Finestra sull’OAM: il Comitato di gestione e il Collegio sindacale

Oam QuadratoDopo una fase di “rodaggio” iniziale, nel corso della quale si è dotato di una struttura operativa, ha istituito gli Elenchi e ha cominciato a svolgere tutti i compiti e le funzioni previsti dalla legge, tra cui la Vigilanza, ormai da tempo l’Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi opera a pieno regime, rappresentando un punto di riferimento fondamentale per l’intera filiera del credito.

In occasione del rinnovo del Comitato di gestione, alla scadenza del primo triennio di attività, le 13 associazioni e federazioni di categoria che compongono il nucleo delle associate all’Organismo (Abi, Afin, Ama, Assifact, Assilea, Assofin, Assomea, Assoprofessional, Fenafi, Fiaip, Fimaa, Fimec e Ufi) hanno deciso di porre a capo del nuovo “Board” una figura di altissimo profilo come Antonio Catricalà, nella convinzione che le numerose competenze maturate in ambito istituzionale, l’eccellente reputazione e la poliedrica esperienza professionale aiuteranno a incrementare ulteriormente l’autorevolezza dell’OAM.

Catricalà ha ricoperto la carica di Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato dal 9 marzo 2005 al 16 novembre 2011. Il 18 novembre 2010 è stato designato alla Presidenza dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, carica alla quale ha rinunciato nove giorni dopo. Il 16 novembre 2011 è stato nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzioni di Segretario. Il 2 maggio 2013 ha ricevuto la nomina di Viceministro al Ministero dello Sviluppo Economico dal governo Letta. Nell’ottobre scorso Catricalà ha rassegnato le dimissioni da Presidente di sezione del Consiglio di Stato per intraprendere la carriera di avvocato. Successivamente ha fondato la Law Academy, scuola di formazione per avvocati, ed è divenuto partner dello Studio Lipani Catricalà & Partners. Attualmente insegna alla facoltà di Giurisprudenza della Luiss Guido Carli Roma.

Accanto a Catricalà sono stati riconfermati Andrea Ciani e Michele Faldella, che proseguiranno la loro attività all’interno del “Board”, garantendo una continuità con il passato.

Ciani è avvocato ed esperto di diritto commerciale e dell’intermediazione finanziaria. Già Responsabile della segreteria tecnica del Viceministro dell’Economia e delle Finanze, ha partecipato al gruppo di lavoro istituito presso il Consiglio dell’Unione Europea a Bruxelles per la predisposizione della direttiva comunitaria n. 2008/48/CE. Dal 2011 è componente del Comitato di gestione dell’Organismo.

Faldella è avvocato e giurista d’impresa, consigliere indipendente di società, Presidente di Assopegno, già dirigente Unicredit spa e Montedison spa. Dal 2011 è componente del Comitato di gestione dell’Organismo.

Freschi di nomina all’interno del Comitato sono invece Vito Torelli e Carlo Dorati, entrambi profondi conoscitori del settore dell’intermediazione.

Torelli ha sviluppato il proprio percorso professionale occupando ruoli di rilievo nel mondo del credito. Per undici anni è stato Direttore Commerciale e Marketing di Fiditalia. Nel 2001 ha ottenuto la Direzione Generale della Silf S.p.a., Gruppo Ubi Banca, operante nel Credito ai Consumatori. Ha fatto parte per un decennio, fino al 2010, del Consiglio Direttivo di Assofin. Dal 2011 ha svolto attività di consulenza per Banche e Intermediari specializzati nel Credito ai Consumatori, con particolare focus sulle tematiche di compliance e sui sistemi di controllo delle Reti di distribuzione. È stato docente alla Luiss Business School. Ha abbandonato le attività di consulenza e di docenza dopo la nomina a membro nel Comitato di gestione dell’OAM.

Dorati ha una storia professionale contraddistinta da una solida preparazione economica e da una lunga, significativa esperienza nel mondo bancario e finanziario, maturata nel Gruppo Cariparma Credit Agricole come dirigente. I ruoli ricoperti in ambito commerciale sono molti e vanno dalla responsabilità di area a quella di mercato, alla vice direzione generale della Banca Ceriana di Torino. Dal 2007 svolge attività di consulenza, sempre per Cariparma, con riferimento alla mediazione creditizia e in particolare al rapporto tra banche e reti terze. Ha abbandonato tale attività pochi giorni fa, in concomitanza con l’ingresso nel Comitato di gestione dell’OAM.

