Il Fondo centrale di garanzia accoglie l’istanza presentata da Confeserfidi per diventare confidi ‘autorizzato”

14

Confeserfidi LogoIl consiglio di gestione del Fondo centrale di garanzia, in data 20 febbraio, ha accolto l’istanza presentata da Confeserfidi per diventare confidi “autorizzato”.

“Il comitato nazionale di gestione del Fondo centrale di garanzia, gestito  da Medio credito centrale – spiega l’amministratore delegato Bartolo Mililli – a seguito della valutazione positiva sui parametri richiesti dal Ministero, ha confermato il nostro consorzio (la prima certificazione è avvenuta nel 2006 e l’ultima nel 2011) quale ‘confidi autorizzato’; questa nuova riforma pone maggiore attenzione e risorse alle imprese, sane, ma maggiormente esposte a rischio di razionamento sul mercato del credito aumentando altresì la platea dei potenziali beneficiari. Lo status di ‘confidi autorizzato’ determina diversi benefici sia nei confronti delle imprese che devono accedere al credito, sia delle banche che ottengono la garanzia. Gli istituti di credito, infatti, possono deponderare l’intero importo del finanziamento garantito dal confidi ‘autorizzato’ in quanto la controgaranzia che il Fondo rilascia a questi ultimi è pari al 100%. Per le imprese start-up, quest’ultime con maggiore difficoltà di accesso al credito, la valutazione di ammissione ai benefici della garanzia statale sarà effettuata direttamente dal confidi ‘autorizzato’, velocizzando così i tempi di erogazione dei finanziamenti. Questo significa che la politica di credito che Confeserfidi adotta nell’assegnare correttamente il merito creditizio a ciascuna azienda, consente di poter dare allo Stato, e quindi a Mcc, adeguate assicurazioni sulla corretta gestione del fondo nazionale di garanzia”.

Le nuove disposizioni operative, in vigore dal 15 marzo, prevedono quale principale novità una diversa articolazione del sistema della garanzia pubblica che può avvenire tramite garanzia diretta, riassicurazione e controgaranzia, le cui percentuali di intervento aumentano al crescere delle probabilità di inadempimento delle imprese beneficiarie. Ulteriore e importante novità della riforma riguarda l’introduzione delle operazioni finanziarie a rischio tripartito, che permettono di rendere più snello e rapido l’accesso al Fondo per le operazioni di importo fino a  120.000 euro, in cui il rischio è paritariamente ripartito tra Fondo, soggetto finanziatore e confidi. La predetta operazione è riservata esclusivamente ai confidi ‘autorizzati’ ai quali è interamente delegata la valutazione delle imprese.

“Questo ennesimo riconoscimento – ha aggiunto Bartolo Mililli – dimostra l’adeguatezza patrimoniale, la solvibilità nonché l’efficienza e l’accuratezza nella gestione del credito in tutti i suoi processi svolta nel corso degli anni e pertanto essere confidi ‘autorizzati’ è un titolo di solidità ed affidabilità per tutti i partners pubblici e privati”.