Gruppo Crédit Agricole, risultati al 30 settembre 2013. Utili a 1.433 milioni di euro

Cariparma LogoNel terzo trimestre 2013 l’utile netto di Gruppo di  Crédit Agricole si attesta a 1.433 milioni di euro. Lo ha reso noto la società, sottolineando che per i primi nove mesi dell’anno esso ammonta a 3.843 milioni di euro, importo non comparabile a quello negativo del periodo corrispondente del2012, in cui erano state contabilizzate le perdite legate alla cessione di Emporiki.

Il risultato del terzo trimestre 2013, spiega la nota, riflette una buona resistenza dell’insieme delle attività del Gruppo: tenendo conto delle rivalutazioni di debiti legati al rischio di credito proprio, delle coperture dei prestiti e di operazioni specifiche, il risultato operativo lordo diminuisce di 1,2% e il risultato al lordo delle imposte cresce del 2,0% rispetto al terzo trimestre 2012.

Nei primi nove mesi del 2013, l’utile netto di Gruppo si attesta a 3.843 milioni di euro. Su base comparabile, ossia al netto della rivalutazione del debito proprio e di elementi specifici, tale dato è in calo del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2012. Il risultato al lordo delle imposte aumenta invece del 2,5%.

Il Gruppo conferma un buon livello di attività nel comparto della banca di prossimità, che gli consente di soddisfare le esigenze dei clienti individuali e delle imprese; grazie alla concessione di nuovi prestiti, gli impieghi globali delle reti bancarie del Gruppo in Francia sono cresciuti fra settembre 2012 e settembre 2013 dello 0,7 e la raccolta diretta è aumentata del 4,8% sullo stesso periodo.

Le Casse regionali hanno continuato a sviluppare sia la propria attività di prestito, in particolare i mutui (aumento di +2,4% degli impieghi in un anno), sia la raccolta, che si tratti di assicurazioni vita (+3,6%) o della raccolta diretta (+4,1%). Le Casse regionali hanno inoltre registrato un ulteriore miglioramento del rapporto prestiti/raccolta, sceso al 122% a fine settembre 2013 contro il 126% di fine giugno 2013. Il loro contributo al 100% al risultato del Gruppo è in aumento dell’8,4% trimestre su trimestre e del 2,9% nove mesi su nove mesi, attestandosi rispettivamente a 925 milioni di euro e a 2.766 milioni di euro.

Per Jean-Marie Sander, Presidente di Crédit Agricole S.A., “grazie al dinamismo della nostra banca di prossimità, il Gruppo evidenzia ancora una volta il proprio ruolo motore nel finanziamento dell’economia. Questa performance è tanto più degna di nota in un contesto economico ancora difficile, nonostante qualche segnale di ripresa”.

Per Jean-Paul Chifflet, Direttore Generale di Crédit Agricole S.A., “questi risultati sono nella continuità dei primi due trimestri del 2013 e riflettono il protrarsi dell’opera di rafforzamento del nostro bilancio e di rimodellaggio del nostro Gruppo. Trimestre dopo trimestre, il Gruppo ottiene risultati che danno prova della pertinenza delle nostre scelte e della forza del nostro modello”.

In termini di solvibilità, il Core Tier 1 ratio del Gruppo si attesta al 30 settembre 2013 all’11,9%, con un incremento di 65 punti base rispetto al 30 giugno 2013.

A fine settembre 2013, il Common Equity Tier 1 ratio Basilea 3 fuly loaded del Gruppo è pari al 10,5%, contro il 10,0% a fine giugno 2013.

L’indice di leva finanziaria del gruppo Crédit Agricole si attesta al 3,5% a fine settembre 20131.

1 Core Tier 1 Basilea 3 e Tier 1 esistente grand-fathered; per i derivati e i pronti contro termine: valore prudenziale.

Nel corso del terzo trimestre 2013, il gruppo Crédit Agricole ha continuato a rafforzare la sua situazione di liquidità. A fine settembre 2013, l’eccedenza di risorse stabili su impieghi stabili raggiunge 58 miliardi di euro, ossia 7 miliardi in più rispetto a fine giugno. Le riserve di liquidità, che ammontano a 252 miliardi di euro, coprono ampiamente (168%) le risorse di mercato a breve termine (150 miliardi di euro).

Crédit Agricole S.A.

Il Consiglio di Amministrazione di Crédit Agricole S.A., riunitosi il 6 novembre 2013 sotto la presidenza di Jean-Marie Sander, ha esaminato il bilancio del terzo trimestre e dei primi nove mesi 2013.

Nel terzo trimestre 2013, l’utile netto di Gruppo è stato pari a 728 milioni di euro, importo non comparabile a quello del terzo trimestre 2012, in cui erano stati contabilizzate perdite legate in particolare alla cessione di Emporiki. Tale risultato tiene conto di operazioni finanziarie strutturanti per un importo globale di +304 milioni di euro e degli elementi relativi alla rivalutazione del debito legato al rischio di credito proprio per un importo netto di -193 milioni di euro. Dopo riclassificazione, tenendo conto questi due elementi, il risultato del terzo trimestre si attesta a 617 milioni di euro.

Le operazioni finanziarie strutturanti riflettono in particolare la fine della cessione delle attività di intermediazione: dopo Cheuvreux nel secondo trimestre, la banca ha proceduto a fine luglio alla cessione di CLSA, con un plusvalenza di 320 milioni di euro, e ha preparato la cessione della partecipazione in Newedge con un conseguente impatto negativo di 155 milioni di euro. Crédit Agricole S.A ha inoltre proseguito il suo disimpegno da partecipazioni non strategiche, cedendo la propria partecipazione in Bankinter, con una plusvalenza di 143 milioni di euro.

Dopo riclassificazione di tali elementi, il risultato del trimestre riflette:

– la crescita del contributo della Banca di prossimità in Francia, in aumento del 10,3% rispetto al terzo trimestre 2012, grazie ad una buon attività commerciale (raccolta: +3,5%; impieghi: +0,7%);

– la solidità della divisione Gestione del risparmio in un contesto caratterizzato da tassi contenuti e da un quadro normativo sempre più severo; dall’inizio dell‘anno, le masse gestite dall’insieme delle linee di business della divisione sono aumentate di 27 miliardi di euro, compresi 22 miliardi di effetti positivi dei mercati e di cambio; il contributo di questa divisione al risultato di Crédit Agricole S.A. è di 383 milioni di euro;

– l’impatto limitato della flessione delle attività di mercato sui ricavi di Crédit Agricole S.A. (-2,0%); i ricavi del fixed income di Crédit Agricole CIB sono diminuiti del 20,6%, ma rappresentano oggi l’8% dei ricavi globali del Gruppo, in conseguenza della ridefinizione delle attività di CACIB;

– il protrarsi del calo degli oneri (-1,8% T3/T3), grazie allo svolgersi del programma MUST secondo il calendario previsto;

– il miglioramento continuo del costo del rischio (14,5% T3/T3) in tutte le attività di finanziamento e in particolare nella banca di prossimità.

Questi fattori positivi conducono a un risultato al lordo delle imposte di 943 milioni di euro, stabile rispetto a quello del terzo trimestre 2012, presentato in maniera comparabile, a conferma della solidità dei fondamentali del Gruppo in un contesto economico particolarmente difficile, in particolare nei suoi due mercati domestici (Francia e Italia).

Nei primi nove mesi del 2013, l’utile netto di Gruppo si attesta a 1.893 milioni di euro. Una volta riclassificato tenendo conto degli elementi specifici, il risultato al lordo delle imposte è in aumento del 2,4%, con un’evoluzione dovuta a un risultato operativo lordo in calo del -5,4% e a un costo del rischio significativamente più basso (-15,8%).

Nel corso del terzo trimestre 2013, Crédit Agricole S.A ha continuato a consolidare il proprio bilancio.

Il coefficiente di solvibilità Core Tier 1 si attesta al 9,4%, contro il 8,6% a fine giugno 2013. Questo forte incremento è dovuto a una riduzione degli impieghi ponderati (-16 miliardi di euro), alla generazione organica di capitale (risultato non distribuito e impatto positivo delle cessioni) e a una modifica nel trattamento dell’assicurazione.

Anticipando la presentazione del Piano a medio termine che sarà l’oggetto di una giornata dedicata agli investitori, il 20 marzo 2014, la struttura del capitale e la traiettoria secondo Basilea 3 di Crédit Agricole S.A. e del gruppo Crédit Agricole sono state dettagliate nel corso della riunione del Consiglio di Amministrazione. Esse testimoniano l’obiettivo permanente di rafforzamento del Gruppo in tutte le sue componenti, in particolare Crédit Agricole S.A.

Gli obiettivi di Common Equity Tier 1 (CET1) ratio fully loaded secondo Basilea 3 del gruppo Crédit Agricole e di Crédit Agricole S.A. sono sintetizzati di seguito:

  1° gennaio 2014 31 dicembre 2014 31 dicembre 2015
Gruppo Crédit Agricole 11,0% 12,0% 13,0%
Crédit Agricole S.A. dal 7,8% all’8,0%* dall’8,8% al 9,0% >9,5%

Avvertenza: i ratio presentati qui sopra sono stati stabiliti sulla base di un certo numero di ipotesi. La realizzazione di questi obiettivi dipenderà da un certo numero di fattori, ivi compreso il futuro risultato netto di Crédit Agricole S.A. e del Gruppo Crédit Agricole, che è per sua natura incerto.

* comprensivo del’impatto di ~-25 punti base della non detraibilità delle minusvalenze da cessione dei titoli Emporiki. Il reclamo è stato già avviato e non viene preso in considerazione nela traiettoria.

Tali obiettivi tengono conto della ponderazione al 370% del capitale e delle riserve di Crédit Agricole come previsto nel regolamento CRD4 e dell’estensione delle garanzie specifiche (Switch) fra le Casse regionali e Crédit Agricole S.A. per 34 miliardi di euro1. Essi tengono anche conto di un obiettivo di tasso di distribuzione dei risultati del 35% e dell’impegno della SAS Rue la Boétie ad optare per il pagamento del dividendo in azioni fin quando Crédit Agricole S.A. non avrà raggiunto un CET1 ratio fully loaded di almeno il 9%.

Questa traiettoria dei coefficienti mette in evidenza l’elevata solvibilità del gruppo Crédit Agricole, che include un capitale aggiuntivo per la sua qualità di gruppo di rilevanza sistemica, che noi anticipiamo fino all’1,5%. Crédit Agricole S.A. mira a conseguire invece entro due anni un CET 1 ratio superiore al 9,5%, obiettivo adeguato alle caratteristiche specifiche del Gruppo e alla predominanza delle sue attività di banca di prossimità.

Al di là degli obiettivi di Common equity Tier 1, la struttura target del capitale secondo Basilea 3 del gruppo Crédit Agricole e di Crédit Agricole S.A. tiene conto della complessiva implementazione dei vincoli normativi. L’obiettivo per il 2015 del ratio totale del capitale del Gruppo è del 16,5% mentre quello di Crédit Agricole S.A. è del 15,0%.

1 In attesa di approvazione da parte dell’ACPR

  Gruppo Crédit Agricole Crédit Agricole S.A.
  Esigenza normativa

2018

Obiettivo
31 dic. 2015
Esigenza normativa

2018

Obiettivo
31 dic. 2015
CET1 (fuly loaded) 7,0% + 1,5% di
capitale agg. G-SIFI
13,0% 7,0% >9,5%
Additional Tier 1 (grandfathered*) 1,5% 1,5% 1,5% 2,0%
Tier 2 (grandfathered*) 2,0% 2,0% 2,0% 3,5%
Totale capitale 12,0% 16,5% 10,5% 15,0%

Avvertenza: i ratio presentati qui sopra sono stati stabiliti sulla base di un certo numero di ipotesi. La realizzazione di questi obiettivi dipenderà da un certo numero di fattori, ivi compreso il futuro risultato netto di Crédit Agricole S.A. e del Gruppo Crédit Agricole, che è per sua natura incerto.

* Calcoli su varie fasi basati sulla comprensione da parte di Crédit Agricole S.A. delle regole CRR/CRD4 applicabili alle banche francesi supervisionate dall’ACPR

Al livello del Gruppo, si punta al miglioramento dell’indice di leva finanziaria per riflettere i finanziamenti fra Crédit Agricole S.A. e le Casse regionali; l’obiettivo sarà di superare la soglia del 5% al 1° gennaio 2018.

La struttura del Gruppo permette a quest’ultimo di coniugare gli obiettivi di consolidamento nel tempo del proprio capitale con una politica di distribuzione di dividendo regolare

Responsabilità sociale e ambientale: Amundi, prima società di gestione in Francia certificata da AFNOR Certification per gli impegni di servizio associati alla sua politica SRI

Leader del mercato francese degli Investimenti Socialmente Responsabili (SRI) con masse gestite per oltre 66 miliardi di euro1, Amundi ottiene la prima certificazione per l’Impegno di Servizio “Politica SRI – Criteri Ambientali, Sociali e di Governance della gestione di portafogli” assegnata da AFNOR Certification. Grazie al rilascio di questa certificazione, Amundi è la prima società di asset management a poter offrire ai clienti degli impegni in termini di servizio (informazioni, modalità di governance, garanzia di expertise, tracciabilità dei dati, reattività…), garantendo al tempo stesso il controllo mediante un meccanismo di direzione interno.

Filiale di Crédit Agricole S.A., Amundi ha fatto dell’impegno sociale una delle pietre angolari della sua strategia e intende così prendere in considerazione i criteri di sviluppo sostenibile e di utilità sociale nelle politiche di investimento. Precursore della finanza responsabile con il lancio dal 1989 di un primo fondo etico e la firma nel 2006 dei Principi per l’Investimento Responsabile (PRI) elaborati sotto l’egida delle Nazioni Unite, Amundi agisce in qualità di operatore responsabile e impegnato nello sviluppo degli SRI. La società si è fissata un obiettivo di gestito pari a 100 miliardi di euro entro 2 anni.

 

Agenda finanziaria

19 febbraio 2014         Pubblicazione dei risultati del quarto trimestre e dell’esercizio 2013

20 marzo 2014            Presentazione del piano a medio termine

7 maggio 2014 Pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2014

21 maggio 2014           Assemblea generale degli azionisti

5 agosto 2014  Pubblicazione dei risultati del secondo trimestre 2014

6 novembre 2014        Pubblicazione dei risultati del terzo trimestre 2014

1 A fine giugno 2013

RISULTATI CONSOLIDATI DI CRÉDIT AGRICOLE S.A.

 

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3*
9M-13 Variazione
9M*/9M**
Proventi operativi netti 3.966 +21,6% 12.028 (5,3%)
Oneri operativi (2.806) (1,8%) (8.409) (2,6%)
Risultato operativo lordo 1.160 x2,9 3.619 (10,9%)
Costo del rischio (653) (32,2%) (2.097) (22,1%)
Risultato della gestione operativa 507 ns 1.522 +11,0%
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 282 x15,0 868 +31,7%
Utili (perdite) su altre attività (2) ns 20 (69,5%)
Rettifiche di valore dell’avviamento ns ns
Risultato al lordo delle imposte 787 ns 2.410 +58,1%
Imposte (131) ns (410) (33,0%)
Utili (perdite) netti sulle attività cessate 167 ns 166 ns
Utile netto di esercizio 823 ns 2.166 ns
Interessi di minoranza 95 +43,9% 273 +93,4%
Utile netto di Gruppo 728 ns 1.893 ns

 

* Risultati 2012 normalizzati tenendo conto del passaggio in IFRS5 di Emporiki, Cheuvreux, CLSA e Newedge e comprensivi di una modifica della valorizzazione di un numero limitato di derivati complessi

** Risultati dei primi due trimestri 2013 normalizzati tenendo conto del passaggio di Newedge in IFRS5

I proventi operativi netti si attestano a 4,0 miliardi di euro nel terzo trimestre 2013 e a 12,0 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2013. Tale dato comprende, per il terzo trimestre 2013, elementi specifici globalmente pari a -156 milioni di euro, a fronte di -1.053 milioni di euro nel terzo trimestre 2012. Tali elementi sono composti da:

– la rivalutazione del debito di Crédit Agricole CIB e quella legata ai contratti di assicurazione in UC, nonché al DVA e alle coperture di prestiti nel Corporate and Investment Banking, che rappresentano nel complesso -299 milioni di euro contro -1.053 milioni di euro per il terzo trimestre 2012;

– nel 2013, la plusvalenza realizzata sulla cessione del saldo dei titoli Bankinter per +143 milioni di euro, senza effetto imposte.

Gli oneri operativi, pari a 2,8 miliardi di euro, sono in calo di 52 milioni di euro rispetto al terzo trimestre 2012, con una flessione dell’1,8%, nonostante accantonamenti per 20 milioni di euro per un piano di esodi volontari in Crédit Agricole Immobilier. Si tratta del terzo trimestre di economie consecutivo, a riflesso della progressiva implementazione dei programmi di riduzione dei costi che hanno permesso di ottenere economie per 226 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2012, di cui 155 milioni di euro realizzati nell’ambito del programma MUST. Questa riduzione degli oneri del terzo trimestre rispetto al periodo corrispondente del 2012 è legata alla contrazione degli organici del 10% (in ETP) proveniente da un lato dai piani di adeguamento attuati in Crédit Agricole CIB e Crédit Agricole Consumer Finance e dal piano di esodi incentivati di Cariparma, e d’altra parte dall’effetto sull’area di consolidamento delle cessioni di Emporiki, di CLSA e di Cheuvreux. Escludendo tale effetto, il calo degli organici è pari al 3%.

Il costo del rischio resta globalmente contenuto: pari a 653 milioni di euro, è in calo del 32,2% (del 14,5%, escludendo Emporiki) rispetto al terzo trimestre 2012 e si attesta a 59 punti base rispetto agli impieghi, in dati annualizzati, a fronte di 60 punti base (escluso Emporiki) nel terzo trimestre 2012. Nella banca di prossimità in Francia, il costo del rischio rispetto agli impieghi scende ad un livello minimo, sia nelle Casse regionali (19 punti base) che in LCL (25 punti base). In Cariparma, il costo del rischio del terzo trimestre 2013 si rivela in aumento del 6,2% rispetto al trimestre corrispondente dell’anno precedente, ma è in calo, trimestre dopo trimestre, dalla fine del 2012. Nelle attività specializzate, il costo del rischio è in diminuzione sia nel credito al consumo che nel leasing e nel factoring. Il costo del rischio di Agos è in netto miglioramento, dopo i notevoli accantonamenti effettuati nel 2012, e si attesta a 204 milioni di euro nel trimestre, dopo 224 milioni di euro nel secondo trimestre 2013. Infine, nel Corporate and Investment Banking, il costo del rischio del corporate banking resta contenuto, attestandosi a 13 punti di base rispetto agli impieghi.

L’importo dei crediti deteriorati (al netto delle operazioni di leasing con la clientela) si attesta a 17,0 miliardi di euro e rappresenta 4,1% degli impieghi lordi verso la clientela e gli istituti di credito, a fronte del 3,4% un anno prima (dati al netto di Emporiki, Cheuvreux, CLSA e Newedge). I crediti deteriorati sono coperti per il 57,9% da accantonamenti specifici, a fronte del 56,9% al 30 settembre 2012. Compresi gli accantonamenti collettivi, il tasso di copertura dei crediti deteriorati ammonta nel terzo trimestre 2013 al 73,8%.

Il risultato delle società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto del trimestre raggiunge 282 milioni di euro, a fronte di 19 milioni di euro nel terzo trimestre 2012, che teneva conto dell’impatto del deconsolidamento di Bankinter per – 193 milioni di euro. Il contributo delle Casse regionali ammonta a 235 milioni di euro, con un incremento dell’11,8% su un anno.

L’utile al lordo delle imposte ammonta quindi a 787 milioni di euro, contro una perdita di 1.070 milioni di euro nel terzo trimestre 2012, con l’impatto della svalutazione dell’avviamento di Agos per -572 milioni di euro e degli effetti del deconsolidamento di Bankinter.

In totale, l’utile netto di Gruppo di Crédit Agricole S.A. per il terzo trimestre 2013 è pari a 728 milioni di euro. Una volta normalizzato tenendo conto della rivalutazione del debito, del DVA corrente e della plusvalenza da cessione di Bankinter, l’utile si attesta a 617 milioni di euro, a fronte di un utile normalizzato di 749 milioni di euro nel terzo trimestre 20121.

