Gli europei e la crisi. La prima ricerca sulla situazione finanziaria delle famiglie nel vecchio continente

L’indagine, diretta da David Bowers, è l’unica a fornire indicazioni sulle motivazioni, sulle propensioni e le ambizioni dei risparmiatori europei. Ed è stata condotta su un campione di 6.011 europei adulti provenienti da Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Italia.

I lavori si sono concentrati su quattro argomenti: la situazione finanziaria, l’indebitamento, il risparmio e la pianificazione previdenziale.

Situazione finanziaria

Secondo l’indagine la stretta creditizia ha avuto gravi ripercussioni sulle disponibilità liquide delle famiglie europee. In particolare, il 45% degli intervistati ritiene che la propria situazione finanziaria sia peggiorata rispetto a un anno fa. Soltanto il 13% degli intervistati è convinto che la propria situazione sia migliorata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Riguardo al futuro, il 24% degli intervistati si aspetta che le proprie condizioni finanziarie peggioreranno, mentre il 29% prevede un miglioramento.

Indebitamento

Il 33% degli europei ha un mutuo sulla casa e il 46% ha contratto prestiti o debiti di altro genere. Alle domande degli intervistatori, il 20% del campione europeo ha riferito di stare accumulando debiti e il 30% ritiene di avere troppi debiti rispetto al proprio reddito. Inoltre il 60% degli intervistati sostiene di aver riscontrato difficoltà a ottenere prestiti, mentre secondo il 25% avere credito è “molto” difficile. Infine un quarto degli intervistati (il 24%) ha ammesso di riuscire a fatica a rispettare i pagamenti degli interessi sui prestiti e sul mutuo e di non potersi in alcun modo permettere il rimborso del capitale.

Risparmio

Più della metà degli intervistati (58%) ritiene che i propri risparmi siano inadeguati. Il 39% sostiene di risparmiare per fronteggiare imprevisti futuri, l’11% per la pensione. Mentre il 22% ha affermato che al momento non sta risparmiando. Chi risparmia, nel 60% dei casi non è disposto a correre rischi con i propri risparmi. A livello generale il 54% degli intervistati possiede un conto di deposito, il 21% investimenti azionari, il 10% investimenti obbligazionari e il 10% investimenti immobiliari.

Pianificazione previdenziale

In tutti i Paesi, i partecipanti al sondaggio hanno affermato di prevedere di andare in pensione a 62 anni. “È allarmante il fatto che il 15% abbia ammesso di non avere nessuna forma di schema pensionistico – si legge in una nota della società -. È invece interessante notare che il 55% degli intervistati ha dichiarato di non considerare gli investimenti azionari una forma di investimento efficiente ai fini previdenziali”. Alla domanda su come prevedono di finanziare la pensione, circa la metà (47%) degli intervistati ha risposto di fare affidamento su qualche forma di assistenza previdenziale statale. Mentre il 64% ha affermato di non essere disposto a ricorrere a prestiti vitalizi ipotecari per finanziare la propria pensione.

Uno degli aspetti più sorprendenti del rapporto consiste nelle forti disparità riscontrate tra i vari Paesi. “L’indagine di Janus Capital indica che non tutti i cittadini europei hanno risentito della crisi creditizia in uguale misura – ha dichiarato David Bowers, coamministratore delegato di Absolute Strategy Research -. Al contrario, questa potrebbe avere accentuato differenze tra i bilanci delle famiglie dei vari paesi, in particolare nell’area Euro. Trovare la soluzione a questo problema rappresenterà in futuro sia per i politici che per il settore dei servizi finanziari una sfida molto importante”.

Gli europei e la crisi. La prima ricerca sulla situazione finanziaria delle famiglie nel vecchio continente ultima modifica: 2009-12-11T07:45:34+00:00 da Flavio Meloni

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