
Nel primo trimestre 2026 lo stock di abitazioni in vendita in Italia si è ridotto del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A segnalarlo è l’ultimo report di Idealista, che registra un’inversione di tendenza netta rispetto al 2025, che chiudeva sostanzialmente stabile. La disponibilità risulta invece in lieve aumento, dello 0,5%, rispetto al quarto trimestre del 2025.
Calo dell’offerta nel 73% capoluoghi
A livello cittadino emerge un forte calo dell’offerta residenziale in 80 dei 110 capoluoghi monitorati da idealista. Il Sud Italia è la macroarea più colpita: 22 dei 26 capoluoghi della macroarea registrano una contrazione, mentre nel Centro 20 capoluoghi su 23 sono in calo.
Le maggiori riduzioni riguardano Chieti (-34%), Biella e Udine (entrambe -27%), Ancona e Matera (-24%) e Messina (-23%).
Tra i principali mercati cittadini lo stock di abitazioni in vendita scende a Venezia (-19%), Palermo (-13%), Verona (-10%), Genova (-8%), Roma (-7%), Napoli e Bari (entrambe -2%).
Gli incrementi di stock hanno riguardato prevalentemente i grandi mercati: Bologna registra il maggior aumento dell’offerta (22%), seguita da Firenze (10%), Milano (6%) e Torino (2%). Tra i capoluoghi minori spiccano invece Oristano (17%), Carbonia (14%), Foggia (12%) e Como (11%).
Offerta provinciale in caduta libera
A livello provinciale il quadro si fa ancora più netto: 87 province su 107 monitorate registrano una contrazione dell’offerta, un’inversione significativa rispetto al primo trimestre 2025, quando 60 province erano ancora in crescita. Il calo è diffuso su tutto il territorio nazionale, ma è il Centro Italia a mostrare la situazione più critica: nessuna delle 22 province dell’area è in crescita.
Le flessioni più marcate si osservano a Pistoia (-13%), Fermo (-11%), Viterbo e Ancona (entrambe -10%). A guidare i ribassi a livello nazionale sono Pavia (-19%), Trieste (-17%) e Udine (-16%), seguite da Aosta e Gorizia (entrambe -15%).
Ma il fenomeno investe anche i grandi centri: tra le province metropolitane arretrano Palermo (-10%), Genova e Venezia (-8%), Roma (-7%), Verona (-4%) e, seppur di misura, Milano (-1%).
I pochi mercati in controtendenza vedono i maggiori aumenti dell’offerta a Bologna (7%), Siracusa (6%), Enna (5%), Salerno (5%) e Foggia (5%); tra le grandi province cresce anche Torino (4%).























