Giovanni Sozio, presidente dell’Ama: “Siamo nati con una mission ben precisa, colmare i vuoti normativi che creano difficoltà a mediatori, agenti e collaboratori”

Giovanni SozioHa poco più di un mese di vita ma già vanta un curriculum di tutto rispetto e numeri che possono fare la differenza. “Siamo nati dalla fusione tra Andafin, Assofinmed e Assocred, realtà importanti da tempo operanti nel settore della mediazione creditizia. La nostra struttura si avvale della qualificata professionalità e comprovata esperienza di esponenti, quali Matteo Arata e Andrea Criseo, già membri del comitato esecutivo di Assoprofessional, oggi rispettivamente nostri direttore operativo e vicepresidente. E ancora, Toni Ciolfi, incaricato della nostra commissione studi e Giancarlo Cupane, segretario generale. La nostra associazione vanta, ovviamente, i nomi di molti professionisti, che hanno scelto di farne parte allo scopo di dar voce sul territorio agli operatori”. Per presentare l’Ama, Associazione mediatori e agenti, il presidente Giovanni Sozio parte dai nomi e dai cognomi dei protagonisti di questa nuova realtà associativa. “Il nostro obiettivo – aggiunge – è stato quello di dar vita a un’associazione di categoria che, in primo luogo, garantisse una rappresentatività più ampia rispetto a quelle esistenti: in quanto ex Andafin, siamo associati all’Oam e abbiamo nel nostro team rappresentanti sia delle parte datoriale che di quella sindacale. La nostra associazione è nata con lo scopo ben preciso di colmare i vuoti normativi che attualmente creano non poche difficoltà a mediatori creditizi, agenti in attività finanziaria e collaboratori”.

Può fare qualche esempio concreto?

Certo, partirei dalla questione della contribuzione Enasarco e da quella del contratto nazionale per i collaboratori: entrambe rendono difficile e troppo oneroso intraprendere o continuare a svolgere questa attività, in un mercato comunque già molto provato e dalla situazione congiunturale del Paese e dai vuoti normativi di cui stiamo discutendo. Penso, in particolare, a chi per la prima volta si affaccia al mondo del lavoro e decide di intraprendere questa professione. Ancora, potremmo parlare del fatto che attualmente le società di mediazione creditizia hanno accordi con le banche, le quali possono decidere in qualsiasi momento di ridurre le percentuali provvigionali, senza darne un qualche preavviso. La società solitamente redistribuisce le stesse sulle proprie reti: in base all’articolo 3 del contratto nazionale, i mediatori  sono tenuti a comunicare ai propri collaboratori questa tipologia di variazioni con un preavviso così ampio che non consente di gestire in tempo reale l’ottimale conduzione del rapporto di collaborazione. Tutto questo grava chiaramente sull’intera categoria e su tutti coloro che in questi anni hanno sostenuto ingenti spese, impiegando tempo ed energie per adeguarsi ai dettami della nuova disciplina, fiduciosi che questo fosse sufficiente a garantire una serenità lavorativa propria e delle proprie reti di distribuzione. La nostra ferma convinzione è che in questo momento mediatori, agenti e collaboratori debbano unire le forze e spendere ogni energia per suggerire alle istituzioni i giusti correttivi e la strada più idonea da seguire.

Tra i vostri obiettivi c’è anche la promozione della lotta all’abusivismo…

Si tratta di un compito che abbiamo scelto di darci, perché riteniamo che sia strettamente collegato alla necessità di tutti i seri professionisti che operano nel settore di essere tutelati nell’esercizio della propria attività. In questo senso la nostra mission mira anche a sensibilizzare il mondo bancario, poiché  oggi molti operatori si rivolgono alle istituzioni bancarie, interagendo e lavorando con loro, senza che queste in alcun modo verifichino se il soggetto che hanno di fronte sia legittimato o meno a operare. Tutto questo deve finire.

Quanti sono al momento i vostri associati?

Se consideriamo le persone fisiche siamo a circa 1.600 iscritti.

La vostra associazione parteciperà al prossimo tavolo tecnico dell’Oam?

Siamo stati invitati ufficialmente a partecipare.

Il 2012 e il 2013 sono stati due anni molto difficili per il settore dell’intermediazione del credito. Quali sono le vostre previsioni per il 2014?

La mia personale opinione è che quest’anno le istituzioni bancarie guarderanno con particolare interesse alle strutture terze, perché hanno necessità di impiegare denaro e avvalersi di reti terze può essere sinonimo di garanzia di un filtro a monte sullo screening della clientela: non dimentichiamo che il professionista, mediatore o agente, si assume precise responsabilità, in virtù di una formazione certificata e abilitante, così come stabilito dal D.Lgs. 141 del 2010. È chiaro che la congiuntura generale resta difficile, ma i segnali che sono arrivati fino a questo momento sono certamente più positivi, rispetto a quelli del biennio passato. Penso, inoltre, che nei prossimi mesi si paleseranno finalmente interventi concreti da parte delle istituzioni, in primis da parte dell’Oam, che in questo senso ha già dato chiari segnali, come ad esempio in tema di lotta all’abusivismo, avviando una campagna di sensibilizzazione rivolta tanto agli operatori, quanto ai consumatori. Lo stesso sito è oggi più fruibile, anche nella ricerca dei collaboratori delle società: in questo modo chiunque può verificare in qualsiasi momento se il soggetto che ha di fronte è legittimato a svolgere questa professione o invece tacciabile di esposto.

E il vostro di sito quando sarà pronto?

Siamo al lavoro. Nell’arco di una ventina di giorni, massimo un mese, il sito sarà attivo e tutti potranno accedervi. Gli iscritti chiaramente avranno a disposizione un’area riservata, mentre gli altri, compresi i consumatori finali, potranno comunque reperire informazioni, notizie e aggiornamenti normativi.

 

 

Giovanni Sozio, presidente dell’Ama: “Siamo nati con una mission ben precisa, colmare i vuoti normativi che creano difficoltà a mediatori, agenti e collaboratori” ultima modifica: 2014-03-21T19:07:01+00:00 da Paolo Tosatti

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