Il testo completo dell’intervento di Ignazio Visco all’assemblea ordinaria dell’Abi

Ignazio Visco, Banca d'ItaliaRiportiamo di seguito per i nostri lettori il testo integrale dell’intervento del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco durante l’assemblea ordinaria dell’Abi:

Nell’area dell’euro la crescita è ancora molto debole; l’inflazione, pari in giugno allo 0,5 per cento, resta ben al di sotto dei valori compatibili con la stabilità dei prezzi. In Italia la ripresa stenta ad affermarsi; la dinamica dei prezzi al consumo è scesa allo 0,2 per cento. Le decisioni adottate lo scorso giugno dal Consiglio direttivo della Bce mirano ad allentare ulteriormente le condizioni monetarie e a sostenere l’offerta di credito. Per la prima volta, abbiamo portato il tasso di interesse sui depositi delle banche presso l’Eurosistema su un livello negativo. Abbiamo deciso di condurre, dal prossimo settembre, operazioni mirate in cui l’ammontare del rifinanziamento concesso a ciascuna banca è legato al volume di prestiti che essa eroga all’economia.

Abbiamo reso più nette le indicazioni sul corso futuro della politica monetaria e riaffermato che, se necessario, interverremo ancora per scongiurare il rischio di un’inflazione bassa per un periodo troppo prolungato. Nei prossimi mesi valuteremo gli effetti delle decisioni fin qui prese. Siamo pronti a considerare nuove misure, incluso un programma di acquisto di titoli su larga scala.

Il credito e il finanziamento all’economia

Le condizioni del mercato del credito riflettono con ritardo i segnali di lento miglioramento della congiuntura. Le indagini condotte presso le imprese mostrano un allentamento delle tensioni all’offerta di prestiti; difficoltà emergono ancora tra le aziende di minore dimensione e con bilanci fragili, in relazione soprattutto all’elevato indebitamento. Le erogazioni risentono dei timori degli intermediari circa la solidità e le prospettive dei debitori. In alcuni casi, esse possono essere influenzate da cautele indotte dall’esercizio di valutazione in corso presso le maggiori banche (comprehensive assessment). Rimane debole anche la domanda di credito, soprattutto quella connessa con il finanziamento di nuovi investimenti. La consistenza delle partite deteriorate, al netto delle svalutazioni, ha raggiunto il 10 per cento dei prestiti complessivi a marzo scorso, dal 9 di un anno prima; le sole sofferenze ammontavano a poco più del 4 per cento. I flussi di ingresso in sofferenza si stanno però riducendo: sono scesi al 2,6 per cento, dal massimo del 3 registrato alla metà del 2013.

La riduzione dei prestiti deteriorati è indispensabile per la ripresa del credito. Le cessioni effettuate nei primi mesi del 2014 e quelle per le quali le trattative sono in stato avanzato consentiranno di farli diminuire di circa 5 miliardi. Ulteriori transazioni di importo significativo sono state recentemente annunciate al mercato.

Queste iniziative, come pure gli interventi volti a razionalizzare la gestione dei crediti deteriorati attraverso strutture dedicate, hanno fatto finora capo per lo più a grandi intermediari. L’attenuarsi della crisi del debito sovrano e la conseguente riduzione dei premi per il rischio spingono gli investitori specializzati a offrire prezzi più alti che in passato per acquisire le partite deteriorate. Nel contempo, l’incremento delle rettifiche di valore sui prestiti sta riducendo il prezzo che le banche sono disposte ad accettare. Il completamento del comprehensive assessment potrà anch’esso facilitare lo sviluppo del mercato dei crediti anomali.

Per le banche di dimensioni più contenute sono da ricercare soluzioni volte ad accrescere il coordinamento tra intermediari e a generare una massa critica di attività. Interventi pubblici, purché compatibili con i vincoli di finanza pubblica e con le regole europee sugli aiuti di Stato, potrebbero contribuire a superare le difficoltà che gli intermediari incontrano nel liberare i bilanci dal peso dei crediti anomali e rilanciare l’offerta di credito a famiglie e imprese.

Le nuove operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine (Targeted Longer-Term Refinancing Operations) concederanno liquidità agli intermediari a condizione che essa venga utilizzata per finanziare le attività produttive.

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Il testo completo dell’intervento di Ignazio Visco all’assemblea ordinaria dell’Abi ultima modifica: 2014-07-10T16:18:24+00:00 da Redazione

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