Il “Piano casa” di David Cameron

Può essere considerata la versione british del Piano casa, non solo perché ne condivide gli intenti, ma anche per l’accoglienza ricevuta. La proposta del premier britannico David Cameron di un “ammorbidimento” delle licenze nel settore delle costruzioni per favorire ampliamenti di ville, villette e negozi è stata presentata come una soluzione per dare una spinta all’economia, eppure è già divenuta bersaglio di numerose critiche mosse tanto da esponenti dell’opposizione che dagli addetti ai lavori.

Nel Regno Unito sono circa 200mila le famiglie che ogni anno chiedono all’amministrazione pubblica il permesso di ingrandire la propria abitazione o di riconvertire il proprio garage in immobile ad uso residenziale. E benché in media, stando ai dati diffusi dal Daily Tepegraph, il 90% delle domande riceva parere positivo, i tempi di risposta sono eccessivamente lunghi, con costi in marche da bollo che si aggirano intorno alle 150 sterline.

A fronte di ciò la proposta avanzata da Cameron è quella di eliminare completamente permessi e richieste per un periodo di tre anni, durante i quali per ottenere il via libera ai lavori di ampliamento sarebbe sufficiente il parere favorevole di un geometra. “Quando si tratta di aiutare la gente a costruire nuove case e far ripartire l’economia questo governo fa sul serio”, ha sottolineato il premier, aggiungendo che, accanto al “Piano casa” è già pronta un’estensione del progetto Firstbuy, un fondo studiato per aiutare i giovani a mettere da parte l’acconto con il quale richiedere un mutuo.

L’idea del capo del gabinetto britannico si è subito scontrata con le dichiarazioni non certo entusiaste della Local government association. Il fatto che in Inghilterra siano già stati accordati 400mila permessi di ampliamento rimasti poi solo sulla carta, secondo l’associazione, dimostrerebbe in maniera lampante la totale inefficacia di un simile provvedimento.

Il “Piano casa” di David Cameron ultima modifica: 2012-09-14T08:06:01+00:00 da Flavio Meloni

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