Immobili, Istat: nel secondo semestre prezzi in contrazione del 5,9% su base annua. I consumatori: il calo è sovrastimato

ImmobiliareTra aprile e giugno l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate da singoli e famiglie italiani, il cosiddetto Ipab, ha conosciuto una diminuzione dello 0,6% su base trimestrale e del 5,9% rispetto all’anno precedente. È quanto rivelano gli ultimi dati pubblicati dall’Istat.

Nel riportare le cifre l’Istituto nazionale di statistica ha sottolineato che quello registrato è il settimo calo consecutivo, aggiungendo però che l’ampiezza della diminuzione dei prezzi che interessa il settore immobiliare si sta lentamente riducendo. Su base annua, hanno rilevato gli esperti dell’Istituto, la flessione è la sesta consecutiva, con una dinamica tendenziale che mostra tuttavia segni di stabilizzazione.

Al calo congiunturale, secondo l’Istat, hanno contribuito le flessioni dei prezzi delle abitazioni nuove (meno 0,8%, dopo il meno 1,1% del trimestre precedente) e di quelle esistenti (meno 0,6%, dopo il precedente meno 1,5%). Allo stesso tempo il calo tendenziale è il risultato della contrazione dei prezzi delle case esistenti (meno 7,4%) e di quelle di nuova costruzione (meno 2,6%). Anche in questo caso, comunque, l’ampiezza del calo si riduce. Mediamente nel primo semestre dell’anno i prezzi sono diminuiti del 5,9% tendenziale (meno 1,9% per le abitazioni nuove e meno 7,7% per quelle esistenti).

Nel commentare i dati pubblicati dal centro di ricerca Adusbef e Federconsumatori hanno obiettato che la riduzione registrata sarebbe in realtà sovrastimata e che il costo degli immobili ad uso abitativo resta ancora troppo elevato.

“Secondo alcuni dati dell’Ance”, hanno spiegato le due associazioni “dall’inizio della crisi le compravendite delle abitazioni si sono dimezzate”. Questo andamento “estremamente negativo” è determinato “principalmente da tre fattori: la forte contrazione del potere di acquisto delle famiglie, la difficoltà a ottenere un mutuo, nonché il livello ancora eccessivamente elevato dei costi delle abitazioni”.

“A fronte di una contrazione della domanda di abitazioni così marcata”, hanno aggiunto Adusbef e Federconsumatori “i prezzi dovrebbero scendere in maniera adeguata. Invece si è registrata qualche flessione solo nelle zone più marginali e periferiche”, mentre “nei grandi centri urbani i prezzi sono rimasti pressoché invariati”.

Tale tendenza, hanno concluso le associazioni “sta spingendo un numero sempre maggiore di famiglie a scegliere di abitare verso i margini delle città, o addirittura verso i centri limitrofi, dove il costo delle case è più accessibile. Per far ripartire il mercato immobiliare e per mettere le famiglie in condizione di non dover rinunciare a un bene essenziale come la casa, è necessario avviare un serio e reale ridimensionamento dei prezzi, in concomitanza con una riduzione della tassazione e con l’avvio di piani per l’edilizia popolare”.

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Immobili, Istat: nel secondo semestre prezzi in contrazione del 5,9% su base annua. I consumatori: il calo è sovrastimato ultima modifica: 2013-10-07T12:02:10+00:00 da Paolo Tosatti

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