SOLVIBILITÀ (BASILEA 2.5)

Al 30 settembre 2013, il Core Tier 1 ratio si attesta al 9,4%, a fronte dell’8,6% al 30 giugno 2013, con un miglioramento di 74 punti base sul trimestre. Il Tier 1 ratio si attesta invece al 10,4%, con un incremento di 40 punti base rispetto a quello del 30 giugno 2013, mentre il ratio globale passa dal 15,0% a fine giugno 2013 al 15,4% a fine settembre 2013.

La generazione organica di capitale, che tiene conto del risultato non distribuito del trimestre e l’impatto favorevole delle cessioni di Bankinter e CLSA, contribuisce per 27 punti base alla crescita del ratio Core Tier 1.

L’aumento dei ratio proviene in parte dalla modifica del trattamento dell’assicurazione, che influisce per + 41 punti base sul Core Tier 1. Per memoria, dal 1° gennaio 2013 viene applicata una normativa transitoria relativa al trattamento dei conglomerati finanziari, in attesa delle regole previste dalla direttiva CRD4 (Basilea 3) dal 1° gennaio 2014. Il trattamento alla data del 30 settembre è il seguente: ponderazione al 370% negli impieghi ponderati del valore della partecipazione delle società di assicurazioni per la parte capitale (identica al 30 giugno); detrazione della differenza indotta dall’applicazione del metodo del patrimonio netto al capitale Tier 1 (identico al 30 giugno); e detrazione dei debiti ibridi per metà del capitale Tier 1 e per metà del capitale Tier 2 (al 30 giugno, ponderazione al 370%).

1 Al netto della rivalutazione del debito, della copertura dei prestiti (CPM), della cessione di Emporiki, dell’impatto delle società di intermediazione, dela svalutazione dell’avviamento di Agos e del deconsolidamento di Bankinter

Gli impieghi ponderati, pari a 310 miliardi di euro, sono in calo rispetto al 30 giugno 2013 (326,3 miliardi di euro), essenzialmente a causa del cambiamento applicato al trattamento dell’assicurazione.

SOLVIBILITÀ (BASILEA 3)

Crédit Agricole S.A. presenta oggi anche la parte “Struttura del capitale di Crédit Agricole – Basilea 3” del Piano a

medio termine che sarà presentato il 20 marzo 2014.

Gli obiettivi di Common Equity Tier 1 ratio (CET1) fuly loaded secondo Basilea 3 sono presentati di seguito:

  1° gennaio 2014 31 dicembre 2014 31 dicembre 2015
Crédit Agricole S.A. dal 7,8% all’8,0%* dall’8,8 al 9,0% > 9,5%
Gruppo Crédit Agricole 11,0% 12,0% 13,0%

Avvertenza: i ratio presentati qui sopra sono stati stabiliti sulla base di un certo numero di ipotesi. La realizzazione di questi obiettivi dipenderà da un certo numero di fattori, ivi compreso il futuro risultato netto di Crédit Agricole S.A. e del Gruppo Crédit Agricole, che è per sua natura incerto.

* comprensivo del’impatto di ~-25 punti base della non detraibilità delle minusvalenze da cessione dei titoli Emporiki. Il reclamo è stato già avviato e non viene preso in considerazione nella traiettoria.

Queste cifre tengono conto del trattamento della ponderazione del capitale e delle riserve di Crédit Agricole Assurances in compromesso danese (ponderazione dei mezzi propri al 370%), pari a 34 miliardi di euro di impieghi ponderati, nonché dell’estensione delle garanzie specifiche (Switch) fornite dalle Casse regionali a Crédit Agricole S.A. per 34 miliardi di euro di impieghi ponderati1. Esse tengono anche conto di un obiettivo di tasso di distribuzione dei risultati del 35% e dell’impegno della SAS Rue la Boétie ad optare per il pagamento del dividendo in azioni fin quando Crédit Agricole S.A. non avrà raggiunto un CET1 ratio fuly loaded di almeno il 9%. Le altre ipotesi per il calcolo del Common equity tier 1 di Crédit Agricole S.A. al 1° gennaio 2014 sono dettagliate nelle slide da 9 a 12

della presentazione disponibile all’indirizzo seguente: www.credit-agricole.com/Investisseur-et­actionnaire/Information-financiere/Rapports-annuels-et-resultats

Gli obiettivi di fine 2014 e fine 2015 saranno conseguiti da un lato tramite generazione organica di capitale e, d’altra parte, tramite delle cessioni di attivi e delle operazioni di bilancio già identificate.

Al 30 settembre 2013, il Core Tier 1 ratio Basilea 2.5 di Crédit Agricole S.A. ammonta al 9,4%. I principali effetti del passaggio al CET1 ratio Basilea 3 fully loaded stimato al 1° gennaio 2014 sono i seguenti:

–          effetti Basilea 3: -198 punti base;

–          rimborso degli anticipi degli azionisti e T3CJ: -45 punti base;

– trattamento dell’assicurazione: passaggio al compromesso danese e applicazione della parte 2 dello Switch1: +88 punti base.

La struttura target di capitale è descritta di seguito:

  Gruppo Crédit Agricole Crédit Agricole S.A.
  Esigenza normativa

2018

Obiettivo al
31 dic. 2015
Esigenza normativa

2018

Obiettivo al
31 dic. 2015
CET1 (fuly loaded) 7,0% + 1,5% di
capitale agg. G-SIFI
13,0% 7,0% >9,5%
Additional Tier 1 (grandfathered*) 1,5% 1,5% 1,5% 2,0%
Tier 2

(grandfathered*)

2,0% 2,0% 2,0% 3,5%
Totale capitale 12,0% 16,5% 10,5% 15,0%

 

1 In attesa di approvazione da parte dell’ACPR

Avvertenza: i ratio presentati qui sopra sono stati stabiliti sulla base di un certo numero di ipotesi. La realizzazione di questi obiettivi dipenderà da un certo numero di fattori, ivi compreso il futuro risultato netto di Crédit Agricole S.A. e del Gruppo Crédit Agricole, che è per sua natura incerto.

* Calcoli su varie fasi basati sulla comprensione da parte di Crédit Agricole S.A. delle regole CRR/CRD4 applicabili alle banche francesi supervisionate dal’ACPR

Crédit Agricole genera strutturalmente capitale grazie al suo modello economico specifico. Da un lato, le Casse regionali conservano l’essenziale dei propri risultati. D’altra parte, Crédit Agricole S.A. punta a distribuire dividendi in misura pari al 35% dei propri risultati sulla durata del suo PMT. La SAS rue de la Boétie si impegna ad optare per il pagamento del dividendo in azioni finché Crédit Agricole S.A. non avrà raggiunto un CET1 ratio fuly loaded di almeno il 9%.

Il Gruppo dispone nel suo insieme di un margine di flessibilità nell’allocazione del capitale. Crédit Agricole S.A. porta quindi alcune partecipazioni per conto delle Casse regionali per ~ -15 punti base di CET1 ratio. Inversamente, con l’istituzione delle garanzie specifiche fra le Casse regionali e Crédit Agricole S.A. (Switch), Crédit Agricole S.A. trasferisce alle Casse regionali un’esigenza di capitale di circa 190 punti base. L’indice di indebitamento finanziario è gestito al livello del Gruppo in modo da riflettere i finanziamenti fra Crédit Agricole S.A. e le Casse regionali. L’obiettivo di indice di indebitamento finanziario per il gruppo Crédit Agricole S.A. sarà di superare il 5% al 1° gennaio 2018.

LA LIQUIDITÀ

A fine settembre 2013, il bilancio cash del Gruppo Crédit Agricole ammonta a 1.049 miliardi di euro, a fronte di 1.045 miliardi di euro a fine giugno 2013.

L’indebitamento a breve termine, corrispondente a debiti di una durata massima di 369 giorni contratti dal Gruppo presso controparti di mercato (escluso l’importo netto delle operazioni di repo e reverse repo e al netto delle operazioni di rifinanziamento con le Banche Centrali), ammonta a 150 miliardi di euro al 30 settembre 2013, a fronte di 146 miliardi di euro al 30 giugno 2013. Al 30 settembre, l’insieme delle risorse a breve termine ammonta a 188 miliardi di euro, con un incremento di 10 miliardi di euro fra il secondo e il terzo trimestre 2013. Gli attivi liquidi di bilancio ammontano a 246 miliardi di euro al 30 settembre, con un aumento di 17 miliardi di euro sullo stesso periodo.

L’eccedenza di risorse stabili sugli impieghi stabili è pari al 30 settembre 2013 a 58 miliardi di euro, con una progressione di 7 miliardi di euro rispetto al 30 giugno 2013. Le risorse stabili, pari a 861 miliardi di euro al 30 settembre 2013, sono costituite da mezzi propri (e assimilati), dalle risorse legate alle attività con la clientela e dalle risorse di mercato a lungo termine; l’insieme di tali risorse diminuisce di 6 miliardi di euro fra il secondo e il terzo trimestre del 2013. Il fabbisogno di finanziamento legato agli attivi materiali e immateriali, nonché all’attività con la clientela ammonta al 30 settembre 2013 a 803 miliardi di euro, con una diminuzione di 13 miliardi di euro fra il secondo e il terzo trimestre del 2013.

Fra il secondo e il terzo trimestre 2013, le riserve di liquidità dopo svalutazione si rafforzano di 19 miliardi di euro, per raggiungere 252 miliardi di euro a fine settembre. Esse coprono ampiamente le risorse di mercato a breve termine (168%, a fronte del 160% al 30 giugno 2013).

Le riserve di liquidità disponibili sono composte da crediti “eligible” per il rifinanziamento presso le Banche Centrali per 51 miliardi di euro dopo svalutazione della Banca Centrale Europea (BCE), da depositi presso le Banche Centrali per un importo di 72 miliardi di euro (al netto di cassa e riserve obbligatorie) e da un portafoglio di titoli dopo svalutazione di 129 miliardi di euro. Tale portafoglio è costituito da titoli “eligible” presso le Banche Centrali e liquidizzabili sul mercato per 93 miliardi di euro, da titoli liquidizzabili sul mercato per 18 miliardi di euro e da quote di cartolarizzazione nonché di auto-cartolarizzazione “eligible” presso le Banche Centrali anch’esse liquidizzabili per un importo di 18 miliardi di euro. I crediti “eligible” per il rifinanziamento presso le Banche Centrali dopo svalutazione della BCE diminuiscono di 1 miliardo di euro, mentre i depositi presso le Banche Centrali e il portafoglio titoli dopo svalutazione aumentano fra il 30 giugno e il 30 settembre 2013 in misura significativa, rispettivamente di 14 miliardi e 6 miliardi.

Nel corso dei primi nove mesi del 2013, i diversi emittenti del gruppo Crédit Agricole hanno effettuato emissioni di debito senior sul mercato e nelle reti per 22,6 miliardi di euro. Crédit Agricole S.A. ha raccolto sui mercati 13,4 miliardi di euro fra il 1° gennaio 2013 e il 22 ottobre 2013, superando il target del suo programma annuale di rifinanziamento a medio-lungo termine, fissato a 12 miliardi di euro. Crédit Agricole S.A. ha inoltre realizzato in settembre 2013 un’emissione di capitale contingente (debito subordinato Tier 2) da 1 miliardo di dollari USA.

RISULTATI PER DIVISIONE

1. DIVISIONE BANCA DI PROSSIMITÀ IN FRANCIA

1.1. – CASSE REGIONALI DI CRÉDIT AGRICOLE
(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M*
Utile netto delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto (a circa il 25%) 232 +10,0% 681 +3,5%
Variazione di quota parte nelle riserve 3 ns 153 +0,1%
Quota-parte degli utili delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto 235 +11,8% 834 +2,9%

* Variazioni riclassificate tenendo conto della svalutazione dei titoli SACAM International per -268 M€ nel T2-12 e per -45 M€ nel T1-13 nei proventi operativi netti

Le Casse regionali confermano lo sviluppo della propria attività in un mercato in leggera ripresa.

La raccolta si attesta a 581 miliardi di euro a fine settembre 2013 (+3,2% in un anno), di cui 340 miliardi di euro per la raccolta diretta, che registra un aumento del 4,1% su un anno. Quest’ultima è trainata sia dai libretti di risparmio (+11,4% fra settembre 2012 e settembre 2013) che dai depositi a vista (+3,2%); i conti e libretti “épargne logement” sono in leggera ripresa sugli ultimi dodici mesi, con +0,4%, mentre i conti e i depositi a termine registrano una flessione dello 0,9%. La raccolta indiretta registra invece un incremento dell’1,8% fra settembre 2012 e settembre 2013, grazie ad un rinnovato interesse per l’assicurazione vita (+3,6% fra settembre 2012 e settembre 2013) e i valori mobiliari (+1,9%).

Al 30 settembre 2013, i crediti in essere ammontano a 397 miliardi di euro, con un leggero aumento su un anno (+0,6%). Essi sono trainati dai mutui, che crescono del 2,4% in un anno.

Il rapporto prestiti/raccolta continua a migliorare, attestandosi a fine settembre 2013 al 122%, contro il 126% a fine settembre 2012. Tale dato beneficia da un lato dell’andamento della raccolta diretta e dei crediti e, d’altra parte, del ritorno di liquidità della Caisse des Dépôts et Consignation.

I proventi operativi netti delle Casse regionali per il terzo trimestre 2013 (normalizzati tenendo conto delle operazioni intragruppo) sono pari a quasi 3,5 miliardi di euro, con un incremento del 3,3% rispetto al terzo trimestre 2012. Tale progressione è del 3,7% fra i primi nove mesi del 2012 e i primi mesi del 2013. Il margine netto d’interesse è trainato in particolare dal calo del costo della risorsa e dal protrarsi dei rimborsi anticipati. D’altra parte, i proventi da commissioni aumentano dell’1,3% fra il terzo trimestre 2012 e il terzo trimestre 2013 grazie alle performance delle assicurazioni (+2,5% sullo stesso periodo).

Gli oneri operativi, pari a 1,9 miliardi di euro nel trimestre, sono in calo dello 0,7% rispetto al terzo trimestre 2012, grazie al completamento del progetto NICE, all’unificazione dei sistemi IT delle Casse regionali e all’impatto del CICE. Il rapporto di cost/income migliora nello stesso periodo di 2,2 punti, per attestarsi al 54,8%.

Nel terzo trimestre 2013, il costo del rischio rispetto agli impieghi rappresenta 19 punti base, contro 16 punti base in settembre 2012, e si attesta a -188 milioni di euro. Il totale degli accantonamenti costituiti al 30 settembre 2013 rappresenta il 105,7% dei crediti dubbi. Il tasso dei crediti deteriorati è pari al 2,5% degli impieghi lordi (+9 punti base da fine settembre 2012; stabile da marzo 2013).

Il risultato della gestione operativa aumenta quindi del 7,1% fra il terzo trimestre 2012 e il terzo trimestre 2013, per attestarsi a quasi 1,4 miliardi di euro.

Di conseguenza, il contributo delle Casse regionali all’utile netto di Gruppo di Crédit Agricole S.A. per i primi nove mesi del 2013 ammonta a 834 milioni di euro, di cui 235 milioni di euro per il terzo trimestre.

1.2. – LCL        
(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M
Proventi operativi netti 941 (1,8%) 2.876 (3,2%)
Oneri operativi (624) (1,8%) (1.869) (0,7%)
Risultato operativo lordo 317 (1,9%) 1.007 (7,6%)
Costo del rischio (60) (33,5%) (218) (7,0%)
Risultato della gestione operativa 257 +10,3% 789 (7,8%)
Utili (perdite) su altre attività (1) x2,3 5 ns
Risultato al lordo delle imposte 256 +10,2% 794 (7,1%)
Imposte (89) +14,9% (276) (3,6%)
Utile netto di esercizio 167 +7,7% 518 (8,9%)
Interessi di minoranza 9 +7,8% 26 (8,9%)
Utile netto di Gruppo 158 +7,7% 492 (8,9%)

 

Nel terzo trimestre 2013, LCL mantiene un buon livello di attività, in linea con la tendenza dei trimestri precedenti.

Gli impieghi aumentano dell’1,2% su un anno, per attestarsi al 30 settembre 2013 a 89,2 miliardi di euro. Tale crescita è sostenuta dai mutui, il cui incremento raggiunge +2,5% su un anno, per attestarsi a 56,0 miliardi di euro e +1,2% rispetto a fine giugno 2013. Gli impieghi agli small business e alle imprese arretrano leggermente, a 26,6 miliardi di euro (-1,0% su un anno), come i crediti al consumo (6,6 miliardi di euro al 30 settembre 2013, ossia -0,9% su un anno).

Sostenute da una dinamica attività commerciale, le risorse da clientela continuano a crescere ad un ritmo notevole, attestandosi a 163,1 miliardi di euro a fine settembre 2013, con un incremento del 4,6% su un anno. La raccolta diretta, in crescita del 7,4% su un anno, è trainata dalla progressione dei libretti (+13,4% sul periodo) e dei depositi a termine (+9,2%) e dei depositi a vista (+3,3%). Questi ultimi registrano una crescita del 4,1% fra il secondo e il terzo trimestre 2013. La raccolta indiretta aumenta dell’1,6% su un anno, essenzialmente grazie alla raccolta sull’assicurazione vita, in progressione del 5,8% sul periodo, per raggiungere 53,1 miliardi di euro a fine settembre 2013.

Il rapporto prestiti/raccolta migliora di 6 punti su un anno e si attesta al 109% a fine settembre 2013.

I proventi operativi netti del trimestre ammontano a 941 milioni di euro, con una flessione dell’1,8% rispetto al terzo trimestre 2012, o del 2,3% dopo riclassificazione degli accantonamenti per i conti/libretti “épargne logement”. Fra settembre 2012 e settembre 2013, questo calo è limitato allo 0,9% dopo riclassificazione degli accantonamenti per i per i conti/libretti “épargne logement” e della restituzione dell’EIC nel primo trimestre 2012. La resistenza dei ricavi riflette un margine di produzione superiore al margine sullo stock dell’attività con la clientela, mentre il margine di trasformazione subisce un’erosione in contesto sempre caratterizzato dal basso livello dei tassi, effetto accentuato dai riscatti e dai rimborsi anticipati. Le commissioni restano stabili fra il terzo trimestre 2012 e il terzo trimestre 2013 (-0,8% sul periodo).

Tenuto conto dell’impatto delle nuove tasse fiscali e sociali, le spese generali restano ben contenute, con una flessione dell’1,8% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente. Dopo riclassificazione, tenendo conto dell’impatto dei conti/libretti “épargne logement” e della restituzione del’EIC, il rapporto di cost/income resta nel terzo trimestre 2013 al 66,6%, con un leggero aumento rispetto al terzo trimestre 2012 (+0,3 punti).

Riflettendo il rallentamento dei flussi di ingresso delle sofferenze e degli accantonamenti individuali associati, il costo del rischio di LCL arretra del 33,5% su un anno, attestandosi a 60 milioni di euro nel terzo trimestre 2013; nei primi nove mesi dell’anno, tale calo è del 7,0%. Il tasso di crediti deteriorati resta stabile, al 2,4% degli impieghi lordi; il tasso di copertura dei crediti deteriorati (compresi gli accantonamenti collettivi) si mantiene al 74,6%, a fronte del 74,5% nel trimestre precedente.

In totale, l’utile netto di Gruppo del trimestre si attesta a 158 milioni di euro, con un incremento del 6,2% rispetto al terzo trimestre 2012, dopo riclassificazione dell’impatto dei conti/libretti “épargne logement”. Per i primi nove mesi dell’anno, tale dato è pari a 492 milioni di euro.

2. DIVISIONE BANCA DI PROSSIMITÀ INTERNAZIONALE

L’utile netto di Gruppo della divisione è pari a 17 milioni di euro nel terzo trimestre 2013 contro una perdita di 1.899 milioni di euro nel terzo trimestre 2012, che comprendeva un contributo negativo di 1.758 milioni di euro legato alla cessione di Emporiki in Grecia. Per i primi nove mesi del 2013, l’utile netto di Gruppo è pari a 70 milioni di euro (91 milioni di euro, riclassificati tenendo conto degli accantonamenti registrati nel bilancio locale di Cariparma nel 2012, come indicato nel primo trimestre 2013), a fronte di una perdita di 2.985 milioni di euro per i primi nove mesi del 2012, su cui pesava un contributo negativo della Grecia per 2.995 milioni di euro.

