Finestra sull’OAM, la Guida al Mediatore creditizio

  1. Chi è il Mediatore
  2. Requisiti per l’iscrizione negli Elenchi
  3. Requisiti organizzativi
  4. Collaboratori e dipendenti
  5. Obblighi formativi e prova valutativa
  6. Consulenza e attività assicurativa
  7. Divieti
  8. Comediazione e segnalazione
  9. Rapporti con Banche e Istituti Finanziari e Creditizi
  10. Compensi, provvigioni e fisco

1) Chi è il Mediatore

Si definisce Mediatore creditizio il soggetto che mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma (art. 128-sexies, del T.U.B., Testo unico bancario).

Ai sensi della legge il Mediatore creditizio può svolgere esclusivamente l’attività appena indicata, nonché attività connesse o strumentali alla stessa e quelle definite compatibili dalla normativa di settore in vigore.

Inoltre, nello svolgimento della propria attività, il Mediatore creditizio non può essere legato ad alcuna delle parti da rapporti che ne possano compromettere l’indipendenza.

L’attività di consulenza finalizzata alla messa in relazione di Banche o Intermediari Finanziari con la potenziale clientela al fine della concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma integra l’attività di mediazione creditizia ed è come tale soggetta a tutti i vincoli previsti dalla legge.

2) Requisiti per l’iscrizione negli Elenchi

Per esercitare la propria attività il Mediatore creditizio deve ottenere l’iscrizione nell’apposito Elenco gestito dall’OAM. L’iscrizione è subordinata al possesso di determinati requisiti (art. 128-septies del T.U.B.):

– forma di società per azioni, di società in accomandita per azioni, di società a responsabilità limitata o di società cooperativa;
– sede legale e amministrativa o, per i soggetti comunitari, stabile organizzazione nel territorio della Repubblica;
– oggetto sociale con previsione dell’esercizio dell’attività di mediazione creditizia in via esclusiva; possono essere previste le attività connesse o strumentali e quelle definite compatibili dalla normativa ai sensi dell’art. 17, comma 4-quater, del D.Lgs. n. 141/2010;
– possesso da parte di coloro che detengono il controllo e dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo dei requisiti di onorabilità ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. n. 141/2010;
– possesso da parte dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e direzione dei requisiti di professionalità, compreso il superamento di un apposito esame (qualora non esonerati per effetto del regime transitorio);
– possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) e di una firma digitale con lo stesso valore legale della firma autografa ai sensi del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e relative norme di attuazione.

Il capitale sociale versato non deve essere inferiore a quello previsto per le società per azioni dall’art. 2327 del Codice civile (50.000 euro), così come modificato dall’art. 20, comma 7, D. L. n. 91/2014 convertito in con la legge n. 116/2014.

Affinché l’iscrizione risulti efficace è necessaria la stipula di una polizza di assicurazione di responsabilità civile per i danni arrecati nell’esercizio dell’attività derivanti da condotte proprie o di terzi del cui operato la società risponde a norma di legge.

Infine l’iscrizione delle società di mediazione creditizia nel relativo Elenco è subordinata al possesso dei seguenti requisiti di professionalità da parte dei propri esponenti aziendali ai sensi dell’art. 14, comma 2, del D. Lgs. n. 141/2010:

– i soggetti con funzioni di amministrazione, direzione e controllo devono essere scelti secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che abbiano maturato un’esperienza complessiva di almeno un triennio attraverso l’esercizio di:

  •  attività di amministrazione o di controllo ovvero compiti direttivi presso imprese;
  •  attività professionali in materia attinente al settore creditizio, finanziario, mobiliare;
  •  attività d’insegnamento universitario in materie giuridiche o economiche;
  •  funzioni amministrative o dirigenziali presso enti pubblici, pubbliche amministrazioni, associazioni imprenditoriali o loro società di servizi aventi attinenza  con il settore creditizio, finanziario, mobiliare ovvero presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni che non hanno attinenza con i predetti settori purché le funzioni comportino la gestione di risorse economico-finanziarie;

– il presidente del consiglio di amministrazione deve essere scelto secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che abbiano maturato un’esperienza complessiva di almeno un quinquennio attraverso l’esercizio dell’attività o delle funzioni indicate sopra;

– l’amministratore unico, l’unico socio della società a responsabilità limitata, l’amministratore delegato e il direttore generale devono essere in possesso di una specifica competenza in materia creditizia, finanziaria, mobiliare maturata attraverso esperienze di lavoro in posizione di adeguata responsabilità per un periodo non inferiore a un quinquennio. Analoghi requisiti sono richiesti per le cariche che comportano l’esercizio di funzioni equivalenti a quella di direttore generale.

