Fiaip Piemonte: due donne fondarono la Fiaip Torino. Il racconto della prima presidente, Luisa Depanis

Luisa Depanis, prima presidente Fiaip TorinoEra il 1977 e due donne, Luisa Depanis e Antonietta De Stefanis Palazzo, fondarono il collegio provinciale di Fiaip Torino (Federazione italiana agenti immobiliari professionali). A ripercorrere la loro esperienza è la Fiaip Piemonte, che in occasione della festa della donna ha diffuso la testimonianza di Luisa Depanis, classe 1952, presidente Fiaip Torino dal ‘78 al ’90, una delle prime donne a diventare agente immobiliare nella città e a sostenere l’esame di abilitazione professionale e di iscrizione al ruolo.

“Nel ’77 creammo Fiaip Torino in contemporanea con la nascita della Federazione nazionale. Subito, il collegio provinciale fu presieduto da Antonietta De Stefanis Palazzo, ma l’anno dopo si trasferì in un’altra città e la presidenza del collegio passò a me. Un anno più tardi, insieme a dei colleghi, creammo anche il collegio regionale del Piemonte – racconta Depanis -. Il giorno del mio esame ero l’unica donna presente. Agli inizi degli Ottanta ci saranno state, sì e no, 4 o 5 donne in tutta la città a svolgere il mestiere di agente. Allora era una professione prettamente maschile, come quasi tutte d’altronde, fatte poche eccezioni”.

Depanis ha cominciato ad occuparsi delle case quando aveva solo 16 anni, prima come dipendente, poi all’età di 25 anni aprendo la sua prima agenzia in via San Quintino. Non è stato facile per lei inserirsi nel mondo del lavoro.

“Era un mestiere da uomini ed era difficile ricevere fiducia ed ottenere un incarico di vendita – spiega -. Ero giovane e donna, si doveva sgomitare un po’: bisognava riuscire a far superare l’iniziale diffidenza. Infatti, i primi clienti erano soprattutto persone un po’ fuori dagli schemi, con personalità bizzarre, che mossi anche dalla curiosità, sceglievano di affidarsi a una figura femminile. Per esempio, artisti, imprenditori che avevano viaggiato, ex nobili. C’era chi teneva in casa rettili, chi addirittura aveva un piccolo squalo in un acquario e chi comprava casa con borsoni di cambiali”.

Ma oltre al fattore culturale, era un lavoro che per una donna presentava qualche rischio: “Si va per case per visionare gli alloggi e fare stime. Si entra, ci si chiude la porta alle spalle e si resta sole con il proprietario. Non sai mai che tipo di persona ti trovi davanti e non sono mancati gli inconvenienti – prosegue –. C’era chi prendeva l’occasione al balzo per fare qualche avances: ricordo un gioielliere che mi invitò a trattenermi aprendo una scatola con un rolex d’oro dentro. Ma ci fu anche chi cercò di serrare la porta, lo sviai con astuzia, inventando di dover scendere e raggiungere un collaboratore. Comportamenti spiacevoli e acquisizioni perse. Il mondo poi è cambiato velocemente”.

In generale, la professione di agente immobiliare ha avuto una sua dignità con il tempo. “Era un lavoro che nasceva sul campo, da chi lo faceva: una stretta di mano al bar e via, a prescindere se si era esperti o meno. Una modalità che lasciava ampio spazio agli errori. Poi è diventata una professione, grazie anche al lavoro delle Federazioni che hanno saputo organizzare bene questo mestiere”, aggiunge.

Infine Depanis si sofferma sul ruolo delle associazioni nella professionalizzazione del ruolo dell’agente immobiliare: “L’impegno di associazioni come la Fiaip ha portato a un cambiamento radicale dell’agente immobiliare, soprattutto nei confronti del cliente, per la tutela di chi compra e vende casa. Hanno formalizzato la professione, puntando alle competenze, spesso trasversali, amministrative, fiscali, contrattuali. Oggi c’è tutta un’altra professionalità e la figura dell’agente immobiliare è cambiata in meglio”.