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3*
9M-13 Variazione
9M/9M*
Proventi operativi netti 606 (1,8%) 1.813 (2,6%)
Oneri operativi (369) (5,4%) (1.133) (7,8%)
Risultato operativo lordo 237 +4,4% 680 +7,6%
Costo del rischio (121) +3,4% (439) +21,7%
Risultato della gestione operativa 116 +5,3% 241 (11,0%)
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto (30) (83,9%) (71) (47,4%)
Utili (perdite) su altre attività ns 17 ns
Rettifiche di valore dell’avviamento ns ns
Utile al lordo delle imposte 86 ns 187 +40,0%
Imposte (52) +22,8% (79) +11,1%
Utile al netto delle imposte delle attività cessate 3 ns 9 ns
Utile netto di esercizio 37 ns 117 ns
Interessi di minoranza 20 +40,4% 47 x3,3
Utile netto di Gruppo 17 ns 70 ns

 

* 2012 normalizzato tenendo conto del passaggio in IFRS5 di Emporiki

In Italia, Cariparma ha dato prova nel terzo trimestre 2013 di una solida attività commerciale. La raccolta totale si attesta a 86,1 miliardi di euro, con una leggera flessione (-2,6%) rispetto a fine settembre 2012. La raccolta diretta ammonta a 34,7 miliardi, in calo rispetto a fine settembre 2012 (35,5 miliardi di euro) e a fine giugno 2013 (36,1 miliardi di euro), a seguito del riorientamento operato da Cariparma per conseguire un efficientamento del costo.

La raccolta indiretta è sostenuta dallo sviluppo del risparmio gestito, che cresce globalmente del 7,7% rispetto a fine settembre 2012.

D’altra parte, in un clima di persistente debolezza della domanda caratterizzato da un calo del 5,7% del mercato (fonte ABI), il totale degli impieghi, pari a 33 miliardi di euro, diminuisce dell’1,3% su un anno. Nonostante ciò, i mutui sono in aumento del 2,7% su un anno, attestandosi a 12,9 miliardi di euro a fine settembre 2013. L’eccedenza di liquidità ammonta quindi al 30 settembre 2013 a 1,7 miliardi di euro e permette di contribuire al finanziamento delle altre attività del Gruppo in Italia.

Contributo di Cariparma ai risultati di Crédit Agricole S.A.

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 * Variazione
9M/9M*
Proventi operativi netti 395 (1,5%) 1.175 (4,4%)
Oneri operativi (225) (6,5%) (711) (4,7%)**
Costo del rischio (92) +6,2% (295) +18,4%
Utile netto 35 (8,2%) 116 (16,5%)
Utile netto di Gruppo 25 (7,3%) 84 (14,8%)

 

* Normalizzato, tenendo conto degli accantonamenti registrati nel bilancio di Cariparma nel 2012, come indicato nel primo trimestre 2013 ** Al netto del costo del piano di esodi incentivati contabilizzato nel secondo trimestre 2012 per 54 milioni di euro

Cariparma continua ugualmente ad impegnarsi per una sana gestione e ottiene risultati al lordo delle imposte in progressione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e al secondo trimestre 2013. I proventi operativi netti si attestano a 395 milioni di euro, con una flessione dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente ma in ripresa rispetto al secondo trimestre 2013 (+0,3%). Gli oneri sono invece in netto ripiego, con un calo del -6,5% nel terzo trimestre 2013 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, e del 4,7% su nove mesi al netto del costo del Piano di esodi incentivati spesato nel secondo trimestre 2012 per 54 milioni di euro.

Il costo del rischio resta segnato dal deterioramento del quadro congiunturale, con un aumento del 6,2% nel terzo trimestre 2013 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Tale dato è tuttavia in calo rispetto ai due trimestri precedenti1. Al 30 settembre 2013, il rapporto crediti deteriorati/impieghi è pari al 10,3%, con un tasso di copertura del 43,7% (compresi gli accantonamenti su crediti in bonis).

In totale, l’utile netto di Gruppo ammonta a 25 milioni di euro nel terzo trimestre 2013 e a 84 milioni di euro per i primi nove mesi del 2013.

L’utile netto di Gruppo di Cariparma, compresa Calit, ammonta a 35 milioni di euro nel terzo trimestre 2013 e a 120 milioni di euro per i primi nove mesi del 2013.

Al di fuori dell’Italia, le altre entità del Gruppo conservano un buon equilibrio raccolta/prestiti: gli impieghi ammontano a 10,3 miliardi di euro e la raccolta a 10,6 miliardi di euro. La distribuzione geografica dei proventi operativi netti mostra un contributo del 21% delle entità europee, escluso Cariparma, mentre le entità situate in Africa e Medio Oriente offrono un contributo del 14%. Il loro contributo all’utile netto di Gruppo ammonta nel terzo trimestre 2013 a +22 milioni di euro2.

1 Dopo riclassificazione a seguito degli accantonamenti registrati nel bilancio di Cariparma nel 2012, come indicato nel primo trimestre 2013

2 Al netto del contributo di BE

3. DIVISIONE GESTIONE DEL RISPARMIO

La divisione Gestione del risparmio comprende l’Asset Management, le Assicurazioni, il Private Banking e i Servizi finanziari agli investitori istituzionali.

Al 30 settembre 2013, le masse gestite dalla divisione ammontano a 1.124,4 miliardi di euro1, con un incremento di 27,8 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2012. Questo aumento del gestito è il risultato di un’intensa attività commerciale e beneficia inoltre di un effetto di mercato di positivo sul periodo. A ciò si aggiunge inoltre un effetto di perimetro favorevole, con l’acquisizione di Smith Breeden nel terzo trimestre 2013 (impatto: +4,7 miliardi di euro). Al netto degli effetti di mercato e di cambio per +22,7 miliardi di euro, questo incremento proviene dalla crescita delle masse gestite dall’Asset Management per 1,1 miliardi di euro e dall’assicurazione vita per 4,8 miliardi di euro.

L’utile netto di Gruppo della divisione si attesta nel trimestre a 383 milioni di euro, con una flessione dello 5,9% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Per i primi nove mesi dell’anno, raggiunge 1.196 milioni di euro.

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M
Proventi operativi netti 1.230 (2,0%) 3.781 (2,0%)
Oneri operativi (610) +3,6% (1.847) +3,6%
Risultato operativo lordo 620 (6,9%) 1.934 (6,7%)
Costo del rischio 3 (3,2%) ns
Risultato della gestione operativa 623 (6,9%) 1.934 (4,3%)
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 1 (71,5%) 11 +44,8%
Utili (perdite) su altre attività ns ns
Risultato al lordo delle imposte 624 (7,1%) 1.945 (5,4%)
Imposte (204) (8,8%) (631) (3,2%)
Utile netto di esercizio 420 (6,3%) 1.314 (6,4%)
Interessi di minoranza 37 (10,3%) 118 (9,9%)
Utile netto di Gruppo 383 (5,9%) 1.196 (6,1%)

 

Nel settore dell’Asset Management, Amundi ha completato l’acquisizione negli Stati Uniti di Smith Breeden, con masse in gestione per 4,7 miliardi di euro. Questa operazione permette da un lato di estendere l’offerta obbligazionaria di Amundi e d’altra parte di sviluppare le attività di cross-seling fra le due società. Amundi conferma inoltre il suo posizionamento su prodotti come gli ETF, attività in cui ha raddoppiato le masse gestite su 3 anni, per raggiungere 10,3 miliardi di euro, e in cui è ormai il 4° operatore europeo.

La raccolta nei primi nove mesi del 2013 è sempre positiva, attestandosi a +1,1 miliardi di euro, nonostante un contesto di mercato poco favorevole nel terzo trimestre 2013. Includendo il 100% delle joint-venture in Asia e Smith Breeden (impatto: +4,7 miliardi di euro), le masse in gestione ammontano a fine settembre 2013 a 759 miliardi di euro (+2,6% rispetto a fine dicembre 2012). Esse beneficiano di un effetto di mercato favorevole di +13,5 miliardi di euro.

La raccolta è sostenuta nei primi nove mesi nei segmenti istituzionali, corporate e distributori (+7,5 miliardi di euro), nelle reti internazionali (+2,3 miliardi di euro) e nel risparmio delle imprese (+0,9 miliardi di euro); essa è trainata dalle attività a lungo termine, pari a 5,7 miliardi di euro, mentre la raccolta monetaria è penalizzata dal livello

1 Incluso il 100% delle joint-venture in Asia nell’asset managemen

contenuto dei tassi. Il patrimonio gestito medio, pari a 756 miliardi di euro, aumenta del 9% fra i primi nove mesi del 2012 e i primi nove mesi del 2013.

Nei primi mesi del 2013, Amundi registra risultati di buon livello, con una progressione del suo risultato operativo lordo dell’1,3%1 rispetto al 2012. Su questo periodo, i proventi operativi netti1 crescono dell’1,8% e dello 0,5% rispetto al terzo trimestre 2012, grazie al costante livello delle commissioni. Gli oneri operativi dei primi nove mesi del 2013 aumentano dell’1,4%1 al netto dell’impatto delle misure fiscali, rispetto ai primi nove mesi del 2012. Al 30 settembre 2013, il rapporto di cost/income è stabilizzato al 55,3%.

L’utile netto di Gruppo di Amundi nei primi nove mesi del 2013 ammonta a 233 milioni di euro, ossia +4,6%1 rispetto al 2012. Per il terzo trimestre 2013, l’utile netto di Gruppo ammonta a 73 milioni di euro.

Per quanto riguarda i Servizi finanziari agli investitori istituzionali, CACEIS continua a coniugare una politica commerciale dinamica al contenimento dei costi. Le masse amministrate sono in aumento del 14,9% su un anno e si attestano a 1.297 miliardi di euro. Gli attivi in custodia sono in calo sullo stesso periodo a causa del disimpegno della Caisse des Dépôts et Consignations nel corso del 2013. Questa flessione, pari al 7,8%, è comunque limitata, tenuto conto del buon sviluppo commerciale della filiale.

I ricavi della linea di business subiscono gli effetti del calo dei tassi e rivelano una flessione del 9,5% fra il terzo trimestre 2012 e il terzo trimestre 2013. Gli oneri sono sotto controllo e diminuiscono dello 0,6% sullo stesso periodo. L’utile netto di Gruppo dei primi nove mesi del 2013 si attesta a 103 milioni di euro, di cui 33 milioni di euro per il terzo trimestre.

L’attività di Private Banking è in leggera flessione. Le masse gestite, che si attestano a 133,0 miliardi di euro al 30 settembre 2013, sono in aumento dello 0,6% rispetto al 31 dicembre 2012; esse beneficiano di un effetto di mercato favorevole, che compensa un deflusso pari a 0,8 miliardi di euro.

In Francia, le masse gestite sono pari a 61,7 miliardi di euro e presentano un leggero incremento (2,1%) rispetto al 31 dicembre 2012. All’estero registrano invece un calo dello 0,7%, attestandosi a 71,3 miliardi di euro.

L’utile netto di Gruppo dei primi nove mesi del 2013 si attesta a 95 milioni di euro, con una progressione dell’8,4% rispetto ai primi nome mesi del 2012. Per il terzo trimestre 2013, esso è pari a 26 milioni di euro, con un calo del 15,9% rispetto al terzo trimestre de 2012.

Il canale Assicurazioni registra un volume di affari di 6,1 miliardi di euro nel terzo trimestre 2013.

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M
Proventi operativi netti 519 (0,1%) 1.577 (0,8%)
Oneri operativi (141) +7,3% (429) +10,6%
Risultato operativo lordo 378 (2,6%) 1.148 (4,5%)
Costo del rischio ns ns
Utili (perdite) su altre attività ns ns
Imposte (126) (7,5%) (380) +0,5%
Utile netto di esercizio 252 (0,4%) 768 (4,1%)

 

1 Normalizzato, tenendo conto della plusvalenza da cessione al lordo delle imposte di 60 M€ registrata nel T1-12 su Hamilton Lane e dei costi di acquisizione di Smith Breeden nel T3-13

Utile netto di Gruppo 251 (0,5%) 765 (4,0%)
         

 

L’assicurazione vita conserva un orientamento positivo sia in Francia che all’estero. Nel terzo trimestre 2013, il volume d’affari è pari a 4,3 miliardi di euro e aumenta in Francia del 22,1% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente, con una progressione superiore ad un mercato in crescita del +9%1. All’estero, l’incremento nello stesso periodo è del 34,3%2. Le masse gestite dall’assicurazione vita aumentano a 232,4 miliardi di euro, con un incremento del 4,8%2 su un anno. La quota di tale importo in euro ammonta a 190,1 miliardi di euro, con un aumento del 5,3% su un anno, mentre la quota in unità di conto è pari a 42,3 miliardi di euro e cresce del 2,7% sullo stesso periodo, per rappresentare il 18,2% del totale. Dall’inizio dell’anno, la raccolta netta ammonta a 4,8 miliardi di euro, di cui 3,6 miliardi di euro in Francia.

La protezione danni continua a dare prova in Francia di un buon dinamismo commerciale, che si traduce in una crescita del volume d’affari del 5,5% nel terzo trimestre 2013 rispetto al terzo trimestre 2012; una performance superiore a quella del mercato, che cresce del 2,5%3 nello stesso periodo. Nel terzo trimestre del 2013, il rapporto sinistralità/premi dell’attività (per tutti gli esercizi e al netto della riassicurazione) resta sotto controllo e si attesta al 71,2% contro il 70,6% rispetto al terzo trimestre del 2012.

Con un volume di affari di 225 milioni di euro nel terzo trimestre 2013 contro 246 milioni di euro un anno prima, l’attività di assicurazione prestiti, in leggero calo, riflette una buona tenuta dei mutui ma resta penalizzata dal rallentamento del credito al consumo.

Una volta riclassificate le economie non ricorrenti legate alle perdite generate nel terzo trimestre 2012 in occasione dello scambio di titoli greci (PSI), che beneficiavano della detraibilità di alcune tasse (riduzione degli oneri di 9 milioni di euro), gli oneri operativi restano contenuti e presentano un’evoluzione dello 0,4% nel terzo trimestre 2013 rispetto al terzo trimestre 2012. Il rapporto di cost/income si attesta quindi al 27,1% nel terzo trimestre 2013 e al 27,2% nei primi nove mesi dell’anno.

Nel terzo trimestre 2013, l’utile netto di Gruppo della linea di business Assicurazioni tiene conto degli oneri di finanziamento supplementari legati all’operazione di ottimizzazione della struttura del capitale del Gruppo nel contesto normativo di Basilea 3. I costi relativi a tale operazione vengono contabilizzati nei proventi operativi netti e rappresentano 25 milioni di euro sul trimestre e 18 milioni di euro in utile netto di Gruppo. Nonostante tali costi addizionali, l’utile netto di Gruppo è stabile, attestandosi a 251 milioni di euro contro 252 milioni di euro nel terzo trimestre 2012.

Nei primi nove mesi dell’anno, l’utile netto di Gruppo ammonta a 765 milioni di euro, a fronte di 797 milioni di euro nel periodo corrispondente del 2012, che teneva conto di una plusvalenza di 28 milioni di euro sulla cessione di titoli Bes Vida a BES.

Infine, Crédit Agricole Assurances ha proseguito i suoi investimenti innovativi in favore delle imprese prive di rating e degli enti locali, pari a 2 miliardi di euro nei primi nove mesi 2013.

1 Fonte FFSA (dati a settembre 2013)

2 Dati 2012 normalizzati tenendo conto di BES Vida, venduta a BES nel T2-12

3 Fonte FFSA (dati a settembre 2013

4.         DIVISIONE SERVIZI FINANZIARI SPECIALIZZATI
(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M
Proventi operativi netti 833 +1,4% 2.484 (5,4%)
Oneri operativi (394) (0,6%) (1.164) (2,2%)
Risultato operativo lordo 439 +3,3% 1.320 (8,1%)
Costo del rischio (352) (16,6%) (1.168) (21,7%)
Risultato della gestione operativa 87 ns 152 ns
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 6 +51,7% 20 +44,2%
Risultato al lordo delle imposte 93 ns 172 ns
Imposte (41) +52,5% (93) +46,6%
Utile netto di esercizio 52 ns 79 ns
Interessi di minoranza (11) (61,6%) (51) (64,3%)
Utile netto di Gruppo 63 ns 130 ns

 

Dopo vari trimestri caratterizzati dagli effetti del piano di adeguamento, la divisione Servizi Finanziari Specializzati, torna dall’inizio dell’anno a produrre utili e presenta degli indicatori di attività (proventi operativi netti e impieghi) in via di stabilizzazione.

Nel terzo trimestre 2013, l’utile netto di Gruppo della divisione è pari a +63 milioni di euro contro una perdita di 564 milioni di euro nel terzo trimestre 2012 che comprendeva 572 milioni di euro di svalutazione sull’avviamento nel credito al consumo. L’utile cumulato dei primi nove mesi del 2013 ammonta quindi a 130 milioni di euro, contro una perdita di 536 milioni di euro sui primi nove mesi del 2012.

Dopo una forte diminuzione degli impieghi nel 2012, legata al piano di adeguamento, i volumi di attività si stabilizzano nel 2013 con cali limitati rispetto ai trimestri precedenti. Di conseguenza, nonostante la pressione sugli impieghi, i proventi operativi netti registrano in questo trimestre un incremento dell’1,4% rispetto al terzo trimestre 2012 ma restano in calo del 5,4% rispetto ai primi nove mesi del 2012. D’altra parte, gli sforzi sul fronte dei costi sono mantenuti, con oneri in calo dello 0,6% rispetto al terzo trimestre 2012 e del 2,2% sui primi nove mesi del 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012.

Inoltre, la forte diminuzione del costo del rischio rispetto all’esercizio precedente, rispettivamente -16,6% sul trimestre e -21,7% su nove mesi, riflette non solo un miglioramento della filiale italiana Agos, ma anche della situazione in Francia.

Il settore del Credito al consumo vede stabilizzarsi il proprio livello di attività e i propri ricavi. Gli impieghi consolidati di CACF calano del 5,3% su un anno, ma si contraggono solo dell’1,2% fra il 30 giugno e il 30 settembre 2013; essi sono pari a 46,0 miliardi di euro al 30 settembre 2013 contro 48,6 miliardi di euro un anno prima e a 46,5 miliardi di euro al 30 giugno 2013. Gli impieghi gestiti si attestano a 71,8 miliardi di euro al 30 settembre 2013. Su un anno, la loro distribuzione geografica subisce un’evoluzione molto contenuta, con il 37% degli impieghi localizzati in Francia, il 34% in Italia (35% un anno prima) e il 29% negli altri paesi (28% un anno prima). La riduzione degli impieghi di Agos Ducato raggiunge 1,4 miliardi di euro su un anno.

Il risultato operativo lordo di CACF ammonta nel terzo trimestre 2013 a 386 milioni di euro, con un livello equivalente a quello del terzo trimestre 2012; i proventi operativi netti sono pari a 703 milioni di euro, con un aumento dello 0,1%, e gli oneri operativi restano sotto controllo, attestandosi a 317 milioni di euro.

Al di fuori dell’Italia, il costo del rischio del trimestre resta sotto controllo, con 162 punti base (annualizzato) per CACF, escluso Agos. Dopo i notevoli accantonamenti effettuati nel 2012, il costo del rischio di Agos è in netto miglioramento e si attesta a 204 milioni di euro sul trimestre dopo 224 milioni di euro nel secondo trimestre 2013 e 660 milioni di euro nei primi nove mesi dell’anno. Il tasso dei crediti deteriorati di Agos ammonta al 30 settembre 2013 al 16,7% e il tasso di copertura dei crediti dubbi resta molto elevato, al 98,8%, compresi gli accantonamenti collettivi. L’utile netto di Gruppo di CACF è pari a +48 milioni di euro sul trimestre, con una progressione di quasi il 50% rispetto al trimestre precedente.

