Finanziamenti, Abi: a marzo contrazione dello 0,9% per quelli a famiglie e imprese. Miglior risultato da maggio 2012

Abi Logo BuonoNel mese di marzo il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione di meno 0,9% nei confronti di marzo 2014, meno 1,5% rispetto al mese precedente e migliore rispetto al meno 4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Lo rileva l’ultimo rapporto mensile dell’Abi, sottolineando che, nonostante il dato negativo, quello registrato a marzo è il miglior risultato per i prestiti bancari a famiglie e imprese da maggio 2012.

Il rapporto evidenzia che dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.820 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.409 miliardi.

I finanziamenti alle imprese hanno segnato nel trimestre dicembre 2014 – febbraio 2015 un incremento di circa il 7,6% sul corrispondente trimestre dell’anno precedente (dicembre 2013 – febbraio 2014). Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili sempre nello stesso trimestre si è registrato un incremento annuo di 42,4% rispetto al medesimo trimestre dello scorso anno. Nell’analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento del più 9,5%.

I tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,56%, minimo storico (3,60% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,70% (2,76% il mese precedente e segnando il valore più basso da ottobre 2010; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato al 2,36% (il valore più basso da giugno 2010) dal 2,40% di febbraio 2015 (5,48% a fine 2007).

A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze lorde sono risultate a febbraio 2015 pari a quasi 187,3 miliardi, dai 185,5 miliardi di gennaio 2015. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 9,8% a febbraio 2015 (8,5% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 16,5% per i piccoli operatori economici (14,4% a febbraio 2014; 7,1% a fine 2007), il 16,5% per le imprese (13,7% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,1% per le famiglie consumatrici (6,4% a febbraio 2014; 2,9% a fine 2007). Le sofferenze nette registrano a febbraio 2015 una diminuzione, passando da 81,3 miliardi di gennaio a 79,3 miliardi di febbraio. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,38% a febbraio 2015 dal 4,50% di gennaio 2015 (4,27% a febbraio 2014; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).

Ancora, diminuisce, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (a marzo 2015: -13,7%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 68,1 miliardi di euro) il che penalizza l’erogazione dei prestiti a medio e lungo termine. Mentre i depositi aumentano – sempre a fine marzo 2015 – di 43,8 mld di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +3,6%, +4,4% a febbraio 2015). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a marzo 2015 una diminuzione di circa 24,3 mld di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -1,4% (-1,2% a febbraio 2015), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.699,1 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di quasi 186,5 miliardi.

Infine, il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,38% (1,40% a febbraio 2015; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,65% (0,66% a febbraio 2015), quello sui PCT all’1,40% (1,45% a febbraio 2015). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 3,08% dal 3,10% del mese precedente.

Consulta la sintesi del Rapporto dell’Abi

 

Finanziamenti, Abi: a marzo contrazione dello 0,9% per quelli a famiglie e imprese. Miglior risultato da maggio 2012 ultima modifica: 2015-04-16T12:32:44+00:00 da Redazione

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