Gaiotti, Banca d’Italia: “Nel 2021 la ripresa sarà più lenta del previsto. Sale la propensione a ridurre i consumi”

Banca d'Italia, logoNel 2021 la ripresa sarà verosimilmente più lenta del previsto. Le prospettive restano condizionate, oltre che dai progressi nel controllo dei contagi, dalla prontezza ad adattare l’azione di politica economica all’evolversi della situazione”. Così si è espresso questa mattina Eugenio Gaiotti, capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, durante la sua audizione preliminare sulla manovra per il triennio 2021-2023 alle commissioni bilancio di Camera e Senato.

Gaiotti è tornato sul tema già affrontatonella stessa sede lo scorso ottobre in occasione dell’esame della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2020 (Nadef). “Le nuove informazioni che si sono rese disponibili modificano il quadro allora tracciato. Il recupero segnato dall’economia italiana in estate è stato superiore a quanto previsto – ha dichiarato oggi -. Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel terzo trimestre il prodotto interno lordo è cresciuto del 16,1 per cento, grazie soprattutto alla ripresa dell’industria. È un risultato che indica che la nostra economia conserva una significativa capacità di recupero e conferma l’importanza del sostegno fornito dalla politica economica. Tuttavia, la recrudescenza della pandemia osservata nelle ultime settimane e le misure di contenimento adottate dal Governo si stanno ripercuotendo sull’economia. Gli indicatori più recenti suggeriscono che in Italia, come nell’area dell’euro, è in corso un indebolimento dell’attività economica; le nostre indagini presso le famiglie confermano la propensione a contrarre i consumi in risposta a un aumento dei contagi, anche indipendentemente dalle nuove misure di distanziamento sociale”.

Il capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia ha spiegato che gli indicatori congiunturali più tempestivi relativi ai consumi elettrici, al gas distribuito al settore industriale e al flusso di traffico autostradale, che nel corso dell’estate erano gradualmente migliorati, sono tornati a diminuire in seguito alla ripresa della diffusione del virus. I dati sui flussi di pagamento (transazioni effettuate con pos e prelievi con atm) hanno mostrato una decisa flessione dall’inizio di novembre. A ottobre l’indice composito dei responsabili degli acquisti delle imprese è lievemente calato, risentendo del peggioramento nel settore dei servizi, dove le rilevazioni dell’Istat segnalano un peggioramento della fiducia, dovuto essenzialmente alle più negative prospettive sugli ordini e al ripiegamento del turismo. Nell’edizione di settembre dell’indagine straordinaria “Le famiglie italiane durante l’epidemia: l’indagine della Banca d’Italia”, nel Bollettino Economico 4 del 2020, nel rispondere a una domanda ipotetica circa il 60% delle famiglie ha dichiarato che avrebbe smesso di fare acquisti in negozi di beni e servizi non essenziali a fronte di un elevato numero di contagi nella propria regione; oltre un terzo ha indicato che avrebbe ridotto la frequenza degli acquisti in negozi di alimentari.

Alla luce di queste informazioni, nel quarto trimestre è plausibile si osservi una flessione del Pil, anche se più contenuta di quella primaverile. È probabile che il risultato per l’anno risulti comunque in linea con quanto prefigurato in ottobre; tuttavia nel 2021 la ripresa sarà verosimilmente più lenta del previsto. Le prospettive restano condizionate, oltre che dai progressi nel controllo dei contagi, dalla prontezza ad adattare l’azione di politica economica all’evolversi della situazione – ha precisato Gaiotti nell’audizione preliminare sulla manovra per il triennio 2021-2023-. Le valutazioni fornite un mese fa circa gli effetti macroeconomici dei programmi del Governo rimangono complessivamente confermate alla luce delle misure in discussione. L’impatto espansivo prefigurato a ottobre dal Governo appare coerente con una composizione degli interventi in cui abbiano ampio spazio il sostegno agli investimenti privati e gli investimenti pubblici. Tuttavia la possibilità di ottenere pieni benefici dagli interventi, che si estendano anche al medio termine, dipende dalla effettiva definizione dei progetti di riforma e investimento, dalla misura in cui saranno in grado di dare luogo a una espansione del potenziale di crescita del paese e dalla rapidità con cui saranno attuati”.