Federconfidi, tutti i numeri del 2015. Mulatero: “Momento decisivo per la storia dei confidi”

Federconfidi LogoOltre 2,6 miliardi di garanzie rilasciate, in contrazione del 17% su base annua. Finanziamenti garantiti per 7,2 miliardi, anche in questo caso in calo del 17% sui dodici mesi. Circa 85mila imprese associate. Sofferenze in contrazione da 504 a 494 milioni. Sono questi i numeri di Federconfidi al 31 dicembre 2015. A rivelarli è stato Pietro Mulatero, presidente della federazione che riunisce i confidi di matrice confindustriale, nel corso dell’assemblea annuale che si è svolta oggi a Roma.

All’incontro hanno preso parte Ciro Rapacciuolo, del Centro Studi Confindustria; Pier Giorgio Piccioli, presidente di Assoconfidi; Gerardo Baione, dirigente direzione generale per gli incentivi alle imprese ministero Sviluppo Economico; Salvatore Vescina, del nucleo di valutazione e analisi per la programmazione del Dipartimento per le politiche di coesione della presidenza del Consiglio dei ministri; Matteo Zanetti, presidente del gruppo tecnico finanza e credito di Confindustria.

Durante il suo intervento Mulatero ha richiamato l’attenzione sulla riduzione dell’operatività che i confidi hanno conosciuto negli ultimi anni, tra le cui cause, vi è “l’accesso diretto delle banche al Fondo centrale di garanzia”. Fenomeno, che, ha aggiunto il presidente “da un lato limita significativamente le potenzialità dei confidi e dall’altro ha un effetto non positivo sulle aziende”.

I finanziamenti accolti dal Fondo centrale sono cresciuti nel 2015 rispetto la precedente esercizio, ha sottolineato Mulatero, “mentre i soli finanziamenti intermediati dai confidi si sono ridotti, a beneficio, è fuor di dubbio, dei finanziamenti bancari garantiti direttamente dal Fondo”.

A parità di finanziamenti, ha proseguito il numero uno di Federconfidi, i consorzi di garanzia “assorbono una quota inferiore di risorse pubbliche e private. In questa prospettiva auspichiamo una valorizzazione della garanzia privatistica dei confidi e vediamo positivamente l’impegno che il Mise (il ministero della Sviluppo Economico, ndr) sta dimostrando nel delineare la riforma del Fondo centrale fondata su alcuni intaccabili principi cardine, tra i quali la riduzione dell’assorbimento delle risorse pubbliche tramite l’adozione di un nuovo modello di valutazione delle imprese che riparametra le percentuali di copertura del Fondo, il principio di neutralità di copertura, nella prospettiva delle imprese, tra garanzia diretta e contro-garanzia; l’ampliamento della platea delle imprese beneficiarie”.

I confidi, secondo Mulatero, “stanno attraversando un momento realmente decisivo della loro storia, caratterizzato dal ripensamento della legge quadro, dalla nascita dell’Organismo per la tenuta dell’elenco dei confidi minori e dall’iscrizione dei confidi vigilati nell’albo unico ex articolo 106 del T.u.b.”.

A maggio Federconfidi ha partecipato all’audizione della commissione Finanze della Camera per la riforma della legge sui confidi, sottolineando l’urgenza di un’azione politica volta a favorire la patrimonializzazione del sistema dei confidi, il riordino della filiera della garanzia, l’ampliamento e il potenziamento dei servizi destinati alle pmi, la semplificazione e la razionalizzazione degli adempimenti che oggi sono duplicati tra confidi e banche. “Nei giorni scorsi è stata approvata dalla Camera dei Deputati la legge delega – ha spiegato Mulatero – che da un primo esame sembrerebbe aver recepito la surrichiamata istanza”.

Per quanto riguarda il nuovo Organismo per la tenuta dell’elenco dei confidi minori, Federconfidi, ha aggiunto Mulatero, “ha proposto alcuni nominativi da inserire nell’organo di gestione dell’Organismo e a breve si attende la designazione degli stessi”.

Federconfidi, tutti i numeri del 2015. Mulatero: “Momento decisivo per la storia dei confidi” ultima modifica: 2016-07-14T15:56:11+00:00 da Paolo Tosatti

Print Friendly
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: