Fidisicilia e Frimmoney Impresa insieme per aiutare le Pmi siciliane a fronteggiare le conseguenze di una crisi

Una possibile chiave di volta per assistere le aziende nella sempre più difficile strada per accedere ai finanziamenti bancari. E’ stato l’argomento centrale del convegno, svoltosi martedì a Palermo, nella Sala Consiliare di Palazzo delle Aquile, promosso da Fidisicilia, la cooperativa catanese, dal 1981 attiva sul fronte dell’assistenza alle Pmi siciliane e da Frimmoney Impresa, il franchising creditizio espressione del network immobiliare Frimm.

Un’occasione importante per mettere l’accento sul sempre più strategico ruolo di collegamento  svolto dai confidi, organismi costituiti dalle aziende attraverso il conferimento di quote del loro patrimonio, tra le banche e il mondo produttivo. Una funzione esercitata, da un lato, mediante finanziamenti a tassi d’interesse agevolati, e, dall’altro, coprendo le banche dai rischi d’insolvenza delle stesse imprese assistite.

“L’attuale situazione di crisi economica, che condiziona soprattutto il tessuto produttivo del Mezzogiorno, caratterizzato da imprese spesso di dimensioni molto piccole e sottocapitalizzate che subiscono la stretta creditizia da parte degli istituti bancari (anche in relazione ai “paletti” posti dagli accordi di Basilea), sta aprendo per il sistema dei confidi ampi spazi di operatività anche in Sicilia”, sostiene Antonino Leone, presidente di Fidisicilia.

Scopo del convegno, che ha riunito un parterre qualificato di imprenditori attivi in svariati comparti produttivi e numerosi esponenti del mondo bancario nazionale, è stato proprio quello di sensibilizzare le imprese dell’isola sull’opportunità di avvicinarsi a questi attori dell’economia. “La nostra funzione aggiunge Leone, “oltre al supporto delle imprese iscritte per superare le barriere dell’accesso al credito, si basa anche su una serie di servizi utili alla formazione del loro asset finanziario. Per esempio l’assistenza nella realizzazione del rating: un’importante carta di presentazione per avviare un rapporto paritetico con le banche”.

Il convegno di Palazzo delle Aquile ha offerto anche uno spaccato attuale sul sistema dei confidi siciliano. Una realtà che mostra ancora un tasso di penetrazione basso nel tessuto imprenditoriale (non superiore al 6%), rispetto al 40% rilevato a livello nazionale e decisamente distante dai numeri di alcune regioni del nord. Tra queste, la Lombardia, che fa segnare un tasso di penetrazione pari al 96%.

Lo scenario sta però cambiando anche al Sud. “In Sicilia, in questi ultimi anni il trend degli affidamenti sta crescendo, specie per quanto riguarda le imprese attive nel comparto dell’artigianato, tradizionalmente radicato nell’isola”, dice il dott. Roberto Rizzo, dirigente del servizio operazioni creditizie di garanzia, presso l’Assessorato Regionale al Bilancio.

Complessivamente nel territorio siciliano operano una settantina di consorzi fidi. Trentaquattro di questi sono riconosciuti dalla Regione, per un totale di 23.854 aziende iscritte.

Attualmente la Sicilia è tra le poche regioni italiane a disporre di una legge quadro sui confidi, la n.11 del 2005: normativa in base alla quale i consorzi di garanzia riconosciuti possono accedere ai finanziamenti messi a disposizione da un apposito fondo rischi, alimentato ogni anno con risorse pari a 5 milioni e mezzo di euro.

Nella compagine dei confidi riconosciuti, sono attualmente 4 quelli che, in virtù del loro volume d’affari, hanno maggiori possibilità di accedere al registro degli intermediari, previsto dall’articolo 107 del Testo Unico Bancario. Un inquadramento, questo, che colloca in pratica la loro attività, alla stregua di vere e proprie banche.

Nel 2009 l’erogato complessivo in Sicilia ha fatto segnare un aumento del 41%, rispetto allo scorso anno. Una flessione, invece, è stata rilevata nell’importo medio dei crediti garantiti erogati alle aziende, contrattosi, sempre rispetto al 2008, da circa 42mila euro a 39mila euro. Spicca l’incremento delle garanzie, cresciute sui base annua, da 723 milioni a 943 milioni di euro.

Al convegno di Palazzo delle Aquile, la generale crescita del sistema confidi è stata confermata anche dalle statistiche del gruppo Frimmoney. “Nell’anno in corso a livello nazionale abbiamo istruito e presentato pratiche di affidamento per oltre 75milioni di euro, ovvero il 22% del nostro volume complessivo di consulenze”, specifica il responsabile Roberto Matetich. La tiplogia di clienti prevalente è rappresentata dalle società di capitali, soprattutto a responsabilità limitata, (il 51%, a fronte del 5% che riguarda invece le società per azioni), mentre le ditte individuali occupano una fetta del 25%.

Tipologie di prodotto più richieste il leasing (24%, i crediti chirografari (il 23%) e i crediti ipotecari, che rappresentano il 20% delle istanze.

Infine durante il convegno è stato posto l’accento sul ruolo dei consulenti e dei promotori, figure chiave all’interno delle aziende, in grado di assistere ed accompagnare le imprese nel loro processo di sviluppo, ma anche di aiutarle ad affrontare le necessarie evoluzioni che il mercato del credito impone, soprattutto a seguito delle normative imposte da Basilea 2. Un’evoluzione che finora è stata spesso poco attenzionata, talvolta sottovalutata o ignorata dalle imprese e dai consulenti, e che ha spesso determinato difficoltà di accesso al credito.

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Fidisicilia e Frimmoney Impresa insieme per aiutare le Pmi siciliane a fronteggiare le conseguenze di una crisi ultima modifica: 2009-12-18T16:03:30+00:00 da Flavio Meloni

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