Gabriele Anselmi, direttore mutui CheBanca!: “La mortgage credit directive è un importante passo in avanti sulla strada della tutela dei consumatori”

Anselmi, CheBanca!“La Mortgage credit directive rappresenta  un ulteriore passo in avanti, comunque importante, nel percorso che è iniziato con l’entrata in vigore del decreto legislativo 141 del 2010. Questo nuovo step va nella direzione di un’armonizzazione a livello europeo della disciplina relativa all’erogazione di mutui”. Con Gabriele Anselmi, direttore mutui di CheBanca!, parliamo delle novità introdotte dalla direttiva 2014/17/UE e dei suoi effetti sugli operatori del settore.

Quali sono i principali obiettivi della direttiva europea sul credito?
Il primo è quello di aumentare il livello di protezione del cliente. A questo proposito il legislatore è intervenuto principalmente su tre aspetti: l’offerta commerciale, la pubblicità e le norme di comportamento nell’esercizio dell’attività. Le nuove norme impongono un aumento della trasparenza, visto che gli intermediari dovranno specificare anche l’ammontare della commissione percepita dalle banche, analogamente a quanto previsto dalla normativa europea sul risparmio (la Mifid) sul tema degli inducement versati dalle case di investimento alle banche. Il secondo obiettivo è quello di potenziare i presidi prudenziali che riguardano la valutazione del merito creditizio, per limitare il rischio di generare nuovi Npl, i non performing loans. Le banche sono chiamate ad acquisire informazioni rilevanti sui clienti che chiedono di accendere un mutuo per valutare l’adeguatezza dell’impegno assunto, come impone la Mifid in tema di adeguatezza dell’offerta di investimento. Tali informazioni possono essere ottenute direttamente dal cliente o tramite un intermediario, ma in ogni caso dovranno essere adeguatamente verificate, per valutare se il potenziale mutuatario è effettivamente in grado di sostenere l’impegno economico che la restituzione del prestito comporta. In aggiunta a questo la direttiva stabilisce dei criteri specifici in relazione alla valutazione degli immobili, per evitare che, in caso di mancato pagamento delle rate da parte del cliente, la casa o l’appartamento sui cui è stata costituita l’ipoteca risulti non sufficiente a rimborsare il finanziamento contratto. Il terzo e ultimo obiettivo della direttiva è quello di innalzare il livello di professionalità degli operatori del settore, ai quali viene richiesto un maggiore impegno formativo sui collaboratori.

Che effetti avrà l’introduzione della figura del consulente indipendente?
Si tratta di una nuova figura professionale molto interessante. Alcune società potrebbero scegliere di offrire ai clienti esclusivamente questo genere di servizio, senza alcun vincolo di mandato. Si potrebbero dunque aprire nuove nicchie di mercato ma è chiaro che per vedere cosa succederà si dovrà attendere la disciplina di dettaglio.

Cosa che vale anche per la segnalazione…
Sì. Molti intermediari temono che la reintroduzione di questo istituto possa in qualche modo vanificare una parte del percorso di cui parlavo prima, iniziato con l’entrata in vigore del 141. In realtà è sicuramente più verosimile pensare che il regolamento che sarà emanato dal Mef, sentita la Banca d’Italia, circoscriverà la possibilità di effettuare segnalazioni solo a un certo tipo di soggetti, iscritti ad albi professionali, come agenti immobiliari, avvocati e commercialisti che potrebbero quindi segnalare clienti a banche o anche ad intermediari. Al momento non si può escludere, quindi, che la reintroduzione di questo istituto possa addirittura comportare un incremento del business per gli intermediari stessi. Inoltre è importante ricordare che in ogni caso la segnalazione potrà essere effettuata solo in modo accessorio, e quindi secondario, rispetto a un’attività principale.

Le nuove norme prevedono come clausola facoltativa del contratto di mutuo la possibilità per le banche di alienare l’immobile su cui è stato accesa l’ipoteca nel caso in cui il mutuatario non paghi 18 rate del prestito. Non c’è il rischio che gli istituti facciano “cartello” riservandosi di fatto questa facoltà?
Le banche sono in concorrenza tra loro e ognuna farà le proprie scelte per attrarre il maggior numero possibile di clienti. In ogni caso, la disciplina prevede che le banche non possano vincolare la stipula del contratto alla sottoscrizione di questa clausola, a pena di nullità dell’ipoteca. E comunque, laddove detta clausola venga sottoscritta, è previsto che il cliente sia assistito a titolo gratuito da un consulente. Detto questo è fondamentale notare che nella pratica nessuna banca potrebbe attendere il mancato pagamento di 18 rate prima di intervenire su un prestito che non viene rimborsato. L’istituto deve agire molto prima, alle prime avvisaglie di problema, in modo da tutelare il proprio denaro e lo stesso cliente.

Gabriele Anselmi, direttore mutui CheBanca!: “La mortgage credit directive è un importante passo in avanti sulla strada della tutela dei consumatori” ultima modifica: 2016-06-10T20:33:28+00:00 da Paolo Tosatti

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