Ai fini dell’iscrizione coloro che svolgono funzioni di amministrazione e direzione, scelti secondo i criteri sopra descritti, devono, altresì, essere in possesso dei seguenti requisiti professionali ai sensi del comma 1 dell’art. 14 del D. Lgs. n. 141/2010:

– titolo di studio non inferiore al diploma d’istruzione secondaria superiore, rilasciato a seguito di un corso di durata quinquennale ovvero quadriennale integrato dal corso annuale previsto per legge, o un titolo di studio estero ritenuto equipollente a tutti gli effetti di legge (si segnala che con la Circolare n. 10/13 l’OAM ha previsto e introdotto le disposizioni inerenti la prosecuzione dell’attività di agenzia in attività finanziaria e di mediazione creditizia da parte di soggetti iscritti nei precedenti Elenchi tenuti da Banca d’Italia e privi di un diploma di scuola superiore di durata quinquennale, valevole solo per coloro i quali avessero fatto richiesta alla data fissata);

– frequenza di un corso di formazione professionale nelle materie rilevanti nell’esercizio della mediazione creditizia;

– possesso di un’adeguata conoscenza in materie giuridiche, economiche, finanziarie e tecniche, accertata tramite il superamento dell’apposito esame, indetto dall’Organismo secondo le modalità da questo stabilite.

3) Requisiti organizzativi

Il 17 marzo 2014 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 31 del 22 gennaio 2014, con cui è stato emanato il Regolamento recante attuazione dell’art. 29 del D.Lgs. n. 141/2010, concernente il contenuto dei requisiti organizzativi per l’iscrizione nell’Elenco dei Mediatori creditizi.

Il Regolamento impone alle società di mediazione creditizia di dotarsi di un sistema di controllo interno proporzionato alla propria complessità organizzativa, dimensionale e operativa.

Nelle società che superino il numero di venti dipendenti o collaboratori, è costituita una funzione di controllo interno ovvero la c.d. “funzione di revisione interna” (o “internal audit”), cui è affidata la valutazione periodica del sistema di controllo interno e la verifica della correttezza e regolarità dell’operatività aziendale.

Il sistema di controllo interno deve assicurare, in linea generale, un’efficace gestione e controllo dei rischi derivanti dall’inosservanza e dal mancato adeguamento alle norme applicabili ai Mediatori, nonché la riservatezza e l’integrità delle informazioni e l’affidabilità e sicurezza delle procedure per il loro trattamento.

In aggiunta a ciò il Regolamento ha introdotto l’obbligo per tutti i Mediatori creditizi di attuare forme di controllo di secondo livello. Tali controlli sono identificabili in quelli di conformità alle norme (compliance) e di controllo dei rischi (risk management), che si aggiungono alla funzione antiriciclaggio, già prevista come obbligatoria per i Mediatori creditizi dal Provvedimento Antiriciclaggio, e anch’essa rientrante tra i controlli aziendali di secondo livello.

In ogni caso, la funzione di controllo interno può essere esternalizzata.

I controlli di secondo livello devono essere attuati anche nei riguardi dei dipendenti e dei collaboratori che entrano in contatto con il pubblico e di cui il Mediatore si avvale per lo svolgimento della sua attività (Cfr. art. 5 del Regolamento), con riguardo, ad esempio, alla correttezza del loro operato ovvero al grado di soddisfazione della clientela.

Di rilievo, infine, è l’onere posto ai Mediatori creditizi di predisporre una relazione che descriva le scelte effettuate e i presìdi adottati per rispettare le disposizioni del Regolamento del Mef, motivandone l’adeguatezza rispetto alla propria complessità organizzativa, dimensionale e operativa.

I tratti salienti che la stessa relazione deve tendenzialmente contenere sono elencati all’art. 6 delle linee guida OAM, disponibili sul portale web Organismo.

A tali linee guida predisposte dall’OAM si rinvia per maggiori dettagli sul contenuto dei requisiti organizzativi per l’iscrizione (e permanenza) nell’elenco dei Mediatori creditizi.

