Idealista: nelle grandi città meno della metà delle case accessibili alle famiglie. Il 71% dell’offerta lontano da dove si ha bisogno di vivere

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In Italia il 71% delle case è accessibile alle famiglie. Tuttavia il discorso non vale per le grandi città, dove si concentrano lavoro, studio e opportunità e nelle quali l’accessibilità crolla sotto il 50%. È quanto emerge dal report diffuso il 21 luglio da Idealista, che prende in esame la quota di alloggi che una famiglia con reddito medio può permettersi, partendo dal reddito familiare netto stimato per ogni comune tramite interpolazione di più fonti Istat (ultimo dato: 2023) e dalla relativa soglia di spesa mensile sostenibile (un terzo del reddito netto).

L’analisi evidenzia come il 71% degli alloggi siano adatti a una famiglia e alla portata di chi ha un reddito medio, ma non si trovino dove i nuclei hanno davvero bisogno di vivere.

A prima vista il 71% nazionale sembra incoraggiante. Ma la casa accessibile c’è soprattutto dove la domanda è debole: aree interne, territori in calo demografico, capoluoghi del Sud a bassa densità. Nelle grandi città del Centro-Nord, dove i redditi sono più alti e si concentrano le opportunità, la quota scende sotto il 50%. Il problema non sono solo i redditi bassi: è che le case abbordabili non stanno dove serve viverci”, afferma Vincenzo de Tommaso, responsabile dell’ufficio studi di Idealista.

Il caso Milano: redditi alti, ma una casa su due è fuori portata

Una famiglia milanese con reddito medio guadagna circa 5.000 euro netti al mese, il più alto d’Italia. Per concedere un mutuo, la banca chiede che la rata non superi un terzo dello stipendio e che la famiglia disponga del 20% del valore della casa come acconto: la rata sostenibile risulta di circa 1.700 euro al mese. Eppure, con questo budget, solo il 46% delle case adatte a una famiglia è abbordabile.
Più di una casa su due resta fuori portata, nonostante il reddito più elevato del Paese: qui i valori immobiliari hanno corso più veloce del potere d’acquisto”, precisa Idealista.
A Napoli il meccanismo è speculare: prezzi in forte crescita e redditi tra i più bassi d’Italia, con l’accessibilità compromessa su entrambi i fronti.

Il quadro nei grandi mercati

Tra i principali capoluoghi metropolitani, quattro superano la media nazionale. Genova (87%) guida grazie al rapporto favorevole tra reddito e prezzi; Torino (78%) unisce un reddito allineato alla media a valori contenuti; Palermo (77%) deve la sua accessibilità a prezzi bassi che compensano redditi tra i più modesti del gruppo, così come Bari (73%). Sotto la media scende Bologna (64%) e, sotto il 50%, il quadro si complica: Roma (49%), Milano e Firenze (46%), fino a Napoli (42%), fanalino di coda.

Le case accessibili nelle grandi città

Città

% stock accessibile

Reddito familiare netto (€/anno)

Soglia spesa mensile (€/mese)

Bari

73%

41.132

1.143

Bologna

64%

50.256

1.396

Firenze

46%

47.865

1.330

Genova

86%

41.354

1.149

Milano

46%

60.888

1.691

Napoli

42%

32.781

911

Palermo

77%

33.815

939

Roma

49%

43.123

1.198

Torino

78%

42.169

1.171

Fonte: Idealista.

I due estremi: dove la casa costa poco è spesso dove c’è poca richiesta

Sui 110 capoluoghi analizzati, oltre la metà supera la media nazionale del 71%. In cima figurano Vibo Valentia (98%), Rovigo, Terni, Campobasso e Cosenza (97%): prevalentemente capoluoghi del Sud, aree interne appenniniche e centri di media dimensione del Nord accomunati da bassa pressione demografica e prezzi contenuti. Un’accessibilità elevata che è più conseguenza della debolezza della domanda che di un mercato vivace.

All’estremo opposto, i mercati turistici e ad alta tensione: Bolzano (18%) e Venezia (19,5%) sono i due valori più bassi d’Italia. Seguono Rimini (44%), Verbania (47%), Como (49%), Lucca e Trento (attorno al 50%).

L’incrocio tra la geografia del reddito e quella dell’accessibilità restituisce il paradosso italiano: dove ci sono lavoro, opportunità e redditi più alti, le case alla portata delle famiglie si riducono”, conclude il report di Idealista.