Fimaa al Mef: “Tutti coloro che a qualunque titolo svolgano attività di mediazione creditizia, dispongano di requisiti attitudinali e professionali elevati”

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Fimaa approva il metodo applicato dal Ministero di consultazione pubblica su una tematica così delicata quale il credito e il risparmio delle famiglie – si legge in una nota -; così come ha apprezzato, in occasione del recente D.Lgs 59/2010, l’attenzione posta dal mondo politico tutto e dal Ministero di competenza, alle istanze presentate dalla categoria, che poi per buona parte sono state accolte in sede di definizione legislativa”.

Per Fimaa sono condivisibili le tematiche introdotte dalla direttiva comunitaria, tendenti a estendere gli strumenti di protezione del contraente debole nei rapporti concernenti i contratti di credito e soprattutto ad assicurare e rafforzare i poteri amministrativi inibitori e sanzionatori nei confronti degli operatori non corretti. Per questo ha chiesto l’innalzamento della professionalità degli operatori rispetto alla stessa soglia indicata nella direttiva. Fimaa infatti chiede che “tutti coloro che a qualunque titolo, anche per conto di società organizzate, svolgano attività di mediazione creditizia, dispongano di requisiti attitudinali e professionali elevati, conseguiti a seguito di apposito corso ed esame, e verificati periodicamente dall’istituendo Organismo di controllo”.

Inoltre Fimaa ha evidenziato alcuni aspetti della disciplina che “se tradotti in legge, potrebbero portare non solo a un inevitabile annientamento di molte valide e operose imprese oggi esistenti, ma altresì ad un evidente depauperamento del livello professionale degli operatori e conseguentemente di tutela del consumatore, contraente debole”.

Rispetto all’obbligatorietà della costituzione in persona giuridica ha evidenziato che appare ingiustificata. “Tale scelta è stata effettuata in base al ragionamento per cui l’organizzazione societaria sia sinonimo di maggior garanzia di tutela del consumatore. Nulla di più illogico e sconsiderato. La garanzia di professionalità e tutela degli interessi del consumatore non può essere in alcun modo assicurata dalla mera costituzione in veste di persona giuridica dell’operatore, ma esclusivamente dalla preparazione, serietà e competenza di chi svolge – in concreto – l’attività di mediatore creditizio. Prevedendo unicamente che i requisiti di professionalità ed onorabilità siano in possesso dei soli “soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo” (art. 128 quater 2) significa di fatto consentire alla organizzazione societaria di avvalersi di altri soggetti (dipendenti e collaboratori), che saranno quelli che di fatto gestiranno i contatti e intratterranno i rapporti con il consumatore, privi di detti requisiti, ovvero privi dei requisiti di professionalità ed onorabilità che riteniamo imprescindibili per svolgere detta attività”.

Per la Fimaa chiunque svolga attività di mediazione creditizia, anche per conto di società, deve essere in possesso di precisi e particolari requisiti che ne attestino la preparazione e competenza, come, ad esempio, il possesso di un apposito titolo di studio, la frequentazione di un corso preparatorio per il superamento di un esame abilitativo, la continua verifica periodica della permanenza della preparazione e competenza effettuata dall’Organismo di controllo.

In relazione alla scelta societaria la Federazione ha anche indicato come “Appare evidente che tale scelta proposta si possa ascrivere, unicamente, alla volontà di ridurre considerevolmente il numero degli esercenti l’attività di mediazione creditizia, attualmente “astrattamente” quantificabile in circa 100.000 soggetti. Certamente conveniamo che l’introdurre detta barriera (veste societaria e capitale sociale elevato) significherebbe ridurre il numero degli operatori, ma la riduzione avverrebbe unicamente sulla base di un criterio patrimoniale e sicuramente non professionale, con buona pace degli interessi e della salvaguardia dei diritti del consumatore debole”.

Riguardo all’incompatibilità tra agente in attività finanziaria e mediatore creditizio (art. 128 quater 3), la Fimaa ha evidenziato che anche questa scelta appare incomprensibile e immotivata. “Non si comprende la ratio di tale decisione. Mutuando sempre l’insegnamento dalla Legge 39/89 che prevede la possibilità per i mediatori in immobili e aziende di agire distintamente come mandatari a titolo oneroso o mediatori, non è chiaro quale sia la ragione logica di determinare l’impossibilità per un agente in attività finanziaria con mandato (anche esclusivo) per la promozione, ad esempio, di mutui retail di una sola banca, di svolgere l’ulteriore e distinta attività di mediatore creditizio per la commercializzazione, sempre a titolo esemplificativo, di più tipologie di prestiti personali (credito al consumo, cessioni del quinto dello stipendio e della pensione, prestiti ipotecari vitalizi, ecc.) convenzionandosi con più enti erogatori, in modo da prospettare al consumatore la possibilità di accedere al miglior prodotto del credito possibile o, comunque, a quello che meglio si adatta alla sua esigenza di quel momento”.

Per l’indicazione del compenso dell’intermediario del credito ai fini del calcolo del TAEG (art. 125-novies TUB) ha specificato che “l’eventuale compenso non è altro che la provvigione per i servizi resi dall’intermediario del credito, e come ha avuto modo di evidenziare più volte l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, la stessa non dovrebbe essere predefinita nel suo ammontare, ma dovrebbe essere trattata, negoziata, volta per volta tra le parti, ovvero tra l’intermediario del credito ed il cliente”.

Riguardo all’Organismo di controllo la Fimaa si augura che la scelta dei componenti deve avvenire, ad opera dell’ente preposto, tra i candidati indicati dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale, aderenti a Confederazioni firmatarie di contratto collettivo nazionale e presenti nel CNEL, in numero tale da rappresentare un’equa rappresentanza dei diversi e contrapposti interessi, al fine di garantire il massimo equilibrio nella composizione dell’organo stesso.

In riferimento al monomandato per gli Agenti di Affari Finanziaririteniamo che non debba essere una normativa che lo imponga, in quanto la riterremmo una limitazione al mercato e alla libera contrattazione tra le parti. Riteniamo inoltre cha la possibilità di consentire agli Agenti di assumere più mandati sia un forte elemento anche di garanzia per il cliente consumatore”.

Per l’attività di collocamento in via accessoria e strumentale anche di prodotti finanziari daparte degli agenti immobiliari la federazione si auspica il mantenimento dell’attuale disposizione dell’art.2 del D.P.R. 287/2000 in forza della quale è consentito a soggetti iscritti ad albi e ruoli professionali (quali gli Agenti Immobiliari) di collocare, in via accessoria e strumentale, anche prodotti di finanziamento.

Fimaa al Mef: “Tutti coloro che a qualunque titolo svolgano attività di mediazione creditizia, dispongano di requisiti attitudinali e professionali elevati” ultima modifica: 2010-05-23T21:04:03+00:00 da Flavio Meloni

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