Ai cinque si aggiungerà a breve un altro membro in rappresentanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di cui ancora non si conosce il nome.

Parallelamente al rinnovo del Comitato di gestione sono stati anche nominati i nuovi componenti del Collegio sindacale, l’organo che esercita il controllo contabile sull’attività dell’OAM e vigila sulla sua gestione amministrativa e sul rispetto delle disposizioni di legge, dei regolamenti e dello statuto. Di esso fanno parte: Toni Ciolfi, in qualità di Presidente; Christian Bianchi Mario Civetta, come Sindaci effettivi; Antonio Chirico Francesco Gentiloni Silveri, come Sindaci supplenti.

Al nuovo Comitato di gestione e al nuovo Collegio sindacale vanno i migliori auguri della nostra redazione. In attesa di descrivere i primi risultati della loro attività (sono in effetti al lavoro da pochi giorni), riportiamo qui sotto la normativa che disciplina i due organi.

BOX 1

Come funziona il Comitato di gestione

Poteri
Ai sensi dello statuto dell’OAM, il Comitato di gestione ha il potere di compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione e di adottare tutti i provvedimenti idonei ad attuare nel modo migliore gli scopi dell’Organismo. In particolare il Comitato:

  1. propone all’assemblea le modifiche allo statuto;
  2. approva su proposta del Direttore Generale il regolamento interno e le altre disposizioni aventi rilevanza esterna ed eventuali loro modifiche;
  3. determina la quota associativa a carico dei soggetti che chiedano di aderire all’Organismo;
  4. delibera sul bilancio consuntivo e rendiconto finanziario della gestione che mette a disposizione degli associati almeno quindici giorni prima della data stabilita per l’assemblea che deve approvarli, unitamente a una relazione sull’attività svolta;
  5. nomina il Direttore Generale, ne determina i poteri e adotta ogni provvedimento inerente la sua carica;
  6. adotta i provvedimenti di iscrizione, cancellazione e diniego di iscrizione negli Elenchi secondo quanto previsto dal regolamento interno e dalle relative disposizioni attuative;
  7. adotta i provvedimenti a carico degli iscritti negli Elenchi secondo quanto previsto dal regolamento interno e dalle relative disposizioni attuative;
  8. adotta i provvedimenti di verifica dei requisiti dei soggetti che richiedano di assumere la qualità di associati e delibera in merito a tali richieste;
  9. indice con cadenza almeno annuale l’esame previsto dall’art. 24 del decreto 141/2010 e ne determina i contenuti;
  10. approva il piano annuale delle verifiche ispettive proposto dal Direttore Generale.

Nello svolgimento della propria attività il Comitato di gestione può delegare il compimento di atti e attività di propria competenza al Presidente ovvero al Direttore Generale, con l’eccezione delle competenze sopra riportate. In ogni caso il Comitato determina il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega e può sempre impartire direttive agli organi delegati e avocare a sé decisioni rientranti nella delega.

Funzionamento
Il Comitato di gestione è convocato dal Presidente o da almeno due dei suoi componenti ogni qualvolta il Presidente o i componenti ne ravvisino la necessità. In caso di assenza o impedimento del Presidente, a presiedere il Comitato è il componente più anziano per carica o in subordine per età. Le riunioni possono essere tenute anche in videoconferenza o in audioconferenza: in tal caso deve essere assicurata la possibilità agli intervenuti di visionare i documenti e di partecipare al dibattito. Le riunioni si considerano avvenute nel luogo in cui si trova il Presidente o il facente funzioni. Alle riunioni partecipa il Direttore Generale, che ha facoltà di formulare proposte ed esprimere pareri ma non ha diritto di voto.

Per la validità delle riunioni è richiesto l’intervento della maggioranza dei membri in carica. Le deliberazioni sono valide se adottate con il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti alla riunione, salvo che il regolamento interno richieda per l’adozione di determinati atti la maggioranza dei componenti in carica. In caso di parità prevale il voto del Presidente o di chi presiede la riunione. Fra i presenti deve essere nominato un Segretario e le deliberazioni devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario stesso.