4) Collaboratori e dipendenti

Per l’esercizio della propria attività nei confronti del pubblico i Mediatori creditizi possono avvalersi di dipendenti e collaboratori. Questi soggetti sono unicamente persone fisiche e non possono svolgere la propria attività contemporaneamente a favore di più soggetti iscritti (Cfr. artt. 128-octies, comma 2 e 128-novies del T.U.B.).

I Mediatori creditizi sono tenuti a trasmettere all’OAM l’elenco dei propri dipendenti e collaboratori, che devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità indicati nell’art. 128-septies, comma 1, lettere d) ed e), del T.U.B., ad esclusione del superamento dell’apposito esame.

In particolare, per quanto riguarda i requisiti di professionalità, questi comprendono:

– titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, rilasciato a seguito di corso di durata quinquennale ovvero quadriennale, integrato dal corso annuale previsto per legge, o un titolo di studio estero ritenuto equipollente a tutti gli effetti di legge (si segnala che con la Circolare n. 10/13 l’OAM ha previsto e introdotto le disposizioni inerenti la prosecuzione dell’attività di agenzia in attività finanziaria e di mediazione creditizia da parte di soggetti iscritti nei precedenti Elenchi tenuti da Banca d’Italia e privi di un diploma di scuola superiore di durata quinquennale, valevole solo per coloro i quali avessero fatto richiesta alla data fissata);

– frequenza di un corso di formazione professionale nelle materie rilevanti nell’esercizio dell’attività di agenzia finanziaria.

I dipendenti e collaboratori dei Mediatori creditizi non devono superare l’esame, ma sono tenuti a superare una prova valutativa i cui contenuti sono stabiliti nella Circolare dell’OAM n. 5 del 2012.

I Mediatori creditizi rispondono in solido dei danni causati nell’esercizio dell’attività dai dipendenti e collaboratori di cui si essi si avvalgono, anche in relazione a condotte penalmente sanzionate.

5) Obblighi formativi e prova valutativa

Sono tenuti alla frequenza di un corso di formazione professionale i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o direzione presso società di mediazione creditizia iscritte negli Elenchi e i dipendenti e collaboratori delle società iscritte negli Elenchi di cui queste si avvalgono per il contatto con il pubblico.

La formazione professionale mira al conseguimento da parte dei soggetti indicati di idonei livelli di conoscenza teorica, di capacità e competenza tecnico-operativa e di comunicazione con la clientela. Detta formazione consiste nella partecipazione, nei 12 mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda di iscrizione ovvero dall’instaurazione del rapporto di amministrazione, direzione, dipendenza o collaborazione con l’iscritto, a corsi di formazione della durata non inferiore a 10 ore svolti in aula o con le modalità equivalenti.

I corsi di formazione possono essere tenuti da soggetti dotati di adeguata esperienza nel settore della formazione nelle seguenti materie:

– il sistema finanziario e l’intermediazione del credito:

  • i soggetti operanti nell’intermediazione creditizia;
  • gli intermediari bancari, gli intermediari finanziari e gli intermediari del credito;
  • il sistema istituzionale preposto alla regolazione e al controllo del sistema finanziario;
  • i Mediatori creditizi e gli Agenti in attività finanziaria in particolare: attività svolta, requisiti richiesti, sistema di vigilanza;

– aspetti tecnici e normativi delle forme di finanziamento: mutui, prestiti personali, affidamenti finalizzati, leasing, factoring, cessione del quinto dello stipendio e della pensione, aperture di credito, carte di credito, deleghe di pagamento, concessione di garanzie;

– la disciplina sulla trasparenza nei contratti bancari, nel credito ai consumatori e nell’attività di mediazione creditizia;

– elementi sulla valutazione del merito creditizio: come esaminare il bilancio familiare e il fabbisogno finanziario d’impresa;

– la disciplina antiriciclaggio e antiusura;

– servizi di pagamento;

– la disciplina in tema di intermediazione assicurativa;

– disciplina dei reclami e dell’Arbitro bancario e finanziario;

Ciascun corso di formazione si conclude con un test di verifica delle conoscenze acquisite, all’esito positivo del quale è rilasciato un attestato comprovante il conseguimento dell’obbligo formativo. L’attestato è conservato dal soggetto partecipante al corso per un periodo non inferiore a 5 anni. In caso di mancato superamento del test di verifica, il candidato può sostenere nuovamente il test senza obbligo di nuova partecipazione al percorso formativo. La formazione professionale acquisita ai sensi del presente articolo rimane valida ai fini di una nuova iscrizione negli Elenchi ovvero dell’instaurazione di un nuovo rapporto di amministrazione, direzione, dipendenza o collaborazione con un iscritto.

I corsi di aggiornamento professionale devono contribuire all’aggiornamento, all’approfondimento e all’accrescimento delle conoscenze e delle competenze professionali dei soggetti partecipanti. L’aggiornamento professionale è svolto con cadenza biennale decorrente per la prima volta dal 1° gennaio dell’anno successivo all’iscrizione negli Elenchi ovvero dall’instaurazione del rapporto di amministrazione, direzione, dipendenza o collaborazione con l’iscritto. Ciascuno dei soggetti obbligati all’aggiornamento professionale deve partecipare ad almeno 60 ore di attività di formazione per ogni biennio, di cui almeno 30 ore devono tenersi in aula o con modalità equivalenti. Il numero minimo di ore di aggiornamento da effettuarsi in ciascun anno solare è pari ad almeno 15, di cui almeno 10 ore devono tenersi in aula o con modalità equivalenti. L’obbligo di aggiornamento professionale biennale si intende assolto, nella misura massima di 10 ore annue, con l’effettuazione di corsi di aggiornamento obbligatori previsti per gli iscritti anche in altri albi, elenchi o registri nel rispetto delle disposizioni previste dalle rispettive autorità di settore.

Ciascun corso di aggiornamento professionale si conclude con un test di verifica delle conoscenze acquisite, all’esito positivo del quale è rilasciato un attestato comprovante il conseguimento dell’aggiornamento professionale. L’attestato è rilasciato dai soggetti che hanno erogato l’aggiornamento, sottoscritto sotto la propria responsabilità dal titolare o dal legale rappresentante, e deve indicare il soggetto che ha erogato il corso, la sua durata, le materie trattate, la sottoscrizione del docente con la sua qualifica professionale, i dati identificativi del soggetto partecipante e, ove si tratti di un soggetto diverso, del soggetto iscritto negli Elenchi per conto del quale il partecipante al corso esercita l’attività nonché l’esito positivo del test finale. Sono ammessi a sostenere il test di verifica soltanto coloro che dimostrino di aver frequentato interamente il numero di ore previste per il corso. A tal fine viene tenuto un registro di rilevazione delle presenze che viene acquisito tra la documentazione comprovante il corretto svolgimento dei corsi di aggiornamento e dei test.

I soggetti interessati sono esonerati dagli obblighi di aggiornamento professionale qualora ricorra una delle seguenti ipotesi di impedimento:

– gravidanza dall’inizio del terzo mese precedente la data prevista per il parto, sino ad un anno successivo alla data del parto stesso, salvo esoneri ulteriori per comprovate ragioni di salute, nonché per l’adempimento dei doveri collegati alla paternità o alla maternità in presenza di figli minori;

– comprovata grave malattia o infortunio limitatamente alla durata dell’impedimento.

Al verificarsi delle ipotesi di impedimento le ore di aggiornamento professionale per biennio si intendono proporzionalmente ridotte in commisurazione della durata dell’impedimento stesso. A tal fine il soggetto gravato dall’impedimento deve dare tempestiva comunicazione all’Organismo della sussistenza dello stesso nonché della sua cessazione.

BOX 1

Domanda: i corsi di formazione devono essere obbligatoriamente svolti in aula?

No, posto che si considerano equivalenti all’aula le modalità di erogazione dei corsi di formazione e aggiornamento svolti esclusivamente attraverso videoconferenza o modalità e-learning.

La prova valutativa

L’articolo 128-novies del T.U.B. prevede che i dipendenti e collaboratori di cui gli Agenti in attività finanziaria e i Mediatori creditizi si avvalgono per il contatto con il pubblico sono tenuti a superare una prova valutativa i cui contenuti sono stabiliti dall’Organismo.

