Giovanni Sozio, presidente Ama: “Per contrastare l’abusivismo serve depenalizzarlo e affidare all’Oam il potere di infliggere sanzioni amministrative”

Sozio AmaÈ stato recentemente confermato nella carica di presidente dell’Ama per il prossimo biennio. Con Giovanni Sozio parliamo delle sfide che l’Associazione mediatori e agenti ha davanti e degli sviluppi che il settore dell’intermediazione del credito conoscerà nei prossimi mesi.

Ora che il consiglio direttivo è stato rinnovato, quali sono le iniziative più urgenti che l’Ama intende intraprendere e quali i problemi su cui vuole concentrarsi?
Una questione al centro dell’attenzione in questo momento è l’attuazione della direttiva 2014/17/UE, nota come Mortage credit directive o Direttiva Mcd, che dovrà trovare applicazione effettiva entro marzo 2016, a nemmeno tre anni dall’entrata in vigore effettiva del D.Lgs. 141/2010 e a pochi mesi di distanza dall’emanazione da parte della Banca d’Italia delle modifiche alle disposizioni di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Mi riferisco in particolare all’introduzione della sezione VIII, dedicata agli intermediari del credito. Le modifiche riguarderanno, in sintesi, gli agenti in attività finanziaria, per il profilo del “monomandato per prodotto”; i mediatori creditizi e l’individuazione del mediatore creditizio “indipendente”; gli agenti assicurativi e i promotori finanziari, in relazione alla distribuzione di prodotti bancari e servizi di pagamento; il riconoscimento della cosiddetta segnalazione. Su questi punti l’Ama mira a coinvolgere tutti gli operatori del settore e le varie istituzioni, al fine di tutelare il più possibile gli interessi della categoria. Certo, è troppo presto per dare contezza della coerenza tra la legge delega e la direttiva, né, a maggior ragione, ci poniamo problemi di verifica di un eventuale eccesso di delega, ma l’occasione è fuor di dubbio quella giusta per rendere anche il nostro mercato competitivo rispetto a quello europeo.

Cosa significa “mediatore creditizio indipendente”?
È mia personale opinione che il concetto di “mediatore creditizio indipendente”, cui, stando al disegno di legge delega, verrà riservata la prestazione in via esclusiva dei servizi di consulenza indipendente, sia intrinsecamente legato alla figura del mediatore creditizio stesso, che deve sottoporre al cliente il prodotto bancario più in linea con le sue esigenze e i suoi desiderata, dopo aver preso in considerazione un numero sufficientemente ampio di contratti di credito disponibili sul mercato. Per questo servizio il mediatore creditizio non deve essere remunerato da uno o più creditori, ma esclusivamente dal cliente, appunto. È alla luce di questo che il legislatore nazionale individua il solo mediatore creditizio, nell’ambito degli intermediari del credito, quale soggetto deputato allo svolgimento di tale attività, considerando il concetto di “indipendente” quale sinonimo di “non convenzionato”, ovvero di soggetto non legato ad alcun creditore da un accordo di distribuzione di prodotti creditizi o, nel caso specifico, da un accordo di consulenza relativa a prodotti creditizi. Le operazioni, quindi, da considerarsi, appunto, offline rassicurerebbero il consumatore e lo stesso istituto di credito, che si troverà a gestire un cliente soddisfatto del prodotto. Per quanto concerne gli altri punti, le discussioni sono ovviamente accese e tutt’oggi aperte a un confronto tra tutti gli associati, nell’intento di elaborare un programma che possa imprimere nel breve periodo una spinta propulsiva al mercato dell’intermediazione creditizia e che non penalizzi nessuno degli operatori.

Che anno sarà il 2016 per il settore dell’intermediazione del credito? I deboli segnali di ripresa registrati nel 2015 si consolideranno?
Certamente abbiamo visto un po’ tutti i primi segnali di una ripresa del mercato del credito, sia in termini di richiesta che di erogazione. Con ogni probabilità, la crescita fin registrata proseguirà nel corso del 2016. Una perplessità, tuttavia, non può non sorgere se si osserva il comportamento degli operatori del settore. Nei primi dieci mesi del 2015 ci sono state complessivamente, tra collaboratori, agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi 783 cancellazioni su istanza di parte, a fronte di 750 nuove iscrizioni. Questo è un evidente segnale di sofferenza, in controtendenza rispetto alla crescita del mercato. Segno che è urgente e indispensabile cambiare qualcosa. L’impatto economico dei vari adempimenti è notevole per chi si affaccia in questo settore, prevedendo il D.Lgs 141/10 una serie di incombenze contributive che difficilmente una nuova leva può, nel primo anno di attività, sostenere. Per questo l’Ama, in team con le altre associazioni di categoria, si è fatta promotrice di un nuovo programma per l’inserimento di nuovi “adepti”, che prevede un periodo di “praticantato” ed è progettato per incentivare le aziende del settore a reclutare e  per rendere meno traumatico l’ingresso dei giovani in un mercato che sia davvero rinnovato e competitivo.

Il problema dell’abusivismo continua a essere uno dei principali ostacoli per gli operatori che cercano di fare il loro lavoro nel rispetto delle regole. A riguardo sono stati fatti molti “proclami” ma gli interventi concreti sono stati scarsi. Cosa si può fare a questo proposito?
Fermo restando quanto stabilito dalla normativa in merito alle competenze dell’Oam, limitate alla segnalazione degli eventuali abusi alla Procura della Repubblica e al Mef, l’Organismo si è impegnato a promuovere una campagna di sensibilizzazione diretta, ovviamente, al consumatore. Oltre a quanto già attuato, non ci sono, sulla base dello status quo, altre azioni che l’Oam possa intraprendere. Non dobbiamo dimenticare che l’Organismo è un ente di diritto privato e come tale non può sanzionare. Ideale sarebbe, a mio parere, depenalizzare il reato e affidare all’Organismo il potere e le competenze per sanzionare sotto il profilo amministrativo il soggetto abusivo. Sono convinto che l’unica soluzione a questo cancro possa trovarsi proprio nel punire i colpevoli con aspre sanzioni economiche, tra i 10.000 e i 50.000 euro, come già previsto per gli abusivi nell’ambito della intermediazione immobiliare, con la conseguente perdita del diritto di agire in giudizio per il pagamento della retribuzione. Anzi, per gli abusivi dell’intermediazione immobiliare è prevista un’ulteriore disposizione che comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle attrezzature e degli strumenti utilizzati per l’attività abusiva. È indispensabile essere severi e rigidi in questa battaglia, diversamente non se potrà venire a capo.

Giovanni Sozio, presidente Ama: “Per contrastare l’abusivismo serve depenalizzarlo e affidare all’Oam il potere di infliggere sanzioni amministrative” ultima modifica: 2015-11-21T13:48:11+00:00 da Paolo Tosatti

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