Componenti
I componenti del Comitato di gestione devono essere scelti tra persone dotate di comprovata competenza in materie finanziarie, economiche e giuridiche, nonché di caratteristiche di indipendenza tali da assicurarne l’autonomia di giudizio. Devono inoltre possedere i requisiti di onorabilità previsti dalle disposizioni in materia di esponenti degli intermediari finanziari. All’atto della nomina i componenti devono dismettere incarichi o rapporti, anche soltanto di natura patrimoniale: con le associazioni di categoria di agenti, mediatori o intermediari; con agenti o mediatori iscritti negli Elenchi tenuti dall’Organismo; con intermediari, limitatamente alle attività che possano riguardare i rapporti con soggetti iscritti negli Elenchi tenuti dall’OAM. Se iscritti negli Elenchi tenuti dall’Organismo, i componenti devono chiedere la cancellazione.

Ogni componente del Comitato di gestione è tenuto a comunicare tempestivamente l’eventuale perdita dei requisiti previsti al Comitato di gestione, il quale ne dà immediata comunicazione alla Banca d’Italia.

Non possono essere nominati coloro che abbiano rapporti di parentela entro il terzo grado, affinità entro il secondo grado e coniugio con chi ricopre ruoli direttivi o di controllo all’interno delle associazioni di categoria o di agenti e mediatori, né i dipendenti e gli ex dipendenti della Banca d’Italia o dell’Ufficio Italiano dei Cambi.

BOX 2

Come funziona il Collegio sindacale

Poteri
Il Collegio sindacale esercita il controllo contabile sull’attività dell’Organismo e vigila sulla sua gestione amministrativa e sul rispetto delle disposizioni di legge, di regolamenti e dello statuto; a tal fine può richiedere ai componenti del Comitato di gestione e al Direttore Generale notizie sull’attività dell’Organismo e partecipa alle assemblee. Il Presidente del Collegio riferisce ogni semestre al Comitato di gestione sui risultati dell’attività di controllo svolta e segnala senza indugio le irregolarità e le violazioni riscontrate. Il Collegio comunica senza indugio alla Banca d’Italia tutti gli atti o fatti di cui venga a conoscenza nell’esercizio dei propri compiti che possano costituire un’irregolarità nella gestione dell’OAM.

Funzionamento
Il Collegio sindacale è convocato dal Presidente del collegio stesso ogni qualvolta il medesimo ne ravvisi la necessità nonché su richiesta motivata di ciascuno degli altri membri, contenente l’indicazione degli argomenti di cui si chiede la discussione.

In caso di dimissioni, sopravvenuta incapacità, morte, o decadenza durante il triennio del Presidente, questi è temporaneamente sostituito, come Sindaco, dal Sindaco supplente più anziano in ordine di età. La carica del Presidente viene assunta da quello dei tre Sindaci effettivi più anziano per carica o, in subordine, per età. L’assemblea successiva procederà alla nomina del nuovo Presidente. In caso di dimissioni, sopravvenuta incapacità, morte o decadenza durante il triennio di uno dei due membri effettivi, questi è temporaneamente sostituito dal membro supplente. La successiva assemblea provvederà alla nomina dei Sindaci effettivi e supplenti necessari per l’integrazione del collegio. I nuovi nominati scadono insieme con quelli in carica.

Se con i Sindaci supplenti non si completa il Collegio sindacale, deve essere convocata l’assemblea perché provveda all’integrazione del collegio medesimo. I vecchi e nuovi membri effettivi e supplenti scadono contemporaneamente con il decorso del triennio iniziale e sono prorogati di diritto fino alla nomina dei nuovi membri.

Componenti
Il Collegio sindacale è composto da tre membri effettivi, dei quali uno con funzioni di Presidente, e da due Sindaci supplenti eletti, salva diversa previsione legislativa, dall’assemblea secondo le previsioni del regolamento interno. I componenti devono essere eletti fra persone di adeguata professionalità che siano in possesso dei requisiti di onorabilità e indipendenza ai sensi delle disposizioni in materia di esponenti degli intermediari finanziari. Restano in carica tre anni e sono rieleggibili. Il venir meno dei requisiti sopra indicati comporta la decadenza dall’incarico.

Il Collegio è regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi membri e delibera a maggioranza assoluta dei presenti.

Finestra sull’OAM: il Comitato di gestione e il Collegio sindacale ultima modifica: 2015-07-20T13:13:43+00:00 da Redazione

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