Giorgio Ferrero, executive director MyBank: “La nostra non è solo una modalità di pagamento all’avanguardia, ma uno strumento di ottimizzazione dei processi a 360 gradi”.

Giorgio Ferrero, executive director MyBankSono una modalità di pagamento alternativa alle carte, ai bonifici ordinari e ad altri strumenti, in grado di soddisfare le odierne esigenze in termini di transazioni rapide e sicure, oltre che di protezione dei dati personali. Parliamo degli account-to-account payments, meglio conosciuti come A2A, sistemi che consentono di pagare tramite il proprio conto corrente, online banking o mobile app, trasferendo denaro sul conto del beneficiario. In Italia lo strumento A2A più utilizzato è MyBank, che crea un collegamento tra il conto del debitore e quello del creditore e, senza richiedere la creazione di nuovi account o l’inserimento dei propri dati personali, offre la possibilità di pagare in modo digitale con un bonifico smart: precompilato, sicuro e a conferma immediata. Con Giorgio Ferrero, executive director di MyBank, parliamo dei vantaggi offerti da questo sistema, delle prospettive di sviluppo e degli ostacoli che ancora limitano l’utilizzo di tali strumenti.

Perché un normale consumatore dovrebbe preferire un sistema A2A a una carta di credito o a un bonifico?
La soddisfazione di persone e aziende che utilizzano questi strumenti è legata in primis alla facilità d’uso, ai livelli di protezione della propria identità e alla rapidità. Un pagamento tramite MyBank, ad esempio, si svolge in pochi semplici passaggi: quando l’utente è pronto a pagare, seleziona MyBank e sceglie la propria banca, venendo automaticamente reindirizzato al proprio servizio di online banking; a quel punto inserisce i consueti codici di accesso all’online banking e visualizza direttamente un bonifico interamente precompilato; da ultimo verifica e autorizza la transazione. In pochi secondi sia l’utente che il creditore ricevono la conferma dell’avvenuto pagamento. Altri aspetti apprezzati sono il fatto di non dover creare nuovi account, scaricare nuove applicazioni o non dover ricordare e custodire nuove password; la certezza che i propri dati personali non vengano mai condivisi con terze parti; non dover utilizzare una carta e quindi avere la possibilità di non intaccare il plafond di quella che si utilizza preferibilmente nel “mondo fisico”; poter contare su standard di sicurezza elevatissimi. Le aziende, i liberi professionisti, le associazioni o organizzazioni no-profit e le pubbliche amministrazioni invece apprezzano questa soluzione di incasso in particolare per la maggiore facilità e convenienza di integrazione nei propri processi, per la certezza immediata del pagamento resa possibile dal bonifico immediato e irrevocabile di MyBank, per l’assenza di limiti di importo (fondamentale in alcuni contesti, come quello delle vendite B2B), per la semplificazione che questo sistema apporta a livello amministrativo grazie alla riconciliazione automatica al 100%, per i rischi di frode e cash-back ridotti al minimo. Le realtà con le quali ci interfacciamo, non la considerano una semplice modalità di pagamento, ma uno strumento di ottimizzazione dei processi a 360 gradi.

Quali sono i costi connessi all’utilizzo di questo sistema?
Per chi effettua il pagamento, le commissioni sono variabili in quanto non dipendono sostanzialmente da noi, bensì dalle condizioni applicate da ciascuna banca. Alcuni prestatori di servizi di pagamento (Psp) non applicano alcun costo di commissione sulle transazioni effettuate tramite MyBank. Infatti il relativo addebito non è un obbligo per le banche e talvolta l’importo è assorbito dallo stesso Psp. Altre banche applicano una commissione che può variare da 0,50 a 1 euro, per esempio. Occorre considerare che le transazioni tramite MyBank non comportano alcuna interchange fee, ovvero quella commissione aggiuntiva che viene abitualmente applicata ai pagamenti tramite carta e che viene corrisposta dall’acquirer all’issuer. Di conseguenza, un pagamento con MyBank può considerarsi scontato già in partenza. Ad ogni modo, al di là del fattore costi, oggi diventa sempre più cruciale prestare attenzione a quegli elementi che creano valore. Per quanto riguarda la persona fisica o giuridica che effettua il pagamento, mi riferisco in particolare alla protezione dell’identità digitale, alla sicurezza, alla facilità d’uso e all’immediatezza dell’operazione. Per quanto riguarda le aziende che ricevono il pagamento, a creare valore è l’efficienza generata. I business di qualsiasi settore stanno realizzando che ad essere la priorità è proprio l’efficienza unita all’efficacia del servizio percepita, che portano l’aspetto “costo” in secondo piano. L’efficienza offerta dalla certezza immediata dell’incasso, dalla semplificazione dei processi di back-office e di gestione del capitale circolante resa possibile dalla riconciliazione automatica al 100%, per esempio. Sono tutti elementi che ottimizzano i processi aziendali e aumentano la competitività delle imprese.

Quali sono le prospettive di sviluppo a livello europeo e italiano?
Vorrei approfittare di questa domanda per fare una puntualizzazione: MyBank è innanzitutto una soluzione paneuropea, per percorso e vocazione. Infatti, l’idea di sviluppare questa soluzione è nata dalla volontà di rispondere, appunto a livello europeo, alla richiesta da parte dei clienti, sia lato debitore che lato creditore, di mettere a disposizione i sistemi di online banking delle banche per effettuare pagamenti durante la fase di check-out di una transazione web. La richiesta venne ufficializzata a Barcellona nel 2011, per poi essere sviluppata dalla nostra società, Preta, con quartier generale a Parigi, in quanto sussidiaria di Eba Clearing, la piattaforma europea che rende possibile i pagamenti Sepa. La crescita italiana è stata sorprendente, se si pensa che nel 2018, a soli cinque anni dal suo lancio sul mercato, MyBank aveva già superato la soglia di 5 miliardi di euro in termini di valore transato ed era proprio l’Italia a trainarne le transazioni. Per tornare alla sua domanda, a livello italiano, ad oggi MyBank copre oltre l’85% della popolazione bancarizzata e il suo utilizzo, sia come strumento di pagamento che di incasso, continua a crescere. La tendenza è in linea con le previsioni relative al sistema di pagamento account-to-account, sul quale MyBank si basa, che per il 2022 è già considerato un megatrend oltre che il metodo che cresce più rapidamente a livello globale. Dopo un balzo del 50% in soli due anni anche in Europa, si stima che i pagamenti account-to-account arriveranno a rappresentare il 15% di tutte le transazioni entro il 2030. Sempre più aziende, liberi professionisti, organizzazioni no-profit e pubbliche amministrazioni si attivano per incassare tramite questa modalità e, parallelamente, sempre più consumatori colgono i vantaggi di questo strumento e lo scelgono per i propri pagamenti, in Italia e nel resto d’Europa.

Quali sono i principali ostacoli che ancora limitano l’affermazione di questa forma di pagamento?
L’attuale frammentazione del settore dei pagamenti europeo può considerarsi uno dei maggiori ostacoli. Sul campo, nel giro di qualche anno, si sono affacciati tanti nuovi attori: dell’evoluzione del mondo Fintech si parla quotidianamente. Il fatto che vi siano tanti player e una forte competizione non è di per sé un problema, piuttosto non è positivo il fatto che parte di queste realtà pare puntino tutto sulla mera tecnologia, trascurando non di rado le reali esigenze delle persone fisiche e delle aziende: per le prime, occorre considerare almeno le esigenze determinate da fasce di età e cultura, per le seconde, gli impatti sui sistemi gestionali e sulla cultura di impresa peculiare ad ogni azienda. Tra questi infatti la confusione aumenta, perché si trovano al centro di una corsa verso l’innovazione che quasi, possiamo affermare, sia più orientata più al metaverso che non alla realtà. In Italia, per esempio, non si può non considerare quanto emerso nell’edizione 2021 dell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (Desi), che colloca il nostro Paese al 20esimo posto fra i 27 Stati membri dell’Ue, con competenze digitali della popolazione tra le più basse in Europa. Richiedere agli utenti di scaricare nuove applicazioni, creare nuovi account, condividere dati sensibili per effettuare un pagamento online, non è esattamente di supporto nell’ambito del processo di digitalizzazione. Ecco perché l’intera strategia di MyBank si è fin da subito basata su tre pilastri fondamentali: la facilità d’uso, la sicurezza della transazione e la protezione dei dati. In due parole, un approccio clientecentrico dove il pagamento diventa un semplice touchpoint dell’esperienza digitale. Sarebbe auspicabile che si potessero concretizzare le condizioni affinché soluzioni come MyBank possano trovare offerta in tutta l’area Sepa. Ciò aiuterebbe un processo graduale di educazione verso la digitalizzazione dell’economia, favorirebbe il superamento dell’attuale frammentazione e ci si potrebbe domandare perché una fattispecie di soluzione che incontra il favore e la fiducia degli utenti non possa rappresentare la base per tutti i ragionamenti inerenti la costruzione di un reale schema di pagamento europeo non dipendente dalle carte.