Detta prova valutativa consiste nel superamento di un test di verifica delle competenze possedute sulle materie rilevanti per le attività di agenzia in attività finanziaria e di mediazione creditizia. La prova verte sulle seguenti materie:

– il sistema finanziario e l’intermediazione del credito:

  • i soggetti operanti nell’intermediazione creditizia: gli intermediari bancari, gli intermediari finanziari e gli intermediari del credito;
  • il sistema istituzionale preposto alla regolazione e al controllo del sistema finanziario;
  • i Mediatori creditizi e gli Agenti in attività finanziaria in particolare: attività svolta, requisiti richiesti, sistema di vigilanza.

– aspetti tecnici e normativi delle forme di finanziamento: mutui, prestiti personali, affidamenti finalizzati, leasing, factoring, cessione del quinto dello stipendio e della pensione, aperture di credito, carte di credito, deleghe di pagamento, concessione di garanzie;

– disciplina sulla trasparenza nei contratti bancari, nel credito ai consumatori e nell’attività di mediazione creditizia;

– elementi sulla valutazione del merito creditizio: come esaminare il bilancio familiare ed il fabbisogno finanziario d’impresa;

– disciplina antiriciclaggio ed antiusura Servizi di pagamento;

– disciplina in tema di intermediazione assicurativa;

– disciplina dei reclami e dell’Arbitro bancario e finanziario.

Il test di verifica consiste in un esame scritto, articolato in un questionario di 40 domande a scelta multipla e risposta singola.

Il candidato può selezionare solamente una delle quattro opzioni e ad ogni domanda per cui è stata selezionata l’opzione corretta è attribuito un punteggio pari a uno.

Il test di verifica si considera superato se il candidato raggiunge una votazione non inferiore a 30 su 40.

Gli iscritti devono verificare che ciascuno dei loro dipendenti e collaboratori, dei quali si avvalgono per il contatto con il pubblico, abbia superato la prova valutativa prima della trasmissione all’OAM dei nominativi ai sensi dell’art. 128-novies, comma 3, del T.U.B.

I dipendenti e collaboratori che hanno superato la prova valutativa, qualora cessino il rapporto di dipendenza o di collaborazione per instaurarne uno ulteriore, non sono tenuti a sostenere nuovamente la prova, fatta salva l’ipotesi che si verifichi un periodo continuativo di inattività pari o superiore a tre anni.

Prossimamente entrerà in vigore la nuova regolamentazione OAM in materia di prova valutativa, la quale, diversamente dalla disciplina attuale, prevederà un test di verifica gestito direttamente dall’Organismo.

6) Consulenza e attività assicurativa

Sono compatibili, e dunque esercitabili da parte del Mediatore creditizio, l’attività di mediazione di assicurazione o di riassicurazione (c.d. “broker assicurativo”) e quella di consulenza finanziaria, fermo restando i rispettivi obblighi di iscrizione nel relativo elenco, albo o registro (art. 17, comma 4-quater, del D.Lgs. n. 141/2010).

Recenti interventi normativi hanno introdotto nell’ordinamento vincoli e restrizioni in ordine alla commercializzazione congiunta di prodotti assicurativi e prodotti di credito. Tali interventi erano motivati dalla finalità di favorire la concorrenza nel settore finanziario/assicurativo, contrastando in particolare i conflitti di interesse in capo agli istituti di credito che operano anche come intermediari assicurativi e comunque al fine di ampliare le tutele dei clienti attraverso un’informativa precontrattuale più ampia.

Anche ai mediatori assicurativi, nella loro qualità di intermediari assicurativi, o anche soltanto di ausiliari/collaboratori della banca o intermediario finanziario, che operino come intermediari assicurativi, sono tenuti a rispettare i vincoli introdotti dalle disposizioni di seguito segnalate.

Uno dei più rilevanti interventi normativi in materia è costituito dal regolamento ISVAP n. 35 del 26 maggio 2010 recante la disciplina degli obblighi di informazione e della pubblicità dei prodotti assicurativi, di cui al titolo XIII del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private). Con tale provvedimento l’Autorità di vigilanza sul mercato assicurativo ha, fra l’altro, dettato nuove norme sui contratti di assicurazione commercializzati unitamente a prodotti di credito.

Il regolamento, disciplina finanche i conflitti di interessi che la banca o l’intermediario finanziario può assumere laddove svolga un’attività di intermediazione di prodotti assicurativi. In proposito il Regolamento n. 35 ha inserito nell’art. 48 del regolamento ISVAP n. 5/2006 in materia di intermediazione assicurativa il nuovo comma 1-bis (modificato successivamente con provvedimento 6 dicembre 2011, n. 2946) che sancisce un’apposita previsione applicabile ai soggetti che svolgono attività di intermediazione di prodotti assicurativi.

