Fimec, Del Vecchio: “Qualsiasi persona che si metterà in contatto con il pubblico dovrà avere gli stessi requisiti di professionali e di onorabilità delle società”

{jcomments on}“Abbiamo lavorato alle bozze del Ministero – ha spiegato Maurizio Del Vecchio presidente della Fimec – ma le osservazioni che abbiamo mandato non sono molto differenti da quelle che avevamo già inviato per la prima consultazione. In primo luogo contestiamo che i decreti, scritti dal Mef con la pesante collaborazione di Banca d’Italia, in diversi punti non si allineino alla Direttiva Europea 2848, in altri vanno in contrasto con i criteri base di concorrenza e mercato, quindi alla Legge 287/1990, in altri ancor non rispetta neanche la Legge Delega, la legge 88 del 2009”.

 

Per quel che riguarda i mediatori creditizi i primi rilievi mossi dalla Fimec fanno riferimento all’obbligo della persona giuridica: “La Direttiva Europea non parla esclusivamente di società, ma anche di persone fisiche – ha proseguito Del Vecchio –. Ma anche la comunitaria del 2008 parla di forma giuridica societaria, quindi tutti i tipi di società, mentre nei decreti si fa riferimento alle sole società di capitali, e anzi si aggiunge una ulteriore restrizione mettendo il limite dei 120.000 euro. Noi siamo partiti con la richiesta del mantenimento della persona fisica, ma oggi ci andrebbe bene la forma giuridica societaria così come previsto dal codice civile e prevedere per le società di grandi dimensioni, come era scritto nell’articolo 33, un capitale di 120.000 che obbliga a un livello di controllo maggiore come il collegio sindacale e tutto quello che sarà richiesto. Credo si stia spingendo l’idea che la grossa società di mediazione sia più affidabile per il mercato e dia meno problemi. Per noi non è così e la storia ce lo insegna”.

Altro appunto mosso dall’associazione è che scompaiono i requisiti di professionalità e onorabilità per tutte le persone fisiche che operano per conto delle società e “questo ci sembra eccessivo perché abbassando la professionalità si fa del male oltre che agli operatori anche al consumatore. Il decreto prevede forse dei paletti anche meno importanti rispetto a quelli di oggi, soprattutto per i requisiti di onorabilità”. La richiesta avanzata in questo caso è che qualsiasi persona che si metterà in contatto con il pubblico dovrà avere gli stessi requisiti di professionali e di onorabilità delle società. Quindi un esame per i nuovi e un accesso diretto per quelli che hanno svolto attività di tre anni negli ultimi cinque.

Altro punto che viene contestato è quello della esclusività dell’attività. “Anche questo non è previsto da nessuna delega – ha evidenziato il presidente -. Probabilmente al Ministero non hanno pensato che molti mediatori sono iscritti anche al RUI Isvap, ad esempio, per le posizioni assicurative legate ai prodotti, e leggendo testualmente le bozze dovrebbero cancellarsi. Questo vale anche per gli Agenti in attività finanziaria”.

La Fimec non si spiega come mai sia sparito il termine consulenza. “Anche se lo stesso Maresca ha dichiarato che si è tratto di una dimenticanza, e siccome era riportato nella prima bozza, vorremmo si inserisse nuovamente e anzi si affermasse con maggior forza la posizione di consulenza del mediatore”.

Rispetto al passaggio dai vecchi ai nuovi elenchisiamo d’accordo su tutto, l’unica cosa su cui abbiamo delle obbiezioni è che non è automatico, ma anzi ci vorrà una persona che dica all’operatore se è adeguato, anche se svolge l’attività da 10 anni. Secondo noi questa cosa va chiarita”.

Sul periodo di transizione: “Si legge che dopo 6 mesi dall’entrata in vigore della normativa Banca d’Italia cessa di tenere l’albo. Ma se dovesse accadere, come è successo per i promotori finanziari, che per costituire l’Organismo ci volessero 9 anni, cosa succederà? Per noi la cessazione dell’albo nelle mani di Banca d’Italia dovrebbe avvenire solo dopo la costituzione dell’Organismo”.

Riteniamo che le società di mediazione debbano essere indipendenti dalle banche, dalle finanziarie e dalle assicurazioni. Se queste società fossero partecipate verrebbe a mancare l’indipendenza”. Anche il limite al solo 10% non sta bene alla Fimec, ma anzi ha chiesto che non ci possa essere nessuna partecipazione.

L’ultimo punto per i mediatori è il 125 novies del Tub, dove si parla di credito al consumo. “Si dice che se un intermediario del credito rinnova l’operazione prima dei 2/5 dell’ammortamento non ha diritto alla commissione – ha evidenziato Del Vecchio – quindi deve lavorare gratis. Ci sembra eccessivo, perché nessuno farebbe più operazioni di rinnovo. A noi va bene lavorare a costi bassi ma non del tutto gratuitamente. E poi non si capisce perché il mediatore dovrebbe rinunciare alla sue commissioni e non la banca o l‘intermediario finanziario. Questo errore nasce dal fatto che è stato allargato un concetto legato alla cessione del V. Riteniamo che questo passaggio vada cancellato del tutto”.

Per gli agenti in attività finanziaria, alcune osservazioni combaciano con quelle evidenziate per i mediatori, ma ce ne sono altre che meritano un approfondimento.
I requisiti professionali e onorabilità, sono previsti solo per le società di capitali persone fisiche e per le persone fisiche vere e proprie, mentre per le società di capitali si ritrova lo stesso problema delle società di mediazione. Anche le criticità riferite all’esclusività, al periodo di transizione e al 125 novies vale quanto detto per i mediatori.

Poi invece c’è l’obbligo di mandato in esclusivache ridurrebbe l’attività di agenzia di molto. Oggi gli agenti svolgono l’attività per più banche e per più prodotti. Se andasse in porto questa normativa, accadrebbe, intanto, che gli intermediari finanziari monoprodotto difficilmente troverebbero agenti disposti a veicolarli. Di contro gli agenti si rivolgerebbero solo a banche e finanziarie pluriprodotto. Noi chiediamo che venga annullato il discorso del monomandato, perché limiterebbe il mercato e l’operatività”.

Rispetto alla possibilità che gli agenti immobiliari possano vendere mutui, la Fimec è assolutamente d’accordo e anzi lo vede come auspicabile.

Infine, rispetto all’Organismo riteniamo che dare la vigilanza e la possibilità di comminare sanzioni è eccesivo. Ci sembra più logico che sia Banca d’Italia a controllare e a determinare sanzioni”.

Fimec, Del Vecchio: “Qualsiasi persona che si metterà in contatto con il pubblico dovrà avere gli stessi requisiti di professionali e di onorabilità delle società” ultima modifica: 2010-05-28T22:00:00+00:00 da Flavio Meloni

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