Il “caos” del business mutui in America

L’amministrazione Obama riconosce che una delle cause della mancata ripresa del mercato immobiliare negli USA è anche da ricercarsi nell’importante numero di case pignorate dalle banche.
Il numero dei pignoramenti è stato così elevato negli ultimi tempi che le banche sono state costrette ad assumere personale anche non qualificato, come teen agers e parrucchieri, per far fronte a tutto il lavoro di controllo dei documenti e qualche banca ha anche dovuto congelare i processi in diversi Stati.

Il problema oggi per il mercato mutui è però ben oltre il problema dei pignoramenti, la vera problematica sono le cartolarizzazioni fatte negli ultimi anni. Negli anni ’80, quando sono nate, si seguivano delle procedure per le cartolarizzazioni ben chiare e strutturate. Questo è stato fatto per vent’anni, poi dal 2004, quando c’è stato il boom, i banchieri “affamati” di commissioni non guardavano più alla qualità del credito. Questo non era dovuto a una mancanza di attenzione, ma a un approccio di lavoro sistemico che si era creato, finalizzato al risparmio dei costi e a generare profitti sempre più importanti.

Quello che oggi sperano le banche e gli operatori è che il Congresso faccia una legge per sollevarli da accuse di comportamenti non corretti.

Chiedere al Congresso aiuto da parte delle banche sarebbe come ammettere i loro errori e di aver sviato le scelte degli investitori.

In ogni caso fino a quando non si trova una soluzione al problema delle cartolarizzazioni e non si arriva a una via di uscita ragionevole, l’intera economia soffrirà.

Il “caos” del business mutui in America ultima modifica: 2010-11-02T13:51:21+00:00 da Flavio Meloni

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