Gaetano De Vito, vice presidente Afin: “Positivo il giudizio sul primo triennio di vita dell’Oam. Ora serve migliorare la comunicazione con gli associati e con i consumatori finali”

De Vito, AfinSi conclude a giugno il primo “mandato” dell’Oam. Nei tre anni intercorsi dalla sua nascita l’Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi ha dovuto imparare in brevissimo tempo a stare in piedi sulle proprie gambe, sia dal punto di vista economico che gestionale, mentre i compiti e le attività di cui è stato chiamato a farsi carico hanno subito un progressivo incremento. Questo processo si è innestato su una crisi che ha colpito l’intero sistema economico mondiale e il settore del credito in particolare, stravolgendo le vecchie dinamiche di mercato e portando con sé una serie di profondi cambiamenti che hanno causato non pochi dolori di pancia agli operatori del comparto. Con Gaetano De Vito, vice presidente dell’Afin, l’Associazione finanziarie italiane, uno dei dodici soggetti che fanno parte dell’assemblea dell’Oam, proviamo a tracciare un sintetico bilancio delle attività svolte dall’Organismo in questo periodo.

Come si è comportato l’Oam in questi tre anni? È riuscito a svolgere i compiti che gli erano stati assegnati?

Uno dei compiti fondamentali dell’Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi è quello di portare avanti un monitoraggio costante delle attività poste in essere dai soggetti iscritti nei suoi elenchi, finalizzato al contrasto e alla prevenzione dell’abusivismo e di qualsiasi altra violazione delle regole che disciplinano il settore dell’intermediazione del credito. Dal momento della sua costituzione l’Oam ha compiuto notevoli passi in avanti in questa direzione e, dopo aver affrontato una fase “fisiologica” di rodaggio, ha rafforzato la propria struttura, ampliato i servizi offerti agli iscritti e ai consumatori finali e moltiplicato gli sforzi per adempiere a tutte le funzioni previste dallo statuto. Ormai possiamo dire che la macchina dell’Organismo funziona a pieno regime. Quello che auspichiamo è forse una maggiore informazione nei confronti delle associazioni e federazioni che compongono la sua assemblea per quanto riguarda le attività svolte. Nelle prime fasi di vita dell’Oam venivano convocati dei tavoli tecnici che però con il passare del tempo si sono sensibilmente diradati. A mio avviso ripristinarne la periodicità sarebbe positivo, soprattutto per consentire di discutere delle spese affrontate dall’Organismo, in particolare quelle straordinarie.

Molti ritengono che l’Oam dovrebbe fare di più sul fronte dell’abusivismo. Voi cosa pensate?

Quello dell’esercizio abusivo della professione è in questo momento uno dei problemi principali che il comparto del credito è chiamato ad affrontare. Anche in questo senso il contributo fornito dall’Oam in questo primo triennio è stato senza alcun dubbio importante. L’auspicio è che in futuro si riesca a fare sempre meglio.

Su cosa si dovrà concentrare l’Organismo nel prossimo triennio?

È importante che si prosegua lungo la strada che è stata tracciata fino a questo momento, migliorando per quanto possibile il dialogo con i soggetti associati e implementando il sistema di comunicazione e informazione nei confronti del consumatore finale.

Gaetano De Vito, vice presidente Afin: “Positivo il giudizio sul primo triennio di vita dell’Oam. Ora serve migliorare la comunicazione con gli associati e con i consumatori finali” ultima modifica: 2015-04-26T20:36:01+00:00 da Paolo Tosatti

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