Giancarlo Vinacci, amministratore delegato MedioFimaa: “Ecco il nostro piano di formazione biennale per i collaboratori. Oggi più di ieri serve puntare suoi nuovi talenti per rinnovare la professione”

Vinacci, MedioFimaaHa preso il via da poche settimane il nuovo piano formativo di MedioFimaa per il biennio 2015-2016, articolato in una ventina di corsi rivolti a tutti i collaboratori della società ed erogati da SimplyBiz. Giancarlo Vinacci, amministratore delegato della società ci racconta come è strutturato il paino, quali sono i suoi contenuti e i suoi obiettivi.
Perché avete deciso di elaborare un piano formativo così articolato?  
Da quando è entrato in vigore il 141/2010 c’è stato un grande valzer di spostamenti, complici le società di mediazione, pronte ad accogliere chiunque autocertificasse la propria correttezza e soprattutto la propria produttività. I vecchi mediatori creditizi persone fisiche, oggi promotori creditizi o collaboratori, erano per lo più figure indipendenti che gestivano il proprio territorio utilizzando le buone relazioni più che i rapporti con le strutture locali delle banche. Oggi i tempi sono cambiati, i “girotondi dei collaboratori” quasi finiti e i mediatori indipendenti di allora, seppure continuano a voler mantenere la propria individualità, facendo oggi parte di “reti” di mediazione necessitano e chiedono strumenti per distinguersi dalla massa e dai competitor. Quando si riuniscono tante persone con provenienza professionale, culturale, territoriale e relazionale diverse quello che ancora latita è lo spirito di appartenenza. Riteniamo che l’aver studiato e attuato un corposo piano formativo biennale, revolving, possa contribuire al consolidamento e alla condivisione dello spirito di gruppo e di appartenenza.
Come sono strutturati i corsi?
Quelli già definiti sono circa una ventina, da replicarsi nelle diverse aree. Sono strutturati in step e declinati in funzione del ruolo. Alcuni sono per tutti, alcuni sono propedeutici tra loro e altri sono riservati solo a specifiche funzioni. Il programma spazia dalla “Tecniche di Vendita”, corso base e avanzato, a “Leadership” 1 e 2, al classico “Team Buiding”, fino ai corsi “Corporate” e “Assicurazioni”, sempre base e avanzato. Tutti i corsi prevedono “richiami” periodici. Sono rivolti alla totalità dei nostri collaboratori e l’investimento è interamente a nostro carico, senza richiesta di alcun contributo. La selezione noi la facciamo prima: chi è parte della nostra struttura deve necessariamente produrre ma sa che, da parte nostra, sarà costantemente seguito e aiutato a sviluppare le sue attitudini individuali e ad accrescere le sue competenze professionali. Crediamo che una rete consapevole del proprio potenziale e “complice”, anziché concorrente dei propri colleghi, esprima un forte spirito di appartenenza e possa aiutare tutti a migliorare i risultati, sia individuali che complessivi.
Quanto è importante oggi investire nella formazione del personale e dei collaboratori?
È fondamentale. Le risorse che contribuiscono alla crescita e al posizionamento delle reti di mediazione, come ho spiegato prima, hanno origini ed esperienze profondamente diverse tra loro ed oggi, in funzione del mutato scenario, è necessario mantenere le individualità ma aggregare le diversità sotto un’unica egida. Per fare ciò non si può non passare da processi aggregativi come la formazione. Credo personalmente che le aule di formazione, dove tutti siamo allo stesso livello, stimolino la confidenza e la fiducia sia nel rapporto tra colleghi che nell’assioma, imposto dal D.Lgs 141/2010, collaboratore/azienda.
In merito alla formazione avete altri progetti in cantiere?
Stiamo lavorando, e siamo al rush finale, su corsi individuali e riservati a piccoli gruppi per lo sviluppo dei profili ad alto potenziale. Vorremmo continuare a essere riconosciuti, oltreché per la serietà, anche per l’elevata qualità della preparazione di tutti i nostri promotori creditizi. Dall’entrata in vigore delle nuove norme c’è stato un forte viavai di collaboratori da una rete all’altra. Spesso quelli che cambiavano e molto spesso quelli che hanno cambiato più volte lo hanno fatto perché non avevano più “spazi” con i loro mandanti o perché si erano venduti troppo bene o semplicemente perché sono stati lasciati andare senza troppi rimpianti. Quel fenomeno oggi è quasi terminato, in molti hanno travato casa e in molti sono spariti. Attualmente un cambiamento prevede una sorta di “fermo operativo” per i tempi di ri-censimento che, in modo anomalo, molte banche richiedono al collaboratore già censito ma che cambia bandiera. Anche per questo è necessario investire sui propri uomini dando loro fiducia, facendoli crescere e sviluppando il loro senso di appartenenza. Parallelamente si deve abbandonare chi vuole lavorare al di fuori delle regole e continuare a cercare la via per far crescere nuovi talenti, creando una nuova professione. Bisogna attingere dalle scuole e formare nuovi promotori creditizi da avviare al lavoro di mediazione. Questo si può fare anche sfruttando la via del praticantato, già presente in altri settori, che rappresenta uno strumento per rinnovare il settore.
Giancarlo Vinacci, amministratore delegato MedioFimaa: “Ecco il nostro piano di formazione biennale per i collaboratori. Oggi più di ieri serve puntare suoi nuovi talenti per rinnovare la professione” ultima modifica: 2015-08-06T11:58:06+00:00 da Paolo Tosatti

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