I risultati dei canali del leasing e del factoring riflettono l’applicazione da parte di queste attività dei principi del piano di adeguamento fin dalla fine del 2011, con un calo globale degli impieghi parzialmente compensato da un livello elevato di margini e da un buon controllo degli oneri. Nel canale leasing, gli impieghi gestiti ammontano a 16,0 miliardi di euro al 30 settembre 2013 contro 16,9 miliardi al 30 settembre 2012. Nel canale factoring, il fatturato ceduto raggiunge 14,0 miliardi di euro al 30 settembre 2013, con un incremento del 7,0% rispetto al 30 settembre 2012. Il contributo dei due canali all’utile netto di Gruppo del trimestre ammonta a +15 milioni di euro, livello identico a quello del trimestre precedente e quasi doppio rispetto al terzo trimestre 2012.

5. 5. DIVISIONE CORPORATE AND INVESTMENT BANKING

Con il perfezionamento della cessione di CLSA (ad esclusione delle attività a Taiwan) a CITIC Securities, in data 31 luglio, e l’inizio di trattative esclusive con Société Générale in vista della cessione della propria partecipazione del 50% in Newedge, Crédit Agricole CIB inizia la fase finale del suo riposizionamento sulle attività di finanziamento di mercati di capitali e di advisory. La plusvalenza da cessione di CLSA, contabilizzata nel terzo trimestre 2013, ammonta a 320 milioni di euro in utile netto di Gruppo. Per quanto riguarda Newedge, l’impatto stimato sull’utile netto di Gruppo ammonta a -155 milioni di euro.

NB: i bilanci 2012 e 2013 sono stati normalizzati tenendo conto del passaggio in IFRS 5 di Newedge. Attività operative in funzionamento

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M
Proventi operativi netti – di cui DVA

– di cui coperture di prestiti

844

(47)

(13,5%)
ns
ns
2.713

(86)**

15

(11,0%)
ns
ns
Proventi operativi netti normalizzati* 891 (14,7%) 2.784 (10,4%)
Oneri operativi (534) (2,0%) (1.603) (3,0%)
Risultato operativo lordo 310 (28,0%) 1.110 (20,6%)
Costo del rischio (124) +83,1% (310) +72,5%
Risultato della gestione operativa 186 (48,8%) 800 (34,3%)
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 35 (6,4%) 104 (11,2%)
Utili (perdite) su altre attività (1) ns 2 ns
Risultato al lordo delle imposte 220 (45,0%) 906 (32,2%)
Imposte (91) +15,0% (266) (24,7%)
Utili (perdite) netti sulle attività cessate 164 ns 157 ns
Utile netto di esercizio 293 ns 797 +4,8%
Interessi di minoranza 6 +6,7% 18 (14,5%)
Utile netto di Gruppo normalizzato* 155 (55,9%) 664 (32 ,9%)
Utile netto di Gruppo 287 x2,5 779 +5,4%

 

* Dati normalizzati tenendo conto delle coperture di prestiti, degli effetti del CVA/DVA Day 1 e del DVA corrente e degli effetti legati alle società di intermediazione (Cheuvreux, CLSA e Newedge). 2012 normalizzato tenendo conto dell’impatto del piano di adattamento. ** Compreso nel T1 l’effetto Day 1 DVA / CVA: -46 M€ in proventi operativi netti e -25 M€ in utile netto di Gruppo

Nel terzo trimestre 2013, i proventi operativi netti delle Attività operative in funzionamento ammontano a 844 milioni di euro, con una flessione del 13,5% rispetto al terzo trimestre 2012. Una volta normalizzati tenendo conto delle coperture di prestiti e del DVA corrente, i proventi operativi netti si attestano a 891 milioni di euro, con un calo del 14,7%, registrando una diminuzione significativa nelle attività di mercato rispetto a un terzo trimestre 2012 che si era distinto per condizioni di mercato molto favorevoli.

Sul periodo, CACIB consolida così le sue posizioni concorrenziali, fondate su una competenza riconosciuta nelle sue specialità d’eccellenza. CACIB conserva il primo e il secondo posto rispettivamente nelle attività di syndication in Francia e nella syndication di prestiti alle imprese nella zona EMEA1. CACIB si piazza inoltre al primo posto mondiale nel finanziamento aeronautico2. Nel Capital Market and Investment Banking, CACIB resta al primo posto mondiale

1 Source : Thomson Financial

2 Source : Thomson Financial

come bookrunner nell’attività di cartolarizzazione in Europa ABCP1. Infine, CACIB passa dal quinto al secondo posto mondiale sulle emissioni obbligazionarie delle istituzioni finanziarie in euro2.

Nel terzo trimestre 2013, CACIB ha proseguito la sua azione di riduzione degli oneri, che diminuiscono del 2,0% rispetto al terzo trimestre 2012. Includendo le attività in via di cessazione, la flessione si attesta all’8,1%. Nello stesso periodo, il costo del rischio registra un aumento rispetto al terzo trimestre 2012 a causa di accantonamenti individuali non significativi su un numero limitato di dossier, nonché di un accantonamento per controversie (-80 milioni di euro). In totale, l’utile netto di Gruppo delle Attività permanenti si attesta a 287 milioni di euro ed è moltiplicato per 2,5 rispetto al terzo trimestre 2012. Una volta normalizzato, tenendo conto delle coperture di prestiti e il DVA corrente, esso ammonta a 155 milioni di euro.

Per i primi nove mesi del 2013, i proventi operativi netti si attestano a 2.713 milioni di euro, con una flessione dell’11,0% rispetto ai primi nove mesi del 2012, che avevano beneficiato di un contesto di mercato particolarmente favorevole. La contrazione degli oneri è pari al 3,0% sullo stesso periodo, mentre il costo del rischio aumenta del 72,5%. In totale, l’utile netto di Gruppo delle Attività permanenti, normalizzato tenendo conto degli effetti della prima applicazione dell’IFRS13 (CVA/DVA), del DVA corrente e delle coperture di prestiti, si attesta a 664 milioni di euro, con un calo del 32,9% rispetto ai primi nove mesi del 2012 (normalizzato tenendo conto degli effetti di Cheuvreux/CLSA/Newedge e del piano di adeguamento).

Corporate Banking

(in milioni di euro) T3-13 T3-13*            Variazione

T3*/T3*

9M-13 9M-13*            Variazione

9M*/9M*

Proventi operativi netti 517 517      (9,0%) 1.535 1.520   (7,9%)
Oneri operativi (228) (228)   (0,7%) (678) (678)   (2,3%)
Risultato operativo lordo 289 289      (14,5%) 857 842      (12,0%)
Costo del rischio (34) (34)     (46,5%) (205) (205)   +17,1%
Risultato della gestione operativa 255 255      (7,2%) 652 637      (18,5%)
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 35 35        (7,4%) 104 104      (11,2%)
Utili (perdite) su altre attività (1) (1)       ns 2 2          ns
Risultato al lordo delle imposte 289 289      (7,3%) 758 743      (17,3%)
Imposte (90) (90)     (25,4%) (207) (202)   (30,4%)
Utile netto di esercizio 199 199      +4,1% 551 541      (11,1%)
Interessi di minoranza 4 4          (2,0%) 11 11        (15,2%)
Utile netto di Gruppo 195 195      +4,2% 540 530      (11,1%)

* Normalizzato tenendo conto delle coperture di prestiti e esclusi gli effetti del piano d’adeguamento nel 2012

Nel terzo trimestre 2013, i ricavi del Corporate Banking ammontano a 517 milioni di euro, senza degli effetti delle coperture di prestiti. Il consumo di liquidità delle attività di finanziamento continua a diminuire, per raggiungere 85 miliardi di euro nel terzo trimestre 2013, a fronte di 87 miliardi di euro nel trimestre precedente. La flessione è ancora più netta se si confronta tale consumo di liquidità a quello del terzo trimestre 2012, che ammontava a 92 miliardi di euro (-7,7 %). Con 272 milioni di euro, i ricavi dei Finanziamenti strutturati diminuiscono solo del 4,9% nel terzo trimestre 2013 rispetto al trimestre precedente, grazie al mantenimento dei margini in un contesto di calo dei volumi, consecutivo alla riduzione del portafoglio. Allo stesso tempo, i ricavi del Commercial Banking aumentano leggermente, attestandosi a 245 milioni di euro (+2,5% nel terzo trimestre 2013 rispetto al trimestre precedente).

1 Fonte: Thomson Financial

2 Fonte: Thomson Financial

Il costo del rischio rispetto agli impieghi a clientela ammonta a 13 punti base nel terzo trimestre 2013, con un netto calo rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, che si era attestato a 22 punti base. In valore, la flessione è pari al 46,5% rispetto al terzo trimestre 2012.

In totale, l’utile netto di Gruppo del Corporate Banking si attesta al terzo trimestre 2013 a 195 milioni di euro, con un aumento del 4,2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Capital Market and Investment Banking

(in milioni di euro) T3-13 T3-13*            Variazione

T3*/T3*

9M-13 9M-13*            Variazione

9M*/9M*

Proventi operativi netti 327 374      (21,5%) 1.178 1.264   (13,2%)
Oneri operativi (306) (306)   (2,9%) (925) (925)   (3,4%)
Risultato operativo lordo 21 68        (57,8%) 253 339      (32,0%)
Costo del rischio (90) (90)     ns (105) (105)   ns
Risultato al lordo delle imposte (69) (22)     ns 148 234      (52,6%)
Imposte (1) (18)     ns (59) (95)     +11,9%
Utili (perdite) netti sulle attività cessate 164 –          ns 157 –          –
Utile netto di esercizio 94 (40)     ns 246 139      (65,9%)
Interessi di minoranza 2 –          ns 7 5          (67,1%)
Utile netto di Gruppo 92 (40)     ns 239 134      (65,9%)

* Dati normalizzati tenendo conto degli effetti del CVA/DVA Day 1 e del DVA corrente e degli effetti legati alle società di intermediazione (Cheuvreux, CLSA e Newedge). 2012 normalizzato tenendo conto dell’impatto del piano di adattamento.

Compresi i ricavi da intermediazione (CLSA New York e Tokyo) riclassificati in IFRS 5 nel T3-13: 22 M€ nel T3-12, 20 M€ nel T4-12, 25 M€ nel T1-13 e 17 M€ nel T2-13. Nel T3-13, compresi i ricavi di CLSA Taiwan: +3M€

Nel terzo trimestre 2013, i ricavi di Capital Market and Investment Banking sono in netto calo: -21,5% nel terzo trimestre 2013, rispetto ad un terzo trimestre 2012 molto elevato. Al netto dei ricavi da intermediazione, il calo sullo stesso periodo è pari -18,5%, a causa della flessione dei ricavi del 20,6% nel Fixed income, a riflesso di un’attività debole nel Credito e degli effetti delle incertezze del mercato, nel terzo trimestre 2013, sulla politica monetaria della FED. Allo stesso tempo, l’Investment Banking (esclusi i broker) mantiene un buon livello di attività, con ricavi in aumento del 5,4% nel terzo trimestre 2013 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

I rischi di mercato restano ad un livello moderato: il VaR si attesta a 10 milioni di euro al 30 settembre 2013, con un VaR medio a 12 milioni di euro sul trimestre.

Attività in corso di cessazione

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3*
9M-13 Variazione
9M/9M*
Proventi operativi netti 12 (83,9%) 115 (19,7%)
Oneri operativi (39) (49,9%) (125) (46,9%)
Risultato operativo lordo (27) x8,8 (10) (88,9%)
Costo del rischio (4) (64,9%) (33) (49,5%)
Risultato al lordo delle imposte (31) ns (43) (72,7%)
Imposte 11 ns 15 (63,6%)
Utile netto di esercizio (20) +2,5% (28) (75,7%)

 

Interessi di minoranza 1 ns (2) (91,5%)
Risultato netto di Gruppo (21) +8,4% (26) (72,3%)

 

* Normalizzato tenendo conto degli effetti del piano di adeguamento nel 2012

Il risultato netto di Gruppo delle attività in corso di cessazione ammonta a -21 milioni di euro nel trimestre e a -26 milioni di euro nei primi nove mesi del 2013.

6. ALTRE ATTIVITÀ

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M*
Proventi operativi netti (500) (65,3%) (1.754) (24,2%)
Oneri operativi (236) +6,1% (668) +0,9%
Risultato operativo lordo (736) (55,7%) (2.422) (18,6%)
Costo del rischio 5 ns 71 ns
Risultato della gestione operativa (731) (61,9%) (2.351) (27,5%)
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 35 ns (30) (69,6%)
Utili (perdite) su altre attività ns (4) ns
Risultato al lordo delle imposte (696) (63,8%) (2.385) (27,8%)
Imposte 335 (52,4%) 920 (2,2%)
Risultato netto (361) (70,4%) (1.465) (38,0%)
Interessi di minoranza 33 +35,0% 117 +2,6%
Risultato netto di Gruppo (394) (68,3%) (1.582) (36,1%)

 

* Normalizzati tenendo conto del riacquisto del debito ibrido nel primo trimestre 2012 per 864 milioni di euro

Nel terzo trimestre 2013, i proventi operativi netti delle Altre Attività sono pari a -500 milioni di euro, contro proventi operativi netti di -1.440 milioni di euro nel terzo trimestre 2012. Tale dato comprende una perdita di 252 milioni di euro derivante dalla rivalutazione del debito di Crédit Agricole CIB e di quello legato ai contratti di assicurazione in UC, a fronte di un equivalente di -1.017 milioni di euro nel terzo trimestre 2012. I proventi operativi netti beneficiano inoltre di elementi non ricorrenti positivi: la plusvalenza sulla cessione di Bankinter per 143 milioni di euro e le plusvalenze da cessioni di portafogli per 76 milioni di euro.

I proventi operativi netti delle Altre Attività per i primi nove mesi del 2013 ammontano a -1.754 milioni di euro, con una flessione del 24,2% rispetto ai proventi operativi netti del periodo corrispondente del 2012, normalizzati tenendo conto del riacquisto di debito ibrido nel primo trimestre 2012 per 864 milioni di euro.

Gli oneri operativi, pari a 236 milioni di euro sul terzo trimestre 2013, includono un accantonamento di 20 milioni di euro per il piano di esodi incentivati in Crédit Agricole Immobilier. Al netto degli effetti di tale piano, tali oneri sono in diminuzione del 2,9% rispetto al terzo trimestre 2012.

Fra gli elementi non ricorrenti di questo trimestre, è opportuno sottolineare anche la registrazione, alla posta “Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto”, di un utile significativo di 60 milioni di euro, legato alla partecipazione di Crédit Agricole SA in Eurazeo.

Il risultato netto di Gruppo si attesta quindi a -394 milioni di euro.

Al netto degli spread emittenti, esso è pari a -231 milioni di euro nel terzo trimestre 2013. Una volta normalizzato in base a tali elementi non ricorrenti (plusvalenze su Bankinter e cessioni di portafogli, nonché il risultato della partecipazione in Eurazeo), il risultato netto di Gruppo ammonta a -483 milioni di euro.

RISULTATI CONSOLIDATI DEL GRUPPO CRÉDIT AGRICOLE

I crediti verso la clientela del Gruppo si attestano a 714 miliardi di euro al 30 settembre 2013. Su un anno, le Casse regionali, LCL e le entità della Banca di prossimità internazionale hanno incrementato la raccolta diretta del 4,3%, per raggiungere 471 miliardi di euro. In termini di risorse, i debiti verso la clientela in bilancio rappresentano 635 miliardi di euro.

T3-13  Variazione

(in milioni di euro)        T3/T3*            9M-13 Variazione

9M/9M*

Proventi operativi netti  7.659   +11,5%           23.282 (1,4%)

Oneri operativi (4.889)            (1,5%) (14.619)          (1,3%)

Risultato operativo lordo          2.770   +45,3%           8.663   (1,7%)

Costo del rischio          (849)   (24,8%)           (3.008)            (12,3%)

Risultato della gestione operativa          1.921   x2,5     5.655   +5,0%

Società contabilizzate con il metodo del patrimonio      68        ns         102      ns

netto

Utile netto su altri attivi –          ns         24        (69,9%)

Rettifiche di valore dell’avviamento      –          ns         (22)     (96,2%)

Risultato al lordo delle imposte 1.989   x23,7   5.759   +18,7%

Imposte           (635)   x2,5     (1.830)            (8,2%)

Risultato al netto delle imposte delle attività      167      ns         166      ns

cessate

Utile netto        1.521   ns         4.095   ns

Interessi di minoranza   88        +28,5%           252      +82,5%

Utile netto di Gruppo   1.433   ns         3.843   ns

*2012 normalizzato tenendo conto del passaggio in IFRS5 di Emporiki, Cheuvreux e CLSA e comprensivo di una modifica della valorizzazione di un numero limitato di derivati complessi.

Nel terzo trimestre 2013, il gruppo Crédit Agricole realizza proventi operativi netti per 7.659 milioni di euro, con un incremento dell’11,5% rispetto al terzo trimestre 2012. Questa evoluzione è essenzialmente il riflesso della buona tenuta dell’attività nel core business, ossia nella Banca di prossimità in Francia e nell’assicurazione, ma riflette anche l’impatto degli elementi specifici non legati all’attività (plusvalenza su cessione del saldo della partecipazione in Bankinter per 143 milioni di euro, e rivalutazione del debito, DVA e coperture di prestiti per -299 milioni di euro contro -1.017 milioni di euro nel terzo trimestre 2012).

Gli oneri operativi registrano un calo dell’1,5% rispetto al terzo trimestre 2012. Tale evoluzione riflette la progressiva attuazione dei programmi di riduzione dei costi attraverso, in particolare, le realizzazioni del programma MUST, e l’effetto degli esodi incentivati in CACIB, CACF e Cariparma.

Il costo del rischio è sotto controllo, con un calo del 24,8% rispetto al terzo trimestre del 2012, e si attesta a 40 punti base rispetto agli impieghi nel terzo trimestre 2013, a fronte di 50 punti base nel terzo trimestre 2012 (41 punti base al netto di Emporiki).

Per memoria, il bilancio del terzo trimestre 2012 comprendeva un onere derivante dal deconsolidamento di Bankinter sulla voce Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto per -193 milioni di euro e una svalutazione dell’avviamento di 572 milioni di euro per Agos.

Il risultato netto delle attività cessate, pari a 167 milioni di euro sul terzo trimestre, comprende la plusvalenza da cessione di CLSA e la minusvalenza legata al passaggio di Newedge in IFRS5. Nel terzo trimestre 2012, tale dato

era pari a -1.966 milioni di euro, compresi i risultati operativi di CLSA e le minusvalenze da cessione di Emporiki e Cheuvreux.

In totale, l’utile netto di Gruppo ammonta a 1.433 milioni di euro contro -2.206 milioni di euro nel terzo trimestre 2012.

*****

L’informazione finanziaria di Crédit Agricole S.A. per il terzo trimestre 2013 è costituita dal presente comunicato stampa e dalla presentazione allegata. L’informazione regolamentare integrale, compreso il documento di riferimento, è disponibile presso il sito Internet: www.credit-agricole.com/Finance-et-Actionnaires nello spazio “Information financière” ed è pubblicata da Crédit Agricole S.A. in applicazione delle disposizioni dell’articolo L. 451-1-2 del ”Code monétaire et financier” e degli articoli 222-1 e successivi del regolamento generale dell’Autorità francese dei Mercati Finanziari (AMF)

Avvertenza

I dati presentati, relativi al periodo di nove mesi conclusosi il 30 settembre 2013, sono stati stabiliti in conformità con i principi IFRS così come adottati dall’Unione europea e applicabili in questa data. Queste informazioni finanziarie non costituiscono un bilancio per un periodo intermedio, così come definito dalla norma IAS 34 “Bilanci Intermedi” e non sono state sottoposte a verifica.

Questa presentazione può contenere dati prospettici del Gruppo, forniti a titolo informativo sulle tendenze dell’attività. Tali dati non costituiscono previsioni ai sensi del regolamento europeo n° 809/2004 del 29 aprile 2004 (capitolo 1, articolo 2, § 10).

Questi elementi provengono da scenari basati su un certo numero di ipotesi economiche in un determinato contesto concorrenziale e normativo. Per natura, sono quindi soggetti ad imprevisti che potrebbero non consentire la realizzazione delle proiezioni e dei risultati citati.

Allo stesso modo, le informazioni finanziarie riposano su stime, in particolare in occasione del calcolo dei valori di mercato e degli importi delle svalutazioni di attività. Prima di formulare la propria opinione, il lettore deve prendere in considerazione l’insieme di questi fattori d’incertezza e di rischio.