Inoltre, i successivi artt. 49 e 50 hanno chiarito quali debbano essere le conseguenze, con riferimento alle polizze assicurative in essere, dell’utilizzo da parte del cliente delle facoltà riconosciutegli dalle disposizioni introdotte in materia di c.d. “portabilità dei mutui” (cfr. artt. 120-ter e 120-quater del TUB).

Da ultimo, l’art. 50 ha introdotto ulteriori novità affinché la clientela venga congruamente informata dei costi e delle remunerazioni conseguenti all’attività di intermediazione posta in essere dall’istituto di credito.

Successivamente il legislatore ha realizzato ulteriori interventi normativi sul tema. Tra questi, l’art. 28 del D.L. 1/2012 (convertito con modificazioni dalla legge n. 62/2012) ha sancito che le banche che intendano condizionare l’erogazione di mutui o di credito al consumo alla stipula di una polizza di assicurazione sulla vita debbano fornire al cliente due preventivi di istituti non riconducibili al proprio gruppo bancario.

Tali obblighi, per quanto di loro competenza, devono ritenersi applicabili anche all’attività svolta dagli intermediari assicurativi, ivi compresi i broker assicurativi: essi non possono dunque intermediare contratti di mutuo per conto della banca se il contratto contiene clausole suscettibili di imporre al cliente la stipula della polizza erogata dal medesimo intermediario o l’apertura di un rapporto di conto corrente, salvo che propongano al cliente almeno due preventivi “terzi” come sopra menzionati.

Per far ciò gli intermediari assicurativi dovranno conoscere e dare applicazione al regolamento n. 40/2012 dell’ISVAP concernente la definizione dei contenuti minimi del contratto di assicurazione sulla vita di cui all’art. 28 del D.L. 1/2012.

7) Divieti

Ai Mediatori è vietato concludere contratti ed effettuare, per conto di banche o di intermediari finanziari, l’erogazione di finanziamenti e ogni forma di pagamento o di incasso di denaro contante, di altri mezzi di pagamento o di titoli di credito.

8) Comediazione e segnalazione 

Comediazione

Come sottolineato nella Comunicazione OAM n. 2 del 2013, l’elemento che caratterizza l’attività esercitata dal Mediatore è la c.d. “messa in relazione” delle parti che, per quanto concerne il Mediatore creditizio, sussiste ogni volta che il medesimo procuri o favorisca la stipula di un contatto tra soggetti che assumono la qualità di parti del rapporto di finanziamento.

Sul punto, è stato sottolineato come l’attività svolta dal Mediatore apporti per sua natura un contributo causale rispetto alla conclusione dell’affare (cfr. su tutte Cassazione, 11 aprile 2003, n. 5762; Cassazione, 17 maggio 2002, n. 7253).

Il Mediatore creditizio dunque si adopera per mettere in contatto il potenziale cliente con le banche o gli intermediari finanziari al fine di addivenire alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma alle migliori condizioni possibili nel rispetto delle specifiche esigenze del cliente. Nello svolgere questa attività il Mediatore non è legato alle parti che mette in contatto da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza, potendo così proporre al cliente i prodotti più rispondenti alle sue esigenze.

Conseguentemente sono da considerarsi numerose le fattispecie di comportamenti che in concreto possono integrare l’attività di messa in relazione, dovendosi tenere in considerazione qualunque atto del Mediatore che, a tali fini, costituisca condicio sine qua non per il compimento dell’affare. Tale ultimo principio trova applicazione anche per l’attività del Mediatore del credito con la precisazione che la mediazione può realizzarsi “anche attraverso attività di consulenza”.

L’attività di consulenza, finalizzata alla messa in relazione di banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela al fine della concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, integra dunque attività di mediazione creditizia, come tale soggetta a tutti i vincoli di legge.

Da tutto ciò deriva che non possono essere esercitate da soggetti che non siano iscritti nell’Elenco ex art. 128-sexies, comma 2, del TUB, tutte le attività di “consulenza” – quali, a titolo esemplificativo, quella di individuazione e disamina del fabbisogno finanziario del cliente, la traduzione delle sue esigenze finanziarie nella forma di finanziamento più adeguata, la descrizione e valutazione delle caratteristiche dei prodotti offerti sul mercato et similia – qualora possano avere quale effetto la messa in contatto dell’utente con l’intermediario erogante e la successiva conclusione del contratto di finanziamento.

