Funding, Abi: il punto sulla raccolta bancaria

Il reperimento efficiente di risorse sul mercato dei capitali assume una rilevanza fondamentale per soddisfare le richieste che arrivano dall’economia reale. Il problema è ancor più sentito dagli istituti italiani, concentrati sull’attività bancaria tradizionale e attivi in un contesto industriale popolato da piccole e medie imprese che non possono ricorrere direttamente al mercato dei capitali per finanziare la propria attività e ricorrono in via prevalente al credito bancario.

A rendere ancora più complesso l’attuale scenario macroeconomico sul fronte della raccolta, soprattutto per quanto riguarda il mercato obbligazionario, contribuiscono una ripresa globale che tarda a consolidarsi, le tensioni inflazionistiche e il progressivo superamento di una politica monetaria espansiva nell’Eurozona.

A fare il punto sull’argomento è stata la seconda edizione della Markets and Investment Banking Conference, due-giorni organizzata l’11 e il 12 maggio dall’Abi nella sede di Milano. Dagli incontri è emerso l’auspicio che le nuove regole, pur concepite per evitare situazioni di difficoltà delle banche, non costituiscano vincoli significativi alle strategie di finanziamento a medio-lungo termine delle banche stesse. Il riferimento è alla proposta della Commissione europea di introdurre meccanismi di conversione in azioni ordinarie in casi di insolvenza, cosiddetta proposta di “bail-in”, che potrebbe ostacolare il rifinanziamento delle obbligazioni in scadenza.

I principali operatori del mercato, italiani e internazionali, e le autorità di vigilanza hanno affrontato anche il capitolo tassazione, concordando sulla necessità di una revisione del trattamento fiscale degli strumenti ibridi computabili nel capitale regolamentare, e il tema del rifinanziamento delle obbligazioni in scadenza da parte delle banche alla luce della nuova disciplina del liquidity risk management prevista dagli orientamenti di Basilea 3 del dicembre 2010 e di imminente recepimento a livello di legislazione comunitaria.

Per quanto riguarda il canale retail, pur ribadendo l’importanza di una particolare tutela dei piccoli risparmiatori rispetto agli investitori istituzionali, gli operatori hanno convenuto sulla necessità di evitare l’introduzione di vincoli che limitino la capacità delle banche di emettere e distribuire prodotti di raccolta obbligazionaria. Tali vincoli finiscono per ridurre una quota di impieghi destinabili dalle banche stesse al finanziamento delle imprese e delle famiglie. La regolamentazione dovrà pertanto bilanciare gli obiettivi di tutela dell’investitore garantendo allo stesso tempo stabilità ed efficienza al sistema finanziario senza tuttavia trascurare le peculiarità del sistema industriale italiano e le funzioni svolte dall’industria bancaria nel sostegno al mondo produttivo.

Il messaggio uscito dalla Mib Conference 2011 è dunque evitare obblighi aggiuntivi rispetto a quelli stabiliti in ambito comunitario.

Abi e Consob stanno ragionando su possibili soluzioni in tema di regolamentazione nell’ambito dei tavoli di lavoro aperti dal nuovo presidente della Commissione Giuseppe Vegas. Al tema del funding bancario è dedicato un tavolo ad hoc sulla cui attività il commissario Consob Pezzinga ha fornito un aggiornamento. L’ipotesi allo studio è che per alcune tipologie di obbligazioni bancarie dalla struttura semplice (convenzionalmente definiti ‘bond da banco’) verrebbe semplificato sia l’iter di approvazione dei prospetti sia gli adempimenti a carico degli intermediari.

Funding, Abi: il punto sulla raccolta bancaria ultima modifica: 2011-05-16T07:15:00+00:00 da Flavio Meloni

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