Finanziamenti, Unicredit: domanda più consapevole. Ma costi più alti rispetto all’Europa

A presentare domanda di finanziamento sono per lo più laureati e diplomati (62% nel 2009 rispetto al 57% nel 2007), con un reddito mediamente più elevato (nel 2009 i redditi superiori a 1.250 euro sono il 54% rispetto al 45% del 2007) e una minore dipendenza dall’affitto (80% non paga l’affitto rispetto al 74% nel 2007). “L’approccio delle famiglie italiane è sicuramente cambiato, evidenziando un atteggiamento sempre più responsabile e attento, per quel che riguarda il ricorso al credito. Sicuramente migliora il profilo della domanda che vediamo spostarsi verso quei segmenti di clientela più solidi da un punto di vista socio economico – ha dichiarato Raffaele Cicala, responsabile Household Financing, Business Unit specializzata nei finanziamenti ai privati e alle famiglie -. Sono elementi importanti e incoraggianti perché tutti gli attori in gioco possano guardare con maggiore serenità al settore del credito al consumo come uno strumento a supporto di una crescita futura”.
Dal rapporto di UniCredit emerge come nel 2009 le consistenze di credito siano state pari a 551,7 miliardi di euro, con una variazione annua pari al 6,16%.

I prestiti personali
Il prestito personale si conferma uno strumento finanziario trasversale alle diverse fasce di reddito: utilizzato nel 54% dei casi da chi possiede redditi medio o alti. Secondo il Rapporto di Unicredit, appare sempre più legato alle esigenze della famiglia ed è funzionale a soddisfare le necessità legate ai diversi momenti e alle fasi della vita (il 73% di chi ha un prestito lo utilizza per ristrutturare casa, acquistare beni durevoli o realizzare progetti familiari). Per i giovani e le neo-famiglie rappresenta un supporto immediato in prospettiva di redditi futuri (il 33% di chi ha un prestito ha meno di 35 anni), ma può servire anche per sostenere spese straordinarie o nuovi progetti abitativi, soprattutto nelle fasce centrali di età (il 48% ha tra i 35 e 54 anni).

Le carte con rimborso flessibile
La carta con un rimborso flessibile nel tempo, invece, si è diffusa maggiormente tra la clientela più evoluta e dinamica: giovani e con un livello di istruzione elevato (il 39% di chi ha richiesto e utilizzato una carta nel 2009 ha meno di 35 anni e il 72% è laureato o diplomato, 62% nel caso del prestito). La carta viene utilizzata circa una volta al mese per un importo complessivo annuo di circa 1.350 euro; un utilizzo decisamente più basso rispetto a quello del bancomat (3,1 volte al mese) e della carta di credito (3,3 volte al mese). La carta viene utilizzata soprattutto per sostenere spese occasionali (circa nell’80% dei casi).

I costi del credito
Il costo credito in Italia permane a livelli più elevati rispetto ad altri Paesi dell’Europa occidentale come Germania, Francia e Gran Bretagna. A riconoscerlo è stato l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, che spiegato come il fenomeno sia legato alla dimensione delle imprese: “in Italia ci sono molte pmi” e “la crisi ha accentuato i problemi”. Il gap è in via di recupero secondo Ghizzoni, ma per raggiungere la media europea ci vorrà almeno un altro anno: “Il 2011 sarà un anno ancora non facile, ma dal 2012 in poi i livelli saranno più accettabili”.

Finanziamenti, Unicredit: domanda più consapevole. Ma costi più alti rispetto all’Europa ultima modifica: 2010-11-25T09:55:34+00:00 da Flavio Meloni

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