Immobiliare, Banca d’Italia: nel II trimestre diminuisce quota operatori che segnalano prezzi in contrazione

Immobiliare nuda proprietà real estateSecondo i risultati dell’indagine congiunturale sul mercato immobiliare condotta dalla Banca d’Italia dal 25 giugno al 20 luglio 2018 presso 1.478 agenzie immobiliari, nel secondo trimestre del 2018 la quota di operatori che segnalano pressioni al ribasso sulle quotazioni degli immobili ha continuato a diminuire mentre è aumentata quella di coloro che evidenziano una stabilità dei prezzi.

L’analisi evidenzia che l’incidenza di agenti che segnalano condizioni invariate della domanda è salita a circa due terzi, mentre si è ridotta la quota di giudizi di miglioramento; il margine medio di sconto sui prezzi di offerta è tornato a diminuire.

Sia la quota delle compravendite finanziate tramite mutui ipotecari sia il rapporto fra prestito e valore dell’immobile si confermano su valori elevati. Il motivo principale di cessazione dell’incarico rimane il divario tra prezzi offerti e domandati; resta molto contenuta l’incidenza di agenti immobiliari che ne attribuisce la causa alle difficoltà di ottenere un mutuo.

Le attese degli operatori sulle prospettive del mercato degli immobili sono rimaste favorevoli, su un orizzonte sia di breve sia di medio termine, seppure in misura inferiore rispetto alla precedente rilevazione.

Nel secondo trimestre la quota di operatori che segnala una diminuzione dei prezzi di vendita ha continuato a ridursi (19,5 per cento, da 25,4 nella rilevazione dello scorso aprile); la flessione ha interessato tutte le macro aree e, in particolare, il Nord Ovest. È aumentata l’incidenza di coloro che esprimono giudizi di stabilità dei prezzi (al 76,6 per cento, dal 71).

La quota di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione è rimasta stabile intorno all’80 per cento. La differenza tra la percentuale di operatori che riportano un aumento del numero di potenziali acquirenti e di quelli che ne segnalano la diminuzione è scesa a 4,9 punti percentuali (da 10 nella rilevazione di aprile), risentendo della flessione registratasi nelle regioni del Nord. È al contempo salita al 66,4 per cento (dal 55,6) la quota di agenti che riportano una stabilità nelle condizioni della domanda, a fronte in particolare della riduzione dell’incidenza di coloro che esprimono giudizi di miglioramento. Il numero di agenzie che indicano una diminuzione delle giacenze di incarichi a vendere continua a prevalare, seppur in misura modesta, su quello degli operatori che ne segnalano l’incremento, mentre è lievemente aumentato il saldo relativo ai nuovi mandati (a -5,9 punti percentuali da -7,5).

Il divario tra prezzi offerti e domandati resta il motivo principale per la cessazione del mandato a vendere: è rimasta pressoché stabile, al 46,7 per cento, l’incidenza di agenti che attribuisce il motivo della decadenza dell’incarico a proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore, mentre è diminuita la quota di chi segnala valutazioni giudicate troppo elevate dai potenziali acquirenti (al 53,8 per cento, da 56,5). Anche la percentuale degli agenti che ascrive la causa della decadenza degli incarichi alle difficoltà dei potenziali acquirenti nell’ottenere un mutuo è lievemente scesa (al 16,1 per cento da 18).

Il margine medio di sconto sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore è diminuito di un punto percentuale, al 9,9 per cento, risentendo in particolare della riduzione registrata nelle aree urbane. I temi di vendita hanno segnato un lieve aumento (a 7,5 mesi da 7,1), annullando la flessione del periodo precedente. La quota di acquisti finanziati con mutuo ipotecario è lievemente aumentata (all’81,1 per cento dall’80,2), mentre il rapporto fra prestito e valore dell’immobile è rimasto pressoché stabile, al 75 per cento.

Immobiliare, Banca d’Italia: nel II trimestre diminuisce quota operatori che segnalano prezzi in contrazione ultima modifica: 2018-08-12T16:41:18+00:00 da Redazione

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