Genworth, ricerca: il 60% dei giovani italiani crede che non potrà permettersi di accedere alla proprietà immobiliare

Genworth LogoI giovani italiani (tra i 18 e i 34 anni) sono sempre più “bamboccioni per necessità” che per  comodità, come contrariamente si pensa. Vivono con i propri genitori per fronteggiare avverse condizioni e prospettive economiche più che per il comfort offerto dalla famiglia.

Una netta maggioranza, l’85% degli intervistati, vuole vivere per conto proprio e, di questi, il 40% (3,6 milioni) sarebbe disponibile a comprare casa e accendere un mutuo. Il confronto generazionale sulle scelte di vita sottolinea come il 72% dei giovani pensi che l’accesso alla proprietà sia più difficile oggi rispetto al tempo dei propri genitori. Dati confermati anche da uno studio di Banca d’Italia, in cui si rileva come il numero di annualità di reddito necessarie per l’acquisto sia progressivamente cresciuto. In particolare colpiscono i dati degli affittuari, per i quali le annualità sono passate dalle 5,3 del 1991 alle 10,2 del 2012. Altri operatori sul mercato, Tecnocasa e Federconsumatori, confermano il trend, nonostante le differenze in termini numerici.

I dati emergono da un sondaggio di Swg sui desideri, i sogni e i timori dei giovani italiani sulla casa, commissionato da Genworth, compagnia assicurativa da sempre impegnata nel favorire l’accesso alla casa di proprietà e nel proteggere lo stile di vita dei consumatori.

Il sondaggio rileva come possedere una casa sia considerato dai giovani uno status symbol: l’84% in particolare, lo associa a stabilità e successo, con il 69% che non sarebbe disposto a mettere su famiglia prima di disporre di un’abitazione di proprietà.

I “bamboccioni per scelta” è una categoria che ne esce assottigliata: solo il 15%, ossia meno di un milione di giovani, vorrebbe comunque continuare a vivere coi genitori.

L’aumentata mobilità giovanile è confermata anche dalle persone che si spostano o sono disposte a farlo per motivi di lavoro. Dal sondaggio emerge come il 34% degli intervistati esprima il desiderio di emigrare alla ricerca di un futuro migliore.

“Il sondaggio ha rilevato che il problema centrale per i giovani nell’accesso alla proprietà immobiliare sta nelle loro disponibilità finanziarie – ha commentato Roberta Brunelli, direttore commerciale di Genworth Mortgage Insurance Italia -. La mancanza di un lavoro stabile è visto dai giovani italiani come l’ostacolo principale (45%) per potersi affacciare al mercato immobiliare. I precari che accedono al mercato dei mutui in Italia sono in media solo il 2,7%2. Genworth invece, da sempre vicina alle fasce più giovani della società, in questi anni ha servito sul mercato mediamente il doppio dei precari, che nel suo portafoglio contano il 5% dei mutui assicurati. Grazie ad un maggior importo finanziato nell’acquisto, Genworth va incontro alle esigenze dei più giovani che, stante il loan-to-value medio in Italia del 60%, risulterebbero altrimenti esclusi dal prodotto mutuo. La nostra esperienza e i dati storici rilevano dati rassicuranti per le banche: il portafoglio giovani di Genworth ha una performance migliore rispetto al target “non giovani”. Altri ostacoli nell’accesso alla proprietà immobiliare sono rappresentati da mutui inadeguati e dall’impossibilità di risparmiare a sufficienza, come citato da quasi un intervistato su quattro (24%). Questo dato rivela anche un’opportunità per gli istituti di credito di colmare il gap. Come compagnia internazionale portiamo in Italia gli esempi del Canada e dell’Australia, dove il settore privato supporta le istituzioni pubbliche nell’opera di superamento delle barriere per la categoria. Consentire alle persone di accedere al mercato dei mutui infatti non rappresenta solo un modo per permetter loro di esaudire un desiderio legittimo ma anche un contributo per rilanciare il mercato immobiliare e, tramite questo, il Pil nazionale”.

Genworth, ricerca: il 60% dei giovani italiani crede che non potrà permettersi di accedere alla proprietà immobiliare ultima modifica: 2014-04-17T14:41:12+00:00 da Redazione

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: