Giancarlo Vinacci, ad MedioFimaa: “La riforma del credito ipotecario riapre la possibilità di segnalazione e plurimandato. Ma banche e Oam devono fare di più”

Vinacci, MedioFimaaLa direttiva europea n. 17 del 4 febbraio 2014 sul credito ipotecario che entrerà in vigore il 21 marzo del 2016 è destinata a portare profonde modifiche e, soprattutto, regole comuni nel settore dei mutui e dei contratti immobiliari. L’obiettivo della direttiva europea è quello di arginare le pratiche scorrette e ingannevoli che si sono diffuse negli ultimi anni e che hanno condotto a una profonda crisi del sistema immobiliare, garantendo una soglia minima di tutela e trasparenza, attraverso l’eliminazione delle differenze regolamentari che creano ostacoli, riducono la concorrenza e le possibilità di scelta sul mercato e fanno aumentare il costo dell’erogazione di crediti. Giancarlo Vinacci, amministratore delegato della MedioFimaa, spiega alcune novità portate dalla direttiva e focalizza l’attenzione sulle problematiche riguardanti il sistema del credito dopo quasi 5 anni dall’emanazione del decreto legislativo 141/10.

Ci spiega il perché di questa nuova normativa sul credito ipotecario?
L’Europa sta uniformando gli aspetti operativi di tutte le categorie professionali che lavorano in ambito finanziario. La profonda crisi economica e immobiliare degli ultimi anni ha dato un forte impulso all’emanazione di questa direttiva. L’Europa si è mossa, ora tocca ai singoli stati, Italia compresa.

Cosa accadrà in Italia?
Da noi le normative vengono recepite sempre in un modo molto particolare. In Italia talvolta c’è un atteggiamento che porta a interpretarle a nostro uso e consumo. Probabilmente si passerà da un eccesso all’altro, come è già accaduto in passato con il decreto legislativo 141/2010 la cui rigida interpretazione ha di fatto escluso dal gioco alcune figure professionali o ne ha limitato fortemente il campo d’azione.

Oltre che uniformità regolamentare e maggiore tutela per i clienti, la direttiva era attesa anche per la sua forma di apertura verso il plurimandato per gli operatori…
La direttiva mette bene in evidenza due cose: che nel resto d’Europa persiste la possibilità di segnalazione dei mutui, e che gli agenti in attività finanziaria possono lavorare per più soggetti. Da noi questa possibilità è stata abolita in modo violento con l’avvento del decreto legislativo 141/10 e con un’interpretazione molto rigida della direttiva europea che ne era alla base. Ora con i nuovi orientamenti del mortgage credit torna in auge la possibilità di riaprire queste opzioni. Ma mentre l’Europa va verso forme di liberalizzazione più incisive, da noi si cerca di mantenere sempre stretta la corda operativa. Non credo che l’Organismo agenti e mediatori sarà così favorevole al plurimandato, così come non lo sarà per il ritorno al meccanismo di segnalazione.

Secondo lei le banche come si comporteranno riguardo al plurimandato?
Già ora la legge consente di avere fino a 3 mandati per gli agenti in attività finanziaria qualora la banca per la quale prestano servizio non abbia tutta la gamma di prodotti che si trova sul mercato. Secondo me però, con molta difficoltà una banca darà un mandato a un agente che ne ha già uno da una banca concorrente ed è altrettanto difficile che l’agente in attività finanziaria, il quale, a differenza del mediatore, spende il nome della banca, lavori anche per un suo diretto concorrente.

Lei è favorevole alla segnalazione?
Per anni il mercato ha funzionato in questo modo, ma oggi il contesto è diverso, c’è uno squilibrio nella concorrenza dovuto all’ingresso delle banche nell’attività di vendita immobiliare: con le banche non si gioca ad armi pari, perché sono legittimate a svolgere il lavoro degli agenti immobiliari, mentre gli agenti immobiliari non possono parlare di finanziamenti ai loro clienti. Chi vende soldi può vendere anche case, ma non viceversa. Quindi mi dico favorevole alla segnalazione solo se avvenisse nei confronti del mediatore creditizio perché il settore ha bisogno di crescere e perché solo così si agirebbe a favore dei consumatori che avrebbero l’opportunità di valutare i prodotti di più banche. Ma se la segnalazione avviene anche nei confronti degli istituti di credito allora sono contrario; vorrebbe dire firmare la condanna a morte del settore e fare un grosso passo indietro. Non dimentichiamo che il grande caos è stato scatenato dalle banche che, certo non nell’interesse del consumatore, pagavano gli agenti immobiliari affinché segnalassero le necessità di mutui dei loro clienti per poi cartolarizzare i crediti e ri-spalmare il rischio sui consumatori stessi talvolta ignari sottoscrittori di titoli contenenti quota parte dei mutui cartolarizzati.

Crede che questo avvenga ancora oggi?
Alcune banche, forse ignare o forse no del comportamento del proprio personale, non hanno mai smesso di farlo, alimentando di fatto il fenomeno dell’abusivismo che non potrebbe esistere senza la loro compiacenza. Alcuni istituti di credito spesso chiudono gli occhi quando arriva una pratica, magari caldeggiata da un soggetto oggi considerato abusivo, e caricano quella pratica come se fosse di un loro cliente diretto.

Cosa vuol dire tutto ciò per il consumatore, per chi vuole comparare una casa?
Tutto ciò si tramuta in un danno per il consumatore. In Inghilterra, ad esempio, dove i broker gestiscono il 50% del mercato, se un cliente va in banca gli sarà offerto il miglior mutuo di quella banca. Se invece il cliente si rivolge a un broker questi gli presenterà 10 possibilità diverse tra le quali il cliente potrà scegliere in base alle sue effettive esigenze. La differenza non è da poco. Anche sul piano dei requisiti richiesti agli operatori esistono differenze penalizzanti per i mediatori.  Ad esempio, un soggetto privo di qualifiche professionali può tranquillamente sedere nel consiglio amministrazione di una banca, ma non in quello di una società di mediazione creditizia per le quali il livello di requisiti richiesto è enormemente più qualificante ed è un obbligo.

Almeno sul piano dell’informazione, della pubblicità e della trasparenza il cliente avrà maggiori garanzie con la nuova direttiva?
Sicuramente la normativa prevede una diffusione informativa e una protezione maggiore per il cliente, ma le norme esistevano anche prima. Già oggi al cliente viene fornita l’informazione precontrattuale, il necessario supporto post contrattuale e la possibilità di fare un passo indietro se non fosse più convinto. Per il cliente credo che cambierà poco se non cambieranno le abitudini.

Cosa si dovrebbe fare per arginare il fenomeno dell’abusivismo?
Sarebbe sufficiente che l’Abi, che pure siede ai tavoli dell’Organismo, imponesse alle banche associate di richiedere il numero di iscrizione del mediatore che ha presentato una pratica oppure di sottoscrivere che la pratica è di un loro cliente diretto. Non credo che lo farà mai. Le banche hanno dimenticato il loro obiettivo sociale: prendere i soldi dai depositanti, destinarli al sistema del credito e guadagnare un margine.

Cosa dovrebbe fare l’Oam?
Dovrebbe innanzitutto ricordare che esiste solo perché esistono mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria. Detto questo, ha l’importante compito di normare e verificare che tutti rispettino le regole. Certamente dovrebbe fare un passo in più nei confronti dell’abusivismo, che è un fenomeno in crescita, sottaciuto da alcune banche e dall’inerzia delle altre istituzioni. L’Oam dovrebbe imporsi maggiormente e fare in modo che le segnalazioni di abusi non restino sulla carta ma che vengano perseguite più efficacemente. Auspico una collaborazione ancora più stretta tra Organismo e Guardia di Finanza per verificare l’esistenza di pratiche caricate come dirette ma che invece non lo sono e di pagamenti “in nero”. Peraltro, l’abusivismo si sfaccetta sempre di più e capita siano gli stessi collaboratori di una società, regolarmente inquadrati, a lavorare “sottobanco”. Ma se un collaboratore esce da una società, purtroppo, ce n’è subito un’altra, magari meno qualificata, pronta a farlo lavorare.

Giancarlo Vinacci, ad MedioFimaa: “La riforma del credito ipotecario riapre la possibilità di segnalazione e plurimandato. Ma banche e Oam devono fare di più” ultima modifica: 2015-06-18T12:43:02+00:00 da Valentina Petracca

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