Futuro, Bastelli: “C’è grandissima confusione nel mercato della Cessione del Quinto”

Gabriella Bastelli, oltre a essere direttore della direzione Cessione del V di Compass e direttore generale della più “giovane” Futuro, che svolge la propria attività su tutto il territorio nazionale avvalendosi di reti terze per la distribuzione della CQ, è anche una delle maggiori conoscitrici di questo prodotto. Per questo a lei abbiamo chiesto di parlarci di questo mercato in continua evoluzione, alla luce della sua pluriennale esperienza maturata negli ultimi anni anche all’interno di società del gruppo Mediobanca.

 

Il 2011 è ormai prossimo alla fine. Quali risultati avete ottenuto, come Compass e Futuro, nel mercato della Cessione del V dall’inizio dell’anno?
La CQ del gruppo offre il prodotto su due canali commerciali diversi. Compass distribuisce la Cessione del quinto attraverso le 146 filiali costituite da solo personale dipendente, per il 75% il prodotto viene offerto a pensionati e per il restante 25% a dipendenti privati e pubblici. Futuro, invece, ha un portafoglio bilanciato tra dipendenti pubblici, privati e pensionati, proponendo il prodotto in modo tradizionale con la collaborazione di una rete di agenti in attività finanziaria, pochi mediatori, e qualche intermediario finanziario ex art. 106 e 107 del TUB. Nei primi sei mesi del 2011, come indica anche l’osservatorio di Assofin, i due canali hanno espresso circa 218 milioni di euro di finanziato: un risultato positivo confermato anche dai risultati del terzo trimestre dell’anno 2011, che registrano un incremento totale del 20% della produzione. In definitiva, l’esercizio, che per noi si è chiuso lo scorso 30 giugno, ha registrato un risultato superiore alla previsioni di budget per quanto riguarda Futuro, mentre per Compass è stato raggiunto l’obiettivo previsto.

Parliamo di Futuro. Che quota di mercato hanno nella vostra distribuzione gli agenti, i mediatori e le ex 106?
Per quanto riguarda la distribuzione posso dire che per il 70% è svolta dagli agenti in attività finanziaria, plurimandatari, mentre il restante 30% da ex 106 e 107; come già sottolineato il ruolo dei mediatori, oggi, è piuttosto ridotto.

Quali sono le prospettive per l’immediato futuro e per il 2012?
Prevediamo una crescita costante e siamo fiduciosi di raggiungere i nostri obiettivi anche nell’esercizio in corso; già nel primo trimestre abbiamo avuto risultati soddisfacenti, poi in parte contenuti dalla situazione economica generale: le tensioni dei mercati finanziari ci hanno visti costretti a ritoccare al rialzo i tassi, per bilanciare anche il crescente costo del denaro. Prevedo però di raggiungere, il prossimo 30 giugno, l’obiettivo previsto che sarà superiore di circa il 15% rispetto a quello dell’esercizio precedente.

Che valutazione dà invece, più in generale, del mercato della cessione oggi in Italia?
C’è grandissima confusione. E continuerà a esserci fino a quando non verranno emanate le disposizione attuative relative al D.Lgs. 141/2010. Inoltre, vedo molta disomogeneità nelle interpretazioni delle indicazioni dettate da Banca d’Italia nei comunicati di novembre 2009 e aprile 2011. Queste premesse determinano un mercato difficile da gestire: Bankitalia, infatti, ha dato direttive di massima che sono state diversamente percepite dagli operatori, generando così una continua “migrazione” delle reti da un operatore all’altro, a seconda delle diverse modalità interpretative dei dettami provenienti da Via Nazionale. Con riferimento al decreto, sottolineo due aspetti. Primo: in questo momento non è ancora del tutto chiaro quali saranno le caratteristiche principali del nuovo intermediario finanziario previsto dal Titolo III, soprattutto con riferimento alla attività di concessione dei finanziamenti rispetto a quella di distribuzione di prodotti finanziari di altri intermediari. Secondo: relativamente al Titolo IV e alla costituzione dell’Organismo, si apre un ulteriore spazio di complessità; infatti, finché l’Organismo non verrà costituito, non verranno avviate le attività di competenza dell’organismo stesso, mi riferisco per esempio all’attivazione delle nuove iscrizioni negli elenchi di mediatori o agenti che al momento sono bloccate. In virtù di queste considerazioni la situazione allo stato attuale non può che essere estremamente nebulosa.

Per ovviare a questa situazione di confusione, tornando a Futuro, avete pensato a obiettivi strategici particolari?
Ci stiamo organizzando per pianificare le opportunità che daremo alla nostra futura rete monomandataria. Oggi non abbiamo ancora raccontato al mercato le caratteristiche di quella che sarà la nostra rete perché stiamo valutando attentamente le diverse soluzioni che potranno essere percorse, ben sapendo che per gli intermediari finanziari sarà importante proporre vantaggi a coloro che dovranno scegliere se diventare agenti monomandatari di una società piuttosto che di un’altra.

Dopo “confusione” la seconda espressione che ben sintetizza questo momento è “fare margine”, perché si sta sempre più assottigliando. “Fare margine”, dunque, ma dove?
Tutti noi abbiamo il dovere di rivedere i nostri modelli operativi, al fine di ridurre i costi sia a beneficio del cliente sia degli enti erogatori e degli intermediari del credito coinvolti.  Un punto di riferimento per il futuro è rappresentato dalla convenzione CreditoNet – la convenzione del Ministero dell’Economia e delle Finanze che consente di estrarre dal database del Ministero i documenti necessari per istruire la pratica di Cessione del V e erogare poi il finanziamento: infatti, avendo la possibilità di ottenere, direttamente dal sistema informatico, i documenti che normalmente devono essere richiesti dal mediatore o agente, il processo non può che costare meno. Sarebbe importante riuscire ad applicare questo processo ad altre realtà, attraverso l’implementazione del sistema informatico da parte delle amministrazioni terze cedute, così da avere i documenti in tempo reale, permettendo in questo modo  sia  la riduzione dei costi di istruttoria sia un minore impegno da parte di  mediatori e agenti che continuerebbero a svolgere l’attività di consulenza a fronte  di un minor costo. Il modello CreditoNet è davvero interessante, soprattutto per i grandi enti: estenderlo ad altre realtà significa poter ridurre i costi, e quindi “fare margine”.

A un anno dall’approvazione del D.Lgs. 141/2010 qual è il vostro giudizio sulla legge?
Sarà importante capire quali saranno le disposizioni attuative. La trasparenza era necessaria ed è stata applicata, anche se spazi di miglioramento ci sono sempre: ad esempio, il SECCI (Standard European Consumer Credit Information) è stato interpretato diversamente dagli operatori, tanto che alcuni SECCI vengono rilasciati al cliente dopo la delibera del finanziamento, altri prima. Sarebbe opportuno che il mercato fosse più omogeneo. In questo momento la preoccupazione è che ci siano spazi interpretativi, con riferimento alle norme,  che permettano agli operatori di comportarsi in modo difforme. Quello che è più difficile da accettare, oggi, è il diverso modo con cui si interpreta una norma: sono favorevolissima alla competizione tra gli operatori, ma a patto che le regole siano chiare e uguali per tutti.

Oggi le finanziarie sono sempre più bancarie, a scapito delle finanziarie “pure”. Pensa che in futuro continuerà a essere così?
Più che di finanziarie bancarie dobbiamo parlare di canali distributivi: lo sportello bancario ha, e continuerà ad avere, una propria strada; viceversa, un’altra strada sarà percorsa dalla finanziaria che raccoglie attraverso le reti terze. Penso che in futuro ci sarà spazio per entrambi questi canali: la Cessione del V verrà offerta sia in banca – con un maggior “sforzo” richiesto al cliente che avrà l’onere di ottenere tutti i documenti necessari – sia attraverso gli agenti in attività finanziaria e i mediatori che seguiranno per intero la pratica del finanziamento.

Il calcolo del Tegm proposto da Banca d’Italia è cambiato negli ultimi tre mesi. Quali effetti ha avuto?
Le soglie sono aumentate subito, e ora stanno scendendo. Con riferimento alla Cessione del V il nuovo calcolo ha generato un aumento del Teg soglia di circa 100 punti base, per i finanziamenti superiori ai 5.000 euro. Recentemente è avvenuta una seconda rilevazione con questa nuova modalità, e si è riscontrata una lieve discesa delle soglie: sopra i 5.000 mila euro la diminuzione è stata pari a 20 punti base. L’effetto della discesa delle soglie ritengo sia imputabile alla volontà degli operatori di ridurre il costo finale per il cliente.

Quali saranno i prossimi passi di Futuro e Compass per la Cessione del V?
Stiamo costantemente acquisendo quote di mercato, attraverso una crescita graduale. Il gruppo è entrato in questo mercato quattro anni fa e con l’acquisizione di Futuro, avvenuta tre anni fa, i numeri della Cessione del V si sono più che raddoppiati; il gruppo ritiene di dover mantenere la propria presenza nell’ambito di questo mercato attraverso l’attuale strategia di cui abbiamo già parlato, quindi si continuerà a distribuire la cessione del quinto attraverso le filiali dirette di Compass e si investirà nella crescita di Futuro che manterrà il suo assetto commerciale tradizionale, avvalendosi di reti indirette per la commercializzazione del prodotto.

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Futuro, Bastelli: “C’è grandissima confusione nel mercato della Cessione del Quinto” ultima modifica: 2011-11-29T18:13:09+00:00 da Flavio Meloni

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