Nel terzo trimestre 2013, l’utile netto di Gruppo del gruppo Crédit Agricole si attesta a 1.433 milioni di euro. Lo ha reso noto la società, sottolineando che per i primi nove mesi dell’anno esso ammonta a 3.843 milioni di euro, importo non comparabile a quello negativo del periodo corrispondente del2012, in cui erano state contabilizzate le perdite legate alla cessione di Emporiki.

Il risultato del terzo trimestre 2013, spiega la nota, riflette una buona resistenza dell’insieme delle attività del Gruppo: tenendo conto delle rivalutazioni di debiti legati al rischio di credito proprio, delle coperture dei prestiti e di operazioni specifiche, il risultato operativo lordo diminuisce di 1,2% e il risultato al lordo delle imposte cresce del 2,0% rispetto al terzo trimestre 2012.

Nei primi nove mesi del 2013, l’utile netto di Gruppo si attesta a 3.843 milioni di euro. Su base comparabile, ossia al netto della rivalutazione del debito proprio e di elementi specifici, tale dato è in calo del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2012. Il risultato al lordo delle imposte aumenta invece del 2,5%.

Il Gruppo conferma un buon livello di attività nel comparto della banca di prossimità, che gli consente di soddisfare le esigenze dei clienti individuali e delle imprese; grazie alla concessione di nuovi prestiti, gli impieghi globali delle reti bancarie del Gruppo in Francia sono cresciuti fra settembre 2012 e settembre 2013 dello 0,7 e la raccolta diretta è aumentata del 4,8% sullo stesso periodo.

Le Casse regionali hanno continuato a sviluppare sia la propria attività di prestito, in particolare i mutui (aumento di +2,4% degli impieghi in un anno), sia la raccolta, che si tratti di assicurazioni vita (+3,6%) o della raccolta diretta (+4,1%). Le Casse regionali hanno inoltre registrato un ulteriore miglioramento del rapporto prestiti/raccolta, sceso al 122% a fine settembre 2013 contro il 126% di fine giugno 2013. Il loro contributo al 100% al risultato del Gruppo è in aumento dell’8,4% trimestre su trimestre e del 2,9% nove mesi su nove mesi, attestandosi rispettivamente a 925 milioni di euro e a 2.766 milioni di euro.

Per Jean-Marie Sander, Presidente di Crédit Agricole S.A., “grazie al dinamismo della nostra banca di prossimità, il Gruppo evidenzia ancora una volta il proprio ruolo motore nel finanziamento dell’economia. Questa performance è tanto più degna di nota in un contesto economico ancora difficile, nonostante qualche segnale di ripresa”.

Per Jean-Paul Chifflet, Direttore Generale di Crédit Agricole S.A., “questi risultati sono nella continuità dei primi due trimestri del 2013 e riflettono il protrarsi dell’opera di rafforzamento del nostro bilancio e di rimodellaggio del nostro Gruppo. Trimestre dopo trimestre, il Gruppo ottiene risultati che danno prova della pertinenza delle nostre scelte e della forza del nostro modello”.

In termini di solvibilità, il Core Tier 1 ratio del Gruppo si attesta al 30 settembre 2013 all’11,9%, con un incremento di 65 punti base rispetto al 30 giugno 2013.

A fine settembre 2013, il Common Equity Tier 1 ratio Basilea 3 fuly loaded del Gruppo è pari al 10,5%, contro il 10,0% a fine giugno 2013.

L’indice di leva finanziaria del gruppo Crédit Agricole si attesta al 3,5% a fine settembre 20131.

1 Core Tier 1 Basilea 3 e Tier 1 esistente grand-fathered; per i derivati e i pronti contro termine: valore prudenziale.

Nel corso del terzo trimestre 2013, il gruppo Crédit Agricole ha continuato a rafforzare la sua situazione di liquidità. A fine settembre 2013, l’eccedenza di risorse stabili su impieghi stabili raggiunge 58 miliardi di euro, ossia 7 miliardi in più rispetto a fine giugno. Le riserve di liquidità, che ammontano a 252 miliardi di euro, coprono ampiamente (168%) le risorse di mercato a breve termine (150 miliardi di euro).

 

Crédit Agricole S.A.

Il Consiglio di Amministrazione di Crédit Agricole S.A., riunitosi il 6 novembre 2013 sotto la presidenza di Jean-Marie Sander, ha esaminato il bilancio del terzo trimestre e dei primi nove mesi 2013.

Nel terzo trimestre 2013, l’utile netto di Gruppo è stato pari a 728 milioni di euro, importo non comparabile a quello del terzo trimestre 2012, in cui erano stati contabilizzate perdite legate in particolare alla cessione di Emporiki. Tale risultato tiene conto di operazioni finanziarie strutturanti per un importo globale di +304 milioni di euro e degli elementi relativi alla rivalutazione del debito legato al rischio di credito proprio per un importo netto di -193 milioni di euro. Dopo riclassificazione, tenendo conto questi due elementi, il risultato del terzo trimestre si attesta a 617 milioni di euro.

Le operazioni finanziarie strutturanti riflettono in particolare la fine della cessione delle attività di intermediazione: dopo Cheuvreux nel secondo trimestre, la banca ha proceduto a fine luglio alla cessione di CLSA, con un plusvalenza di 320 milioni di euro, e ha preparato la cessione della partecipazione in Newedge con un conseguente impatto negativo di 155 milioni di euro. Crédit Agricole S.A ha inoltre proseguito il suo disimpegno da partecipazioni non strategiche, cedendo la propria partecipazione in Bankinter, con una plusvalenza di 143 milioni di euro.

Dopo riclassificazione di tali elementi, il risultato del trimestre riflette:

– la crescita del contributo della Banca di prossimità in Francia, in aumento del 10,3% rispetto al terzo trimestre 2012, grazie ad una buon attività commerciale (raccolta: +3,5%; impieghi: +0,7%);

– la solidità della divisione Gestione del risparmio in un contesto caratterizzato da tassi contenuti e da un quadro normativo sempre più severo; dall’inizio dell‘anno, le masse gestite dall’insieme delle linee di business della divisione sono aumentate di 27 miliardi di euro, compresi 22 miliardi di effetti positivi dei mercati e di cambio; il contributo di questa divisione al risultato di Crédit Agricole S.A. è di 383 milioni di euro;

– l’impatto limitato della flessione delle attività di mercato sui ricavi di Crédit Agricole S.A. (-2,0%); i ricavi del fixed income di Crédit Agricole CIB sono diminuiti del 20,6%, ma rappresentano oggi l’8% dei ricavi globali del Gruppo, in conseguenza della ridefinizione delle attività di CACIB;

– il protrarsi del calo degli oneri (-1,8% T3/T3), grazie allo svolgersi del programma MUST secondo il calendario previsto;

– il miglioramento continuo del costo del rischio (14,5% T3/T3) in tutte le attività di finanziamento e in particolare nella banca di prossimità.

Questi fattori positivi conducono a un risultato al lordo delle imposte di 943 milioni di euro, stabile rispetto a quello del terzo trimestre 2012, presentato in maniera comparabile, a conferma della solidità dei fondamentali del Gruppo in un contesto economico particolarmente difficile, in particolare nei suoi due mercati domestici (Francia e Italia).

 

Nei primi nove mesi del 2013, l’utile netto di Gruppo si attesta a 1.893 milioni di euro. Una volta riclassificato tenendo conto degli elementi specifici, il risultato al lordo delle imposte è in aumento del 2,4%, con un’evoluzione dovuta a un risultato operativo lordo in calo del -5,4% e a un costo del rischio significativamente più basso (-15,8%).

Nel corso del terzo trimestre 2013, Crédit Agricole S.A ha continuato a consolidare il proprio bilancio.

Il coefficiente di solvibilità Core Tier 1 si attesta al 9,4%, contro il 8,6% a fine giugno 2013. Questo forte incremento è dovuto a una riduzione degli impieghi ponderati (-16 miliardi di euro), alla generazione organica di capitale (risultato non distribuito e impatto positivo delle cessioni) e a una modifica nel trattamento dell’assicurazione.

Anticipando la presentazione del Piano a medio termine che sarà l’oggetto di una giornata dedicata agli investitori, il 20 marzo 2014, la struttura del capitale e la traiettoria secondo Basilea 3 di Crédit Agricole S.A. e del gruppo Crédit Agricole sono state dettagliate nel corso della riunione del Consiglio di Amministrazione. Esse testimoniano l’obiettivo permanente di rafforzamento del Gruppo in tutte le sue componenti, in particolare Crédit Agricole S.A.

Gli obiettivi di Common Equity Tier 1 (CET1) ratio fully loaded secondo Basilea 3 del gruppo Crédit Agricole e di Crédit Agricole S.A. sono sintetizzati di seguito:

  1° gennaio 2014 31 dicembre 2014 31 dicembre 2015
Gruppo Crédit Agricole 11,0% 12,0% 13,0%
Crédit Agricole S.A. dal 7,8% all’8,0%* dall’8,8% al 9,0% >9,5%

Avvertenza: i ratio presentati qui sopra sono stati stabiliti sulla base di un certo numero di ipotesi. La realizzazione di questi obiettivi dipenderà da un certo numero di fattori, ivi compreso il futuro risultato netto di Crédit Agricole S.A. e del Gruppo Crédit Agricole, che è per sua natura incerto.

* comprensivo del’impatto di ~-25 punti base della non detraibilità delle minusvalenze da cessione dei titoli Emporiki. Il reclamo è stato già avviato e non viene preso in considerazione nela traiettoria.

Tali obiettivi tengono conto della ponderazione al 370% del capitale e delle riserve di Crédit Agricole come previsto nel regolamento CRD4 e dell’estensione delle garanzie specifiche (Switch) fra le Casse regionali e Crédit Agricole S.A. per 34 miliardi di euro1. Essi tengono anche conto di un obiettivo di tasso di distribuzione dei risultati del 35% e dell’impegno della SAS Rue la Boétie ad optare per il pagamento del dividendo in azioni fin quando Crédit Agricole S.A. non avrà raggiunto un CET1 ratio fully loaded di almeno il 9%.

Questa traiettoria dei coefficienti mette in evidenza l’elevata solvibilità del gruppo Crédit Agricole, che include un capitale aggiuntivo per la sua qualità di gruppo di rilevanza sistemica, che noi anticipiamo fino all’1,5%. Crédit Agricole S.A. mira a conseguire invece entro due anni un CET 1 ratio superiore al 9,5%, obiettivo adeguato alle caratteristiche specifiche del Gruppo e alla predominanza delle sue attività di banca di prossimità.

Al di là degli obiettivi di Common equity Tier 1, la struttura target del capitale secondo Basilea 3 del gruppo Crédit Agricole e di Crédit Agricole S.A. tiene conto della complessiva implementazione dei vincoli normativi. L’obiettivo per il 2015 del ratio totale del capitale del Gruppo è del 16,5% mentre quello di Crédit Agricole S.A. è del 15,0%.

1 In attesa di approvazione da parte dell’ACPR

 

  Gruppo Crédit Agricole Crédit Agricole S.A.
  Esigenza normativa

2018

Obiettivo
31 dic. 2015
Esigenza normativa

2018

Obiettivo
31 dic. 2015
CET1 (fuly loaded) 7,0% + 1,5% di
capitale agg. G-SIFI
13,0% 7,0% >9,5%
Additional Tier 1 (grandfathered*) 1,5% 1,5% 1,5% 2,0%
Tier 2 (grandfathered*) 2,0% 2,0% 2,0% 3,5%
Totale capitale 12,0% 16,5% 10,5% 15,0%

Avvertenza: i ratio presentati qui sopra sono stati stabiliti sulla base di un certo numero di ipotesi. La realizzazione di questi obiettivi dipenderà da un certo numero di fattori, ivi compreso il futuro risultato netto di Crédit Agricole S.A. e del Gruppo Crédit Agricole, che è per sua natura incerto.

* Calcoli su varie fasi basati sulla comprensione da parte di Crédit Agricole S.A. delle regole CRR/CRD4 applicabili alle banche francesi supervisionate dall’ACPR

Al livello del Gruppo, si punta al miglioramento dell’indice di leva finanziaria per riflettere i finanziamenti fra Crédit Agricole S.A. e le Casse regionali; l’obiettivo sarà di superare la soglia del 5% al 1° gennaio 2018.

La struttura del Gruppo permette a quest’ultimo di coniugare gli obiettivi di consolidamento nel tempo del proprio capitale con una politica di distribuzione di dividendo regolare.

Responsabilità sociale e ambientale: Amundi, prima società di gestione in Francia certificata da AFNOR Certification per gli impegni di servizio associati alla sua politica SRI

Leader del mercato francese degli Investimenti Socialmente Responsabili (SRI) con masse gestite per oltre 66 miliardi di euro1, Amundi ottiene la prima certificazione per l’Impegno di Servizio “Politica SRI – Criteri Ambientali, Sociali e di Governance della gestione di portafogli” assegnata da AFNOR Certification. Grazie al rilascio di questa certificazione, Amundi è la prima società di asset management a poter offrire ai clienti degli impegni in termini di servizio (informazioni, modalità di governance, garanzia di expertise, tracciabilità dei dati, reattività…), garantendo al tempo stesso il controllo mediante un meccanismo di direzione interno.

Filiale di Crédit Agricole S.A., Amundi ha fatto dell’impegno sociale una delle pietre angolari della sua strategia e intende così prendere in considerazione i criteri di sviluppo sostenibile e di utilità sociale nelle politiche di investimento. Precursore della finanza responsabile con il lancio dal 1989 di un primo fondo etico e la firma nel 2006 dei Principi per l’Investimento Responsabile (PRI) elaborati sotto l’egida delle Nazioni Unite, Amundi agisce in qualità di operatore responsabile e impegnato nello sviluppo degli SRI. La società si è fissata un obiettivo di gestito pari a 100 miliardi di euro entro 2 anni.

 

Agenda finanziaria

19 febbraio 2014         Pubblicazione dei risultati del quarto trimestre e dell’esercizio 2013

20 marzo 2014            Presentazione del piano a medio termine

7 maggio 2014 Pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2014

21 maggio 2014           Assemblea generale degli azionisti

5 agosto 2014  Pubblicazione dei risultati del secondo trimestre 2014

6 novembre 2014        Pubblicazione dei risultati del terzo trimestre 2014

1 A fine giugno 2013

RISULTATI CONSOLIDATI DI CRÉDIT AGRICOLE S.A.

 

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3*
9M-13 Variazione
9M*/9M**
Proventi operativi netti 3.966 +21,6% 12.028 (5,3%)
Oneri operativi (2.806) (1,8%) (8.409) (2,6%)
Risultato operativo lordo 1.160 x2,9 3.619 (10,9%)
Costo del rischio (653) (32,2%) (2.097) (22,1%)
Risultato della gestione operativa 507 ns 1.522 +11,0%
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 282 x15,0 868 +31,7%
Utili (perdite) su altre attività (2) ns 20 (69,5%)
Rettifiche di valore dell’avviamento ns ns
Risultato al lordo delle imposte 787 ns 2.410 +58,1%
Imposte (131) ns (410) (33,0%)
Utili (perdite) netti sulle attività cessate 167 ns 166 ns
Utile netto di esercizio 823 ns 2.166 ns
Interessi di minoranza 95 +43,9% 273 +93,4%
Utile netto di Gruppo 728 ns 1.893 ns

 

* Risultati 2012 normalizzati tenendo conto del passaggio in IFRS5 di Emporiki, Cheuvreux, CLSA e Newedge e comprensivi di una modifica della valorizzazione di un numero limitato di derivati complessi

** Risultati dei primi due trimestri 2013 normalizzati tenendo conto del passaggio di Newedge in IFRS5

I proventi operativi netti si attestano a 4,0 miliardi di euro nel terzo trimestre 2013 e a 12,0 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2013. Tale dato comprende, per il terzo trimestre 2013, elementi specifici globalmente pari a -156 milioni di euro, a fronte di -1.053 milioni di euro nel terzo trimestre 2012. Tali elementi sono composti da:

– la rivalutazione del debito di Crédit Agricole CIB e quella legata ai contratti di assicurazione in UC, nonché al DVA e alle coperture di prestiti nel Corporate and Investment Banking, che rappresentano nel complesso -299 milioni di euro contro -1.053 milioni di euro per il terzo trimestre 2012;

– nel 2013, la plusvalenza realizzata sulla cessione del saldo dei titoli Bankinter per +143 milioni di euro, senza effetto imposte.

Gli oneri operativi, pari a 2,8 miliardi di euro, sono in calo di 52 milioni di euro rispetto al terzo trimestre 2012, con una flessione dell’1,8%, nonostante accantonamenti per 20 milioni di euro per un piano di esodi volontari in Crédit Agricole Immobilier. Si tratta del terzo trimestre di economie consecutivo, a riflesso della progressiva implementazione dei programmi di riduzione dei costi che hanno permesso di ottenere economie per 226 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2012, di cui 155 milioni di euro realizzati nell’ambito del programma MUST. Questa riduzione degli oneri del terzo trimestre rispetto al periodo corrispondente del 2012 è legata alla contrazione degli organici del 10% (in ETP) proveniente da un lato dai piani di adeguamento attuati in Crédit Agricole CIB e Crédit Agricole Consumer Finance e dal piano di esodi incentivati di Cariparma, e d’altra parte dall’effetto sull’area di consolidamento delle cessioni di Emporiki, di CLSA e di Cheuvreux. Escludendo tale effetto, il calo degli organici è pari al 3%.

Il costo del rischio resta globalmente contenuto: pari a 653 milioni di euro, è in calo del 32,2% (del 14,5%, escludendo Emporiki) rispetto al terzo trimestre 2012 e si attesta a 59 punti base rispetto agli impieghi, in dati annualizzati, a fronte di 60 punti base (escluso Emporiki) nel terzo trimestre 2012. Nella banca di prossimità in Francia, il costo del rischio rispetto agli impieghi scende ad un livello minimo, sia nelle Casse regionali (19 punti base) che in LCL (25 punti base). In Cariparma, il costo del rischio del terzo trimestre 2013 si rivela in aumento del 6,2% rispetto al trimestre corrispondente dell’anno precedente, ma è in calo, trimestre dopo trimestre, dalla fine del 2012. Nelle attività specializzate, il costo del rischio è in diminuzione sia nel credito al consumo che nel leasing e nel factoring. Il costo del rischio di Agos è in netto miglioramento, dopo i notevoli accantonamenti effettuati nel 2012, e si attesta a 204 milioni di euro nel trimestre, dopo 224 milioni di euro nel secondo trimestre 2013. Infine, nel Corporate and Investment Banking, il costo del rischio del corporate banking resta contenuto, attestandosi a 13 punti di base rispetto agli impieghi.

L’importo dei crediti deteriorati (al netto delle operazioni di leasing con la clientela) si attesta a 17,0 miliardi di euro e rappresenta 4,1% degli impieghi lordi verso la clientela e gli istituti di credito, a fronte del 3,4% un anno prima (dati al netto di Emporiki, Cheuvreux, CLSA e Newedge). I crediti deteriorati sono coperti per il 57,9% da accantonamenti specifici, a fronte del 56,9% al 30 settembre 2012. Compresi gli accantonamenti collettivi, il tasso di copertura dei crediti deteriorati ammonta nel terzo trimestre 2013 al 73,8%.

Il risultato delle società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto del trimestre raggiunge 282 milioni di euro, a fronte di 19 milioni di euro nel terzo trimestre 2012, che teneva conto dell’impatto del deconsolidamento di Bankinter per – 193 milioni di euro. Il contributo delle Casse regionali ammonta a 235 milioni di euro, con un incremento dell’11,8% su un anno.

L’utile al lordo delle imposte ammonta quindi a 787 milioni di euro, contro una perdita di 1.070 milioni di euro nel terzo trimestre 2012, con l’impatto della svalutazione dell’avviamento di Agos per -572 milioni di euro e degli effetti del deconsolidamento di Bankinter.

In totale, l’utile netto di Gruppo di Crédit Agricole S.A. per il terzo trimestre 2013 è pari a 728 milioni di euro. Una volta normalizzato tenendo conto della rivalutazione del debito, del DVA corrente e della plusvalenza da cessione di Bankinter, l’utile si attesta a 617 milioni di euro, a fronte di un utile normalizzato di 749 milioni di euro nel terzo trimestre 20121.

