
Il mercato residenziale italiano archivia luglio con un calo mensile dell’1,1% dei prezzi delle abitazioni, che si attestano in media a 2.030 euro/m². Su base annua i prezzi crescono del 3,1%, mentre il dato trimestrale segna una flessione dell’1,2%.
Inverso l’andamento dei canoni di affitto, che segnano un +2,4% rispetto a giugno ma un 1,3% sotto i livelli di luglio 2025, con il valore medio nazionale pari a 14,9 euro/m².
È quanto rileva l’osservatorio di Idealista, che ha inoltre rilevato un aumento dell’1,2% dello stock di abitazioni in vendita. Una crescita che, secondo il report dell’ufficio studi “riflette più il rallentamento degli scambi che un ritorno di offerta sul mercato: gli immobili restano in vendita più a lungo”. Su base annua il confronto con il secondo trimestre 2025 mostra, comunque, una contrazione dello stock del 2,1%, a conferma che il riassorbimento resta parziale
I prezzi delle case
Luglio racconta di battute di arresto generalizzate a livello regionale: solo il Trentino-Alto Adige, con un rimbalzo del 4,1% e la Valle d’Aosta con un più 0,7% segnano variazioni mensili. Le restanti regioni sono in calo. La frenata più brusca è in Basilicata (-3,3%), seguita da Calabria (-1,7%) e Sardegna (-1,6%). Riduzioni più contenute nel Lazio (-1,5%), Marche (-1,5%), Lombardia (-1,2%) e Friuli-Venezia Giulia (-1,2%).
Il Trentino-Alto Adige guida la classifica dei valori assoluti con 3.281 euro/m². A seguire, un terzetto di regioni del Centro-Nord: Liguria (2.645 euro/m²), Toscana (2.636 euro/m²) e Lombardia (2.627 euro/m²). Sopra la media nazionale anche Lazio (2.402 euro/m²) ed Emilia-Romagna (2.116 euro/m²). Per chi cerca prezzi accessibili, Molise (887 euro/m²), Calabria (897 euro/m²) e Basilicata (1.065 euro/m²) restano i mercati più convenienti d’Italia.
Province. A livello provinciale, la tendenza è prevalentemente negativa nell’84% delle aree monitorate. Mentre, le note positive arrivano soprattutto dal Nordest: Trieste guida i rialzi mensili con +1,8%, seguita da Ravenna (1,4%). Brindisi (0,9%) e Verbano-Cusio-Ossola (0,9%) completano la testa della classifica, con Aosta (0,7%) e Mantova (0,6%) poco distanti. Sul fronte opposto, Pordenone segna il calo più marcato con -4,8%, davanti a Nuoro (-3,6%), Enna (-3,3%) e Potenza (-3,2%). Stabili, questo mese, Novara e Teramo.
La graduatoria dei prezzi provinciali vede Bolzano (4.702 euro/m²) nettamente davanti a Milano (4.125 euro/m²), Lucca (3.906 euro/m²) e Firenze (3.393 euro/m²). Le due grandi province metropolitane segnano dei cali mensili, Roma -1,2%, Milano -1,5%, ma sull’anno entrambe crescono: rispettivamente 4,1% e 3,2%. All’estremo opposto, Biella (529 euro/m²), Caltanissetta (585 euro/m²) e Isernia (608 euro/m²) sono le province più economiche per l’acquisto di un’abitazione.
Milano, Venezia e Bolzano, le città in cui costa di più comprare casa. Luglio disegna una mappa a due velocità: 57 capoluoghi in calo, 40 in rialzo, 8 fermi al palo (Monza, Foggia, Vicenza, Padova, Bologna, Ravenna, Agrigento e Udine). Il mese premia i mercati di piccola e media dimensione: Ragusa vola in testa con un più 3,9%, seguita da Mantova (2,6%) e Imperia (2,5%). Trieste (2,3%) e Siena (2,1%) completano la top 5.
