Immobili, Tecnocasa: acquisti per investimento più sensibili alla pandemia

I piccoli tagli sono sempre stati la scelta degli investitori che decidono di fare un acquisto con la finalità della messa a reddito. Molti di questi poi negli ultimi anni hanno optato per gli short rent, una modalità di locazione di breve termine per cui il piccolo taglio, monolocale e bilocale, risulta l’opportunità ottimale in termini di rendimento.  Con l’arrivo del Covid, in primavera, gli investitori hanno rallentato, spesso si sono fermati, a causa del crollo dei flussi turistici e della diminuzione di studenti e lavoratori fuori sede complici Dad e smart working”. Si apre così il report dell’ufficio studi di Tecnocasa sugli acquisti per investimento nei primi sei mesi del 2020. 

Le compravendite realizzate a questo scopo nelle grandi città hanno fatto registrare una lieve flessione rispetto allo stesso periodo del 2019: dal 24,9% al 24,7%. E questo spiegherebbe la contrazione della domanda di piccoli tagli a livello nazionale. Ampliando l’orizzonte temporale a nove mesi gli acquisti per investimento si sono ripresi e, nelle grandi metropoli, passano da 24,8% al 25%.

Sono variazioni decisamente contenute ma che rendono l’idea di come questo target sia più sensibile alla pandemia. Ed è ancora più interessante notare come i cali maggiori di acquisti per investimento nei primi nove mesi dell’anno si siano avuti soprattutto nelle città del Nord Italia dove l’effetto della pandemia è stato più forte. Sarà interessante analizzare i dati che emergeranno a chiusura 2020 e inizi del 2021 per valutare gli effetti della seconda ondata”, si legge nel rapporto dell’ufficio studi.

Secondo Tecnocasa, le città in cui gli acquisti per investimento sono diminuiti maggiormente nei primi 9 mesi del 2020 sono Genova (da 17,8% a 16,6%), Milano (da 26,1% a 23,3%), Napoli (da 39,1% a 37,2%) e Verona (da 33% a 28,2%).

In tutte queste città il bilocale resta la tipologia più scelta da chi desidera fare un investimento immobiliare. A Torino raccoglie il 56,1% delle compravendite, a Milano il 51% e a Roma il 41,4%.