Gaetano Burrattini: “Sulla formazione di agenti e mediatori l’Italia è in ritardo. Per essere competitivi servono preparazione e professionalità”

Quanto impegno è richiesto, in termini di tempo e di studio, per la preparazione di questo esame?
Il tempo e lo studio richiesti dipendono ovviamente dalla formazione pregressa di ogni singolo operatore. La mia impressione è che, in generale, quest’ultima sia molto carente.

È per questo che, con una delibera del 5 settembre, l’Oam ha abbassato il numero di risposte esatte necessario al superamento dal test da 45 a 36? Oppure ci si è resi conto che le domande erano oggettivamente troppo difficili per il tempo a disposizione?
La scelta di abbassare la soglia è stata una diretta conseguenza della constatazione della complessità della prima serie di esami. A mio avviso il tempo a disposizione potrebbe essere ampliato, non so chi abbia elaborato la prima serie di test ma la mia impressione è che le domande fossero in generale troppo complesse per un primo accesso all’albo.

Al di là dello studio necessario al superamento del test, quanto è importante oggi per un mediatore e per un agente avere una buona preparazione e sottoporsi a un aggiornamento professionale costante?
È indubbio che la preparazione professionale e il costante aggiornamento rappresentano una condizione necessaria e indispensabile per competere con efficacia non solo nel mercato finanziario ma in qualsiasi settore. Il ritardo in questo campo, purtroppo, è un limite che come Paese in generale dobbiamo colmare se vogliamo evitare di essere emarginati dal resto dell’Europa.

Quanto conta invece l’esperienza maturata sul campo?
Conta molto solo se non viene vista come l’unica fonte su cui fare affidamento. In caso contrario può diventare un limite.

Con l’istituzione dell’Organismo il legislatore ha voluto creare quella che può essere definita come una mini-authority con compiti di vigilanza sull’intero comparto della mediazione. Le polemiche circa la composizione dell’Organismo e il suo funzionamento, però, non sono mancate. In particolare c’è chi considera il compito attribuito all’Oam un inutile duplicazione di quello che già spetta alla Banca d’Italia. Qual è il suo parere a riguardo?
Personalmente avrei preferito che i poteri di vigilanza fossero stati assunti direttamente dalla Banca d’Italia, tuttavia comprendo anche che, dato il ritardo con cui si interveniva con un’effettiva attività di vigilanza fosse necessaria la creazione di un Organismo separato, il quale si potrà strutturare nel tempo secondo il numero effettivo degli iscritti ai due albi. D’altra parte, ci troviamo in presenza di una fase transitoria che riguarda l’intera vigilanza bancaria europea. Ritengo, quindi, che occorra attendere ancora un paio d’anni per poter arrivare a una struttura definitiva della vigilanza in questo settore. La mia opinione è che sia necessario accelerare sull’integrazione dei criteri di professionalità e dei piani di formazione previsti non solo per gli agenti in attività finanziaria e i mediatori creditizi, ma anche per i promotori finanziari e per gli intermediari assicurativi.

Per finire, un consiglio pratico a chi sta per sostenete l’esame.
In questa prova il tempo è un fattore critico. Dopo aver dato una prima lettura a tutto l’elenco delle domande, conviene rispondere inizialmente ai quiz che, sulla base alla propria preparazione, sembrano di più rapida soluzione per concentrarsi, poi, su quelli che appaiono più complessi. Ricordo inoltre che è opportuno non rispondere in maniera casuale alle domande di cui non si conosce la risposta poiché, com’è ormai prassi consolidata, alle risposte errate si attribuisce un punteggio negativo.

Gaetano Burrattini: “Sulla formazione di agenti e mediatori l’Italia è in ritardo. Per essere competitivi servono preparazione e professionalità” ultima modifica: 2012-10-13T13:30:17+00:00 da Flavio Meloni

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