Questo perché solo un’attività di consulenza che rimanga del tutto svincolata dalla possibile conclusione di un contratto di finanziamento, ipotesi assai difficilmente configurabile in concreto, se non addirittura scolastica, può essere esercitata da soggetti non iscritti nell’Elenco.

Per quanto riguarda le forme di cooperazione commerciale tra Mediatori creditizi iscritti nell’Elenco ex art. 128-sexies del T.U.B., tali attività possono concretizzarsi nel coinvolgimento congiunto di Mediatori creditizi nell’attività di messa in contatto al fine di addivenire alla concessione del finanziamento ovvero nella c.d. attività di segnalazione.

Tali modalità operative possono ritenersi ammissibili unicamente a condizione che:

– non comportino alcun aggravio di oneri provvisionali a carico delle parti;

– ne sia data adeguata informativa all’intermediario erogante;

– i due soggetti iscritti assicurino, anche attraverso la preventiva formalizzazione di un apposito accordo, la corretta attribuzione degli adempimenti che le disposizioni vigenti prevedono a carico degli intermediari del credito (con particolare riferimento ai già citati obblighi in materia di trasparenza dei servizi e prodotti bancari e finanziari, Titolo VI del T.U.B., prevenzione del riciclaggio e del terrorismo internazionale, D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 – prevenzione dell’usura, ecc.).

Segnalazione

Secondo la nota interpretativa del Ministero dell’Economia e della Finanza, l’attività di “segnalazione” è subordinata all’iscrizione nell’Elenco tenuto dall’OAM.

Partendo dal presupposto affermato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze dell’illegittimità di qualsiasi attività di segnalazione posta in essere da soggetti non iscritti negli Elenchi tenuti dall’OAM, la comunicazione n. 1/2013 dell’Organismo ha chiarito che i soggetti iscritti possono invece esercitarla nei seguenti termini:

– attività di segnalazione tra Mediatori creditizi: nessun ostacolo sussiste allo svolgimento di attività di segnalazione tra società di mediazione;

– attività di segnalazione da parte di un Agente in attività finanziaria nei confronti di un altro Agente in attività finanziaria: un Agente in attività finanziaria che abbia ricevuto il mandato, o ulteriori due per prodotti o servizi specifici diversi, da parte di un intermediario bancario o finanziario, può segnalare unicamente un altro Agente in attività finanziaria con il quale abbia in essere un rapporto di collaborazione (ossia di sub-agenzia) regolarmente rinvenibile nell’Elenco gestito dall’OAM. Secondo l’Organismo è “del tutto ammissibile una segnalazione tra soggetti che per conto dello stesso intermediario distribuiscono (uno in via diretta e uno in via indiretta) un prodotto o servizio relativo alla concessione di finanziamento sotto qualsiasi forma. In mancanza di tale relazione la segnalazione non è ammissibile: una risposta in senso difforme comporterebbe la elusione della disciplina del mono-mandato posta dal sopracitato art. 128-quater, comma 4, del T.U.B.”;

– attività di segnalazione effettuata tra Agenti in attività finanziaria e Mediatori creditizi: alla luce del rafforzamento della separazione tra le due attività, del principio dell’incompatibilità tra le due figure e della previsione normativa secondo cui gli Agenti operano su mandato di intermediari finanziari (e dunque non di Mediatori) è escluso che Agenti e Mediatori possano svolgere reciprocamente attività di segnalazione.

Ai sensi dell’art. 12, comma 1, del D.Lgs. n. 141/2010 non costituisce esercizio di mediazione creditizia (oltre che di agenzia in attività finanziaria):

– la promozione e la conclusione, da parte di fornitori di beni e servizi, di contratti di finanziamento unicamente per l’acquisto di propri beni e servizi sulla base di apposite convenzioni stipulate con le banche e gli intermediari finanziari. In tali contratti non sono ricompresi quelli relativi al rilascio di carte di credito;

– la promozione e la conclusione, da parte di banche, intermediari finanziari, imprese di investimento, società di gestione del risparmio, SICAV, imprese assicurative, istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica e Poste italiane S.p.A. di contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e alla prestazione di servizi di pagamento;

– la stipula, da parte delle associazioni di categoria e dei Confidi, di convenzioni con banche, intermediari finanziari ed altri soggetti operanti nel settore finanziario finalizzate a favorire l’accesso al credito delle imprese associate.

