Garante privacy: tracking pixel nelle e-mail, pubblicate le linee guida. Sei mesi agli operatori per adeguarsi

Logo del Garante per la protezione dei dati personali (Gpdp)

Il Garante della privacy ha adottato le linee guida sull’uso dei pixel di tracciamento (tracking pixel) nelle email, per rafforzare la trasparenza e il controllo degli utenti sui propri dati.

I tracking pixel sono minuscole immagini trasparenti, praticamente invisibili, inserite nei messaggi per rilevarne l’apertura e raccogliere informazioni sui comportamenti degli utenti.

Lo ha reso noto lo stesso Gpdp (Garante per la protezione dei dati personali), che ha richiamato l’attenzione sulla particolare invasività di queste tecnologie, che operano spesso senza che il destinatario ne abbia piena consapevolezza.

Le linee guida, adottate con il provvedimento del 17 aprile 2026, chiariscono che l’impiego dei tracking pixel rientra nella disciplina prevista dall’articolo 122 del Codice privacy, che regola l’uso di tecnologie capaci di accedere alle informazioni presenti nei dispositivi degli utenti o di monitorarne il comportamento online.

Nei casi ordinari, il loro utilizzo richiede un consenso preventivo, libero, specifico e informato.

Restano possibili specifiche eccezioni, “ad esempio per finalità di sicurezza, per esigenze tecniche strettamente necessarie o per comunicazioni istituzionali e di servizio, nel rispetto dei principi di proporzionalità e minimizzazione dei dati”, precisa il Gpdp.

Il Garante ribadisce inoltre l’obbligo di fornire agli utenti un’informativa chiara e trasparente e garantire modalità semplici per la revoca del consenso, anche in modo selettivo.

Particolare attenzione è richiesta all’adozione di misure di privacy by design e by default, per ridurre il rischio di identificabilità degli utenti e limitare la circolazione dei dati personali.

Le linee guida si rivolgono ai fornitori di servizi della società dell’informazione, ai soggetti che offrono servizi online accessibili al pubblico, ai provider di posta elettronica, ai gestori di piattaforme per l’invio massivo di email e, più in generale, a tutti i soggetti che utilizzano tracking pixel.

I soggetti interessati dovranno adeguarsi entro sei mesi dalla pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.