Federpromm: Eurovita, necessaria azione coordinata per risanare la compagnia

Federpromm LogoI consulenti finanziari, nello svolgimento della loro attività professionale, si ritiene, hanno consigliato e agito sempre nell’interesse del cliente e nel pieno rispetto della regolamentazione del settore. Mentre forse un’attenzione maggiore andrebbe riservata al ruolo e funzione svolta dai regolatori del mercato e agli addetti al controllo interno delle specifiche attività sulle verifiche della stabilità finanziaria della compagnia, prima che esplodesse il caso del commissariamento di Eurovita”. È quanto sostiene Federpromm (Federazione intercategoriale consulenti, promotori finanziari, operatori dei mercati finanziari, creditizi e assicurativi) sul caso Eurovita.

Sul caso di Eurovita si assiste ormai da diverso tempo ad una lettura diversificata sui media di ampio respiro, apocalittico con una rassegna stampa di settore a volte mirata sulle posizioni espresse dai vari soggetti coinvolti, non ultimo le associazioni dei consumatori che avanzano una class action nei confronti dei ‘colpevoli’ che hanno collocato le polizze della Compagnia ai propri clienti/investitori”, si legge in un comunicato stampa della Federazione.

In questa fase di incertezza, in cui sta montando un clima di sfiducia, si rischia, secondo Federpromm, una sindrome da burn out nel sistema assicurativo italiano. Secondo il sindacato degli operatori assicurativi, se non si interviene nel modo giusto potrebbero prodursi effetti devastanti nel medio-lungo termine su tutta la filiera del risparmio gestito e della stessa natura dei prodotti legati alle polizze del ramo vita.

Finora le varie proposizioni avanzate dai vari soggetti coinvolti, anche con la mediazione del Governo, non hanno prodotto risultati sufficienti a tranquillizzare gli oltre 350.000 assicurati con Eurovita e le stesse aziende interessate ad intervenire (banche assicurazioni ed intermediari) non hanno trovato un punto di accordo che ricapitalizzasse la società in modo da soddisfare le richieste e le aspettative dei titolari delle varie polizze, sia quelle riferite al ramo I (cd gestione separate) che quei sottoscritti del ramo III (cd unit linked) – ha affermato il presidente Manlio Marucci -. Ipotizzare per il sindacato, come è stato proposto da più parti, un intervento di ultima istanza per salvare la Compagnia, anche attraverso la costituzione di un ‘fondo di solidarietà’ è prematuro considerando che vi sono tutte le risorse finanziarie ed economiche capaci di intervenire nei rispettivi ambiti di riferimento e sicuramente prima della fine del commissariamento saranno trovate le soluzioni migliori affinché tutti i soggetti interessati trovino la combinazione giusta per ridare credibilità allo stesso sistema assicurativo e gli stessi clienti poter serenamente esprimere la loro volontà di riscattare le proprie posizioni legate alle polizze sottoscritte o di mantenere l’investimento fino alla durata dei singoli contratti”.

Nel frattempo Federpromm, attraverso i propri consulenti tecnici e consulenti legali, sta esaminando le singole posizioni dei vari clienti che si sono rivolti all’organizzazione per affiancarli nelle varie azioni che si riterranno necessarie.