SOLVIBILITÀ (BASILEA 2.5)

Al 30 settembre 2013, il Core Tier 1 ratio si attesta al 9,4%, a fronte dell’8,6% al 30 giugno 2013, con un miglioramento di 74 punti base sul trimestre. Il Tier 1 ratio si attesta invece al 10,4%, con un incremento di 40 punti base rispetto a quello del 30 giugno 2013, mentre il ratio globale passa dal 15,0% a fine giugno 2013 al 15,4% a fine settembre 2013.

La generazione organica di capitale, che tiene conto del risultato non distribuito del trimestre e l’impatto favorevole delle cessioni di Bankinter e CLSA, contribuisce per 27 punti base alla crescita del ratio Core Tier 1.

L’aumento dei ratio proviene in parte dalla modifica del trattamento dell’assicurazione, che influisce per + 41 punti base sul Core Tier 1. Per memoria, dal 1° gennaio 2013 viene applicata una normativa transitoria relativa al trattamento dei conglomerati finanziari, in attesa delle regole previste dalla direttiva CRD4 (Basilea 3) dal 1° gennaio 2014. Il trattamento alla data del 30 settembre è il seguente: ponderazione al 370% negli impieghi ponderati del valore della partecipazione delle società di assicurazioni per la parte capitale (identica al 30 giugno); detrazione della differenza indotta dall’applicazione del metodo del patrimonio netto al capitale Tier 1 (identico al 30 giugno); e detrazione dei debiti ibridi per metà del capitale Tier 1 e per metà del capitale Tier 2 (al 30 giugno, ponderazione al 370%).

1 Al netto della rivalutazione del debito, della copertura dei prestiti (CPM), della cessione di Emporiki, dell’impatto delle società di intermediazione, dela svalutazione dell’avviamento di Agos e del deconsolidamento di Bankinter

Gli impieghi ponderati, pari a 310 miliardi di euro, sono in calo rispetto al 30 giugno 2013 (326,3 miliardi di euro), essenzialmente a causa del cambiamento applicato al trattamento dell’assicurazione.

SOLVIBILITÀ (BASILEA 3)

Crédit Agricole S.A. presenta oggi anche la parte “Struttura del capitale di Crédit Agricole – Basilea 3” del Piano a

medio termine che sarà presentato il 20 marzo 2014.

Gli obiettivi di Common Equity Tier 1 ratio (CET1) fuly loaded secondo Basilea 3 sono presentati di seguito:

  1° gennaio 2014 31 dicembre 2014 31 dicembre 2015
Crédit Agricole S.A. dal 7,8% all’8,0%* dall’8,8 al 9,0% > 9,5%
Gruppo Crédit Agricole 11,0% 12,0% 13,0%

Avvertenza: i ratio presentati qui sopra sono stati stabiliti sulla base di un certo numero di ipotesi. La realizzazione di questi obiettivi dipenderà da un certo numero di fattori, ivi compreso il futuro risultato netto di Crédit Agricole S.A. e del Gruppo Crédit Agricole, che è per sua natura incerto.

* comprensivo del’impatto di ~-25 punti base della non detraibilità delle minusvalenze da cessione dei titoli Emporiki. Il reclamo è stato già avviato e non viene preso in considerazione nella traiettoria.

Queste cifre tengono conto del trattamento della ponderazione del capitale e delle riserve di Crédit Agricole Assurances in compromesso danese (ponderazione dei mezzi propri al 370%), pari a 34 miliardi di euro di impieghi ponderati, nonché dell’estensione delle garanzie specifiche (Switch) fornite dalle Casse regionali a Crédit Agricole S.A. per 34 miliardi di euro di impieghi ponderati1. Esse tengono anche conto di un obiettivo di tasso di distribuzione dei risultati del 35% e dell’impegno della SAS Rue la Boétie ad optare per il pagamento del dividendo in azioni fin quando Crédit Agricole S.A. non avrà raggiunto un CET1 ratio fuly loaded di almeno il 9%. Le altre ipotesi per il calcolo del Common equity tier 1 di Crédit Agricole S.A. al 1° gennaio 2014 sono dettagliate nelle slide da 9 a 12

della presentazione disponibile all’indirizzo seguente: www.credit-agricole.com/Investisseur-et­actionnaire/Information-financiere/Rapports-annuels-et-resultats

Gli obiettivi di fine 2014 e fine 2015 saranno conseguiti da un lato tramite generazione organica di capitale e, d’altra parte, tramite delle cessioni di attivi e delle operazioni di bilancio già identificate.

Al 30 settembre 2013, il Core Tier 1 ratio Basilea 2.5 di Crédit Agricole S.A. ammonta al 9,4%. I principali effetti del passaggio al CET1 ratio Basilea 3 fully loaded stimato al 1° gennaio 2014 sono i seguenti:

–          effetti Basilea 3: -198 punti base;

–          rimborso degli anticipi degli azionisti e T3CJ: -45 punti base;

– trattamento dell’assicurazione: passaggio al compromesso danese e applicazione della parte 2 dello Switch1: +88 punti base.

La struttura target di capitale è descritta di seguito:

  Gruppo Crédit Agricole Crédit Agricole S.A.
  Esigenza normativa

2018

Obiettivo al
31 dic. 2015
Esigenza normativa

2018

Obiettivo al
31 dic. 2015
CET1 (fuly loaded) 7,0% + 1,5% di
capitale agg. G-SIFI
13,0% 7,0% >9,5%
Additional Tier 1 (grandfathered*) 1,5% 1,5% 1,5% 2,0%
Tier 2

(grandfathered*)

2,0% 2,0% 2,0% 3,5%
Totale capitale 12,0% 16,5% 10,5% 15,0%

 

1 In attesa di approvazione da parte dell’ACPR

Avvertenza: i ratio presentati qui sopra sono stati stabiliti sulla base di un certo numero di ipotesi. La realizzazione di questi obiettivi dipenderà da un certo numero di fattori, ivi compreso il futuro risultato netto di Crédit Agricole S.A. e del Gruppo Crédit Agricole, che è per sua natura incerto.

* Calcoli su varie fasi basati sulla comprensione da parte di Crédit Agricole S.A. delle regole CRR/CRD4 applicabili alle banche francesi supervisionate dal’ACPR

Crédit Agricole genera strutturalmente capitale grazie al suo modello economico specifico. Da un lato, le Casse regionali conservano l’essenziale dei propri risultati. D’altra parte, Crédit Agricole S.A. punta a distribuire dividendi in misura pari al 35% dei propri risultati sulla durata del suo PMT. La SAS rue de la Boétie si impegna ad optare per il pagamento del dividendo in azioni finché Crédit Agricole S.A. non avrà raggiunto un CET1 ratio fuly loaded di almeno il 9%.

Il Gruppo dispone nel suo insieme di un margine di flessibilità nell’allocazione del capitale. Crédit Agricole S.A. porta quindi alcune partecipazioni per conto delle Casse regionali per ~ -15 punti base di CET1 ratio. Inversamente, con l’istituzione delle garanzie specifiche fra le Casse regionali e Crédit Agricole S.A. (Switch), Crédit Agricole S.A. trasferisce alle Casse regionali un’esigenza di capitale di circa 190 punti base. L’indice di indebitamento finanziario è gestito al livello del Gruppo in modo da riflettere i finanziamenti fra Crédit Agricole S.A. e le Casse regionali. L’obiettivo di indice di indebitamento finanziario per il gruppo Crédit Agricole S.A. sarà di superare il 5% al 1° gennaio 2018.

LA LIQUIDITÀ

A fine settembre 2013, il bilancio cash del Gruppo Crédit Agricole ammonta a 1.049 miliardi di euro, a fronte di 1.045 miliardi di euro a fine giugno 2013.

L’indebitamento a breve termine, corrispondente a debiti di una durata massima di 369 giorni contratti dal Gruppo presso controparti di mercato (escluso l’importo netto delle operazioni di repo e reverse repo e al netto delle operazioni di rifinanziamento con le Banche Centrali), ammonta a 150 miliardi di euro al 30 settembre 2013, a fronte di 146 miliardi di euro al 30 giugno 2013. Al 30 settembre, l’insieme delle risorse a breve termine ammonta a 188 miliardi di euro, con un incremento di 10 miliardi di euro fra il secondo e il terzo trimestre 2013. Gli attivi liquidi di bilancio ammontano a 246 miliardi di euro al 30 settembre, con un aumento di 17 miliardi di euro sullo stesso periodo.

L’eccedenza di risorse stabili sugli impieghi stabili è pari al 30 settembre 2013 a 58 miliardi di euro, con una progressione di 7 miliardi di euro rispetto al 30 giugno 2013. Le risorse stabili, pari a 861 miliardi di euro al 30 settembre 2013, sono costituite da mezzi propri (e assimilati), dalle risorse legate alle attività con la clientela e dalle risorse di mercato a lungo termine; l’insieme di tali risorse diminuisce di 6 miliardi di euro fra il secondo e il terzo trimestre del 2013. Il fabbisogno di finanziamento legato agli attivi materiali e immateriali, nonché all’attività con la clientela ammonta al 30 settembre 2013 a 803 miliardi di euro, con una diminuzione di 13 miliardi di euro fra il secondo e il terzo trimestre del 2013.

Fra il secondo e il terzo trimestre 2013, le riserve di liquidità dopo svalutazione si rafforzano di 19 miliardi di euro, per raggiungere 252 miliardi di euro a fine settembre. Esse coprono ampiamente le risorse di mercato a breve termine (168%, a fronte del 160% al 30 giugno 2013).

Le riserve di liquidità disponibili sono composte da crediti “eligible” per il rifinanziamento presso le Banche Centrali per 51 miliardi di euro dopo svalutazione della Banca Centrale Europea (BCE), da depositi presso le Banche Centrali per un importo di 72 miliardi di euro (al netto di cassa e riserve obbligatorie) e da un portafoglio di titoli dopo svalutazione di 129 miliardi di euro. Tale portafoglio è costituito da titoli “eligible” presso le Banche Centrali e liquidizzabili sul mercato per 93 miliardi di euro, da titoli liquidizzabili sul mercato per 18 miliardi di euro e da quote di cartolarizzazione nonché di auto-cartolarizzazione “eligible” presso le Banche Centrali anch’esse liquidizzabili per un importo di 18 miliardi di euro. I crediti “eligible” per il rifinanziamento presso le Banche Centrali dopo svalutazione della BCE diminuiscono di 1 miliardo di euro, mentre i depositi presso le Banche Centrali e il portafoglio titoli dopo svalutazione aumentano fra il 30 giugno e il 30 settembre 2013 in misura significativa, rispettivamente di 14 miliardi e 6 miliardi.

Nel corso dei primi nove mesi del 2013, i diversi emittenti del gruppo Crédit Agricole hanno effettuato emissioni di debito senior sul mercato e nelle reti per 22,6 miliardi di euro. Crédit Agricole S.A. ha raccolto sui mercati 13,4 miliardi di euro fra il 1° gennaio 2013 e il 22 ottobre 2013, superando il target del suo programma annuale di rifinanziamento a medio-lungo termine, fissato a 12 miliardi di euro. Crédit Agricole S.A. ha inoltre realizzato in settembre 2013 un’emissione di capitale contingente (debito subordinato Tier 2) da 1 miliardo di dollari USA.

RISULTATI PER DIVISIONE

1. DIVISIONE BANCA DI PROSSIMITÀ IN FRANCIA

1.1. – CASSE REGIONALI DI CRÉDIT AGRICOLE
(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M*
Utile netto delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto (a circa il 25%) 232 +10,0% 681 +3,5%
Variazione di quota parte nelle riserve 3 ns 153 +0,1%
Quota-parte degli utili delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto 235 +11,8% 834 +2,9%

* Variazioni riclassificate tenendo conto della svalutazione dei titoli SACAM International per -268 M€ nel T2-12 e per -45 M€ nel T1-13 nei proventi operativi netti

Le Casse regionali confermano lo sviluppo della propria attività in un mercato in leggera ripresa.

La raccolta si attesta a 581 miliardi di euro a fine settembre 2013 (+3,2% in un anno), di cui 340 miliardi di euro per la raccolta diretta, che registra un aumento del 4,1% su un anno. Quest’ultima è trainata sia dai libretti di risparmio (+11,4% fra settembre 2012 e settembre 2013) che dai depositi a vista (+3,2%); i conti e libretti “épargne logement” sono in leggera ripresa sugli ultimi dodici mesi, con +0,4%, mentre i conti e i depositi a termine registrano una flessione dello 0,9%. La raccolta indiretta registra invece un incremento dell’1,8% fra settembre 2012 e settembre 2013, grazie ad un rinnovato interesse per l’assicurazione vita (+3,6% fra settembre 2012 e settembre 2013) e i valori mobiliari (+1,9%).

Al 30 settembre 2013, i crediti in essere ammontano a 397 miliardi di euro, con un leggero aumento su un anno (+0,6%). Essi sono trainati dai mutui, che crescono del 2,4% in un anno.

Il rapporto prestiti/raccolta continua a migliorare, attestandosi a fine settembre 2013 al 122%, contro il 126% a fine settembre 2012. Tale dato beneficia da un lato dell’andamento della raccolta diretta e dei crediti e, d’altra parte, del ritorno di liquidità della Caisse des Dépôts et Consignation.

I proventi operativi netti delle Casse regionali per il terzo trimestre 2013 (normalizzati tenendo conto delle operazioni intragruppo) sono pari a quasi 3,5 miliardi di euro, con un incremento del 3,3% rispetto al terzo trimestre 2012. Tale progressione è del 3,7% fra i primi nove mesi del 2012 e i primi mesi del 2013. Il margine netto d’interesse è trainato in particolare dal calo del costo della risorsa e dal protrarsi dei rimborsi anticipati. D’altra parte, i proventi da commissioni aumentano dell’1,3% fra il terzo trimestre 2012 e il terzo trimestre 2013 grazie alle performance delle assicurazioni (+2,5% sullo stesso periodo).

Gli oneri operativi, pari a 1,9 miliardi di euro nel trimestre, sono in calo dello 0,7% rispetto al terzo trimestre 2012, grazie al completamento del progetto NICE, all’unificazione dei sistemi IT delle Casse regionali e all’impatto del CICE. Il rapporto di cost/income migliora nello stesso periodo di 2,2 punti, per attestarsi al 54,8%.

Nel terzo trimestre 2013, il costo del rischio rispetto agli impieghi rappresenta 19 punti base, contro 16 punti base in settembre 2012, e si attesta a -188 milioni di euro. Il totale degli accantonamenti costituiti al 30 settembre 2013 rappresenta il 105,7% dei crediti dubbi. Il tasso dei crediti deteriorati è pari al 2,5% degli impieghi lordi (+9 punti base da fine settembre 2012; stabile da marzo 2013).

Il risultato della gestione operativa aumenta quindi del 7,1% fra il terzo trimestre 2012 e il terzo trimestre 2013, per attestarsi a quasi 1,4 miliardi di euro.

Di conseguenza, il contributo delle Casse regionali all’utile netto di Gruppo di Crédit Agricole S.A. per i primi nove mesi del 2013 ammonta a 834 milioni di euro, di cui 235 milioni di euro per il terzo trimestre.

1.2. – LCL        
(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M
Proventi operativi netti 941 (1,8%) 2.876 (3,2%)
Oneri operativi (624) (1,8%) (1.869) (0,7%)
Risultato operativo lordo 317 (1,9%) 1.007 (7,6%)
Costo del rischio (60) (33,5%) (218) (7,0%)
Risultato della gestione operativa 257 +10,3% 789 (7,8%)
Utili (perdite) su altre attività (1) x2,3 5 ns
Risultato al lordo delle imposte 256 +10,2% 794 (7,1%)
Imposte (89) +14,9% (276) (3,6%)
Utile netto di esercizio 167 +7,7% 518 (8,9%)
Interessi di minoranza 9 +7,8% 26 (8,9%)
Utile netto di Gruppo 158 +7,7% 492 (8,9%)

 

Nel terzo trimestre 2013, LCL mantiene un buon livello di attività, in linea con la tendenza dei trimestri precedenti.

Gli impieghi aumentano dell’1,2% su un anno, per attestarsi al 30 settembre 2013 a 89,2 miliardi di euro. Tale crescita è sostenuta dai mutui, il cui incremento raggiunge +2,5% su un anno, per attestarsi a 56,0 miliardi di euro e +1,2% rispetto a fine giugno 2013. Gli impieghi agli small business e alle imprese arretrano leggermente, a 26,6 miliardi di euro (-1,0% su un anno), come i crediti al consumo (6,6 miliardi di euro al 30 settembre 2013, ossia -0,9% su un anno).

Sostenute da una dinamica attività commerciale, le risorse da clientela continuano a crescere ad un ritmo notevole, attestandosi a 163,1 miliardi di euro a fine settembre 2013, con un incremento del 4,6% su un anno. La raccolta diretta, in crescita del 7,4% su un anno, è trainata dalla progressione dei libretti (+13,4% sul periodo) e dei depositi a termine (+9,2%) e dei depositi a vista (+3,3%). Questi ultimi registrano una crescita del 4,1% fra il secondo e il terzo trimestre 2013. La raccolta indiretta aumenta dell’1,6% su un anno, essenzialmente grazie alla raccolta sull’assicurazione vita, in progressione del 5,8% sul periodo, per raggiungere 53,1 miliardi di euro a fine settembre 2013.

Il rapporto prestiti/raccolta migliora di 6 punti su un anno e si attesta al 109% a fine settembre 2013.

I proventi operativi netti del trimestre ammontano a 941 milioni di euro, con una flessione dell’1,8% rispetto al terzo trimestre 2012, o del 2,3% dopo riclassificazione degli accantonamenti per i conti/libretti “épargne logement”. Fra settembre 2012 e settembre 2013, questo calo è limitato allo 0,9% dopo riclassificazione degli accantonamenti per i per i conti/libretti “épargne logement” e della restituzione dell’EIC nel primo trimestre 2012. La resistenza dei ricavi riflette un margine di produzione superiore al margine sullo stock dell’attività con la clientela, mentre il margine di trasformazione subisce un’erosione in contesto sempre caratterizzato dal basso livello dei tassi, effetto accentuato dai riscatti e dai rimborsi anticipati. Le commissioni restano stabili fra il terzo trimestre 2012 e il terzo trimestre 2013 (-0,8% sul periodo).

Tenuto conto dell’impatto delle nuove tasse fiscali e sociali, le spese generali restano ben contenute, con una flessione dell’1,8% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente. Dopo riclassificazione, tenendo conto dell’impatto dei conti/libretti “épargne logement” e della restituzione del’EIC, il rapporto di cost/income resta nel terzo trimestre 2013 al 66,6%, con un leggero aumento rispetto al terzo trimestre 2012 (+0,3 punti).

Riflettendo il rallentamento dei flussi di ingresso delle sofferenze e degli accantonamenti individuali associati, il costo del rischio di LCL arretra del 33,5% su un anno, attestandosi a 60 milioni di euro nel terzo trimestre 2013; nei primi nove mesi dell’anno, tale calo è del 7,0%. Il tasso di crediti deteriorati resta stabile, al 2,4% degli impieghi lordi; il tasso di copertura dei crediti deteriorati (compresi gli accantonamenti collettivi) si mantiene al 74,6%, a fronte del 74,5% nel trimestre precedente.

In totale, l’utile netto di Gruppo del trimestre si attesta a 158 milioni di euro, con un incremento del 6,2% rispetto al terzo trimestre 2012, dopo riclassificazione dell’impatto dei conti/libretti “épargne logement”. Per i primi nove mesi dell’anno, tale dato è pari a 492 milioni di euro.

2. DIVISIONE BANCA DI PROSSIMITÀ INTERNAZIONALE

L’utile netto di Gruppo della divisione è pari a 17 milioni di euro nel terzo trimestre 2013 contro una perdita di 1.899 milioni di euro nel terzo trimestre 2012, che comprendeva un contributo negativo di 1.758 milioni di euro legato alla cessione di Emporiki in Grecia. Per i primi nove mesi del 2013, l’utile netto di Gruppo è pari a 70 milioni di euro (91 milioni di euro, riclassificati tenendo conto degli accantonamenti registrati nel bilancio locale di Cariparma nel 2012, come indicato nel primo trimestre 2013), a fronte di una perdita di 2.985 milioni di euro per i primi nove mesi del 2012, su cui pesava un contributo negativo della Grecia per 2.995 milioni di euro.

