
Prosegue la crescita degli investimenti insurtech in Italia. A trainarli però sono ancora le grandi compagnie assicurative. La spinta innovativa del mercato rimane infatti concentrata su pochi player tradizionali, senza i quali il progresso complessivo del settore risulterebbe significativamente più lento. A segnalarlo è l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, che insieme a IIA (Italian Insurtech Association) ha diffuso lo scorso 26 marzo la nuova edizione dell’Insurtech Investment Index 2025. L’occasione è stata la terza edizione dell’evento “AI & Insurtech – Dalla sperimentazione all’infrastruttura: governare l’AI nel settore assicurativo”, promosso da IIA e Share.
Secondo l’analisi, il livello complessivo di digitalizzazione del mercato italiano segna un lieve miglioramento, con l’indice di investimenti in insurtech che nel 2025 è salito a 19/30, rispetto al 18/30 dall’anno precedente.
“I dati del 2025 mostrano una positiva crescita degli investimenti, che tuttavia vengono trainati ancora da pochi grandi player tradizionali. Tale trend è sintomo di un mercato che nel suo complesso non è ancora riuscito a fare quel salto verso una collaborazione strutturata con le realtà più innovative: le partnership con startup sono infatti in calo da due anni, mentre crescono i progetti sviluppati internamente. Le compagnie assicurative preferiscono internalizzare l’innovazione piuttosto che co-svilupparla con l’ecosistema”, ha dichiarato Filippo Renga, direttore dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano.
Le principali evidenze
Investimenti in start up, capitale investito cresciuto di oltre 500 mln. Nel 2025, il 55% delle compagnie analizzate ha effettuato almeno un investimento in start up insurtech, segnando un aumento di 17 punti percentuali rispetto al 38% del 2024. Ancora più significativo è l’incremento del capitale investito, che ha raggiunto i 541,6 milioni di euro, rispetto ai 38 milioni dell’anno precedente – un balzo che riflette operazioni di dimensioni molto più rilevanti da parte di un numero selezionato di grandi player.
Il numero di operazioni è invece sceso da 11 a 9, a conferma di un approccio sempre più mirato e selettivo.
Progetti innovativi interni cresciuti; capitale aumentato di 100 mln. Per quanto riguarda l’aumento degli investimenti in progetti innovativi interni, le compagnie hanno totalizzato 489 milioni di euro nel 2025, in crescita rispetto ai 375 milioni del 2024. Il 91% delle compagnie del campione analizzato ha avviato almeno un progetto interno, +6 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il numero complessivo di operazioni è tuttavia sceso da 145 a 131, segnale che “il mercato sta concentrando le risorse su iniziative di maggiore portata e valore medio più elevato (3,7 milioni per progetto, contro 2,8 nel 2024), piuttosto che moltiplicare il numero di sperimentazioni”.
Le partnership con progetti insurtech mostrano un segnale in controtendenza: 35 accordi nel 2025, rispetto ai 38 del 2024. Cresce però la quota di compagnie con almeno una partnership attiva, che sale al 50% (+12 punti percentuali), e aumenta significativamente la media per azienda, passata da 2,9 a 7 partnership. Anche qui il quadro è quello di un mercato che seleziona e consolida, piuttosto che esplorare in maniera differenziata.
Le previsioni per il 2026
Per il 2026, le compagnie assicurative prevedono un livello di investimenti in start up insurtech sostanzialmente invariato rispetto al 2025 (punteggio medio di 3 su una scala da 1 a 5). Il segnale è quello di un mercato che, dopo la forte accelerazione dei volumi registrata nel 2025, si appresta a consolidare le posizioni acquisite piuttosto che accelerare ulteriormente.
“Come confermano i dati del Politecnico, il 2026 è l’anno dell’industrializzazione dell’AI nel settore assicurativo: usciamo dalla fase di pura sperimentazione per avviare una produzione su scala. I numeri lo confermano: dopo un 2025 chiuso con oltre un miliardo di investimenti complessivi nel settore, il 2026 segna una previsione di 250 milioni destinati all’intelligenza artificiale, pari a circa il 15% della spesa totale. È un salto significativo, che però deve essere accompagnato da un cambio di approccio altrettanto deciso di tutto l’ecosistema: investire in AI significa investire in competenze, in architetture tecnologiche proprietarie e in una governance capace di governare sistemi sempre più complessi”, ha aggiunto Simone Ranucci Brandimarte, presidente di IIA e Yolo.
























