Genworth commissiona ricerca a Swg: il 67% dei lavoratori privati italiani non è intenzionato a chiedere il Tfr in busta paga

Genworth LogoIl 67% dei lavoratori privati italiani non è intenzionato a scegliere di ricevere il Tfr in busta paga. Il 45% di quelli (17%) che invece sono intenzionati a chiederlo, preferiscono risparmiarlo per future necessità, mentre il 21% pensa di spenderlo per affrontare le spese correnti. Sono i principali dati che emergono da una ricerca condotta da Swg su un campione rappresentativo della popolazione italiana in merito alle scelte finanziarie delle famiglie, commissionata dal gruppo assicurativo Genworth, specializzato nella protezione del tenore di vita.

La tendenza che emerge dal sondaggio, spiega una nota, è quella di pensare alle necessità immediate o a mettere da parte il denaro a scapito di investimenti e protezione, a fronte di una situazione economica ancora instabile. La media dei risparmi che gli italiani attingono ogni mese per compensare la diminuzione dei redditi è infatti passata da 189 euro del 2013 a 177 del 2014 (erano 193 nel 2012).

Inoltre alla domanda sulla percepita efficacia del “bonus bebè”, solo il 20% ha risposto positivamente.

Di fronte poi allo spettro di ulteriori tagli alla sanità solo il 3% degli italiani pensa di stipulare una assicurazione sanitaria a fronte di un 26% che non la ritiene utile e di un 39% che la stipulerebbe se solo avesse risorse per poterlo fare. A fronte dell’aumento della pressione fiscale sui rendimenti provenienti dai fondi pensione inoltre, il 29% degli italiani preferirebbe tenere il denaro il banca rispetto al 14% che li sottoscriverebbe comunque.

Per quanto infine riguarda l’estensione delle coperture sulla disoccupazione a tutti i lavoratori proposta dalla riforma del lavoro, nell’ambito di un sistema semplificato imperniato su un contratto unico a tutele crescenti, gli italiani la valutano in maniera generalmente positiva: il 42% si sente infatti tutelato mentre il 34% non si ritiene protetto.

Valeria Picconi, direttore generale di Genworth per l’Italia, ha commentato: “Secondo quanto emerge dal sondaggio una parte consistente degli italiani è troppo concentrata sulla gestione del quotidiano per potersi permettere di guardare al futuro, in un quadro economico complessivo ancora instabile. Neanche il bonus governativo per ogni neonato riesce a ridare fiducia, visto che stando al nostro sondaggio la misura incoraggia appena il 20% ad avere un bambino. C’è consapevolezza diffusa di una maggiore necessità di protezione assicurativo-previdenziale di fronte ad un welfare pubblico in contrazione, ma riduzione del reddito disponibile reale ed erosione dei risparmi accumulati non consentono di trasformare quel bisogno in acquisto. Per colmare il gap finanziario ed assicurativo, oltre ad una ripresa della fiducia e della crescita, è necessaria un’operazione pubblica di verità sulla situazione attuale che incoraggi gli italiani ad una maggiore presa di responsabilità finanziaria personale, anche attraverso normative favorevoli incentivanti in tal senso”.

Secondo la ricerca Genworth/Swg inoltre, nonostante sia positivamente calata (dal 44% al 42% dal 2013 al 2014) la quota delle famiglie che utilizza i propri risparmi per compensare la diminuzione del reddito, la percezione di vulnerabilità finanziaria è tuttavia rimasta sostanzialmente invariata, registrandosi anzi un lieve aumento nel numero di coloro i quali arrivano a fine mese con molte difficoltà, passati dal 20 al 22%.

Genworth commissiona ricerca a Swg: il 67% dei lavoratori privati italiani non è intenzionato a chiedere il Tfr in busta paga ultima modifica: 2014-12-09T14:01:00+00:00 da Redazione

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