazie a questi passaggi le banche otterranno una conoscenza ancora più approfondita della clientela e potranno monitorare con maggior rigore eventuali operazioni anomale, che potrebbero riservare spiacevoli sorprese e portare a provvedimenti sanzionatori nei confronti dell’istituto da parte delle autorità di vigilanza. Chiaramente l’adeguamento alla nuova disciplina presuppone un lavoro lungo e complesso, che non si esaurirà nel giro di qualche mese ma che verosimilmente richiederà non meno di un paio di anni per essere ultimato.

Come sarà strutturato il convegno che avete organizzato per martedì prossimo?
L’incontro sarà diviso in due momenti: durante il primo daremo voce ai rappresentati delle istituzioni, tra cui Banca d’Italia e Guardia di Finanza; nel corso del secondo prenderanno invece la parola gli esponenti del mondo bancario, finanziario e assicurativo, che racconteranno come si stanno concretamente preparando a recepire la nuova normativa.

Fabrizio Vedana, vice direttore generale Unione Fiduciaria s.p.a.: “La IV Direttiva Antiriciclaggio avrà un impatto significativo sul piano organizzativo e operativo degli intermediari del credito” ultima modifica: 2017-01-28T18:34:31+00:00 da Paolo Tosatti

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