Fiorenza Frazzitta, consulente finanziario Banca Widiba: “Il nostro ruolo è accompagnare i clienti in un percorso di crescita personale e finanziaria”

Il consulente finanziario può essere considerato una sorta di coach finanziario, in grado di accompagnare le persone in un percorso di crescita. In particolare, aiuta singoli e famiglie a ragionare su quello che, in vista dei propri obiettivi di vita, possono fare con le proprie risorse finanziarie. Questo vuol dire, in primo luogo, innescare dei ragionamenti utili a capire come investire il risparmio cui si dispone, come meglio gestire quello prodotto in itinere e come modificare le proprie scelte in caso di mutate esigenze di vita e di prospettive di spesa. Al tempo stesso, il consulente offre il proprio sostegno per gestire le ansie nei momenti di incertezza dei mercati, guidando i clienti a seguire comportamenti coerenti e funzionali alla pianificazione finanziaria effettuata e quindi al proprio benessere finanziario”. Fiorenza Frazzitta è l’unico consulente finanziario donna di Banca Widiba in Sicilia. Tra le altre cose è anche tutor nell’ambito della Widi Academy ed è stata relatrice nel webinar “Come costruire il benessere anche al termine della propria attività lavorativa”, organizzato nell’ambito del Mese dell’educazione finanziaria 2020.

Secondo la sua visione il consulente finanziario ha un ruolo sociale…

Lo sostengo dall’inizio della mia carriera, cominciata 23 anni fa. Non a caso negli ultimi anni è cambiata anche la definizione del nostro ruolo: prima eravamo promotori, ora siamo consulenti finanziari. Quello che facciamo è accompagnare le persone in un percorso di vita. Per questo le soddisfazioni più grandi, dal punto di vista professionale, ci derivano del raggiungimento di obiettivi condivisi con i clienti. Personalmente provo grande gioia quando ricevo la telefonata di un cliente soddisfatto per aver fatto una scelta che gli ho consigliato, o quando vengo contattata da persone alle quali sono stata consigliata da altri clienti, oppure nel momento in cui il cliente storico mi chiede di aprire un conto corrente per il figlio.

Come si è modificata nel tempo la concezione che ha del suo lavoro?

Anche agli inizi della mia carriera ho sempre parlato con i miei clienti dei loro sogni, dei loro desideri e dei loro obiettivi di vita, ma non avevo a disposizione tutti gli ausili tecnologici di supporto che ho oggi. Il tempo, l’esperienza e l’innovazione tecnologica mi hanno permesso di migliorare la rilevazione dei dati patrimoniali e personali, che consentono di valutare un cliente a 360 gradi sotto tutti i punti di vista, non solo quello economico. Si deve considerare che la consulenza si è evoluta molto nel corso del tempo. In Banca Widiba, ad esempio, lavoriamo con una piattaforma certificata di qualità secondo gli standard internazionali, che ci permette di fare consulenza globale sul nostro cliente in base ai suoi obiettivi di vita. Noi professionisti, inoltre, abbiamo alle spalle un percorso di formazione che ci ha portato ad essere gli unici consulenti certificati in Italia da un ente pubblico e che ci ha visti ad ottobre, nella veste di educatori finanziari per Edufin, nel mese dedicato all’educazione finanziaria.

Come vi vedono i clienti?

Ci sono alcune persone che non muovono un passo se prima non hanno consultato il proprio consulente e altre che si approcciano con grande diffidenza. Purtroppo, nella mia esperienza professionale, ho incontrato le resistenze maggiori per quanto riguarda l’argomento finanziario da parte di coloro che invece sarebbero le più indicate per occuparsi di gestione delle risorse familiari: le donne. L’ atteggiamento comune che noi donne abbiamo nei confronti del nostro denaro è prudente ma è anche una visione di lungo termine. Ho rilevato, però, una certa idiosincrasia per quanto riguarda la materia finanziaria. Ho provato a coinvolgerle, anche attraverso iniziative di formazione finanziaria, in collaborazione con associazioni no profit, ma con scarsi risultati. Non demordo, però. So quanto importante sia l’alfabetizzazione finanziaria per migliorare la condizione della società e ridurre le differenze di genere. Magari riuscirò ad ottenere risultati migliori di quelli ottenuti finora con le nuove generazioni nei prossimi anni della mia carriera.

A proposito di giovani, lei è l’unico consulente finanziario donna di Widiba in Sicilia. Cosa si può fare per aumentare la presenza femminile in questo settore?

Nel nostro settore non abbiamo ancora assistito a un ricambio generazionale, ma dovremmo prepararci. I giovani incontrano due grandi ostacoli: la difficoltà a superare l’esame di abilitazione e i lunghi tempi di attesa per riuscire a ottenere un portafoglio clienti che garantisca loro guadagni adeguati. C’è da dire che chi deve investire grandi somme cerca consulenti che abbiano maturato una certa esperienza. Sono poche le realtà che hanno creato una figura ibrida di consulente, con un inquadramento da dipendente, che offre un minimo di stipendio, risultando magari più attrattivo per i giovani. Forse, potrebbe essere utile lavorare su questo fronte. Servirebbero investimenti pubblici per far conoscere la figura del consulente finanziario e per favorire l’ingresso dei giovani che portino avanti la consulenza. Per quanto riguarda nello specifico le donne, Banca Widiba ha organizzato un’iniziativa denominata WoW, Women of Widiba, dedicata alle consulenti. Abbiamo avuto l’occasione di incontrarci intorno a un tavolo, familiarizzare, confrontarci e far nascere idee. È una delle giornate che ricordo con più affetto. Purtroppo, l’arrivo della pandemia ha imposto uno stop a questo percorso, che speriamo di riprendere presto, anzi prestissimo.

Abbiamo letto che è una grande appassionata di libri. Quanto ha inciso questo sulla sua formazione?

Non seguo molto la tv, preferisco dedicarmi alla lettura. I libri aprono la mente. Leggo di tutto, perché più leggo più prendo coscienza di non sapere e di avere tanto da imparare. Cerco testi che mi permettano di crescere come persona, di migliorare la mia condizione e che mi diano un motivo per stare bene. Qualche anno fa sono riuscita a leggere 32 libri in un anno, di cui 9 nel mese di agosto. Con l’arrivo del covid tutti abbiamo dovuto ridurre di molto la nostra vita sociale ma al contempo abbiamo dedicato più tempo all’aggiornamento sul web, davanti a un computer. Questo mi ha costretta a limitare il tempo da dedicare alle letture e a ridurre il numero dei libri letti nel corso dell’anno.

Quali sono i cinque libri che consiglierebbe a chi lavora nel mondo della consulenza finanziaria e dei finanziamenti?

Consiglierei questi 5 libri a tutti, a chi lavora nel mondo della consulenza finanziaria e non: “Sette regole per avere successo”, di Stephen R. Covey; “Lavorare con intelligenza emotiva”, di Daniel Goleman; “Essere leader”, di Daniel Goleman, Richard E. Boyatzis e Annie Mckee; “La bussola del successo”, di Paolo Gallo e “Antifragile” di Nassim Nicholas Taleb. Leggere questi libri significa per me “cambiare prospettiva”: andare alla ricerca e alla scoperta di sé stessi e, inevitabilmente, dell’altro, dell’essere umano in generale. Significa ascoltarsi, in prima battuta, e migliorare, nel tempo, la propria capacità di ascolto. In una parola, significa, crescere.