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3*
9M-13 Variazione
9M/9M*
Proventi operativi netti 606 (1,8%) 1.813 (2,6%)
Oneri operativi (369) (5,4%) (1.133) (7,8%)
Risultato operativo lordo 237 +4,4% 680 +7,6%
Costo del rischio (121) +3,4% (439) +21,7%
Risultato della gestione operativa 116 +5,3% 241 (11,0%)
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto (30) (83,9%) (71) (47,4%)
Utili (perdite) su altre attività ns 17 ns
Rettifiche di valore dell’avviamento ns ns
Utile al lordo delle imposte 86 ns 187 +40,0%
Imposte (52) +22,8% (79) +11,1%
Utile al netto delle imposte delle attività cessate 3 ns 9 ns
Utile netto di esercizio 37 ns 117 ns
Interessi di minoranza 20 +40,4% 47 x3,3
Utile netto di Gruppo 17 ns 70 ns

 

* 2012 normalizzato tenendo conto del passaggio in IFRS5 di Emporiki

 

In Italia, Cariparma ha dato prova nel terzo trimestre 2013 di una solida attività commerciale. La raccolta totale si attesta a 86,1 miliardi di euro, con una leggera flessione (-2,6%) rispetto a fine settembre 2012. La raccolta diretta ammonta a 34,7 miliardi, in calo rispetto a fine settembre 2012 (35,5 miliardi di euro) e a fine giugno 2013 (36,1 miliardi di euro), a seguito del riorientamento operato da Cariparma per conseguire un efficientamento del costo.

La raccolta indiretta è sostenuta dallo sviluppo del risparmio gestito, che cresce globalmente del 7,7% rispetto a fine settembre 2012.

D’altra parte, in un clima di persistente debolezza della domanda caratterizzato da un calo del 5,7% del mercato (fonte ABI), il totale degli impieghi, pari a 33 miliardi di euro, diminuisce dell’1,3% su un anno. Nonostante ciò, i mutui sono in aumento del 2,7% su un anno, attestandosi a 12,9 miliardi di euro a fine settembre 2013. L’eccedenza di liquidità ammonta quindi al 30 settembre 2013 a 1,7 miliardi di euro e permette di contribuire al finanziamento delle altre attività del Gruppo in Italia.

 

Contributo di Cariparma ai risultati di Crédit Agricole S.A.

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 * Variazione
9M/9M*
Proventi operativi netti 395 (1,5%) 1.175 (4,4%)
Oneri operativi (225) (6,5%) (711) (4,7%)**
Costo del rischio (92) +6,2% (295) +18,4%
Utile netto 35 (8,2%) 116 (16,5%)
Utile netto di Gruppo 25 (7,3%) 84 (14,8%)

 

* Normalizzato, tenendo conto degli accantonamenti registrati nel bilancio di Cariparma nel 2012, come indicato nel primo trimestre 2013 ** Al netto del costo del piano di esodi incentivati contabilizzato nel secondo trimestre 2012 per 54 milioni di euro

 

Cariparma continua ugualmente ad impegnarsi per una sana gestione e ottiene risultati al lordo delle imposte in progressione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e al secondo trimestre 2013. I proventi operativi netti si attestano a 395 milioni di euro, con una flessione dell’1,5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente ma in ripresa rispetto al secondo trimestre 2013 (+0,3%). Gli oneri sono invece in netto ripiego, con un calo del -6,5% nel terzo trimestre 2013 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, e del 4,7% su nove mesi al netto del costo del Piano di esodi incentivati spesato nel secondo trimestre 2012 per 54 milioni di euro.

Il costo del rischio resta segnato dal deterioramento del quadro congiunturale, con un aumento del 6,2% nel terzo trimestre 2013 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Tale dato è tuttavia in calo rispetto ai due trimestri precedenti1. Al 30 settembre 2013, il rapporto crediti deteriorati/impieghi è pari al 10,3%, con un tasso di copertura del 43,7% (compresi gli accantonamenti su crediti in bonis).

In totale, l’utile netto di Gruppo ammonta a 25 milioni di euro nel terzo trimestre 2013 e a 84 milioni di euro per i primi nove mesi del 2013.

L’utile netto di Gruppo di Cariparma, compresa Calit, ammonta a 35 milioni di euro nel terzo trimestre 2013 e a 120 milioni di euro per i primi nove mesi del 2013.

 

Al di fuori dell’Italia, le altre entità del Gruppo conservano un buon equilibrio raccolta/prestiti: gli impieghi ammontano a 10,3 miliardi di euro e la raccolta a 10,6 miliardi di euro. La distribuzione geografica dei proventi operativi netti mostra un contributo del 21% delle entità europee, escluso Cariparma, mentre le entità situate in Africa e Medio Oriente offrono un contributo del 14%. Il loro contributo all’utile netto di Gruppo ammonta nel terzo trimestre 2013 a +22 milioni di euro2.

1 Dopo riclassificazione a seguito degli accantonamenti registrati nel bilancio di Cariparma nel 2012, come indicato nel primo trimestre 2013

2 Al netto del contributo di BES

3. DIVISIONE GESTIONE DEL RISPARMIO

La divisione Gestione del risparmio comprende l’Asset Management, le Assicurazioni, il Private Banking e i Servizi finanziari agli investitori istituzionali.

Al 30 settembre 2013, le masse gestite dalla divisione ammontano a 1.124,4 miliardi di euro1, con un incremento di 27,8 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2012. Questo aumento del gestito è il risultato di un’intensa attività commerciale e beneficia inoltre di un effetto di mercato di positivo sul periodo. A ciò si aggiunge inoltre un effetto di perimetro favorevole, con l’acquisizione di Smith Breeden nel terzo trimestre 2013 (impatto: +4,7 miliardi di euro). Al netto degli effetti di mercato e di cambio per +22,7 miliardi di euro, questo incremento proviene dalla crescita delle masse gestite dall’Asset Management per 1,1 miliardi di euro e dall’assicurazione vita per 4,8 miliardi di euro.

L’utile netto di Gruppo della divisione si attesta nel trimestre a 383 milioni di euro, con una flessione dello 5,9% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Per i primi nove mesi dell’anno, raggiunge 1.196 milioni di euro.

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M
Proventi operativi netti 1.230 (2,0%) 3.781 (2,0%)
Oneri operativi (610) +3,6% (1.847) +3,6%
Risultato operativo lordo 620 (6,9%) 1.934 (6,7%)
Costo del rischio 3 (3,2%) ns
Risultato della gestione operativa 623 (6,9%) 1.934 (4,3%)
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 1 (71,5%) 11 +44,8%
Utili (perdite) su altre attività ns ns
Risultato al lordo delle imposte 624 (7,1%) 1.945 (5,4%)
Imposte (204) (8,8%) (631) (3,2%)
Utile netto di esercizio 420 (6,3%) 1.314 (6,4%)
Interessi di minoranza 37 (10,3%) 118 (9,9%)
Utile netto di Gruppo 383 (5,9%) 1.196 (6,1%)

 

Nel settore dell’Asset Management, Amundi ha completato l’acquisizione negli Stati Uniti di Smith Breeden, con masse in gestione per 4,7 miliardi di euro. Questa operazione permette da un lato di estendere l’offerta obbligazionaria di Amundi e d’altra parte di sviluppare le attività di cross-seling fra le due società. Amundi conferma inoltre il suo posizionamento su prodotti come gli ETF, attività in cui ha raddoppiato le masse gestite su 3 anni, per raggiungere 10,3 miliardi di euro, e in cui è ormai il 4° operatore europeo.

La raccolta nei primi nove mesi del 2013 è sempre positiva, attestandosi a +1,1 miliardi di euro, nonostante un contesto di mercato poco favorevole nel terzo trimestre 2013. Includendo il 100% delle joint-venture in Asia e Smith Breeden (impatto: +4,7 miliardi di euro), le masse in gestione ammontano a fine settembre 2013 a 759 miliardi di euro (+2,6% rispetto a fine dicembre 2012). Esse beneficiano di un effetto di mercato favorevole di +13,5 miliardi di euro.

La raccolta è sostenuta nei primi nove mesi nei segmenti istituzionali, corporate e distributori (+7,5 miliardi di euro), nelle reti internazionali (+2,3 miliardi di euro) e nel risparmio delle imprese (+0,9 miliardi di euro); essa è trainata dalle attività a lungo termine, pari a 5,7 miliardi di euro, mentre la raccolta monetaria è penalizzata dal livello

1 Incluso il 100% delle joint-venture in Asia nell’asset management contenuto dei tassi. Il patrimonio gestito medio, pari a 756 miliardi di euro, aumenta del 9% fra i primi nove mesi del 2012 e i primi nove mesi del 2013.

Nei primi mesi del 2013, Amundi registra risultati di buon livello, con una progressione del suo risultato operativo lordo dell’1,3%1 rispetto al 2012. Su questo periodo, i proventi operativi netti1 crescono dell’1,8% e dello 0,5% rispetto al terzo trimestre 2012, grazie al costante livello delle commissioni. Gli oneri operativi dei primi nove mesi del 2013 aumentano dell’1,4%1 al netto dell’impatto delle misure fiscali, rispetto ai primi nove mesi del 2012. Al 30 settembre 2013, il rapporto di cost/income è stabilizzato al 55,3%.

L’utile netto di Gruppo di Amundi nei primi nove mesi del 2013 ammonta a 233 milioni di euro, ossia +4,6%1 rispetto al 2012. Per il terzo trimestre 2013, l’utile netto di Gruppo ammonta a 73 milioni di euro.

Per quanto riguarda i Servizi finanziari agli investitori istituzionali, CACEIS continua a coniugare una politica commerciale dinamica al contenimento dei costi. Le masse amministrate sono in aumento del 14,9% su un anno e si attestano a 1.297 miliardi di euro. Gli attivi in custodia sono in calo sullo stesso periodo a causa del disimpegno della Caisse des Dépôts et Consignations nel corso del 2013. Questa flessione, pari al 7,8%, è comunque limitata, tenuto conto del buon sviluppo commerciale della filiale.

I ricavi della linea di business subiscono gli effetti del calo dei tassi e rivelano una flessione del 9,5% fra il terzo trimestre 2012 e il terzo trimestre 2013. Gli oneri sono sotto controllo e diminuiscono dello 0,6% sullo stesso periodo. L’utile netto di Gruppo dei primi nove mesi del 2013 si attesta a 103 milioni di euro, di cui 33 milioni di euro per il terzo trimestre.

L’attività di Private Banking è in leggera flessione. Le masse gestite, che si attestano a 133,0 miliardi di euro al 30 settembre 2013, sono in aumento dello 0,6% rispetto al 31 dicembre 2012; esse beneficiano di un effetto di mercato favorevole, che compensa un deflusso pari a 0,8 miliardi di euro.

In Francia, le masse gestite sono pari a 61,7 miliardi di euro e presentano un leggero incremento (2,1%) rispetto al 31 dicembre 2012. All’estero registrano invece un calo dello 0,7%, attestandosi a 71,3 miliardi di euro.

L’utile netto di Gruppo dei primi nove mesi del 2013 si attesta a 95 milioni di euro, con una progressione dell’8,4% rispetto ai primi nome mesi del 2012. Per il terzo trimestre 2013, esso è pari a 26 milioni di euro, con un calo del 15,9% rispetto al terzo trimestre de 2012.

Il canale Assicurazioni registra un volume di affari di 6,1 miliardi di euro nel terzo trimestre 2013.

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M
Proventi operativi netti 519 (0,1%) 1.577 (0,8%)
Oneri operativi (141) +7,3% (429) +10,6%
Risultato operativo lordo 378 (2,6%) 1.148 (4,5%)
Costo del rischio ns ns
Utili (perdite) su altre attività ns ns
Imposte (126) (7,5%) (380) +0,5%
Utile netto di esercizio 252 (0,4%) 768 (4,1%)

 

1 Normalizzato, tenendo conto della plusvalenza da cessione al lordo delle imposte di 60 M€ registrata nel T1-12 su Hamilton Lane e dei costi di acquisizione di Smith Breeden nel T3-13

Utile netto di Gruppo 251 (0,5%) 765 (4,0%)
         

 

L’assicurazione vita conserva un orientamento positivo sia in Francia che all’estero. Nel terzo trimestre 2013, il volume d’affari è pari a 4,3 miliardi di euro e aumenta in Francia del 22,1% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente, con una progressione superiore ad un mercato in crescita del +9%1. All’estero, l’incremento nello stesso periodo è del 34,3%2. Le masse gestite dall’assicurazione vita aumentano a 232,4 miliardi di euro, con un incremento del 4,8%2 su un anno. La quota di tale importo in euro ammonta a 190,1 miliardi di euro, con un aumento del 5,3% su un anno, mentre la quota in unità di conto è pari a 42,3 miliardi di euro e cresce del 2,7% sullo stesso periodo, per rappresentare il 18,2% del totale. Dall’inizio dell’anno, la raccolta netta ammonta a 4,8 miliardi di euro, di cui 3,6 miliardi di euro in Francia.

La protezione danni continua a dare prova in Francia di un buon dinamismo commerciale, che si traduce in una crescita del volume d’affari del 5,5% nel terzo trimestre 2013 rispetto al terzo trimestre 2012; una performance superiore a quella del mercato, che cresce del 2,5%3 nello stesso periodo. Nel terzo trimestre del 2013, il rapporto sinistralità/premi dell’attività (per tutti gli esercizi e al netto della riassicurazione) resta sotto controllo e si attesta al 71,2% contro il 70,6% rispetto al terzo trimestre del 2012.

Con un volume di affari di 225 milioni di euro nel terzo trimestre 2013 contro 246 milioni di euro un anno prima, l’attività di assicurazione prestiti, in leggero calo, riflette una buona tenuta dei mutui ma resta penalizzata dal rallentamento del credito al consumo.

Una volta riclassificate le economie non ricorrenti legate alle perdite generate nel terzo trimestre 2012 in occasione dello scambio di titoli greci (PSI), che beneficiavano della detraibilità di alcune tasse (riduzione degli oneri di 9 milioni di euro), gli oneri operativi restano contenuti e presentano un’evoluzione dello 0,4% nel terzo trimestre 2013 rispetto al terzo trimestre 2012. Il rapporto di cost/income si attesta quindi al 27,1% nel terzo trimestre 2013 e al 27,2% nei primi nove mesi dell’anno.

Nel terzo trimestre 2013, l’utile netto di Gruppo della linea di business Assicurazioni tiene conto degli oneri di finanziamento supplementari legati all’operazione di ottimizzazione della struttura del capitale del Gruppo nel contesto normativo di Basilea 3. I costi relativi a tale operazione vengono contabilizzati nei proventi operativi netti e rappresentano 25 milioni di euro sul trimestre e 18 milioni di euro in utile netto di Gruppo. Nonostante tali costi addizionali, l’utile netto di Gruppo è stabile, attestandosi a 251 milioni di euro contro 252 milioni di euro nel terzo trimestre 2012.

Nei primi nove mesi dell’anno, l’utile netto di Gruppo ammonta a 765 milioni di euro, a fronte di 797 milioni di euro nel periodo corrispondente del 2012, che teneva conto di una plusvalenza di 28 milioni di euro sulla cessione di titoli Bes Vida a BES.

Infine, Crédit Agricole Assurances ha proseguito i suoi investimenti innovativi in favore delle imprese prive di rating e degli enti locali, pari a 2 miliardi di euro nei primi nove mesi 2013.

1 Fonte FFSA (dati a settembre 2013)

2 Dati 2012 normalizzati tenendo conto di BES Vida, venduta a BES nel T2-12

3 Fonte FFSA (dati a settembre 2013)

4.         DIVISIONE SERVIZI FINANZIARI SPECIALIZZATI
(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M
Proventi operativi netti 833 +1,4% 2.484 (5,4%)
Oneri operativi (394) (0,6%) (1.164) (2,2%)
Risultato operativo lordo 439 +3,3% 1.320 (8,1%)
Costo del rischio (352) (16,6%) (1.168) (21,7%)
Risultato della gestione operativa 87 ns 152 ns
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 6 +51,7% 20 +44,2%
Risultato al lordo delle imposte 93 ns 172 ns
Imposte (41) +52,5% (93) +46,6%
Utile netto di esercizio 52 ns 79 ns
Interessi di minoranza (11) (61,6%) (51) (64,3%)
Utile netto di Gruppo 63 ns 130 ns

 

Dopo vari trimestri caratterizzati dagli effetti del piano di adeguamento, la divisione Servizi Finanziari Specializzati, torna dall’inizio dell’anno a produrre utili e presenta degli indicatori di attività (proventi operativi netti e impieghi) in via di stabilizzazione.

Nel terzo trimestre 2013, l’utile netto di Gruppo della divisione è pari a +63 milioni di euro contro una perdita di 564 milioni di euro nel terzo trimestre 2012 che comprendeva 572 milioni di euro di svalutazione sull’avviamento nel credito al consumo. L’utile cumulato dei primi nove mesi del 2013 ammonta quindi a 130 milioni di euro, contro una perdita di 536 milioni di euro sui primi nove mesi del 2012.

Dopo una forte diminuzione degli impieghi nel 2012, legata al piano di adeguamento, i volumi di attività si stabilizzano nel 2013 con cali limitati rispetto ai trimestri precedenti. Di conseguenza, nonostante la pressione sugli impieghi, i proventi operativi netti registrano in questo trimestre un incremento dell’1,4% rispetto al terzo trimestre 2012 ma restano in calo del 5,4% rispetto ai primi nove mesi del 2012. D’altra parte, gli sforzi sul fronte dei costi sono mantenuti, con oneri in calo dello 0,6% rispetto al terzo trimestre 2012 e del 2,2% sui primi nove mesi del 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012.

Inoltre, la forte diminuzione del costo del rischio rispetto all’esercizio precedente, rispettivamente -16,6% sul trimestre e -21,7% su nove mesi, riflette non solo un miglioramento della filiale italiana Agos, ma anche della situazione in Francia.

Il settore del Credito al consumo vede stabilizzarsi il proprio livello di attività e i propri ricavi. Gli impieghi consolidati di CACF calano del 5,3% su un anno, ma si contraggono solo dell’1,2% fra il 30 giugno e il 30 settembre 2013; essi sono pari a 46,0 miliardi di euro al 30 settembre 2013 contro 48,6 miliardi di euro un anno prima e a 46,5 miliardi di euro al 30 giugno 2013. Gli impieghi gestiti si attestano a 71,8 miliardi di euro al 30 settembre 2013. Su un anno, la loro distribuzione geografica subisce un’evoluzione molto contenuta, con il 37% degli impieghi localizzati in Francia, il 34% in Italia (35% un anno prima) e il 29% negli altri paesi (28% un anno prima). La riduzione degli impieghi di Agos Ducato raggiunge 1,4 miliardi di euro su un anno.

Il risultato operativo lordo di CACF ammonta nel terzo trimestre 2013 a 386 milioni di euro, con un livello equivalente a quello del terzo trimestre 2012; i proventi operativi netti sono pari a 703 milioni di euro, con un aumento dello 0,1%, e gli oneri operativi restano sotto controllo, attestandosi a 317 milioni di euro.

Al di fuori dell’Italia, il costo del rischio del trimestre resta sotto controllo, con 162 punti base (annualizzato) per CACF, escluso Agos. Dopo i notevoli accantonamenti effettuati nel 2012, il costo del rischio di Agos è in netto miglioramento e si attesta a 204 milioni di euro sul trimestre dopo 224 milioni di euro nel secondo trimestre 2013 e 660 milioni di euro nei primi nove mesi dell’anno. Il tasso dei crediti deteriorati di Agos ammonta al 30 settembre 2013 al 16,7% e il tasso di copertura dei crediti dubbi resta molto elevato, al 98,8%, compresi gli accantonamenti collettivi. L’utile netto di Gruppo di CACF è pari a +48 milioni di euro sul trimestre, con una progressione di quasi il 50% rispetto al trimestre precedente.

I risultati dei canali del leasing e del factoring riflettono l’applicazione da parte di queste attività dei principi del piano di adeguamento fin dalla fine del 2011, con un calo globale degli impieghi parzialmente compensato da un livello elevato di margini e da un buon controllo degli oneri. Nel canale leasing, gli impieghi gestiti ammontano a 16,0 miliardi di euro al 30 settembre 2013 contro 16,9 miliardi al 30 settembre 2012. Nel canale factoring, il fatturato ceduto raggiunge 14,0 miliardi di euro al 30 settembre 2013, con un incremento del 7,0% rispetto al 30 settembre 2012. Il contributo dei due canali all’utile netto di Gruppo del trimestre ammonta a +15 milioni di euro, livello identico a quello del trimestre precedente e quasi doppio rispetto al terzo trimestre 2012.