Il podio delle città più care d’Italia non cambia: Milano (5.681 euro/m²), Venezia (4.938 euro/m²) e Bolzano (4.901 euro/m²). Seguono Firenze (4.786 euro/m²) e Bologna (3.798 euro/m²); Roma chiude in sesta posizione con 3.767 euro/m².
I valori immobiliari più bassi si trovano invece a Caltanissetta (632 euro/m²), Biella (748 euro/m²) e Reggio Calabria (778 euro/m²).
I canoni di affitto
A luglio i canoni di affitto in Italia segnano un deciso rialzo mensile: 2,4% rispetto a giugno, con il valore medio nazionale che sale a 14,9 euro/m². Su base annua il mercato resta però ancora in territorio negativo, con i prezzi dell’1,3% sotto i livelli di luglio 2025.
Milano resta la città più cara per gli inquilini. A luglio il quadro dei capoluoghi italiani vira con decisione verso il rialzo: su 94 mercati monitorati, 60 segnano una crescita dei canoni e 32 un calo rispetto a giugno, 2 mercati stabili. Una netta prevalenza al rialzo che conferma la vivacità della domanda in avvio di stagione estiva.
I rialzi più marcati si osservano a Pesaro (8,1%), Massa (7,6%), Trieste (6,1%) e Messina (5,4%). Aumenti significativi anche a Sassari (5,0%), Cagliari (4,7%), Pisa (4,2%) e Brindisi (4,0%).
Tra i principali mercati cittadini, Roma cresce del 4,2% e tocca il proprio massimo storico, raggiungendo una media di 19,6 euro/m².
I ribassi impattanti del mese di luglio riguardano Rimini (−5,6%), Andria (−3,9%), Pordenone (−3,8%), seguite da Lodi (−3,3%), Agrigento (−3,0%) e Benevento (−2,7%), quindi Biella (−2,6%), Udine (−2,5%) e Ascoli Piceno (−2,4%).
Milano si conferma anche a luglio la città più cara per gli inquilini italiani, con 22,4 euro/m², insieme a Firenze; seguono Venezia (21 euro/m²) e Roma (19,6 euro/m2). All’estremo opposto della classifica si collocano Caltanissetta con 4,6 euro al metro quadro, Reggio Calabria con 6,1 euro, Potenza con 6,1 euro e Ragusa con 6,3 euro.
Lucca, provincia più cara per chi affitta. A livello provinciale prevale nettamente il segno positivo, con 66 province su 104 monitorate in aumento, 37 in calo e 1 stabile. I rialzi più marcati si osservano a Ravenna (7,4%), Catanzaro (7,1%), Trieste (6,1%), Rieti (6,1%).
Lucca, con 50,5 euro al metro quadro, si distingue come la provincia più cara d’Italia, “un valore fuori scala trainato dai canoni elevatissimi delle sue località costiere, che pesano in misura rilevante sul campione”. Seguono Grosseto con 24,4 euro, Belluno con 22,3 euro, Milano con 21,5 euro e Aosta con 21,4 euro al metro quadro.
Le province più economiche risultano invece Caltanissetta con 5,1 euro al metro quadro, Potenza con 5,6 euro, Reggio Calabria con 6,1 euro, Avellino con 6,1 euro e Agrigento con 6,2 euro.
Regioni, Toscana in vetta. Molise la più economica. Sul fronte regionale, a luglio i canoni aumentano in 15 regioni su 20. Le variazioni più significative si registrano in Calabria (3,8%), Lazio (3,7%), Friuli-Venezia Giulia (2,9%) e Liguria (2,2%).
La Toscana, con 21,1 euro al metro quadro, è tra le regioni più care per gli inquilini italiani, insieme alla Valle d’Aosta (21,4 euro) e alla Lombardia (18,9 euro), seguite dal Lazio con 16,4 euro. In tutte le altre regioni i canoni restano più contenuti, con valori che spaziano dai 15,3 euro del Trentino Alto Adige ai 6,5 euro del Molise.






















