Gianluca De Simone, ceo Recrowd: “Partiremo a fine aprile. Puntiamo a raccogliere 4 milioni entro dicembre”

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De Simone, RecrowdSarà attiva dalle fine di aprile la piattaforma di crowdfunding immobiliare Recrowd. Con Gianluca De Simone, ceo della società, vediamo quali sono le caratteristiche di questo interessante progetto.

Perché avete deciso di dar vita a una piattaforma di crowdfunding immobiliare?
Le persone che hanno avviato il progetto Recrowd hanno alle spalle un’esperienza maturata nei settori degli investimenti online e degli investimenti immobiliari. Avendo avuto modo di verificare che non è facile trovare liquidità per finanziare operazioni sugli immobili, abbiamo deciso di creare una nostra piattaforma. Una delle caratteristiche di Recrowd è quella di essere una piattaforma lending, dove l’investitore non compra quote dell’operazione immobiliare, ma investe denaro esclusivamente a fronte di un ritorno dell’investimento. Avremo quattro categorie di progetti, ciascuna con un proprio rendimento. Inoltre per progetti particolari abbiamo pensato a un sistema di bonus, che potrebbero consistere, ad esempio, in un soggiorno gratuito per l’investitore nella struttura su cui ha investito.

Come funzionerà nel concreto la piattaforma?
Per investire sarà necessario in primo luogo iscriversi alla piattaforma. Ci sarà poi una breve profilazione dell’utente investitore, che potrà selezionare il progetto che gli interessa. Nel momento in cui la nostra piattaforma diventerà operativa verranno inseriti due progetti che saranno riservati a quanti hanno deciso di investire nella nostra campagna di equity, con la quale abbiamo messo sul mercato il 10% di quote della nostra società, il cui valore attuale è di 3 milioni circa. Si tratta di una sorta di premio per chi ha deciso di scommettere su di noi. Subito dopo sarà presentato un terzo progetto aperto a tutti, grazie alla collaborazione che abbiamo avviato con la Free Immobiliare, che fornirà gli immobili per Recrowd. Diversamente dalle prime piattaforme uscite, che hanno finanziato operazioni di importi contenuti, noi presenteremo progetti più consistenti dal punto di vista della raccolta.

C’è una cifra minima per investire?
Per i progetti basic si parte da 500 euro.

E a quanto si può arrivare?
Non è prevista una cifra massima. Chiaramente è più conveniente diversificare i propri investimenti piuttosto che concentrarli su un unico progetto.

Che previsioni avete per la fine dell’anno?
Il nostro business plan prevede una raccolta intorno ai 4 milioni.

Su cosa vi concentrerete nei prossimi mesi?
Il nostro principale interesse, attualmente, è quello di avviare partnership con fondi e banche che abbiamo a disposizione capitali da investire. Inoltre, dal lato social, ci muoveremo con quelli che abbiamo chiamato “ambassador”, vale a dire dei “micro influencer” che parlano a community che rientrano nel nostro target.