I Mediatori possono raccogliere le richieste di finanziamento sottoscritte dai clienti, svolgere una prima istruttoria per conto dell’intermediario erogante e inoltrare tali richieste a quest’ultimo (art. 13 del D.Lgs. n. 141/2010).

BOX 2

Domanda:
Un Agente in attività finanziaria può segnalare l’attività svolta da un Mediatore creditizio (e viceversa)?

No, in tal caso si violerebbe il principio dell’incompatibilità tra le due figure professionali.

Domanda:
Un Mediatore creditizio può segnalare un altro Mediatore creditizio?

Non sussistendo limitazioni normative in merito, risulta del tutto ammissibile una segnalazione operata tra Mediatori creditizi.

Domanda:
Un promotore finanziario può segnalare un Mediatore creditizio?

Sì, anche se iscritto all’albo unico, purché non eserciti l’attività di promotore finanziario per conto di alcun soggetto abilitato. Come previsto dalla Comunicazione OAM n. 1/13, per segnalare il soggetto deve svolgere l’attività di mediazione creditizia in qualità di collaboratore ovvero soggetto apicale di una società di mediazione.

Domanda:
Un Istituto di credito o un intermediario finanziario ex 106 o 107 può “segnalare” a un proprio cliente una società di mediazione creditizia?

Secondo la nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 12 settembre 2013 (Prot: DT 65338), l’attività di segnalazione di pregi di un Mediatore creditizio da parte di un intermediario finanziario non può avere ad oggetto prodotti offerti dal medesimo intermediario o da intermediari appartenenti al proprio gruppo. Per i prodotti non offerti dal segnalante o dal relativo gruppo di appartenenza l’attività di segnalazione di pregi potrebbe sollevare, comunque, possibili criticità sotto il profilo dell’indipendenza.

Domanda:
È consentita la segnalazione di un cliente interessato a ricevere una consulenza dal Mediatore creditizio da parte dell’agenzia immobiliare o dell’agenzia di assicurazioni, senza corresponsione di alcun corrispettivo?

In generale l’agenzia immobiliare non è un soggetto iscritto e pertanto non può svolgere attività di segnalazione. Tuttavia, se si limitasse a segnalare il nominativo del cliente senza esporre i pregi del Mediatore  tale attività sarebbe consentita, a maggior ragione senza corrispettivo. Considerazioni analoghe valgono per l’agente assicurativo, tenendo a mente che l’agente assicurativo non può svolgere attività di mediazione per l’incompatibilità prevista dalla legge. (cfr. art. 17 del D.Lgs. 141/2010).

9) Rapporti con Banche e Istituti Finanziari e Creditizi

Nello svolgimento della propria attività il Mediatore creditizio non può essere legato ad alcuna delle parti da rapporti che ne possano compromettere l’indipendenza (art. 128-sexies, comma 4, del TUB).

L’attività di consulenza finalizzata alla messa in relazione di banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela al fine della concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma integra l’attività di mediazione creditizia ed è come tale soggetta a tutti i vincoli previsti dalla legge.

10) Compensi, provvigioni e fisco

In ragione dell’attività svolta, al Mediatore creditizio spetta un compenso, sotto forma di provvigione, sia dal cliente che dall’istituto di credito con cui è, eventualmente, convenzionato.

BOX 3

Domanda:
Le provvigioni corrisposte ai Mediatori creditizi per l’opera prestata, compresa le attività connesse, sono assoggettate alla ritenuta d’acconto di cui all’art. 25-bis, comma 1, del D.P.R. n. 600/1973?

Sì, se le stesse provvigioni sono corrisposte dai soggetti indicati all’art. 23, comma 1, dello stesso D.P.R. (Comunicazione OAM n. 6/15).

Domanda:
Le società di mediazione creditizia all’atto di fatturare le provvigioni per l’opera prestata devono indicare la ritenuta a titolo di acconto?

Sì.

Finestra sull’OAM, la Guida al Mediatore creditizio ultima modifica: 2015-05-11T17:02:36+00:00 da Comunicazioni OAM

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