Gruppo Mediocredito Centrale: utile netto ed erogazioni in aumento nel I semestre. Finanziamenti per 1,4 miliardi a famiglie e imprese

Mediocredito Centrale, logo

Il gruppo MCC ha chiuso i primi sei mesi dell’esercizio 2026 con un utile consolidato pari a 73,4 milioni di euro (55,2 milioni al 30 giugno 2025) e con 1,423 miliardi di erogazioni a famiglie e imprese, in aumento del 7,6% rispetto a 1,322 miliardi del primo semestre 2025.

Gli impieghi netti a clientela sono risultati pari a 11,66 miliardi, +6,6% rispetto ai 10,937 miliardi al 31 dicembre 2025. La raccolta diretta da clientela si è attestata invece a 11,735 miliardi, in aumento del 4,5% la raccolta diretta da clientela dagli 11,234 miliardi di dicembre 2025.

Gli utili delle singole banche. Nel dettaglio, la capogruppo MCC ha conseguito un utile di 20,4 milioni (17,9 milioni al 30 giugno 2025), BdM Banca un utile di 46,9 milioni (24,4 milioni 30 giugno 2025) e Cassa di Risparmio di Orvieto un utile netto di 4,7 milioni (6,2 milioni al 30 giugno 2025); Artigiancassa, che prosegue la sua fase di start up, chiude il semestre con una perdita di 1,2 milioni. “Il risultato aggregato delle legal entities ammonta a 70,8 milioni (48,5 milioni al 30 giugno 2025) a cui si aggiunge l’effetto positivo delle scritture di consolidamento per 2,6 milioni (6,7 milioni al 30 giugno 2025), in diminuzione per il normale processo di decalage legato al trascorrere del tempo – precisa una nota stampa -. In data 25 giugno 2026 è divenuto inefficace il contratto di cessione a Banca del Fucino della partecipazione nel capitale sociale di Cassa di Risparmio di Orvieto detenuta da MCC. Pertanto, pur essendo confermata la volontà di procedere alla dismissione della partecipazione, in assenza di un impegno contrattuale vincolante i costi e i ricavi, le attività e le passività riferibili a CRO sono contabilizzate nelle voci di competenza e cessano di essere rilevate tra le attività in via di dismissione. Come richiesto dal principio contabile internazionale IFRS 5, anche il dato comparativo è stato riclassificato secondo la medesima logica”.

Il risultato economico evidenzia:

  • margine di interesse a 157,1 milioni (167,8 milioni al 30 giugno 2025); in riduzione gli interessi attivi per 9,0 milioni (249,2 milioni vs 258,2 milioni al 30 giugno 2025);
  • commissioni nette pari a 107,6 milioni vs 105,5 milioni al 30 giugno 2025, crescono del 2%: +2,9% le commissioni da attività bancaria, che diventa +4% al netto di rappel straordinari del I semestre 2025; commissioni da attività agevolativa stabili a circa 30 milioni di euro.

In particolare, le banche commerciali fanno registrare +6% commissioni su erogazione di finanziamenti, +38% da consumer finance, +18% da bancassicurazione, +6% su servizi di investimento. MCC factor rileva +55% nelle commissioni di factoring.

Gli impieghi netti complessivi sono pari a 11.660 milioni vs 10.937 milioni al 31 dicembre 2025 (+6,6%), comprensivi di crediti verso la clientela per 10.961,9 milioni vs 10.342,9 milioni al 31 dicembre 2025 e titoli di debito HTC al costo ammortizzato per 698,2 milioni vs 594,1 milioni al 31 dicembre 2025.

A livello aggregato, prima delle scritture di consolidamento, i crediti deteriorati verso la clientela presentano un valore contabile netto di 237,3 milioni (rispetto a 228,7 milioni al 31 dicembre 2025), con un grado di copertura dei fondi rettificativi al 41,2%, in lieve decremento rispetto al 42,3% di dicembre 2025. In lieve riduzione l’NPE ratio lordo, pari al 3,6% vs 3,7% di dicembre 2025 e stabile l’NPE ratio netto al 2,2%.

In crescita del 4,5% la raccolta diretta da clientela, pari a 11.735,5 milioni vs 11.234,4 milioni a dicembre 2025, e del 32,6% la raccolta istituzionale, realizzata mediante emissioni di titoli sul mercato, pari a 2.032,8 milioni vs 1.533,6 milioni al 31 dicembre 2025.

Il Cet1 capital ratio (uguale al Tier1 capital ratio) e il Total capital ratio, che incorporano l’utile di periodo, sono pari rispettivamente al 15,61% (15,87% al 31 dicembre 2025[1]) e al 16,71% (16,96% al 31 dicembre 2025).