5. 5. DIVISIONE CORPORATE AND INVESTMENT BANKING

Con il perfezionamento della cessione di CLSA (ad esclusione delle attività a Taiwan) a CITIC Securities, in data 31 luglio, e l’inizio di trattative esclusive con Société Générale in vista della cessione della propria partecipazione del 50% in Newedge, Crédit Agricole CIB inizia la fase finale del suo riposizionamento sulle attività di finanziamento di mercati di capitali e di advisory. La plusvalenza da cessione di CLSA, contabilizzata nel terzo trimestre 2013, ammonta a 320 milioni di euro in utile netto di Gruppo. Per quanto riguarda Newedge, l’impatto stimato sull’utile netto di Gruppo ammonta a -155 milioni di euro.

NB: i bilanci 2012 e 2013 sono stati normalizzati tenendo conto del passaggio in IFRS 5 di Newedge. Attività operative in funzionamento

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M
Proventi operativi netti – di cui DVA

– di cui coperture di prestiti

844

(47)

(13,5%)
ns
ns
2.713

(86)**

15

(11,0%)
ns
ns
Proventi operativi netti normalizzati* 891 (14,7%) 2.784 (10,4%)
Oneri operativi (534) (2,0%) (1.603) (3,0%)
Risultato operativo lordo 310 (28,0%) 1.110 (20,6%)
Costo del rischio (124) +83,1% (310) +72,5%
Risultato della gestione operativa 186 (48,8%) 800 (34,3%)
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 35 (6,4%) 104 (11,2%)
Utili (perdite) su altre attività (1) ns 2 ns
Risultato al lordo delle imposte 220 (45,0%) 906 (32,2%)
Imposte (91) +15,0% (266) (24,7%)
Utili (perdite) netti sulle attività cessate 164 ns 157 ns
Utile netto di esercizio 293 ns 797 +4,8%
Interessi di minoranza 6 +6,7% 18 (14,5%)
Utile netto di Gruppo normalizzato* 155 (55,9%) 664 (32 ,9%)
Utile netto di Gruppo 287 x2,5 779 +5,4%

 

* Dati normalizzati tenendo conto delle coperture di prestiti, degli effetti del CVA/DVA Day 1 e del DVA corrente e degli effetti legati alle società di intermediazione (Cheuvreux, CLSA e Newedge). 2012 normalizzato tenendo conto dell’impatto del piano di adattamento. ** Compreso nel T1 l’effetto Day 1 DVA / CVA: -46 M€ in proventi operativi netti e -25 M€ in utile netto di Gruppo

Nel terzo trimestre 2013, i proventi operativi netti delle Attività operative in funzionamento ammontano a 844 milioni di euro, con una flessione del 13,5% rispetto al terzo trimestre 2012. Una volta normalizzati tenendo conto delle coperture di prestiti e del DVA corrente, i proventi operativi netti si attestano a 891 milioni di euro, con un calo del 14,7%, registrando una diminuzione significativa nelle attività di mercato rispetto a un terzo trimestre 2012 che si era distinto per condizioni di mercato molto favorevoli.

Sul periodo, CACIB consolida così le sue posizioni concorrenziali, fondate su una competenza riconosciuta nelle sue specialità d’eccellenza. CACIB conserva il primo e il secondo posto rispettivamente nelle attività di syndication in Francia e nella syndication di prestiti alle imprese nella zona EMEA1. CACIB si piazza inoltre al primo posto mondiale nel finanziamento aeronautico2. Nel Capital Market and Investment Banking, CACIB resta al primo posto mondiale come bookrunner nell’attività di cartolarizzazione in Europa ABCP1. Infine, CACIB passa dal quinto al secondo posto mondiale sulle emissioni obbligazionarie delle istituzioni finanziarie in euro2.

Nel terzo trimestre 2013, CACIB ha proseguito la sua azione di riduzione degli oneri, che diminuiscono del 2,0% rispetto al terzo trimestre 2012. Includendo le attività in via di cessazione, la flessione si attesta all’8,1%. Nello stesso periodo, il costo del rischio registra un aumento rispetto al terzo trimestre 2012 a causa di accantonamenti individuali non significativi su un numero limitato di dossier, nonché di un accantonamento per controversie (-80 milioni di euro). In totale, l’utile netto di Gruppo delle Attività permanenti si attesta a 287 milioni di euro ed è moltiplicato per 2,5 rispetto al terzo trimestre 2012. Una volta normalizzato, tenendo conto delle coperture di prestiti e il DVA corrente, esso ammonta a 155 milioni di euro.

Per i primi nove mesi del 2013, i proventi operativi netti si attestano a 2.713 milioni di euro, con una flessione dell’11,0% rispetto ai primi nove mesi del 2012, che avevano beneficiato di un contesto di mercato particolarmente favorevole. La contrazione degli oneri è pari al 3,0% sullo stesso periodo, mentre il costo del rischio aumenta del 72,5%. In totale, l’utile netto di Gruppo delle Attività permanenti, normalizzato tenendo conto degli effetti della prima applicazione dell’IFRS13 (CVA/DVA), del DVA corrente e delle coperture di prestiti, si attesta a 664 milioni di euro, con un calo del 32,9% rispetto ai primi nove mesi del 2012 (normalizzato tenendo conto degli effetti di Cheuvreux/CLSA/Newedge e del piano di adeguamento).

Corporate Banking

(in milioni di euro) T3-13 T3-13*            Variazione

T3*/T3*

9M-13 9M-13*            Variazione

9M*/9M*

Proventi operativi netti 517 517      (9,0%) 1.535 1.520   (7,9%)
Oneri operativi (228) (228)   (0,7%) (678) (678)   (2,3%)
Risultato operativo lordo 289 289      (14,5%) 857 842      (12,0%)
Costo del rischio (34) (34)     (46,5%) (205) (205)   +17,1%
Risultato della gestione operativa 255 255      (7,2%) 652 637      (18,5%)
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 35 35        (7,4%) 104 104      (11,2%)
Utili (perdite) su altre attività (1) (1)       ns 2 2          ns
Risultato al lordo delle imposte 289 289      (7,3%) 758 743      (17,3%)
Imposte (90) (90)     (25,4%) (207) (202)   (30,4%)
Utile netto di esercizio 199 199      +4,1% 551 541      (11,1%)
Interessi di minoranza 4 4          (2,0%) 11 11        (15,2%)
Utile netto di Gruppo 195 195      +4,2% 540 530      (11,1%)

* Normalizzato tenendo conto delle coperture di prestiti e esclusi gli effetti del piano d’adeguamento nel 2012

Nel terzo trimestre 2013, i ricavi del Corporate Banking ammontano a 517 milioni di euro, senza degli effetti delle coperture di prestiti. Il consumo di liquidità delle attività di finanziamento continua a diminuire, per raggiungere 85 miliardi di euro nel terzo trimestre 2013, a fronte di 87 miliardi di euro nel trimestre precedente. La flessione è ancora più netta se si confronta tale consumo di liquidità a quello del terzo trimestre 2012, che ammontava a 92 miliardi di euro (-7,7 %). Con 272 milioni di euro, i ricavi dei Finanziamenti strutturati diminuiscono solo del 4,9% nel terzo trimestre 2013 rispetto al trimestre precedente, grazie al mantenimento dei margini in un contesto di calo dei volumi, consecutivo alla riduzione del portafoglio. Allo stesso tempo, i ricavi del Commercial Banking aumentano leggermente, attestandosi a 245 milioni di euro (+2,5% nel terzo trimestre 2013 rispetto al trimestre precedente).

1 Fonte: Thomson Financial

2 Fonte: Thomson Financial

Il costo del rischio rispetto agli impieghi a clientela ammonta a 13 punti base nel terzo trimestre 2013, con un netto calo rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, che si era attestato a 22 punti base. In valore, la flessione è pari al 46,5% rispetto al terzo trimestre 2012.

In totale, l’utile netto di Gruppo del Corporate Banking si attesta al terzo trimestre 2013 a 195 milioni di euro, con un aumento del 4,2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Capital Market and Investment Banking

(in milioni di euro) T3-13 T3-13*            Variazione

T3*/T3*

9M-13 9M-13*            Variazione

9M*/9M*

Proventi operativi netti 327 374      (21,5%) 1.178 1.264   (13,2%)
Oneri operativi (306) (306)   (2,9%) (925) (925)   (3,4%)
Risultato operativo lordo 21 68        (57,8%) 253 339      (32,0%)
Costo del rischio (90) (90)     ns (105) (105)   ns
Risultato al lordo delle imposte (69) (22)     ns 148 234      (52,6%)
Imposte (1) (18)     ns (59) (95)     +11,9%
Utili (perdite) netti sulle attività cessate 164 –          ns 157 –          –
Utile netto di esercizio 94 (40)     ns 246 139      (65,9%)
Interessi di minoranza 2 –          ns 7 5          (67,1%)
Utile netto di Gruppo 92 (40)     ns 239 134      (65,9%)

* Dati normalizzati tenendo conto degli effetti del CVA/DVA Day 1 e del DVA corrente e degli effetti legati alle società di intermediazione (Cheuvreux, CLSA e Newedge). 2012 normalizzato tenendo conto dell’impatto del piano di adattamento.

Compresi i ricavi da intermediazione (CLSA New York e Tokyo) riclassificati in IFRS 5 nel T3-13: 22 M€ nel T3-12, 20 M€ nel T4-12, 25 M€ nel T1-13 e 17 M€ nel T2-13. Nel T3-13, compresi i ricavi di CLSA Taiwan: +3M€

Nel terzo trimestre 2013, i ricavi di Capital Market and Investment Banking sono in netto calo: -21,5% nel terzo trimestre 2013, rispetto ad un terzo trimestre 2012 molto elevato. Al netto dei ricavi da intermediazione, il calo sullo stesso periodo è pari -18,5%, a causa della flessione dei ricavi del 20,6% nel Fixed income, a riflesso di un’attività debole nel Credito e degli effetti delle incertezze del mercato, nel terzo trimestre 2013, sulla politica monetaria della FED. Allo stesso tempo, l’Investment Banking (esclusi i broker) mantiene un buon livello di attività, con ricavi in aumento del 5,4% nel terzo trimestre 2013 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

I rischi di mercato restano ad un livello moderato: il VaR si attesta a 10 milioni di euro al 30 settembre 2013, con un VaR medio a 12 milioni di euro sul trimestre.

Attività in corso di cessazione

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3*
9M-13 Variazione
9M/9M*
Proventi operativi netti 12 (83,9%) 115 (19,7%)
Oneri operativi (39) (49,9%) (125) (46,9%)
Risultato operativo lordo (27) x8,8 (10) (88,9%)
Costo del rischio (4) (64,9%) (33) (49,5%)
Risultato al lordo delle imposte (31) ns (43) (72,7%)
Imposte 11 ns 15 (63,6%)
Utile netto di esercizio (20) +2,5% (28) (75,7%)

 

Interessi di minoranza 1 ns (2) (91,5%)
Risultato netto di Gruppo (21) +8,4% (26) (72,3%)

 

* Normalizzato tenendo conto degli effetti del piano di adeguamento nel 2012

Il risultato netto di Gruppo delle attività in corso di cessazione ammonta a -21 milioni di euro nel trimestre e a -26 milioni di euro nei primi nove mesi del 2013.

6. ALTRE ATTIVITÀ

(in milioni di euro) T3-13 Variazione
T3/T3
9M-13 Variazione
9M/9M*
Proventi operativi netti (500) (65,3%) (1.754) (24,2%)
Oneri operativi (236) +6,1% (668) +0,9%
Risultato operativo lordo (736) (55,7%) (2.422) (18,6%)
Costo del rischio 5 ns 71 ns
Risultato della gestione operativa (731) (61,9%) (2.351) (27,5%)
Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto 35 ns (30) (69,6%)
Utili (perdite) su altre attività ns (4) ns
Risultato al lordo delle imposte (696) (63,8%) (2.385) (27,8%)
Imposte 335 (52,4%) 920 (2,2%)
Risultato netto (361) (70,4%) (1.465) (38,0%)
Interessi di minoranza 33 +35,0% 117 +2,6%
Risultato netto di Gruppo (394) (68,3%) (1.582) (36,1%)

 

* Normalizzati tenendo conto del riacquisto del debito ibrido nel primo trimestre 2012 per 864 milioni di euro

Nel terzo trimestre 2013, i proventi operativi netti delle Altre Attività sono pari a -500 milioni di euro, contro proventi operativi netti di -1.440 milioni di euro nel terzo trimestre 2012. Tale dato comprende una perdita di 252 milioni di euro derivante dalla rivalutazione del debito di Crédit Agricole CIB e di quello legato ai contratti di assicurazione in UC, a fronte di un equivalente di -1.017 milioni di euro nel terzo trimestre 2012. I proventi operativi netti beneficiano inoltre di elementi non ricorrenti positivi: la plusvalenza sulla cessione di Bankinter per 143 milioni di euro e le plusvalenze da cessioni di portafogli per 76 milioni di euro.

I proventi operativi netti delle Altre Attività per i primi nove mesi del 2013 ammontano a -1.754 milioni di euro, con una flessione del 24,2% rispetto ai proventi operativi netti del periodo corrispondente del 2012, normalizzati tenendo conto del riacquisto di debito ibrido nel primo trimestre 2012 per 864 milioni di euro.

Gli oneri operativi, pari a 236 milioni di euro sul terzo trimestre 2013, includono un accantonamento di 20 milioni di euro per il piano di esodi incentivati in Crédit Agricole Immobilier. Al netto degli effetti di tale piano, tali oneri sono in diminuzione del 2,9% rispetto al terzo trimestre 2012.

Fra gli elementi non ricorrenti di questo trimestre, è opportuno sottolineare anche la registrazione, alla posta “Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto”, di un utile significativo di 60 milioni di euro, legato alla partecipazione di Crédit Agricole SA in Eurazeo.

Il risultato netto di Gruppo si attesta quindi a -394 milioni di euro.

Al netto degli spread emittenti, esso è pari a -231 milioni di euro nel terzo trimestre 2013. Una volta normalizzato in base a tali elementi non ricorrenti (plusvalenze su Bankinter e cessioni di portafogli, nonché il risultato della partecipazione in Eurazeo), il risultato netto di Gruppo ammonta a -483 milioni di euro.

RISULTATI CONSOLIDATI DEL GRUPPO CRÉDIT AGRICOLE

I crediti verso la clientela del Gruppo si attestano a 714 miliardi di euro al 30 settembre 2013. Su un anno, le Casse regionali, LCL e le entità della Banca di prossimità internazionale hanno incrementato la raccolta diretta del 4,3%, per raggiungere 471 miliardi di euro. In termini di risorse, i debiti verso la clientela in bilancio rappresentano 635 miliardi di euro.

T3-13  Variazione

(in milioni di euro)        T3/T3*            9M-13 Variazione

9M/9M*

Proventi operativi netti  7.659   +11,5%           23.282 (1,4%)

Oneri operativi (4.889)            (1,5%) (14.619)          (1,3%)

Risultato operativo lordo          2.770   +45,3%           8.663   (1,7%)

Costo del rischio          (849)   (24,8%)           (3.008)            (12,3%)

Risultato della gestione operativa          1.921   x2,5     5.655   +5,0%

Società contabilizzate con il metodo del patrimonio      68        ns         102      ns

netto

Utile netto su altri attivi –          ns         24        (69,9%)

Rettifiche di valore dell’avviamento      –          ns         (22)     (96,2%)

Risultato al lordo delle imposte 1.989   x23,7   5.759   +18,7%

Imposte           (635)   x2,5     (1.830)            (8,2%)

Risultato al netto delle imposte delle attività      167      ns         166      ns

cessate

Utile netto        1.521   ns         4.095   ns

Interessi di minoranza   88        +28,5%           252      +82,5%

Utile netto di Gruppo   1.433   ns         3.843   ns

*2012 normalizzato tenendo conto del passaggio in IFRS5 di Emporiki, Cheuvreux e CLSA e comprensivo di una modifica della valorizzazione di un numero limitato di derivati complessi.

Nel terzo trimestre 2013, il gruppo Crédit Agricole realizza proventi operativi netti per 7.659 milioni di euro, con un incremento dell’11,5% rispetto al terzo trimestre 2012. Questa evoluzione è essenzialmente il riflesso della buona tenuta dell’attività nel core business, ossia nella Banca di prossimità in Francia e nell’assicurazione, ma riflette anche l’impatto degli elementi specifici non legati all’attività (plusvalenza su cessione del saldo della partecipazione in Bankinter per 143 milioni di euro, e rivalutazione del debito, DVA e coperture di prestiti per -299 milioni di euro contro -1.017 milioni di euro nel terzo trimestre 2012).

Gli oneri operativi registrano un calo dell’1,5% rispetto al terzo trimestre 2012. Tale evoluzione riflette la progressiva attuazione dei programmi di riduzione dei costi attraverso, in particolare, le realizzazioni del programma MUST, e l’effetto degli esodi incentivati in CACIB, CACF e Cariparma.

Il costo del rischio è sotto controllo, con un calo del 24,8% rispetto al terzo trimestre del 2012, e si attesta a 40 punti base rispetto agli impieghi nel terzo trimestre 2013, a fronte di 50 punti base nel terzo trimestre 2012 (41 punti base al netto di Emporiki).

Per memoria, il bilancio del terzo trimestre 2012 comprendeva un onere derivante dal deconsolidamento di Bankinter sulla voce Società contabilizzate con il metodo del patrimonio netto per -193 milioni di euro e una svalutazione dell’avviamento di 572 milioni di euro per Agos.

Il risultato netto delle attività cessate, pari a 167 milioni di euro sul terzo trimestre, comprende la plusvalenza da cessione di CLSA e la minusvalenza legata al passaggio di Newedge in IFRS5. Nel terzo trimestre 2012, tale dato

era pari a -1.966 milioni di euro, compresi i risultati operativi di CLSA e le minusvalenze da cessione di Emporiki e Cheuvreux.

In totale, l’utile netto di Gruppo ammonta a 1.433 milioni di euro contro -2.206 milioni di euro nel terzo trimestre 2012.

*****

L’informazione finanziaria di Crédit Agricole S.A. per il terzo trimestre 2013 è costituita dal presente comunicato stampa e dalla presentazione allegata. L’informazione regolamentare integrale, compreso il documento di riferimento, è disponibile presso il sito Internet: www.credit-agricole.com/Finance-et-Actionnaires nello spazio “Information financière” ed è pubblicata da Crédit Agricole S.A. in applicazione delle disposizioni dell’articolo L. 451-1-2 del ”Code monétaire et financier” e degli articoli 222-1 e successivi del regolamento generale dell’Autorità francese dei Mercati Finanziari (AMF)

Avvertenza

I dati presentati, relativi al periodo di nove mesi conclusosi il 30 settembre 2013, sono stati stabiliti in conformità con i principi IFRS così come adottati dall’Unione europea e applicabili in questa data. Queste informazioni finanziarie non costituiscono un bilancio per un periodo intermedio, così come definito dalla norma IAS 34 “Bilanci Intermedi” e non sono state sottoposte a verifica.

Questa presentazione può contenere dati prospettici del Gruppo, forniti a titolo informativo sulle tendenze dell’attività. Tali dati non costituiscono previsioni ai sensi del regolamento europeo n° 809/2004 del 29 aprile 2004 (capitolo 1, articolo 2, § 10).

Questi elementi provengono da scenari basati su un certo numero di ipotesi economiche in un determinato contesto concorrenziale e normativo. Per natura, sono quindi soggetti ad imprevisti che potrebbero non consentire la realizzazione delle proiezioni e dei risultati citati.

Allo stesso modo, le informazioni finanziarie riposano su stime, in particolare in occasione del calcolo dei valori di mercato e degli importi delle svalutazioni di attività. Prima di formulare la propria opinione, il lettore deve prendere in considerazione l’insieme di questi fattori d’incertezza e di rischio.

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Gruppo Crédit Agricole, risultati al 30 settembre 2013. Utili a 1.433 milioni di euro ultima modifica: 2013-11-07T15:11:38+00:00 da Redazione

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